Un’ educata ipocrisia

Dante schiaffa gli ipocriti nella sesta bolgia, condannati ad andare in giro con addosso una cappa dorata all’ esterno, ma costituita in realtà di pesantissimo piombo. Ora, a parte il fatto che l’ oro è ancora più pesante del piombo, e non di poco, una punizione così bizzarra trae origine da un fraintendimento. Dante non conosceva il greco (ai suoi tempi non lo conosceva praticamente nessuno), ma aveva saputo da qualche fonte che la parola “ipocrita” vuole dire letteralmente “sotto l’ oro” o qualcosa del genere, come qualcuno che si presenti prezioso e scintillante mentre sotto è tutto grigio piombo di scarso valore.

Tutto sbagliato. Il termine “ipocrita” descriveva originariamente un attore che invece di recitare una parte propria, imitava o scimmiottava gesti e battute di un altro attore.

Insomma, un ipocrita è una “persona” che ne imita un’ altra, cioè una persona che non si comporta secondo il suo vero sentire. Una persona falsa, in definitiva. Il contrario dell’ ipocrita, naturalmente, è colui che è sincero cioè, propriamente, “che cresce dalla stessa radice”, omogeneo e genuino.

Bene morte agli ipocriti, dunque. Tutti d’ accordo.

Eppure.

Eppure, le cose della vita sono sempre un po’ diverse dalle nostre comode semplificazioni. e semplificare non sempre aiuta a capire.

Davvero sarebbe concepibile (o desiderabile) un mondo in cui tutti ma proprio tutti dicono sempre ma proprio sempre tutto quello che pensano ? Con la scusa del “bando alle ipocrisie” abbiamo visto e sentito  tanta politica “nuova” sdoganare il turpiloquio, la derisione, l’ insulto personale, abbiamo visto politici “nuovi” dare voce ai peggiori istinti, al razzismo, all’ intolleranza, all’ arroganza. Mostrarsi peggiori del popolo che vorrebbero rappresentare. Da far venire nostalgia per quella felpata ipocrisia democristiana vagamente gesuitica.

Ma allora qual è il confine del lecito ?

La verità è che non sempre si può, è legittimo ed opportuno, esprimere se stessi senza filtri, dire quello che si pensa e fare quello che viene spontaneo fare. Se, invitato a cena, mi vedo servire un piatto piuttosto mal riuscito, cosa faccio, lo dico o faccio finta di nulla e mangio ?

Cerco conforto nel Galateo, cioè, secondo il suo autore, in tutto ciò che “si convenga di fare per potere, in comunicando et in usando con le genti, essere costumato e piacevole e di bella maniera; il che non di meno è o virtù, o cosa molto a virtù somigliante”.

Chiarissimo. Mando giù il boccone, insomma, e mi sforzo anche di sorridere. Pur evitando di complimentarmi, perchè a tutto c’è un limite, tuttavia fingo, ipocritamente e spudoratamente fingo. Questione di educazione, no ?

E del resto, se l’ ipocrita è un attore che scimmiotta un altro attore, anche quest ‘ultimo, l’ imitato, è pur sempre un attore, così come lo è ogni “persona”, letteralmente ed etimologicamente parlando. Ciascuno impersona una parte, un “carattere”, direbbero gli anglosassoni.

Ma, recitare per recitare, il confine fra falsità e buona educazione si assottiglia. Né, del resto, Monsignor della Casa fa molto per aiutarci a capire la differenza, ad esempio quando afferma lapidario: “Chi sa carezzar le persone, con piccolo capitale fa grosso guadagno”.

Superando così d’ un balzo proprio quel metaforico Rubicone sul quale ci stiamo interrogando…

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20 commenti su “Un’ educata ipocrisia

  1. guido mura ha detto:

    Appartengo a quel genere di persone che ritengono che la sincerità non debba trasformarsi in ingiuria. Come sempre “est modus in rebus”. Basta moderare la sincerità con l’educazione e si potrà esprimere il proprio pensiero senza necessariamente distruggere gli altri, che sono compagni di cammino e non nemici da abbattere. Oggi di solito si preferiscono le misure estreme: maleducazione e turpiloquio o smaccata adulazione, il che non aiuta la serena convivenza tra persone diverse per idee, gusti, cultura.

