Un solo Dio, al massimo due

 

Intorno al 1350 a. C., il faraone in carica, Amenofi IV, della XVIII^ dinastia, ebbe un’ idea assai balzana.

Siamo al centro della storia egizia, nel pieno di quello che viene definito Nuovo Regno. L’Egitto esisteva come entità statale da oltre duemila anni, ed in duemila anni, pur in una società allergica a cambiare, di cose ne succedono tante. Ma una pensata come quella di Amenofi IV non si era mai sentita. In breve, il faraone aveva deciso che era tempo di farla finita con tutta quella parata di divinità, Osiride, Iside, Seth, Horus e soprattutto Amon, il più grande di tutti, ed era ora di riconoscere che di Dio ce n’era uno solo: Aton, il Sole. Un unico Dio di cui lui stesso, il faraone, era figlio unico e legittimo, neanche a dirlo.

I sacerdoti dovettero pensare che il faraone era uscito pazzo, e ne ebbero conferma quando Amenofi IV decise addirittura di cambiare nome in onore del Dio, facendosi chiamare Ekhnaton. E tuttavia i sacerdoti dovettero chinare la testa ed obbedire tacendo, chiusero i templi di Amon e si misero di buona lena a scalpellarne via il nome dai monumenti delle precedenti amministrazioni. Potevano solo sperare che Aton, o chi per esso, chiamasse presto a sé il faraone pazzo. Quando questo finalmente avvenne, tutto tornò come prima, i vecchi dei riabilitati, i templi rimessi a posto, i culti ripristinati ed il nuovo faraone sul trono col rassicurante nome di TutankhAMON.

Di Amenofi IV/Ekhnaton non rimase nulla, venne proibito persino pronunciarne il nome, e credo sia la prima “damnatio memoriae” della Storia.

Per quanto ne sappiamo, la bislacca idea di Amenofi IV rappresenta la prima di una forma di monoteismo di cui resti traccia. Si trattava probabilmente di un monoteismo imperfetto, Amenofi IV non ebbe la forza di spazzare via tutto il pantheon, altri dei sopravvissero subordinati, ma era un inizio. Del resto, ben altri monoteismi danno tuttora spazio a Santi, Madonne, angeli e diavoli, non è così ?

Fu una comparsa effimera, come abbiamo detto, ma forse non del tutto. Parecchi studiosi, a cominciare da Freud, ipotizzarono che Mosè possa essere stato un sacerdote di Ekhnaton, fuggito dopo la restaurazione, è che il monoteismo ebraico abbia origini egizie. Probabilmente non è vero, persino sulla storicità di Mosè ci sono dubbi, ma è certamente un’ ipotesi affascinante.

Come che sia, il monoteismo entra in scena mostrando subito il suo carattere primario: un dio unico non può che essere un Dio possessivo, geloso persino.

Tuttavia, un problema del tutto nuovo si pone. Nella tradizione politeista, il mondo è un palcoscenico inerte su cui si muovono ed interagiscono tra loro le divinità, talvolta alleandosi, più spesso scontrandosi fra loro, e di questi scontri fanno le spese gli uomini. La guerra di Troia è un “danno collaterale” di uno sciocco concorso di bellezza fra tre dee vanesie, tanto per dire. Le traversie di Ulisse sono causate dall’ odio di Poseidone, e parzialmente mitigate dal favore di Atena. Che le cose vadano bene o male, insomma, c’è sempre la possibilità di dare una spiegazione soddisfacente, attribuire il merito o la colpa a questa o quella capricciosa divinità, di volta in volta compiaciuta o irritata.

Il Dio unico apparentemente semplifica il quadro, basta comportarsi bene nei suoi confronti e si vivrà per sempre felici e contenti. E invece no, è piuttosto evidente che le cose non vanno affatto in questo modo, non sempre il bene vince e il male perde, non sempre la giustizia trionfa è la virtù è premiata, tutt’ altro. Come mai ?

Il monoteismo fatica a trovare una risposta.

Dio che si ritira dal mondo dopo averlo creato, Dio che rispetta il libero arbitrio delle sue creature, Dio che ha disegni imperscrutabili, la sofferenza che verrà ripagata nell’ aldilà. Nessuna risposta è davvero convincente.

 Una particolare forma di risposta è l’ idea che esistano due principi divini, uno buono e l’ altro cattivo. Luce e Tenebre, Bene e Male, Ordine e Caos. Il primo a proporre questa soluzione fu Zarathustra, o Zoroastro, vissuto nel VII secolo a.C., forse prima. È l’ inizio di una lunga tradizione, che ha diverse sfaccettature. Una versione è più vicina alla concezione greca: sullo sfondo di un cosmo indifferente, i due princìpi lottano per il predominio. Un’ altra versione è più vicina alla tradizione ebraica: il Dio cattivo è in realtà un angelo ribelle, ed in qualche caso si attribuisce a lui la Creazione. Questo naturalmente spiega il male nel mondo, ma non spiega perché il Dio buono lo lasci fare.

 Come che sia, la tradizione dualista sopravvisse per oltre duemila anni. Lo zoroastrismo fu la religione ufficiale dell’ impero persiano da Ciro il Grande fino alla conquista araba, sopravvisse sotto l’ impero bizantino come religione bogumil, si diffuse in Occidente, soprattutto nella forma del manicheismo, fiorì in Provenza e nel nord Italia come tradizione catara finché fu sradicata con la violenza, più o meno al tempo di San Francesco. Ed è una storia che vale la pena conoscere.

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4 commenti su “Un solo Dio, al massimo due

  1. guido mura ha detto:

    Il mito degli Egizi come origine di molte credenze della nostra civiltà. Religioni, mitologie, esoterismo si rifanno costantemente all’antico Egitto. Basta esaminare gli apparati decorativi, dall’epoca romana al recupero delle decorazioni classiche avvenuto in età rinascimentale e tardorinascimentale, per capire come sempre si guardasse all’Egitto. Anche oggi la simbologia di tante strutture segrete o pseudo segrete è imbottita di sfingi, occhi, piramidi e simili. In realtà questo dovrebbe farci riflettere sulla sostanziale unità delle culture che si sono avvicendate nell’area mediterrabea e medioorientale. Ognuna poi ha rivendicato una sua specificità, ma alla fin fine le basi sono sempre quelle. C’è poi chi fantastica e procede oltre, pensando a un’origine aliena di tutte queste culture, cosa che gli Egizi (monoteisti o politeisti) con i loro culti orientati al cielo non fecero che incoraggiare. Magari ancora non si parlava di UFO, ma l’origine celeste del potere dei faraoni era certissima (e chi aveva il coraggio di metterla in dubbio?)

    • melogrande ha detto:

      Le antiche civiltà comunicavano fra loro più di quanto si pensi (oltre a farsi la guerra). Gli Egizi poi, con la loro ossessione per l’ aldilà e capacità che sembrano sovrumane sono i candidati perfetti per occultismo e misteri.
      In questo caso, dopo avere “inventato” il monoteismo lo rinnegarono, ma l’ idea attecchì da un’ altra parte.

  2. massimolegnani ha detto:

    Sei di gradevole e stimolante lettura. Il monoteismo precorso dal faraone mi sembra la naturale evoluzione del pensiero diffuso, popolare. La tappa successiva sarà un ateismo universale?
    ml

    • melogrande ha detto:

      Grazie !
      L’ ateismo universale è stato il sogno dell’ illuminismo, della Rivoluzione francese e poi del marxismo.
      Il risultato è che la religione oggi è più forte che mai…

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