Dio lo vuole ?

Io ad Umberto Eco voglio un mondo di bene, veramente. È sempre stato per me un punto di riferimento, ogni suo articolo un una goduria, fonte di stimoli, divertimento, provocazione intelligente. Un esempio di come si possa essere dotti senza diventare pallosi. Questa è necessaria premessa per dire, da autentico fan di Eco, che invece la Bustina di Minerva pubblicata sull’ Espresso del 9/10/14 ed intitolata “Monoteismi e politeismi” non mi convince per niente.

Eco parte da fatti di cronaca, nella fattispecie le truci dichiarazioni del combattenti dell’ ISIS intenzionati a conquistare Roma e convertire tutti all’ Islam con le buone o preferibilmente (immagino) con le cattive. Secondo Eco, “tutto questo induce a pensare che le grandi minacce transcontinentali vengano sempre da religioni monoteiste”.

Ora, io non ho dubbi sul fatto che il monoteismo sia per sua essenza poco tollerante e quindi portato ad un’ aggressività maggiore nei confronti dei “miscredenti” rispetto al politeismo. È sempre difficile, va da sé, trattare con chi ritiene di avere Dio dalla sua parte. E tuttavia anche in questo caso, se si ammette che di dei ce ne possano essere tanti, fare la volontà di uno di questi non esclude che qualcun altro possa, altrettanto legittimamente, fare la volontà di un dio diverso, senza contare che se prendiamo come riferimento per il politeismo il mondo classico, allora dovremmo aggiungere che quegli dei bugiardi, paranoici, erotomani, psicolabili difficilmente potevano ispirare sentimenti di assolutismo ed esclusività. Erano divinità imbarazzanti, se vogliamo dirla tutta. Ciò non impedì tuttavia all’ Impero Romano di diventare il più grande della storia umana.

È vero – argomenta Eco – “i popoli politeisti facevano la guerra, ma si erano conflitti tribali in cui la religione non c’ entrava”.

Conflitti tribali ?

Sul concetto di “Grande Impero” si può naturalmente discutere. Un impero può essere grande per estensione, popolazione, durata. Tuttavia, andando a cercare, un cosiddetto “consensus” alla fine si trova. Nelle varie classifiche, oltre all’ Impero Romano (unanimemente classificato come primo) si trovano quasi sempre: l’ impero mongolo, quello cinese, quello bizantino, il Sacro Romano Impero, il califfato arabo, l’ impero ottomano. Più, quando è il caso, i vari imperi coloniali europei, grandi per estensione ma relativamente effimeri.

Ebbene, tra questi solo un paio erano basati su principi su principi religiosi, una addirittura sui autodefiniva “Sacro” e l’ altro era frutto diretto dell’ Islam. Un po’ poco per sostenere la tesi che le minacce transcontinentali vengano dalle religioni monoteiste. E nemmeno tutte, tra l’ altro, visto che Eco stesso sottolinea giustamente l’ anomalia ebraica, una religione monoteista assai poco aggressiva e nemmeno troppo portata al proselitismo (effetto di una concezione elitaria, secondo me, ma questo è un altro discorso).

Dall’ altro lato, è difficile negare l’ aggressività di ideologie a base filosofica, non religiose o addirittura atee quali nazismo e comunismo. Il primo è stato fermato con una guerra costata settanta milioni di morti. Il secondo, che di morti ne ha causati anche di più, è stato, all’ apice del successo, il sistema politico dominante su un’ estensione territoriale superiore all’ impero di Tamerlano.

Mi pare dunque un po’ riduttivo affermare che “senza un Dio degli Eserciti (…) la loro guerra di conquista si è fermata”.

In questi casi la religione, a me pare, è solo una delle tante bandiere a cui l’ eterna volontà di dominio dell’ uomo si è appellata per manifestarsi. Un pretesto.

In mancanza di questa, si può sempre ricorrere a qualcos’ altro.

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12 commenti su “Dio lo vuole ?

  1. tramedipensieri ha detto:

    La guerra è proprio nell’indole dell’uomo.
    Un pretesto vale l’altro.
    Alla fine c’è sempre un qualcosa che “negli o che hanno gli altri” non va bene.

    • melogrande ha detto:

      Per rendersene conto basta cercare il termine “pace” in qualsiasi dizionario.
      Il primo significato è invariabilmente “assenza di guerra“.
      Come se quest’ ultima fosse lo stato naturale dell’ umanità e la pace – invece – l’ eccezione.
      Cosa che la storia umana conferma abbondantemente…,

  2. oreficemichele ha detto:

    Approvo Eco come scrittore ma ha un rapporto strano con la religione. Come tutti gli atei convinti , vi gravità sempre attorno è il motivo , che non ammetteranno mai, è che cercano i motivo per vivere. Se uno ha i lavoro o un atteggiamento con la vita che lo fa pensare, per forza di cose si chiederà perche’ siamo qui … Con tuttele conseguenti domande

    • melogrande ha detto:

      Benvenuto !
      Il problema a me pare semplicemente quello del senso. Senso del mondo, della propria vita, del tutto.
      La religione è una risposta semplice a questi interrogativi, ma è una risposta errata o troppo semplice per chi non ha la la fede (che, non va dimenticato, secondo la Chiesa è una Grazia divina, non un semplice atto di volontà dell’ uomo).
      E tuttavia, questa risposta, invece di essere spazzata via dalla ragione come pensavano gli Illuministi, continua a muovere miliardi di persone.