  2. Pannonica ha detto:

    essere educati non è necessariamente un’ipocrisia. anche la gentilezza è un istinto (diffuso un po’ a macchia di leopardo, vabbè.. 🙂 )

  3. capehorn ha detto:

    Credo che l’educazione sia alla base di tutto. Se si viene educati alle maniere civili , viene da se esserlo in ogni momento. Anche quelli nei quali l’imbarazzo può essere forte. (vedi il caso del piatto malriuscito) Certo é che educare all’educazione é arte difficile da insegnare e da apprendere. E’ più facile e sbrigativo comportarsi secondo natura e un vaffa’ é moneta spicciola. Controbattere con parole e pensieri compiuti impone l’uso di un organo misterioso e molte volte misconosciuto: il cervello e quanto riesce ad elaborare.
    L’ipocrisia é una delle armi che utilizziamo quotidianamente nei rapporti sociali e anche qui bisogna essere ben educati all’uso che se ne fa o se ne vuol fare.
    Gli esempi che così proditoriamente, ci vengono proposti, indicano che anche di quell’educazione ne é stata fatta immondizia, anche perché l’ipocrita (Come tu lo indichi) deve essere intelligente per imitare l’altro, il suo modello, in tutto e per tutto.
    Altrimenti ne sortirà solo una grottesca imitazione e non si potrà parlare d’ipocrisia, ma di becera maleducazione, di cui tutti più o meno possono essere maestri.
    Ecco, forse é questo il problema. Mancano volenterosi studenti e si é abbassata anche la qualità degli insegnanti.

  4. tempodiVerso ha detto:

    ipocrita è colui che mente per ottenere un ipotetico vantaggio. garbato è invece colui che mente (o tace la verità) per non arrecare un inutile dispiacere a chi gli sta di fronte.

    • melogrande ha detto:

      Credo che questo sia il punto, esattamente questo.
      Si può mentire nell’ interesse dell’ altro, ed allora è buona educazione, oppure per ingannare l’ altro e ricavarne vantaggi per sè, e allora è ipocrisia.
      Ed è proprio la confusione (voluta) fra i due livelli che fa il gioco dei populismi: facendo passare per ipocrita chi ha semplicemente rispetto per gli altri, si finisce con lo sdoganare come sincerità quella che è semplicemente maleducazione.
      Un po’ come quando definiscono “buonismo” la bontà.

      Grazie, tempodiVerso.

  5. Che ne penso ? Che sono tutte balle.
    Siamo tutti ipocriti
    Quando vivi in un mondo ipocrita, dove se ti va bene ti fottono col sorriso (ma ti fottono comunque….) non puoi che crescere ipocrita.

    Se per disgrazia (o come la vedo io, per fortuna….) sei un pò fuori schema e parli un pochino più franco (seppur educatamente….), passi per uno un pò strambo (se ti va bene) o per un pazzo (il mio caso….)

    Solo con le persone semplici ho visto la sincerità essere tutto fuorchè motivo di scontro; mal che vada il piatto te lo tirano addosso se non ti piace e glielo hai detto…e poi ci si fa una birra assieme e morta li.

    Nei castelli di carta del nostro comune vivere fasullo invece devi misurare anche il linguaggio istintivo del corpo se non vuoi essere espulso dal giro dei giusti….ti tocca sorbire mille scemenze negli inutili riti sociali degli happy hours o del vedere al cinema le solite asinate alla checco zalone…o addirittura vedere il paginone online del corriere per 3/4 dedicato al festival di sanremo mente Kiev va a fuoco, Bangkok ci manca poco (e da noi un criminale va a colloquio con un presidente del consiglio piovuto dal cielo per decidere il destino dei nostri figli.) !!!!!!!!!!!!!!!!!

    Io sarò un pò (o del tutto) matto….ma non ho problemi a dire che abbiamo fatto la fine dei polli….ipocriti lo siamo per primi verso noi stessi, timorosi di perdere uno status di eletti mentre siamo un branco di scimmie ammaestrate.

    ricorro ad ogni sfumatura di una lingua mirabile quale la nostra per evitare di scadere nel volgare gergo turpiloque di questi tempi osceni nel comunicare comunque che ste piatto a me fa schifo….

    e credo di poter chiedere qui testimonianza che non mi sono mai tirato indietro dal parlar sincero anche in contesti aulici ed eletti quali la Melosfera….

