Fondamentalisti e riluttanti

“(…) parlare di guerra è puro nonsenso. Serve solo a mobilitare irrazionalmente l’ opinione pubblica interna per ragioni di lotta politica (…)

La campagna per la guerra è una formidabile propaganda per l’ arruolamento all’Islam violento, un regalo ai nostri nemici, il cui obiettivo è il compattamento integralista di tutto l’ Islam”

G. Zagrebelski – Repubblica 12/1/14

Non mi piacevano le vignette di Charlie Hebdo, così come non mi piaceva l’ Ultima Tentazione di Cristo, pur da ateo ho sempre provato fastidio per la blasfemia, credo che ciascuno di noi abbia qualcosa che considera sacro e che non vuole vedere profanato. Per me, forse, è il silenzio di certe vette.

Scherza coi fanti e lascia stare i santi, amava ripetere la mia religiosissima nonna, buonanima. Io da parte mia provo persino fastidio se  mi capita di ascoltare una bestemmia, ma forse quella è più che altro una questione di logica. Se credi in Dio (vorrei dire al bestemmiatore) forse non è cosa buona per te insultarlo, e se non ci credi, chi stai insultando ? E’ illogico, ecco tutto.

Detto questo, le convinzioni di ciascuno e l’ apprezzamento o meno di quelle vignette sono elementi del tutto irrilevanti. Non è questo il punto, semplicemente, e “Je suis Charlie” non significa affatto “mi piace quello che fanno”. Il punto è che , semplicemente, al fanatismo si risponde solo con la difesa, pacifica e ferma, della libertà. I morti li fanno i kalashnikov, non le vignette.

Se cominciamo a disquisire sull’ opportunità o meno di pubblicare una vignetta finiamo dritti dritti a parlare di una cosa che ha sempre avuto un nome preciso: censura, e purtroppo non ci sono vie di mezzo. Chi decide cosa va bene e cosa no, qual’ è il criterio, qual’ è la misura ? Il rispetto ?

In Arabia Saudita in nome del “rispetto per l’ Islam” non puoi mangiare o bere in pubblico durante il Ramadan, portare un crocifisso, entrare in una moschea, dire la messa, andare in giro a testa scoperta se sei donna, mangiare una salsiccia o bere una birra. L’ ideale sarebbe che diventassi musulmano anche tu, e ancorché musulmano, che ti astenessi dall’ aprire un blog. Di vignette poi, non ne parliamo proprio. Qualunque cosa è un’ offesa.

A quel punto, sempre in nome del “rispetto” dovremmo astenerci anche dal fare battute sulla calvizie di Berlusconi, sulla statura di Brunetta o sui dentoni di Renzi, dovremmo evitare le vignette su meridionali, neri, gay, ebrei, immigrati, carabinieri, matti, anziani, disoccupati. Facciamo prima ad abolire la satira, visto che quando si ride, si ride sempre alle spalle di qualcuno.

I sovrani di un tempo non erano certo modelli di illuminata tolleranza, eppure il giullare lo tolleravano, anzi lo incoraggiavano, così come durante il Carnevale era tradizione accettata che si eleggesse il re dei Pazzi a cui era concesso dire impunemente qualsiasi enormità. Perché quei sovrani avevano pur bisogno che qualcuno gli dicesse la verità anche su loro stessi, e sapevano che al fondo di ogni satira un granello di verità c’è, ed il giullare è l’ unico che può permettersi di dirla pubblicamente, quella verità, mentre a tutti gli altri tocca assecondare il sovrano, se non vogliono finire male. I truci tagliagole del fondamentalismo invece no, loro non tollerano la satira. Del resto, non la tollera nessuno che si sia convinto di fare la volontà di Dio, perché  nella loro convinzione non possono e non devono esserci crepe, niente che possa incrinare quella granitica convinzione, neppure l’ ombra del dubbio che quella iperbolica pretesa (fare la Volontà di Dio !) possa in fondo essere un’ enorme fesseria.

