Un argomento assai scomodo

 

Immagino che questo post non mi renderà popolare, ma sono abituato a pensare con la mia testa e sono troppo vecchio per cambiare. Se sbaglio, vorrei che qualcuno mi spiegasse dove sbaglio. Senza ideologie, senza preconcetti e senza parolacce, se possibile. Grazie.

1. Non c’è dubbio che per chi naviga, salvare un naufrago in procinto di annegare è un obbligo, morale prima ancora che legale. Ci si ferma e lo si tira a bordo, punto. Può succedere a chiunque navighi.

2. Schierarsi davanti alle coste libiche, al limite delle acque territoriali ed a volte anche dentro, aspettando che gli scafisti accompagnino al largo i gommoni coi migranti mi sembra una cosa un po’ diversa. È vero che la decisione è stata presa dopo alcuni tragici naufragi, ma la preoccupazione umanitaria è purtroppo sfociata in un involontario, consistente, e per di più gratuito, assist alla criminalità, che adesso deve solo spingere verso la prima nave un gommone senza motore. Un sogno per il racket dei migranti, una catastrofe ulteriore per i migranti, i gommoni sono assai instabili e vulnerabili, ed i morti sono aumentati sia in assoluto (5.000 solo nel 2016) che in proporzione ai transiti (quasi due morti ogni cento).  Bisogna prenderne atto.

3. Sul giro d’ affari dei trafficanti di uomini ho letto cifre assai disparate. Secondo uno studio recente dell’ istituto Demoskopik ogni migrante paga 4.000-5.000 $ per la traversata del deserto, più altri 1.000-1.500 per l’ imbarco. Anche usando le stime più basse, gli oltre 180.000 migranti arrivati in Italia nel 2016 hanno prodotto un giro d’ affari di quasi un miliardo di dollari. Solo nel 2016 e solo dalla Libia verso l’ Italia. Di questo parliamo. Un fiume di denaro nelle tasche di mercanti ed aguzzini di esseri umani che solo in un paese totalmente disarticolato come la Libia di oggi possono portare in giro indisturbati, tenere prigionieri, torturare centinaia di migliaia di persone. Fare tutto il possibile per neutralizzare questi criminali è opera umanitaria, rifiutare di collaborare a questo scopo no. Che ci siano dubbi su questo lo trovo incomprensibile.

4. Fra i migranti che arrivano dalla Libia, non ci sono libici, e neppure siriani. I più numerosi sono, nell’ ordine, quelli che arrivano da Nigeria, Bangladesh (sì, proprio così !), Guinea, Costa d’Avorio ed in generale Paesi dell’ Africa subsahariana. Tranne poche eccezioni, non si tratta di rifugiati ma di migranti in cerca di migliori condizioni di vita, migranti che si indebitano per pagare i trafficanti, lo stesso tipo di emigrazione che ebbe luogo all’ inizio del secolo scorso verso gli Stati Uniti. Gli americani avevano bisogno di manodopera per sviluppare il Paese, così come oggi l’ Europa (Italia per prima) ha bisogno di immigrati per compensare l’ invecchiamento della popolazione. Tutto sta a mantenere il controllo su questo processo. Gli americani avevano un sistema legale che faceva capo ad Ellis Island. Oggi, la quota parte di immigrazione che proviene dalla Libia (e che costituisce poco meno di metà del totale degli arrivi in Italia) è completamente in mano ad organizzazioni criminali. Ma perché arrivano proprio da lì ?

5. L’ Africa, che quando io andavo a scuola arrivava sì e no a 200 milioni di abitanti, ha superato pochi anni fa il miliardo, e raggiungerà i due miliardi entro il 2050. Il motivo è semplice: l’ Africa, ultima fra le grandi regioni del mondo, sta iniziando finalmente ad emergere dalla povertà estrema ed a ridurre la mortalità infantile. Di conseguenza, in questa fase transitoria l’ Africa subsahariana rimane ancora la regione più povera al mondo ma, al tempo stesso, è quella col più alto tasso demografico al mondo. L’ età media della popolazione in questi paesi è inferiore ai 18 anni, in confronto ai 45 circa della vecchia Europa. Lo sviluppo economico di questi paesi è mediamente alto, la povertà estrema è scesa di 20 punti negli ultimi 25 anni, ma è ancora al 40%, e si capisce bene che un miliardo di bocche in più da qui al 2050 (30 milioni in più ogni anno) non è un problema da poco. E si capisce anche che l’ emigrazione verso l’ Europa non è una soluzione realistica, sostenere ed alimentare lo sviluppo di questi paesi invece si. G2, G7, G8, G20 e compagnia bella farebbero bene ad occuparsi di questo, io credo. Sarebbe un modo assai più intelligente di spendere soldi.

