Il tempo, la perdita


“Amare il mondo sapendo quanto esso sia sempre precario e irrecuperabile, e sapendo che si può comprenderlo soltanto nella perdita, non è terribile.” W. Berry – Jayber Crow

“Che cos’è dunque il tempo? Quando nessuno me lo chiede, lo so; ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegarglielo, non lo so”. Così esprimeva Agostino tutta la sua frustrazione nei confronti di questo inafferrabile elemento. Qual’ è l’ essenza del tempo, la sua qualità distintiva ? Personalmente, non trovo altra risposta che l’ irreversibilità, il fatto ineluttabile che esso, il tempo, solo in una direzione va, e non nell’ altra.Non è forse questo, il vero punto ?

Lo spazio non ha questa qualità, lo spazio noi lo percepiamo simmetrico ed indifferente, una strada la si può percorrere in un verso oppure nell’ altro, ci si può muovere in avanti oppure indietro, verso l’ alto o verso il basso, non c’è alcuna differenza. Lo spazio è isotropo, dicono i dotti, ha le medesime proprietà in ogni direzione.

Il tempo no, non è così, chiunque osservi un filmato fatto scorrere all’ indietro si accorge subito che qualcosa non va, nella realtà certe cose non succedono, non perché siano impossibili ma perché, semplicemente, non è così che va il mondo. La freccia del tempo si muove in una direzione soltanto, sempre e solo in avanti, ed è proprio questo ciò che contraddistingue il tempo. Ma perché è così ?

Il motivo sta nella irreversibilità dei fenomeni reali. La meccanica classica, quella che si studia alle scuole medie è fatta di palle di biliardo e pendoli perfetti, basta colpire la biglia e questa prende a muoversi, di moto rettilineo uniforme per tutti i secoli a venire, in una direzione piuttosto che l’ altra poco importa. Il pendolo pendolerà in eterno, oscillazioni sempre uguali a se stesse, in un verso o nell’ altro, non c’è trucco e non c’è inganno, nulla si crea e nulla si distrugge in eterno. Non c’è modo di stabilire se il film è proiettato al contrario.

Ma nella vita reale le biglie rallentano ed i pendoli si smorzano, questa è la triste verità, nemmeno poi tanto triste quando capita di dover inchiodare l’ auto in autostrada… Il mondo funziona così perché nel mondo reale intervengono fenomeni che reversibili non sono, e simmetrici nemmeno, la resistenza dell’ aria sempre si oppone al moto, sia in una direzione che nell’ altra, e così fa l’ attrito, ci sono cose nel mondo reale che si oppongono sempre e non aiutano mai, ed anche persone, direte voi, ecco perché il moto perpetuo non esiste, benché qualche entusiasta inventore dilettante continui di tanto in tanto a pretendere il contrario.

Non c’è nulla di perfetto a questo mondo, in tutte le trasformazioni si perde qualcosa, ed è proprio l’ irrevocabilità di questa perdita a generare il senso del tempo, la percezione che la sua freccia vada sempre e solo in avanti, che il film ha un verso giusto e uno sbagliato.

Lo so, lo so, il tempo è anche nascita, crescita, gioia, fioritura, il tempo è vita insomma, vita nel suo senso più pieno. Guadagno dunque, e non solo perdita. E allora come la mettiamo ?

La mettiamo che la vita, se proprio devo dirlo, è contraddizione apparente, e soltanto apparente, al principio universale della perdita, falsa eccezione che conferma la regola, ecco cos’è. La vita è materia che si organizza, va bene, è materia che passa dal caos alla struttura, dal disordine all’ ordine, non è forse questo ? E dunque non si potrebbe altrettanto sostenere che il tempo è guadagno, acquisizione di qualcosa che prima non c’ era, crescita, fertilità, progresso in tutti i sensi ? Sarebbe davvero bello poterlo dire.

La realtà tuttavia è che gli esseri viventi sono ciò che i termodinamici chiamano “strutture dissipative”, sistemi che possono esistere solo attraverso un continuo scambio di materia ed energia con l’ ambiente circostante, scambio che per un essere vivente significa sostanzialmente metabolismo, mangiare e respirare, respirare e mangiare. Due attività attraverso le quali, lo si capisce facilmente, gli esseri viventi introducono nell’ ambiente circostante un certo disordine, o meglio, distruggono ordine, a cominciare dall’ ordine delle strutture di cui si cibano…

È questo il prezzo da pagare, ogni costruzione di ordine è costruzione locale ottenuta al prezzo di un maggior disordine circostante, il prezzo della vita è la morte inflitta, di modo che l’ insieme dell’ essere vivente e del suo ambiente si muova complessivamente nella direzione del maggior disordine, della perdita complessiva, secondo la freccia immutabile del tempo. così va il mondo.