Chi è forte tollera la satira e lo sberleffo del giullare, chi lo uccide lo fa perché, in fondo in fondo, qualche senso di inferiorità lo nutre. Una lugubre ferocia non è affatto una dimostrazione di forza.

“Oggi sarebbe necessario che le autorità dell’ Islam francese avessero il coraggio di prendere posizione con forza e senza ambiguità non solo contro la violenza in generale, come hanno già fatto molte volte, ma ance contro la violenza interna alla loro religione, denunciando la parte di oscurantismo presente nel mondo musulmano”

Marc Augé – Repubblica 10/1/14

Quello che c’è di particolare in episodi come questi non è il fatto di essere compiuti da musulmani ma di essere compiuti dichiaratamente in nome dell’ Islam. È proprio per questo che la faccenda non è più un fatto personale o “un’ azione di folli”. Viene generalizzata perché chi lo compie vuole che lo sia. Uccide per dare una lezione, per manifestare qualcosa, e ciò che vuole manifestare in questo caso è appunto l’ Islam. Ora, se qualcuno compie un massacro in mio nome o in nome dei valori in cui credo, trovo naturale alzare la voce per dichiarare, nel modo più netto possibile, “not in my name”. In questo caso molti musulmani l’ hanno fatto, e dovrebbero farlo anche quelle autorità che ancora si nascondono dietro ai distinguo. Qui non c’è niente da distinguere.

Quello che penso io dopo avere valutato i fatti è che è sbagliato saltare alla conclusione populista che “questo è l’ Islam”. Però mi sono convinto che è altrettanto sbagliato concludere nel modo più politically correct che “l’ Islam non ha niente a che vedere con queste cose”. La storia degli attentatori di Parigi raccontata nel post precedente penso che parli da sè.

C’è una componente di rabbia, certamente, e di ribellione ad una emarginazione che appare senza speranza di redenzione. E c’ è persino una componente di narcisismo, nell’ azione eclatante che assicura al suo autore ben più di un quarto d’ora di notorietà: oggi un terrorista può persino farsi intervistare in diretta nel corso della sua azione, come abbiamo visto.

Ma questo non è tutto, e sottovalutare l’Islam radicale è un errore. Gente disposta a sacrificare la propria vita e quella dei propri figli pur di uccidere quanti più infedeli possibile non va presa alla leggera. E di certo, la trovata della Le Pen di reintrodurre la pena di morte per scoraggiare degli aspiranti martiri farebbe sorridere se non denotasse una assoluta incomprensione dell’ intera faccenda.

La verità è che c’è un’ area grigia, una zona torbida dove l’ Islam più fondamentalista (ma non di per se violento) e quello integralista (per sua natura politicizzato) possono facilmente sconfinare nella lotta armata.

Noi italiani di “zone grigie “ ce ne intendiamo. Sarebbe facile citare la collusione o contiguità con la mafia e la camorra, ma io credo che il parallelo più illuminante sia un altro, quello con gli anni di piombo. In quegli anni le Brigate Rosse e le altre formazioni armate rivoluzionarie si resero responsabili di atti di terrorismo che comprendevano rapine, ferimenti, omicidi. Un’ escalation culminata col rapimento e l’ uccisione di Moro. Riguardate le immagini di quei tempi e dite se non trovate analogie, persino nel tono del comunicati. Erano di sinistra le BR ?

Alla gente di destra era persino inutile chiederlo: non sono solo di sinistra, quello è il comunismo, quello vero duro e puro, Lenin in persona applaudirebbe.

Dalla parte opposta si faceva notare che la stragrande maggioranza delle persone di sinistra aborrono la violenza, che le parole d’o della sinistra sono la solidarietà e l’ uguaglianza, che molte vittime delle BR erano di sinistra, ecc. e che, in ultima analisi, quegli atti di violenza danneggiavano proprio la sinistra. Chiaro, no ?

No.

