Il mondo è bello

 

 
La parola “mondo” ha due significati.

Prima di tutto è un aggettivo, e significa semplicemente “pulito”, sia in senso materiale che metaforico.

Lo si capisce bene per contrasto, quando si pensa al termine opposto che è “immondo”. Immondo ha assunto soprattutto un significato di “sporco moralmente”, “impuro”, “indegno”, ma il termine affine “immondizia” ha invece mantenuto il significato assai più materiale di spazzatura, senza un giudizio di valore associato. Insomma l’ aggettivo “mondo” è connesso all’ idea di pulito, puro, in ogni senso.

Ma mondo è anche Mondo, il pianeta Terra, il luogo in cui l’ umanità abita, la casa comune dell’ umanità, ancorché non si possa escludere l’ esistenza di altri mondi, e soprattutto moltissimi abbiano fede nell’ “altro mondo”, quello dopo la morte.

Che cos’ ha a che fare il Mondo con la pulizia ? Che cosa lega i due significati del termine ?
La Bellezza.
 
Il mondo diventa infatti un sostantivo come abbreviazione di “locus mundus”, posto pulito, adorno di bellezza e di armonia. E veniva usato, “mundus”, anche nel significato di “ornamento”, accessorio di bellezza.
 
Sembra un collegamento stiracchiato, ma non lo è affatto.
Non lo è perché, vedi caso, si ripete pari pari nella parola greca “Kosmos” da cui viene “Cosmo”.
Kosmos in greco vale appunto “ornamento”, “ordine”, “armonia”, e fra le tante parole che da questa sono derivate, una ne ha mantenuto il senso originario, ed è “cosmetico”.
 
E se tutto ciò non bastasse, si trova un inaspettata corrispondenza nelle lingue slave.
Mondo si dice Świat in polacco, Svijet in croato e con termini simili nelle altre lingue slave.
Ebbene, in polacco światło (svjetlo in croato) significa “luce”, e święty (svetac in croato) significa addirittura “santo” !
 
Il mondo è dunque in origine il luogo della Bellezza e dell’ Armonia, un luogo chiaro e luminoso, un luogo santo da visitare in punta di piedi, un ordine ed un’ armonia a cui conformarsi in modo da diventarne parte.
 
Fu solo molto più tardi, negli anni bui dell’ Alto Medioevo che un’ umanità spaventata dal crollo di ogni ordine costituito e smarrita cominciò a considerare questo mondo come una “valle di lacrime” (locuzione che risale al X-XI sec.), un luogo infausto e corrotto, un posto infido  da cui allontanarsi.
È allora che il termine “mondano” assume un significato deteriore, di cosa che attiene all’ esistenza terrena, temporale, materiale, frivola persino.
Vanitas vanitatum, insomma…
 
Forse sarebbe ora, in questa contemporaneità nuovamente impaurita, fra angosce millenaristiche e concrete preoccupazioni per una Terra col fiato corto, di recuperare quel senso antico della santità del mondo sancito dalla Bellezza, sarebbe ora di recuperare un po’ di quell’ ammirato rispetto per un’ armonia a cui accostarsi in punta di piedi, col desiderio di esserne accolti.


 
Ecco, dovessi fare un augurio per l’ anno nuovo, questo sarebbe.
 

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Buonanotte

 
Sento il vuoto, oggi. Un po’ me l’ aspettavo.
Tutti gli anni, di questi tempi, come una vecchia cicatrice quando cambia il tempo.
La ferita non c’è più, rimarginata da un pezzo, si è ricostruita la pelle sopra, solo rimane una traccia di colore diverso, più chiaro, quasi giallastro a segnare il tracciato dell’ antica lacerazione. La si può toccare, una vecchia cicatrice, non fa male, ci si può passare sopra la mano, premere con forza persino, nessuna conseguenza, non fa male.
Eppure certi giorni fa male. Fa male per conto suo.
Come se stesse chiamando, come se puntasse l’ attenzione e dicesse che quel fatto, quel trauma, quell’ incidente che ha inferto la ferita non deve essere dimenticato.
Ogni ferita fa parte di me, della storia, ha segnato l’ anima come e più del corpo, mi ha fatto cambiare, mi ha reso più vecchio e forse maturo.
 