L’ essenza del tempo è la perdita, è questa la dura lezione del mondo, e questa percezione più o meno chiara e distinta è quella che genera, in chi la percepisce, la profonda e dolcissima malinconia del vivere.

Scintille.

 

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27 commenti su “Il tempo, la perdita

  1. gialloesse ha detto:

    Molto colto, molto vero, molto giusto, molto amaro, molto d’accordo….ciao.

    • melogrande ha detto:

      In fondo preferisco che sia amaro e vero piuttosto che dolce ed illusorio.
      Il che del resto, come dice Berry, non impedisce di amarlo comunque, il mondo, nella sua impermanenza.
      Ciao, GS.

  2. guido mura ha detto:

    Posso almeno sognare che il progresso percorra una sua strada alternativa, che abbia l’obiettivo di stravolgere le leggi universali? Altrimenti non resta che accettare l’assoluta inutilità dell’azione, se non come un modo disperato di contrastare e rallentare l’ineluttabile vittoria finale dell’entropia.

    • melogrande ha detto:

      Sognare è lecito, e non costa nulla, ma sulla possibilità di stravolgere le leggi universali consentimi qualche dubbio….
      La vita è nella sua essenza proprio questo, un tentativo di contrastare, sia pure temporaneamente, la vittoria dell’ entropia. Che sia provvisoria, a me pare evidente; che sia del tutto inutile, non mi sento di dirlo.
      🙂

      • gelsobianco ha detto:

        “che sia del tutto inutile, non mi sento di dirlo.”
        E neppure io!
        Melo, scusami, ma arrivo da te in ore troppo notturne e non riesco a commentare in modo profondo.
        I tuoi post meritano!
        Ritornerò.
        Sono felice nel vedere che sei tornato.
        Ti saluto caramente
        Buon ferragosto
        🙂
        gb

  3. Era Tempo tu tornassi….e fermassi per un attimo il tuo presente per scriverlo nella memoria nostra.

    La memoria è il passato che non vuole passare…..(Bergson) e che permette a noi uomini di avere percezione del Tempo…che solo a noi serve…al resto dell’Universo gliene fa un baffo…è solo una comodità descrittiva per chi avverte il vivere . Chi sperimenta la morte sente Tempo che ne è il custode.

    Tutto il resto non ha bisogno d’altro per esistere.

    Ciao Melo

    (Lo hai fatto apposta per stigarmi…un post sul Tempo….nostalgia di tempo andato ?)

    GB

  4. Pannonica ha detto:

    Hai una visione molto vivida delle cose, e del tempo, e della vita che (purtroppo) condivido. Il “purtroppo” si riferisce all’aver segato le gambe ai sogni e all’illusorietà che, come il junk food, danno piaceri provvisori ma non sono realmente nutrienti. Ma anche l’effimero piacere ha un suo perché, perché, in fondo, la vita stessa è effimera, no?
    Il provvisorio è la nostra piccola eternità, alla fine. E il tempo, un continuum che amiamo scandire con gli eventi delle nostre vite, le nascite, le perdite, le rivoluzioni, che altro non sono che momenti di connessione con l’eternità.
    Ma quanto mi piacerà leggerti?? 🙂

  5. Per me il tempo esiste, come tutte le cose, solo se lo evidenzio pensandolo nella mia realtà, altrimenti si manifesta solo attraverso dei cambiamenti che riesco a percepire attraverso i sensi, e se penso in tal modo, la percezione che ne ho son cose minime, lente, che non mi urtano. Mi sento invecchiare perchè mi ascolto invecchiare, ma con tempi che so sentire miei, giusti, lenti a sufficienza da saperli assimilare. La realtà spesso mi è imposta dalle circostanze, dalla presenza dei miei simili e da come questa presenza mi obbliga a organizzare la mia esistenza nel concreto e con ritmi un po’ fuorvianti. Se non dovessi fare questo, il tempo sarebbe impercettibile nel breve periodo e rilevabile solo nel lungo periodo. E a me piace vivere nel breve periodo, potendo scegliere. Come dire che non puoi renderti conto attimo per attimo delle stagioni che passano, ma puoi renderti conto delle primavere, delle estati e, personalmente sopratutto, degli autunni, se le stagioni le pensi al passato. Io non amo ricordare, preferisco esserci sì attraverso quello che è stato, ma esserci adesso. Gli inverni sono ricordi invadenti e mi piacciono meno delle altre stagioni, però non li rinnego, solo aspetto che passino con una certa impazienza. Ma la percezione è soggettiva, giusto? La mia realtà non è quella di un altro ed è così per tutti. Il tempo, a mio parere, come un po’ tutte le cose del vivere, è una questione di percezione. E le percezioni sono modificabili in base alle esperienze e anche le esperienze sono uniche per tutti. In tal senso anche il tempo è modificabile in base alle percezioni ed alle esperienze di ognuno. Allora non è vero che ha una direzione; allora ha un luogo dove avviene e basta. Ci siamo dentro, non ci facciamo attraversare da esso a meno che non tentiamo di spiegarlo. Se è così, allora non c’è nulla di assoluto, non esiste una teoria universalmente riconoscibile, ma solo realtà nemmeno poi tanto assimilabili ad altre realtà; in una visione di questo tipo, mi pare, pure il tempo ha un peso relativo, o no? 🙂 E allora nemmeno la perdita ha modo di essere, perchè l’uno (il tempo) esiste in funzione dell’altra (la perdita) e viceversa. Detto questo, che non so se è recepibile, mi rendo conto, io son contenta di rivederti qui con un nuovo post, adesso.