No perché anche lì vegetava l’ area grigia, quella dei distinguo, quella che se si spinge la gente alla disperazione poi non ci si deve meravigliare delle conseguenze. Che, certo, l’ esercizio della violenza è sempre da condannare, ma che dire allora della violenza dello Stato? Compagni che sbagliano, ecco chi erano i brigatisti. Vale a dire che, sbagliando, restano pur sempre compagni. Ed è difficile, pur condannandoli, non comprenderne le ragioni. E se così è, sarebbe davvero da infami denunciarli. Mi spiego ?

«Vidi crollare prima una e poi l’altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi».

«Riflettevo su quanto mi avesse sempre urtato il modo in cui gli Stati Uniti si comportano nel mondo; la continua intromissione del vostro Paese negli affari degli altri è insopportabile. Vietnam, Corea, Taiwan, il Medio Oriente, e adesso l’ Afghanistan: in ognuno dei grossi conflitti e delle prove di forza che hanno dilaniato l’ Asia, il mio continente natale, gli Stati Uniti hanno giocato un ruolo centrale»

M. Hamid – Il fondamentalista riluttante

Non si può ignorare il ruolo prominente che in questa brutta storia svolgono gli Stati Uniti.

La radicalizzazione dei musulmani moderati nelle moschee europee, come dimostra la storia dei fratelli parigini, è stata alimentata dalla pubblicazione delle vergognose foto provenienti dal campo di detenzione di Abu Graib , in Iraq. E tutti hanno notato come nei cruenti video dell’ IS, gli ostaggi occidentali appaiano sempre con una tuta arancione molto, molto simile alle uniformi dei prigionieri di Guantanamo, una macabra rivincita.

Non basta. Lo stesso califfo Al Baghdadi ha iniziato il suo proselitismo politico , dapprima come affiliato ad Al Qaeda, poi in forma autonoma, in un altro campo di prigionia americano in Iraq, del tutto simile ad Abu Graib, chiamato Camp Bucca. Frutti avvelenati della “guerra al terrore “ che George Bush jr dichiarò nel 2001, insomma, e che fu percepita dagli arabi come una una mostruosa ingiustizia.

La storia di Al Qaedanon era stata molto diversa. Avendo avuto una frequentazione costante, per molti anni, del Medio Oriente, sono stato testimone del progressivo inasprimento del sentimento antiamericano, e successivamente antioccidentale, sin dai tempi della prima Guerra del Golfo, quella di Bush padre nel 1990 a seguito dell’ invasione irachena del Kuwait, una guerra che pure aveva motivazioni ben più solide delle fantomatiche armi di distruzione di massa usate a pretesto per la seconda e mai trovate.

“Il primo effetto di una guerra dichiarata genericamente contro l’ Islam sarebbe di combinare in un unico fronte nemico gli islamici che vivono nei nostri Paesi e che, bene o male, vi si sono integrati. (…) Se ci si vuole imbarbarire e dare argomenti all’ Islamismo presso persone che ne sarebbero immuni, questa è la strada sicura (…) come crederemmo che si schiererebbero? Con noi contro l’ Islam o con l’ Islam contro di noi ?”

G. Zagrebelski – Repubblica 12/1/14

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13 commenti su “Fondamentalisti e riluttanti

  1. stileminimo ha detto:

    Mi ritrovo in molte cose che hai detto… c’è da rifletterci con calma, e ancora. E non è mai abbastanza. E chi deve decidere per tutti queste riflessioni dovrebbe tenerle ben presente, visto il rischio reale che tutti, mussulmani compresi, corriamo. E se si pensa che chi deve decidere son persone che vogliono reintrodurre la pena di morte come deterrente per gente che non vede l’ora di farsi saltare in aria per colpire gli infedeli, mi sa che non ci siamo. Confido nelle prese di posizione di gente un po’ più illuminata… ma non so se basta.