      Anche per chi non crede, la religione è un argomento che non è possibile ignorare se si vuol capire qualcosa della realtà.

      • oreficemichele ha detto:

        Si , anche a me la fede è arrivata in maniera inaspettata e non per volontà mia. Noi però , come uomini e creature, possiamo scegliere. Lui infatti chiama tutti , prima o poi, c’è chi chiama con voce forte , altri li chiama piano piano. Lui, Dio, le prova davvero tutte! Ai più fortunati da grazie come portargli via un figlio o una moglie. Poi tocca a noi. Una volta con la testa fra le mani, tocca a noi decidere la strada.

  3. ilmiosguardo ha detto:

    una scusa per fare la guerra la si troverà sempre, spesso però le motivazioni reali sono mascherate ben bene sotto altro di più ….”elevato”, diciamo.

    Un sorriso per una buona settimana
    Ondina

  4. guido mura ha detto:

    L’unica osservazione che posso fare, e che in qualche misura avvalora la tesi di Eco (ma lui non sarebbe d’accordo) è che anche le ideologie dogmatiche, come il comunismo di matrice marxista, e le strutture esoteriche di matrice etnica, come il nazismo, sono in fondo religioni, e per giunta monoteiste, in quanto l’unica divinità è lo stato-ideologia. Bisogna anche riconoscere che, tra tutte, la minaccia comunista sia l’unica che non abbia generato una nuova guerra mondiale. Su come evolverà la lotta tra l’elite occidental-ebraica e il fondamentalismo islamico nessuno può ancora fare previsioni: la guerra è in atto e gli interessi economici sono per ora la vera divinità e la vera posta in gioco. Ne riparliamo tra qualche decennio, sempre che la “grazia” divina o di madre natura ci consenta di rimanere ancora su questa terra?

    • melogrande ha detto:

      Volendo semplificare, la religione pone a fondamento della sua visione del mondo un principio trascendente, una ideologia parte da una base filosofica. In entrambi i casi, lchi è convinto di possedere la verità è portato a pensare che essa giustifichi qualunque cosa, a fin di bene, naturalmente, inclusa la soppressione di chiunque quella verità rifiuti di riconoscere…

      La tua visione di una lotta in atto “l’elite occidental-ebraica e il fondamentalismo islamico ” è suggestiva, e vorrei fare presente a madre natura che non ho fretta…

  5. Enzo ha detto:

    Non mi sento di confutare Eco, alla base di tutto c’è la convinzione fuori logica ( ma nessuna religione he ha) di avere l’Onnipotente al proprio fianco e che ciò giustifichi qualsisiasi cosa.
    Mura ha ragione non è necessario sempre e comunque un substrato religioso per fare una fede: basta vestire certe convinzioni in modo adatto e farle accettare da una moltitudine di coglioni con la promessa che saranno essi a governare il mondo. Nazismo e Comunismo in questo si danno la mano. Però affermare che l’Islam abbia come obbiettivo la supremazia su tutto il resto è una durissima verità negata spesso o addirittura solo sfiorata. Analizzare le storture volute e capziose di qualunque fede è fare laguerra alla guerra nel modo più produttivo e per questo più osteggiato.

    • melogrande ha detto:

      Non vorrei avere causato un equivoco.
      Un conto è evidenziare la spinta espansiva dell’ Islam, così come quella del Cristianesimo dei secoli passati, ci mancherebbe, la Storia è Storia. Un altro conto però è sostenere che sia solo quello, il problema, ovvero che “le grandi minacce transcontinentali vengano sempre da religioni monoteiste“.
      Quel “sempre” a me pare completamente sbagliato.

  6. capehorn ha detto:

    Partendo dal presupposto che il dio delle religioni monoteiste, sia buono e misericordioso, più propenso alla pace che non alla guerra, se l’idea é sua, siamo noi che la applichiamo e la Storia ce lo ha insegnato, in fatto di applicazioni non abbiamo brillato. Non solo tra Cristianesimo e Islam, abbiamo fatto molto per non far correre buon sangue, ma anche all’interno del Cristianesimo stesso, non ci siamo fatti mancare nulla. Tra guerre contro le eresie, sorte già all’inizio del Cristianesimo ai vari scismi, ciascuno che é riuscito a far la voce più grossa degli altri, ha dato limpidi esempi di come in nome della religione, qualunque e comunque la si declini, si possano fare guai di dimensioni ciclopiche.
    Non che l’Islam sia diverso tra sunniti,sciiti e adepti di altre correnti, hanno anche loro un bel ginepraio.

    Forse per Eco é stato quasi impulsivo aggiungere quel “sempre” tra “minacce transcontinentali” e “religioni monoteiste”
    .
    Due sono queste religioni: Cristianesimo ed Islam. Occidente ed Oriente, che si sono e si stanno scannando per ragioni che vanno al di la di Dio e Allah.
    Una volta era seta e spezie, ora é petrolio e gas.
    Aggiungiamo pure che siano due modelli culturali differenti, ma la sostanza é una sola.
    Loro hanno il petrolio e noi no. Noi l’industrializzazione e loro no.
    E’ vero, é fin troppo facile e banale, ma “in nuce” questa é la verità.
    Ciascuno di noi ha qualcosa che anche l’altro vorrebbe.
    Di norma si inizia a litigare per il pallone, per giocarci.
    Poi si sale piano piano e sappiamo dove si arriva.
    Con scudi crociati e bandiere nere e troppo sangue innocente sparso.

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