    Ciò detto…fatevi avanti…e spogliate pure l’abito melenso…(no non va bene melenso….sembra che la radice Mel evochi il padron di casa che tutto è fuorchè ipocrita ,,,9

    allora, dicevo,,,,,,coraggio…fuori la verità secca.

    mal che vada vi mando a quel paese e poi ci sa va tutti a fare un buon caffè.

    ma con la coscienza a posto

    (..e poi un pò di pazzia fa molto figo…..)

    (post scriptum…per evitare deflagrazioni dichiaro che per prudenza NON risponderò a Stileminimo….)

    Ciao

    GB

    • melogrande ha detto:

      Ciao, GB !
      Ti vedo in forma, e di ottimo umore …

      😀

      • Solo qui….solo qui….
        In effetti sono piuttosto incazzato e malconcio….ma quando sento scivolare su di me le cupe ombre dello sconforto, vengo a fare capolino sull’ottovolante del pensiero fino e vi ritrovo stimolo e spinta ad affrontare un altro giro….spero solo che a qualcuno non venga in mente di congendarmi citando il primo nome della giostra …”calcinculo. ….”…..appunto…

    • giolic ha detto:

      mi permetto di intervenire perché attirata in questo “ballo” dal termine “melenso”…Ultimamente ho creduto di esserlo sopratutto per i miei tempi lunghi di reazione e che a volte mi hanno fatto dubitare delle mie capacità.. Spero di non esser troppo fuori schema con la mia personale chiave di lettura di episodi come questo, ma disposta ad affrontare e correre il rischio anche di esser stuzzicata da quel folletto dispettoso di GB che ha lanciato la sfida.
      Ci sono tanti modi per superare le situazioni giusto? Ma io credo che soltanto seguendo il cuore si possa superare ogni genere di evento ci venga posto davanti. Siamo tutti nella stessa barca fatta di insofferenza desideri istinti e bisogni altro che eletti.. Ognuno di noi combatte la sua battaglia personale e non credo sia giusto pretendere di essere capiti senza voler di contro aprirsi verso l’altro e comprendere le sue esigenze. Basterebbe ricordarselo più spesso e molte situazioni avrebbero un’ottica differente nella vita quotidiana. Dire mi fa schifo quello che fai non cambia lo stato delle cose giusto?
      Nell’esempio citato da Melogrande io vedo due persone che sembra si conoscano e che si trovano ad affrontare un fatto inconfutabile quale un piatto mal riuscito chiedendo e offrendo reciproca partecipazione nel superare la situazione che si è venuta a creare indipendentemente dalla volontà delle parti. Non credo sia soltanto questione di finzione e di far buon viso a cattivo gioco. L’ipocrisia secondo me si attua maggiormente quando una delle parti mente spudoratamente ingannando volutamente l’altra che non conoscere i fatti. Una sorta di bugia pronunciata sulla base di false credenze e di falsi sentimenti.
      Esprimere il proprio pensiero quando se ne ha modo in maniera chiara e limpida non ha mai fatto del male a nessuno. Anche quando non si è d’accordo su qualcosa.
      Ci saranno sempre le persone che la penseranno diversamente, ma soltanto se esiste un rapporto solido di amicizia fiducia e oso dire “fratellanza” si può contare sull’apertura di pensiero necessaria ad andare avanti. Gli estranei il problema neanche se lo pongono. Restano appunto estranei ai fatti e se sono educati o meno lo dimostreranno con le loro reazioni.
      Credo invece che questo esempio si possa leggere più in profondità : la donna sa quello che è accaduto e cerca di fare del suo meglio con quello che ha invece di buttare via tutto e cancellare la cena. L’uomo ha deciso di accettare il rischio mangiando, anche se non poteva certo esprimere apprezzamento per qualcosa non consono del tutto ai suoi gusti. Quello che emerge a mio avviso è il rispetto reciproco e la comune volontà nel voler andare avanti modificando le cose e salvando la situazione. Come dice Stileminimo probabilmente l’uomo non andrà sicuramente più a cena da quella padrona di casa che di contro riconosce i suoi limiti ed è onesta ad ammetterli. Ampliando il raggio delle possibilità magari entrambi riconosceranno, se lo riterranno opportuno che si possa trovare altri modi per superare la cosa e che andare al ristorante ovvierebbe al problema, o probabilmente si limiteranno ad altre attività che comunque permettono di godere della reciproca compagnia.
      Ci vuole soltanto un poco di creatività giusto? In ogni cosa trovare la giusta prospettiva rispettando se stessi ed i valori in cui si crede, la propria etica e l’altrui dignità senza ipocrisie di alcun tipo, non trovate?