      • Uh, ciao Signore delle Stelle. Ma ci sei anche tu? E non mi ero resa conto. Tolgo il disturbo.

        • A te sfugge il senso di commenti con meno di 12.000 caratteri. Nessuna perdita comunque. Suggerirei al limite di modificare aggettivo nel Nick. Minimo non si addice. Meglio massimissimissimo…o ultra-mega-stra-prolissimissimo. ..che uno si fa la scorta di tempo….e di aulin….
          Suggerisco di Ilya Prigogine “La nuova Alleanza”.
          Troverai certo il tempo per una lettura intrigante sulla rivoluzione culturale che sta interessando il concetto di Tempo. E forse maturerai pure il concetto di sintesi.
          Resta pure…non sia mai detto che faccio fuggire le signore. Da buon misantropo reggo male ogni espressione del genere umano. Anche se avverto meglio la solidarietà maschile negli ambienti accademici. In confronto a Voi donne siamo decisamente più umili …tanto che spesso non ci notate neppure, troppo prese a guardar voi stesse.
          Ave.
          Et memini: tarda fluit pigris velox operantibus hora.

          GB

  6. stileminimo ha detto:

    Mi spiace molto che tu soffra di questo tremendo complesso di inferiorità nei confronti di Noi donne, Signore delle Stelle. Uno che si sceglie un nick come il tuo non dovrebbe avere di questi complessi, a parer mio. E mi spiace che le donne degli ambienti accademici non ti notino nonostante, io presumo, tu faccia di tutto per far sì che questo accada. Ma se così non fosse ed il tuo atteggiamente è completamente l’opposto di quello che adotti commentando i blog di amici comuni, e magari quelle Signore non le degni della dovuta attenzione, non dovresti lamentarti del loro scarso interesse nei tuoi confronti.
    Prenderò in considerazione i tuoi consigli letterari appena ne trovo il tempo, ma nel frattempo sarebbe interessante che tu che, a differenza della sottoscritta, hai enormi capacità di sintesi, esponessi brevemente il contenuto di tale testo… così, per amor di completezza e di chiarezza. Perchè, vedi Signore delle Stelle, il web è pieno zeppo di citazioni letterarie di qualsivoglia tipo e in merito alle più disparate materie; sarebbe bello che qualcuno smettesse di citare e di elencare bibliografie entrando nel merito dei temi trattati, ogni tanto.
    A proposito della tua proposta di cambiare il mio nick, ci penserò.
    Ecco ci ho pensato e ti dirò: non prometto nulla a tal proposito… e nemmeno a proposito di ridimensionare la mia tendenza all’espressione prolissa, come avrai capito. E vista la mia propensione a procrastinare in merito a speranze e tendenze non mie, può anche darsi che dovrai fartene una ragione, sempre che tu ci riesca, perché a me stileminimo piace assai e ci sono affezionata. Con tutta l’umiltà che ti meriti, e non è molta, ti porgo i più cordiali saluti.

    • Gentile signora. Io non cito. Invito a leggere. I testi che ho assimilato in ormai più di mezzo secolo di studio vanno da topolino e Shakespeare a Feynman ed Einstein o da Platone a Deleuze. Orbene, nonostante lunga milizia nella divulgazione neppure un presuntuoso infelice sfigato come me potrebbe sperare di trasmettere conoscenza ad un’anima impregnata di acredine. Il mio Nick mi fu dato da un’anziana straordinaria Signora ad una serie di incontri a sfondo astronomico in un circolo pensionati la cui scolarità media non arrivava al diploma elementare. Mi trovo infastidito a non poter percorrere liberamente questo spazio stimolante per le reiterate becere interpretazioni minime al mio dire. E non mi si dica che non ci ho riprovato. Ma è davvero umiliante misurarsi con queste frecciate da General hospital. Continueremo in privato Melo se mi permetterai di godere delle tue intelligenti riflessioni.
      Ciao.
      GB.