  2. Enzo ha detto:

    Non mi convince, te lo scrivo di getto. Non mi convince la strada della moderazione così come quella dell’attacco frontale. Non riesco a vedere altre alternative per ora. Ma c’è sicuramente una componente culturale in senso lato che dovremmo rivedere con attenzione; forse la soluzione sta esattamente nell’analisi delle radici religiose e culturali dell’islam e del cristianesimo.
    Ma dove la mettiamo la mancanza assoluta di reciprocità tra noi e loro? Dove l’impossibilità di manifestarsi come occidentali a casa loro e la comprensione verso il loro mondo a casa nostra? Ritieni che discuterne sia inutile o sciocco? Non mi convince, c’è qualcosa di sbagliato alla base, qualcosa che al di là di Bush e degli amerikani, di Camp Bucca et similia, qualcosa che mi ride in faccia sarcastico e non mi piace.

  3. melogrande ha detto:

    Non ho certezze nemmeno io, figuriamoci se ho la pretesa di convincere…
    Mi consolo solamente notando che quelli che dicono di avere la risposta in tasca, effettivamente ce l’ hanno, epperò è sbagliata, direbbe Guzzanti.

    Qualche considerazione in ordine sparso.

    Nessuno sa di preciso quanti sono i musulmani in Europa occidentale, si stima fra i 20 ed i 30 milioni, in rapido aumento sia per via dell’ immigrazione, sia perché fanno più figli degli altri. Non so se una guerra è davvero una buona idea.

    L’ Islam non ha avuto niente di simile all’ Illuminismo e men che meno alla Rivoluzione Francese, da dove è nata anche per noi l’ idea di laicità dello Stato. Prima di allora anche da noi i re regnavano per diritto divino ed i dissidenti venivano decapitati, impiccati o arrostiti.

    Il Corano non è solo un libro religioso, contiene anche precetti pratici che noi consideriamo parte integrante del codice civile o penale: come dividere l’ eredità, come regolamentare un divorzio, ecc. ecc. E’ assai più difficile separare le due cose rispetto al Vangelo dove c’è scritto “Date a Cesare quel che è di Cesare”. Per l’ Islam i due aspetti sono strettamente legati. Non è facile.

    Sulla mancanza di reciprocità, mi viene solo da dire “Viva la differenza”, anche qui sarebbe una buona idea metterci allo stesso livello ? Ci chiudiamo noi o non è preferibile cercare di “aprire” loro ?

    Credimi, proprio per questa apertura la cultura occidentale ha una forza di attrazione immensa, ne sono stato testimone diretto e le società islamiche tendono a recepirla, penso agli Emirati o alle società nordafricane, le “primavere”, ecc. E’ la crescente sensazione di umiliazione da parte di un Occidente arrogante che ha alimentato e continua ad alimentare il fanatismo e le compatta sempre di più verso l’ integralismo. Almeno, questa è la mia percezione.

    • Enzo ha detto:

      Melo scusami ma “Il Corano non è solo un libro religioso, contiene anche precetti pratici …” e quindi? Qui ci sono codici, che facciamo li eliminiamo? Per renderci aperti? Non capisco.
      Reciprocità “Sulla mancanza di reciprocità, mi viene solo da dire “Viva la differenza”, anche qui sarebbe una buona idea metterci allo stesso livello ? Ci chiudiamo noi o non è preferibile cercare di “aprire” loro ?” Non ci siamo, Viva non possiamo dirlo visto che oltre un certo limite questi sparano. Io non ho detto di metetrci al loro livello, io penso il contrario se non si fosse capito: si adeguino loro. Se poi questo viene inteso come umiliazione…beh a mio parere non basta a farmi cambiare idea.

      • melogrande ha detto:

        Sapevo che sarebbe stato un post controverso, e può darsi che talvolta io mi spieghi male, ci mancherebbe, ma davvero non vedo come possa aver dato l’ idea di sostenere che dobbiamo rinunciare ai nostri codici.

        Se si vuole capire qualcosa della questione islamica è necessario avere chiaro che un valore oggi (quasi) scontato come la laicità dello Stato, non lo era per noi fino a non molto tempo fa (lo Stato della Chiesa, integralista per definizione, è durato fino alla metà dell’ Ottocento). Ancora meno lo è per gente che ancora oggi vede le due cose, legge religiosa e legge civile, intrecciate all’ interno dello stesso libro. Capire non significa condividere.

