Il sacro tempio del tempo

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È vero che in fondo sono sempre le stesse idee a girarci per la testa. Il tempo, per esempio.

Una cosa così semplice, e così incomprensibile, sommamente giusta nel suo fluire per tutti senza distinzione, ed al tempo stesso sommamente, assurdamente ingiusta.

Lo vedo sgranarsi come le perle di una collana rotta, sfilarsi e perdersi in una sequenza irrecuperabile di attimi, giorni, anni. Uno sgranarsi nemmeno uniforme, corre quando lo vorresti fermo e sembra non passare mai quando invece lo vorresti vedere correre. Perle sfilate, perdute per sempre.

Viaggi ed assaggi, passaggi e messaggi, amori, furori, terrori, albe e tramonti tremanti, tra i monti, umori, sudori, dolori, durature incazzature e cure, inquietudini, latitudini, abitudini, critiche e musiche e dediche, e pratiche mimetiche, acrobatiche, fantasie erotiche, eretiche, sogni ritorni, e bisogni, non ti vergogni, palloni passioni e missioni, ed ancora riunioni, che due…

Una divinità capricciosa, il tempo, insensibile alla preghiere ed indifferente alla rabbia delle piccole creature su cui domina. Idolo irraggiungibile, insensibile, incorruttibile, per nulla simpatico. Come tutti gli dei che l’ uomo si è dato, come tutte le statue nei templi di ogni epoca. Divinità è il nome che diamo alla nostra riluttante impotenza di fronte alle cose, all’indifferenza del divenire.

Sostengono gli esperti che alla radice della parola ci sia un verbo greco, “temno”, che significa suddividere. Anni, mesi, giorni, ore, minuti. Suddivisioni, appunto.

Ma è suddivisione anche quella tra ciò che è accessibile toccabile e ciò che non lo è, ciò che è proibito ed intoccabile. Anche “tempio” ha la stessa radice, infatti, la suddivisione stavolta è fra ciò che è dell’uomo e ciò che, ancorché fatto dall’uomo, non gli appartiene perché appartiene alla capricciosa divinità che vi dimora, che pretende adorazione e sacrifici.

Il tempio è sacro, come tutto ciò che si colloca fuori dall’umano.

Il sacro tempio del tempo.

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2 commenti su “Il sacro tempio del tempo

  1. lapoetessarossa ha detto:

    Bentornato amico mio. Bello rileggerti nei temi che ti sono cari. 

    Lo so che il blog ti annoia, o non ti dà più nulla, o poco, ma me lo ricordo il tempo in cui scrivere era un cuore palpitante e flusso sanguigno che sembrava non doversi interrompere mai. 

    Non ritornerà. Ma nell’imprevedibilità del divenire magari accadranno cose che non ti aspetti, regali, momenti perfetti, materia calda per nostalgie.

    Un abbraccio 

    • melogrande ha detto:

      Non è che mi annoi, il blog, più che altro non trovo da dire nulla che non mi sembri di avere già detto, meglio, in passato.
      Me ne dispiaccio, ma è così.
      I tempi belli li ricordo bene, mi restano nel cuore. Non li perdo, quelli.
      Caso vuole che sia tuo il like n. 1000. Questo mi piace.
      Ricambio l’ abbraccio cara poetessa.

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