Pendoli e Mareggiate

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Gli alti e bassi dei rapporti umani talvolta seguono il moto violento di un oceano in tempesta. Rapporti a lungo trascurati si riconfigurano come provvidenziali ancore di salvezza quando altri ormeggi sono stati strappati dalla furia delle onde. Ci si sarebbe dovuto curare prima, di questi rapporti, rafforzarli, confermarli invece di trascurarli, non si sarebbe dovuto accettare di congelarli, o peggio, troncarli.

Per fortuna il cuore umano sa talvolta essere grande, e non solo spietato, ed il bene sepolto ritorna alla luce, ancora capace di germogliare nonostante l’ incuria di anni. Il giardino rifiorisce di nuova ed imprevista vita, improbabili germogli rompono la crosta compatta di sabbia e di sale, a significare che la vita è forte e che, a volte, si raccoglie più di quanto si sia seminato.

Non resta che accogliere commossi il dono immeritato, contriti ripromettersi di mantenere ben vivi, questa volta, appigli e legami, ben sapendo che l’ improvviso divampare di nuove passioni al momento imprevedibili rischieranno di incenerire, una volta di più, questa insperata vegetazione, perché tale è la natura inaffidabile ed imperfetta del cuore umano.

Viene da chiedersi anche se in tutte le forme di relazione umana, e non solo quella forma particolare ed estrema che è la relazione amorosa, sia inevitabile un certo grado di asimmetria, un prevalere di una parte rispetto all’ altra, uno sbilanciare che, invece di segnalare una patologia della relazione, ne attesti invece l’ esistenza, come se fosse essa stessa la condizione che la rende possibile.

L’ attenzione è più forte da una parte rispetto all’ altra, e questo genera una tensione, uno sforzo direzionale, crea dal nulla l’ oggetto del desiderio, che per essere tale, cioè desiderato, occorre che sia per ciò stesso mancante e non posseduto. Lo sappiamo da millenni.

E dunque, quando l’ oggetto del desiderio s’ avvicina fino a diventare oggetto del possesso, in quel preciso momento la relazione subisce una torsione repentina, col desiderante che allenta la presa ed il desiderato, spiazzato da questo calo di tensione, che si protende a sua volta.

Mai contenti, insomma, come si conviene alla natura storta e pericolosa dell’ essere umano.

A parti invertite l’ asimmetria della relazione viene ristabilita, fino a che un’ oscillazione, o mareggiata, più violenta delle altre non strappi ancora gli ormeggi, ovvero lo smorzarsi delle oscillazioni conduca il rapporto nell’ intorno di un qualche punto di equilibrio. Stabile, si spera, e non insipido.

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