6. Per quanto l’ Italia abbia bisogno di compensare la denatalità e l’ invecchiamento della popolazione, è anche il caso di ricordare che attualmente da noi la disoccupazione giovanile sfiora il 40%, situazione aggravata dal periodico innalzamento dell’età pensionabile. Oltre a governare il fenomeno migratorio, non sarebbe male avere un’ idea di come impiegare i nuovi arrivati. Vederli chiedere l’ elemosina davanti ai supermercati fa male, ma deve fare ancora più male a chi, per arrivare fin qui si è indebitato fino al collo. È il miglior modo per costruire una bomba sociale, e mettere questa gente nelle mani sbagliate.

 

Annunci

5 commenti su “Un argomento assai scomodo

  1. Enzo ha detto:

    Penso che tutti i fenomeni sono positivi o negativi a seconda della capacità di governarli. Lasciare un vuoto normativo, affidarsi solo alla repressione legale (leggi reato di immigrazione clandestina, che tutti gli addetti ai lavori ritengono un favore agli scafisti), è la soluzione più idiota; quella di non soccorrere che affoga è la più bestiale; non sono abbastanza competente per fornire una soluzione migliore, ma da alcuni nostri politici sento solo assurdità e insulti. Conclusione: l’Europa non può fare a meno degli immigrati, e deve accettare l’integrazione di questi nuovi cittadini senza fare isterismi; però il fenomeno va governato con intelligenza e buonsenso, applicando regole semplici e chiare, e sanzionando quei paesi europei che non rispettano gli impegni.

  2. guido mura ha detto:

    Certo che la questione è scomoda e non va affrontata privilegiando reazioni emotive. Ricordo di aver letto tanti documenti sull’emigrazione, quella italiana, dell’Ottocento e del Novecento. Era frequente l’emigrazione temporanea, che spesso si trasformava poi in un definitivo trasferimento presso un paese straniero. Allora l’emigrazione era spesso legata alla richiesta di manodopera, da parte di imprenditori europei, oppure dalle esigenze di sviluppo di paesi come quelli delle Americhe. Della navigazione si occupavano vere e proprie società di trasporto e non organizzazioni criminali, anche se le stesse società non godevano allora di una buona stampa. La situazione, in genere, appariva comunque sotto controllo e regolata dalle leggi della domanda e dell’offerta.
    Spesso vi erano richieste, determinate numericamente, di manodopera, necessaria per i lavori di costruzione ferroviaria o per l’attività estrattiva di minerali. Solo a seguito della richiesta gli operai partivano, con visti regolari.
    Mi chiedo perché mai, in un mondo che dovrebbe essere più avanzato e civilizzato, non sia possibile creare canali regolari per l’emigrazione, consentendo alle forze lavoro in eccesso in alcuni paesi di trasferirsi dove la loro presenza può essere opportuna, se non necessaria.
    Viene veramente il dubbio che le migrazioni clandestine e incontrollate siano incoraggiate in quanto fonte di finanziamento illecito e siano rese possibili dall’assenza di una politica di gestione del fenomeno da parte dei paesi che dovrebbero accogliere i migranti.
    È ovvio che il buonismo non razionalizzato e organizzato può produrre effetti disastrosi, creando le condizioni per una guerra civile tra poveri di differente origine. La politica dell’aggiungi un posto a tavola è encomiabile, ma funziona se il posto a tavola è uno. Se i posti a tavola da aggiungere diventano venti, cinquanta o cinquecento, può capitare che la tavola venga rovesciata e che si debba rinunciare tutti alla cena.

  3. melogrande ha detto:

    Per la verità un sistema di immigrazione legale c’è già, entrano circa 300.000 persone ogni anno, principalmente da rumeni, albanesi, marocchini e ucraini.
    Nell’ ultimo rapporto ISPI sulle migrazioni ho trovato questo grafico, abbastanza interessante:

    L’ intero rapporto merita la lettura.

    • guido mura ha detto:

      Mi mancavano questi dati. Se sono attendibili, come credo, non mi pare che rimangano molti spazi per assorbire clandestini. Cosa gli facciamo fare? Moltiplichiamo le mense gratuite e li manteniamo senza lavoro? Speriamo che attraversino di nascosto le Alpi e vadano a depositarsi da qualche altra parte? Potrebbe servire un’operazione di contropropaganda, in cui si spieghi che il paradiso europeo potrebbe trasformarsi, per la maggior parte di loro, in un incubo?

che ne pensi ?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...