      • stileminimo ha detto:

        Pazienza! Se il padrone di casa permette io continuerei in pubblico, invece, seppur con il mio becero stile minimo esageratamente prolisso e da General Hospital. In realtà non so cos’è il general Hospital, perchè oltre ad esser definita come becera, agiungerei di mio che in fatto di citazioni sono molto più limitata e intrisa di consapevole ignoranza di te, Signore delle Stelle, ma non serviva specificare, mi rendo conto; è verità evidente. Mi spiace solo non poter attingere all’incommensurabile conoscenza di una mente tanto eccelsa, visto che sei restìo a condividere, Signore delle Stelle. Me ne farò una ragione. E io che pensavo che i blog servissero a questo.

        • Ci sono molti Blogs ….e molti Bloggers. Io scelgo quelli stimolanti. E questo lo è. Se vuoi che io contribuisca col mio piccolo sapere evita di darmi del pirla e vedrai che potresti pure divertirti. Se insisti a voler darmi dello stupido potrei privarti del mio immenso contributo …..con nocumento grande tuo e di terzi. Se invece smetti l’abito da Giovanna d’arco magari potremmo duellare in fil di fioretto invece che da bar sport.
          Userò una bella e dottissima citazione da CSI New York…il bello di diventare anziani è che possiamo permetterci di essere burberi. …Tu che sei giovane prendila con minor ferocia…credo che tu conosca da anni la mia dialettica provocatoria e caustica. metti ironia invece che astio. Io sono un gentiluomo e tu lo sai. Per cui io smetto. Ma fallo anche tu x favore e scrivi cose belle che lo sai fare. Perbacco. Non farmi fare il professore. Ho smesso per questo. Vorrei divertirmi e non incazzarmi. Io adoravo Capitano…oh mio Capitano….non farmi morire rimpiangendo di non averti perdonata…..
          Non me lo perdonarei. ..

          Deorgrine o ancor prima non mi avrebbe trattato così. …

          Gb

        • stileminimo ha detto:

          …ok, fumiamoci il calumè, Capitano… il preparato ed il tabacco ce lo metto io. Ti fidi? Io non mordo mai per prima e tu dovresti saperlo.
          Il punto è, vedi… che a me non pare di scrivere cose diverse da quelle che scrive deorgreine o samothes… anzi, a me pare di esser sempre la stessa, pensa! Non foss’altro che per il fatto che è veramente così! 😛 Una che nell’abito di Giovanna d’arco si sentirebbe parecchio scomoda, per inciso… con tutto quel metallo, poi. A me danno fastidio pure le cravatte che portano gli altri. Mi piace il cachemire e gli orsetti in pile. E ho rispetto per gli anziani così come ho rispetto per un bambino o per un adolescente, ti giuro… di qualsiasi sesso o genere siano. Li rispetto tutti in quanto Persone e nello stesso identico modo e vorrei che questo fosse reciproco, sempre. E forse è questo che ti dà un po’ fastidio, non lo so, dimmelo tu. Vuoi essere rispettato in maniera particolare in virtù di un ru9olo che ti appartiene e che io, imn quanto bloggher che si relaziona con bloggher, non poss orealmente conoscere, Signore delle Stelle? E se sì, come vorresti essere rispettato? Se me lo dici, io mi adeguo; forse non sembra, ma io sono una che se la materia le va a genio, impara relativamente presto. Però ho la tendenza a non farmi mordere quando qualcuno ci prova, non so tu. E non c’è astio, ti assicuro… non da parte mia, seppur son becera.

        • Allora proviamo. Ti chiedo solo di sorridere di più.

        • stileminimo ha detto:

          ok, magari a volte fa niente se mi sganascio pure? Mi succede, non posso farci niente…

        • Non ti ci vedo…ma piuttosto che armata ti preferisco sganasciata…farò finta di nulla e passerò oltre.

        • stileminimo ha detto:

          …non ti preoccupare, non si nota mai; mi sganascio dentro.

  7. gialloesse ha detto:

    Eppure Melo, sono certo che da qualche, o in una qualche piega dello spazio-tempo ci sia mio padre che si sveglia al suono di una radio, dà un’occhiata alle foto dei suoi figli e di mia madre accanto la radiosveglia, accende la sua Camel senza filtro, indossa una logora tuta sopra i jeans e va a lavorare a qualche decina di metri di distanza sulla piattaforma petrolifera al centro del deserto del Sahara. Scusa il fuori tema, (scusatemi tutti anzi) ma allora non sapevo quanto mi mancasse, è adesso che avverto lo strazio.

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