E di tanto in tanto occorre che la cicatrice dolga, per ricordarmi di rendergli onore e memoria.
È giusto così.
 
Sedici anni giusti. Buonanotte, papà.

 


Fa sempre piacere …

 
L’ amico
capehorn ha voluto condividere con me un piccolo premio a sua volta ricevuto.  
Mi fa un grande piacere, lo ringrazio di cuore.
Dovrei a mia volta distribuire, la cosa mi crea un po’ di imbarazzo. Proverò ad elencare i blog che più volentieri visito, lasciando ai rispettivi proprietari (gente talvolta un po’ difficile…) la libertà di cogliere o meno questo mio apprezzamento.

Dunque:

La Poetessa Rossa perchè è una vera amica e per il suono delle sue parole
Red Pasion
, direi, perchè sa sempre mantenersi donna di classe in un contesto che talvolta…
Carlo che sogna perchè è un poeta
Ferite invisibili per il valore di ciò che testimonia
Orsarossa : non potremmo essere più diversi eppure…
Lefty : idem
Peer Gynt nonostante il pessimismo cosmico..
Melpunk perchè è inimitabile
Lightofyoureyes perchè sempre scrive da dio
Larpaderba per i temi e la sensibilità

 
 

Dicembre è buio

È andata, anche stavolta.
 
Non è nemmeno difficile spiegare perché dicembre mi stia storicamente antipatico, un fatto ormai cementatosi negli anni, sistematico, che si ripresenta con implacabile certezza stagionale.
Mi sta antipatico e lo temo, due fenomeni che non di rado si accompagnano.
Non è difficile spiegare, e si può forse ricondurre tutto ad una sola parola: ipocrisia.
Dicembre è il mese più ipocrita del calendario.
Fa finta di essere un mese festoso e giulivo, ma non è vero.
È un mese in cui lo stress lavorativo usuale non cala, anzi è acuito dalle scadenze di fine anno (chi non ce le ha ?), e a questo si somma lo stress delle festività.
A partire dagli auguri (A chi ? E dov’è finita la lista dell’ anno scorso ? E perché non mi sono segnato quelli ricevuti ? E stavolta di chi mi dimenticherò ?) per continuare coi regali (avevo un anno di tempo e figurati se ne ho messo da parte uno che sia uno. E ora come faccio ?), e via con le code il traffico la ressa nei negozi. Sapendo benissimo che fra meno di un mese tutto quello che sto comprando lo offriranno a metà del prezzo che sto pagando.
 
E via così, con le visite per scambiarsi gli auguri con gente che non vedi e non senti da un anno esatto e che non rivedrai né sentirai per un altro anno e ci sarà il suo perché, le persone che ti stanno a cuore non aspetti Natale per cercarle, ma stasera bisogna fare finta che ti siano mancati e rispondere che sì, certo, questa volta sicuramente riprenderemo i contatti, “non appena passate le feste”.
Ipocrisia pura nello sfarzo luccicante di una festa che ti obbliga allo sforzo di apparire felice perché a Natale si è tutti più buoni.
 
Claustrofobia di pranzi che esondano fino a metà pomeriggio in sale da pranzo piene di fumo (non vorrai fare il rompiscatole salutista a Natale, vero ?).
Claustrofobia di cene che non hai ancora fatto in tempo a digerire il pranzo e non puoi non pensare alla fatica che ti costerà smaltire questi chili.
Problemi con la bilancia, e problemi coi bilanci, personali e non che pare sia obbligatorio fare proprio adesso.
 