        Quello che è stato vissuto come intollerabile umiliazione non è il sistema di valori occidentale, che anzi, ripeto, esercita un fascino forte, ma cose come queste, per essere chiari:


        Di questo si parlava nella moschea parigina frequentata dai Khrouchy, un vero regalo per i fondamentalisti.
        Se “Le mie prigioni” di Silvio Pellico recarono “più danno all’Austria che una battaglia perduta”, immagini come queste sono state per l’ America e per tutto l’ Occidente ancora peggio. Anche musulmani assai colti ed “occidentalizzati” non hanno potuto che provare rabbia profonda. Frequento il mondo arabo da decenni, e sono testimone diretto di quello che racconto.

  4. Pannonica ha detto:

    Nel quartiere multietnico di Belleville, a Parigi, Madame Rosa è un’anziana ebrea, reduce da Auschwitz, che cresce i figli delle prostitute del quartiere le quali mensilmente le passano un assegno per il loro mantenimento.
    Tra i bambini di cui si occupa c’è Momo, figlio che una prostituta ha avuto con il suo protettore, musulmani entrambi. La madre di Momo è stata anche uccisa dal suo protettore, quindi nessun assegno arriva per il mantenimento del bambino, ormai ragazzino.
    Madame Rosa cresce con amore Momo, al punto che rifiuta di restituirlo al padre che lo reclama a sé una volta uscito dal manicomio criminale.
    Non sto a raccontare tutto il romanzo di Romain Gary, anche perché “La vita davanti a sé” merita una lettura a prescindere da quello che è scritto in questo commento.
    So di essere un po’ fuori tema, ma non ho una risposta ai temi che hai proposto nel post. Ma, soprattutto, l’odio mi mette paura, così cerco il suo sentimento contrario proprio nello stesso luogo in cui l’odio ha avuto origine e si alimenta. E’ una forma di compensazione che stempera un po’ la paura e che aiuta a guardare le cose con un filtro diverso.
    Effettivamente, rileggendolo, questo commento non c’entra davvero nulla col tuo post!! 🙂

  5. gialloesse ha detto:

    Molto perplesso e un poco amareggiato passo.

    • melogrande ha detto:

      Io ho la fissa di cercare sempre di capire le cose, più che giudicarle.
      A volte è un limite, me ne rendo conto, ma fa lo stesso.
      Poi, non pretendo di avere sempre ragione, ci mancherebbe.

  6. guido mura ha detto:

    Parlare di guerra è puro nonsenso? Può essere. Comunque, se qualcuno ti dichiara guerra, puoi anche far finta d’ignorarlo; ma la guerra ci sarà ugualmente. Se qualcuno entra nella tua casa, ti deruba e schiavizza te e la tua famiglia, lo accoglierai con moderazione, sperando che si ravveda e che la sua coscienza maturi al contatto della tua apertura culturale? Pensiamoci un attimo. Ogni tanto qualcuno tenta d’impadronirsi del mondo e ci accorgiamo sempre troppo tardi della sua follia. Questo non significa che tutti gli europei di origine araba, maghrebina o turca debbano essere considerati nemici e messi in campi di concentramento, come i giapponesi durante la seconda guerra mondiale. Però una qualche preoccupazione per l’ascesa islamica in Europa mi sembra giustificata. L’Occidente non ha più risposte da offrire, né religiose, né filosofiche, né tanto meno economiche. Cosa succederebbe se tutti i diseredati del mondo si unissero sotto le bandiere dell’Islam per lottare contro il nostro capitalismo ebraico-calvinista?

  7. Enzo ha detto:

    Melo avere opinioni diverse, diverse analisi, diverse proposte e prospettive inusuali è una ricchezza. Sarei felice se tu scrivessi spesso post controversi. Trovo l’idea di Guido estremamente interessante, la tua di conseguenza. Ragiono sul da farsi ma non ho ancora trovato nulla.

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