Un blogger di nome Giacomo

 

Nominando i nostri antenati, sogliamo dire, i buoni antichi, i nostri buoni antichi. Tutto il mondo ha opinione che gli antichi fossero migliori di noi, tanto i vecchi che perciò gli lodano, quanto i giovani che perciò li disprezzano. Il certo è che il mondo in questo non s’inganna: il certo è che, senza però pensarvi, egli riconosce e confessa tutto giorno il suo deterioramento. E ciò non solamente con questa frase, ma in cento altri modi; e tuttavia neppur gli viene in pensiero di tornare indietro, anzi non crede onorevole se non l’andare sempre più avanti, e per una delle solite contraddizioni, si persuade e tiene per indubitato, che avanzando migliorerà, e non potrà migliorare se non avanzando; e stimerebbe di esser perduto retrocedendo.

Si parlava, nel post precedente, delle opportunità nuove offerte dalla Rete, e dell’ eventuale influenza, fertile o nefasta, che la Rete esercita, o potrebbe esercitare, sull’ intelligenza umana.

Ora, un esempio assai concreto di opportunità di questo genere, un esempio fra i tanti, a me pare sia il facile accesso online a certi testi, o documenti, non facili da trovare in libreria o anche in biblioteca.

Giacomo Leopardi tenne per molti anni, ma in particolare tra il 1817 ed il 1823, una sorta di diario, o quaderno di appunti, su cui fissava pensieri, riflessioni, ipocondrie, fissazioni ovvero annotazioni sui testi che egli aveva di volta in volta fatto oggetto di studio, o che stava semplicemente leggendo. Si trattava di uno Zibaldone, ovvero uno “zabaglione”, ovvero un miscuglio, un caos messo per iscritto, senza pretese sistematiche, così come viene, benché contenga anche alcuni “saggi brevi” di varia natura.

“Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura”, li aveva definiti lo stesso autore, ma data la sua bulimia di sapere e la spaventosa energia intellettuale, ne vengono fuori circa 4.500 pagine, in cui quotidianamente si salta, e più volte, da un argomento all’ altro. Benché lo stesso Leopardi pensasse che da quel magma si potessero ricavare almeno sei o sette saggi, ed abbia ad un certo punto cominciato ad organizzare un indice, non ne fece nulla, e si è dovuto attendere gli anni ’90 per una vera edizione critica. Insomma, ancora adesso, un’ edizione completa dello Zibaldone non è facilissima da reperire. Però online c’è, sia da scaricare che da consultare, magari saltando da una pagina all’ altra in perfetto “internet style“.

Sulla natura dello Zibaldone, lascio la parola a Pietro Citati, autorità indiscussa, direi.

“C’è il rifiuto della costruzione logica, l’ onda, la scorrevolezza e la liquidità del parlato, (…) la velocità del pensiero che sopravanza quella della scrittura.

(…) Leopardi parlava di ‘pensieri scritti a penna corrente’, cioè obbedendo agli impulsi della penna e della mano”.

Mmmm.

Adesso, non vi suonano come già sentite, queste parole ? Non descrivono qualcosa che vi sembra di conoscere bene ? Qualcosa di assai familiare, una scrittura scorrevole, veloce, “parlata”, usata per mettere a fuoco considerazioni su argomenti eterogenei ? Insomma, diciamola, la parola, e se fosse una specie di blog ?

Ora lo so, posso sembrare sacrilego, va bene. Leopardi su WordPress ? Andiamo ! Però il fatto è che aprendo a caso lo Zibaldone, capita spesso di imbattersi in ciò che mi verrebbe da definire dei “post” ante litteram, qualcuno breve e fulminante, poco più di un aforisma:

La corruttela de’ costumi è mortale alle repubbliche, e utile alle tirannie, e monarchie assolute. Questo solo basta a giudicare della natura e differenza di queste due sorte di governi.

Quegli stessi che credono grave, o maggiore che non è, ogni leggera malattia che loro sopravviene, caduti in qualche malattia grave o mortale, la credono leggera, o minore che non è. E la cagione d’ambedue le cose è la codardia che gli sforza a temere dove non è timore, e a sperare dove non è speranza.

altri più lunghi e concettosi, ma insomma, quasi sempre a misura di pagina web.

Si suol dire che la monotonia fa parere i giorni più lunghi. Così è quanto alle parti del tempo considerate separatamente. Ma quanto al complesso è tutto l’opposto, perché un giorno pieno di varietà, terminato che sia ti parrà lunghissimo, anzi spesso ti avverrà di credere a prima giunta che una cosa fatta, accaduta, veduta, ec. oggi, appartenga al giorno di ier o ier l’altro, perché la moltiplicità delle cose allunga nella tua memora lo spazio, e il maggior numero degli accidenti, accresce l’apparenza del tempo. All’opposto in una vita tutta uniforme, spesso ti avverrà (e m’è avvenuto) di credere che l’accaduto ieri o ier l’altro appartenga al giorno d’oggi, o quello di più giorni fa, al giorno di ieri. E ciò per la ragione contraria, e perché l’uniformità impiccolisce l’immagine delle distanze. Così la monotonia prolunga la vita in quanto la lunghezza è penosa, e l’abbrevia in quanto la lunghezza è piacevole e desiderata; e la tua vita passata nell’uniformità ti par brevissima e momentanea, quando ne sei giunto al fine.

 

Le osservazioni sono acute, lo stile, nonostante la “penna corrente” è conciso ed elegante. Insomma, un blogger di talento, malgrado talvolta (bisogna pur dirlo) difetti un po’ in leggerezza. Ma del resto, la maggior parte dei blogger è piuttosto introversa, non vi pare ?

Insomma, io sono convinto che G.L. sarebbe stato uno da linkare subito …

Va, bene, va bene, scherzavo. Non lo faccio più !

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