Ma poi che storia è che uno debba divertirsi alla data prefissata e non quando ne ha la voglia e l’ occasione ? E’ come la pretesa dei luna park, o parchi divertimento, che già nel nome stesso adombrano l’ obbligo, imposizione e fastidiosa aspettativa. Se non ti diverti è colpa tua, non nostra, sembrano dire, e così io quasi facevo apposta a non divertirmi mai.
Ecco, per me dicembre è un po’ così.
 
Neppure presso l’ amata montagna trovo redenzione dal malumore, tra settimanabianchisti assatanati di visibilità coi 4×4 formato (e color) carrofunebre napoleonico, e folle di tute fluorescenti ammassate davanti allo skilift come il giorno prima alla mensa aziendale.
Né c’è salvezza nelle case, dove i televisori petulano a tutto volume programmi di cosiddetto intrattenimento.
 
Finite le feste, torna la vita vera, e meglio così.
Troppo negativo, vero ?
 

Eredità

laghi gemelli
 
Vorrei darvi tutti i miei errori,
carissimi figli adorati,
come fossero esposti al museo,
reliquie di un tempo più arcano.
Vorrei li osservaste scrutando,
intuendone il senso profondo,
e vorrei ne teneste il ricordo
pur senza raccoglierne il male.
 
La mia vita vorrei presentarvi,
da esplorare con volo planato,
un paesaggio di boschi e rovine,
da percorrere e forse salvare.
Vorrei vi vedeste l’ amore,
la mia compassione e la cura,
celerei tra selvatiche foglie
il dolore di cui s’è imbevuta.

Premio

Con colpevolissimo ritardo mi trovo a ringraziare due care amiche Chicca e Dilia che hanno voluto attribuirmi questo premio:
 ARTE PUNTO VITA

Il premio Punto d’Arte della Vita è stato creato per onorare e riconoscere bloggers che nei loro blog rappresentano la "Terapia dell’arte"

Che dire ?
La nascita di questo blog l’ ho raccontata qui qualche tempo fa; quanto alle arti, amo la letteratura e la musica, di cui un po’ m’ intendo, amo anche la pittura di cui m’ intendo assai meno (grazie, chicca per i post tematici !)
I blog amici sono quelli linkati i cui autori spesso mi onorano della loro presenza e dei loro contributi, non sono poi tanti, per cui mi sembra giusto nominarli TUTTI.

Alla vostra salute !

* REGOLE*
1) Indicare da chi si è ricevuto il premio.
2) Dire il motivo per cui si è deciso di creare il proprio blog.
3) Dire qual’è la propria arte preferita.
4) Onorare altri 13 blogs amici

 

…BiPremio Blog…

L’ amico Astrogigi, giustamente premiato per il suo blog sospeso fra scienza e poesia  "Il Signore delle Stelle" http://astrogigi.splinder.com, con il premio Arte y Pico Award, ha voluto condividerlo con me.

La Poetessa Rossa, a cui lo avevo volentieri passato, me lo restituisce con un passaggio all’ indietro. Non so se il Regolamento lo consente, ma io intanto me lo prendo e ringrazio.. :-))))

Questo è il regolamento per chi lo riceve :

1) scegliere 5 blog che si considerano meritevoli di questo premio, per creatività, design e materiali particolari utilizzati, e che diano un contributo alla comunità dei blogger, indipendentemente dalla lingua!

2) ogni premio assegnato,deve avere il nome dell’autore e il collegamento al suo blog, così che tutti lo possano visitare;

3) ogni premiato deve esibire il premio e mettere il nome e il collegamento al blog di colui che ti ha premiato;

4) Il premiato deve mostrare il collegamento con il blog ARTE Y PICO  dove nasce l’iniziativa http://arteypico.blogspot.com/

5)  pubblicare le regole.

Io segnalo quindi questi 5 blog:

http://lapoetessarossa.splinder.com/

http://lefty333boy.splinder.com/

http://lascatolina.blogspot.com/

http://lacurandera.splinder.com/

http://dilia.splinder.com/

Sono blog molto diversi fra  di loro, ma hanno in comune, oltre al fatto di essere amici miei, una profonda sincerità di espressione.