      ps. per GB: la verità secca per me è che solo se si è disposti a mettersi in gioco rischiando il più delle volte al buio si possono trovare dietro l’angolo sorprese inaspettate.. che possono anche deludere, ma almeno si sarà tentato… A volte la strada più difficile è quella che ti conduce in posti bellissimi che nemmeno ti aspettavi…e da quel che leggo tu lo hai già messo in pratica
      🙂
      sai… sono convinta ci vorrebbe qualche altro “matto” in più al mondo…vivremmo sicuramente in un posto migliore.

      Giò.

      • Quando mio padre fu sul punto di passarmi il testimone nella vita, ebbe a dirmi poche sofferte parole che da sempre ebbero a tracciare la sua via: “passa per coglione ma mai per disonesto falso o bugiardo”.
        Io ho solo aggiunto che ho più fede nell’intelligenza che nella forza bruta.
        Ed in maturità ho rinvigorito le dosi di follia che la genetica mi ha donato….
        per cui sempre ci provo ad essere almeno sincero e qualche volta riesco ad essere anche soft.
        Altre no.
        Ma Doctor House mi è sempre piaciuto come soprannome….

        GB

        • giolic ha detto:

          GB chi ti ha dato questo soprannome non ha mai letto il tuo blog o conosce solo un piccolo aspetto di te.
          Anche se ti diverti a movimentare le acque quando ristagnano non credo tu abbia la stesse caratteristiche del famigerato Dr. House per quanto geniali siate..
          Tu hai un cuore e ed una sensibilità che House non avrà mai per quel poco che posso aver compreso leggendoti.. E permettimi di dirti che forse se il Caso non ha voluto farti nascere politico è stato per farti un regalo.. Sincerità, cuore, onore, onestà lealtà e dignità non sono nemmeno lontanamente le doti giuste.. soprattutto paragonate a quelle degli uomini politici attuali. Meglio Matto e con la coscienza a posto sentiamme..

          🙂

        • giolic ha detto:

          Melogrande spero di non essermi comportata da ospite scortese in casa altrui. Non era mia intenzione mancare di riguardo ad un anfitrione quale tu sei così ospitale e generoso. Anche se non commento spesso leggo con interesse ogni tuo post ed i relativi commenti da tempo e trovo che molte riflessioni che nascono dai confronti di pensiero sviluppino materia d’approfondimento e di crescita personale .. Si respira qui un’atmosfera che mette subito chi arriva talmente a suo agio che ho commentato istintivamente alle parole di GB.
          Chiedo perdono se sono stata in qualunque modo invadente.

          Gio

  6. stileminimo ha detto:

    Credo che la verità vada detta; solo ci sono modi diversi di dirla e ci sono contesti nei quali va valutata l’opportunità di dirla o meno. Da evitarsi comunque e sempre gli attegiamenti falsi. Sono sinceramente convinta che non dire una verità a qualcuno equivale a una mancanza di rispetto, perchè è come se si supponesse che l’altro non è in grado di comprendere e di accettare la verità. Che poi questa debba esser detta con garbo ed educazione non lo metto in discussione. Prendiamo l’esempio che hai fatto sul piatto riuscito male, ad esempio: puoi far capire a chi ha cucinato che poteva fare meglio, glielo puoi dire con tatto, senza ferire, magari mettendoti personalmente ai fornelli la volta successiva :P. Certo questo lo puoi fare purchè l’altro sappia comprendere e magari sappia ironizzare, se serve. Certo molto dipende da con chi si ha a che fare e dal contesto, molto dipende se ne vale la pena o meno e sta ai singoli valutare in coscienza. Ma credo che se il rapporto non è di mera superficie (in quel caso sì, l’educazione suggerisce di far finta di nulla, ma senza per questo elogiare falsamente ed ipocritamente), la persona verso la quale ometti una verità è capace di cucinare ancora peggio la volta successiva, quindi vedi un po’ tu. 😀 Dico questo perchè spesso le verità taciute sono il germe di problemi che poi si gonfiano e si protraggono nel tempo e che crescono diventando irrisolvibili. E buttare via un’amicizia in nome della buona educazione a me pare una cazzata, con tutto rispetto parlando e a proposito di tatto e buona educazione.
    Il silenzio a volte è un mezzo altrettanto eloquente di comunicare una verità, ma non sempre è il più indicato. C’è chi con il silenzio mica ci arriva a capire. Allora bisogna aver pazienza da entrambe le parti e dirsi le cose come stanno.
    Tuttavia è necessario distinguere fra quelli che sono rapporti personali, ovvero con le persone che ci sono più vicine e gli atteggiamenti da adottare in contesti più allargati. Nel primo caso dire quello che si pensa e dirlo sempre, ma con tatto ed educazione trovo sia una forma di rispetto dell’altro e del rapporto che ci lega ad esso, nel secondo caso ci sono delle valutazioni da fare, ma in generale direi che, a meno che non si venga interpellati direttamente, se non ne vale la pena il silenzio è meglio di niente. Se invece è richiesto un parere è comunque meglio essere sinceri, nel modo dovuto. Insomma non sono daccordo sul fatto che non si possa dire quello che si pensa; solo c’è modo e modo di dirlo. E’ anche una questione di responsabilità civile, a volte. Quello a cui si assiste oggi in ambito politico non ha nulla a che vedere con un modo civile di dire le cose come stanno; il più delle volte è vuota retorica mai sostenuta da fatti concreti. Un retorica utilizzata malamente, tra l’altro, perchè sbraitata come se fossero venditori di pentole e materassi. Che poi chi ascolta è talmente assuefatto dai venditori di pentole e materassi da non saper distinguere lo sbraitamento dal messaggio che viene dato, questo è un altro discorso. Insomma, riassumendo, si può dire quello che si pensa sempre, con tatto ed educazione; una forma di sincerità ponderata, insomma. E’ vero che in questo frangente sono un po’ ipocrita pure io, perché personalmente essendo “un po’” istintiva nelle reazioni emotive non è che mi riesca tanto bene questo metodo, ma di mio, ci provo con costanza, giuro. E se ci riesco sto meglio.

    • “Sincerità ponderata.”
      Mi suona molto politichese sulla falsariga delle convergenze parallele.
      Manco le rette isotrope sono così sfacciatamente ipocrite.
      La verità è che nessuno sa cosa sia la verità.
      Gli uomini (le donne molto meglio va detto) riescono ad inventarsene una ad hoc sul proprio ego.
      Siamo tutti vigliacchi e lo dimostra il successo della rete. Qualcuno un tempo ebbe a dire: “dietro una maschera non si può mentire”. Ed infatti qui nel virtuale siamo tutti più liberi e sinceri. ….
      più ipocriti di così. …

      chi è senza peccato scagli la prima pietra….
      vai stile….tu puoi farlo.

      GB

      • stileminimo ha detto:

        io non sono senza peccato… e non ci tengo alla santità, ho scoperto. Quindi non posso scagliare pietre, anche perchè ho una buona mira e rischio di colpire qualcuno. E per quanto a mio parere qualcuno potrebbe anche meritarselo, non mi va di dover rispondere di azioni tanto poco educate… che hanno risvolti penali, tra l’altro. Astro, avevi promesso che non avresti risposto a un mio commento: sei poco affidabile, ne convieni, vero?.

  7. melogrande ha detto:

    Nessuna invadenza da nessuna parte, gli interventi dei viandanti sono il sale di ogni blog…
    🙂

  8. Lillopercaso ha detto:

    Io mi trovo meglio a dire quel che penso; ma non sono mai del tutto sicura delle mie idee – che ‘aggiusto’ spesso ; forse ciò si avverte, cosicché si crea quella terra di nessuno dove si stempera il possibile conflitto con l’altro.

    Di importante, c’è da domandarsi: accettiamo la critica?

    Se per cena mi si serviranno finocchi bolliti o cavoletti, dirò: “Non mi sono MAI piaciuti, ma devo dire che questi non sono niente male”. E li mangerò soffrendo. In caso di milza o nervetti, soffrirò e mangerò in silenzio.

  9. GeertWilders4president ha detto:

    Cambiare idea nel tempo è ipocrisia? O semplice cambiamento?

    • Rosa ha detto:

      Purtroppo nella vita non è facile muoversi, come fai sbagli: sei educato e non ti esprimi, ti dicono diplomatico se va bene, altrimenti ipocrita. Se ti esprimi a ruota libera rischi di dire qualcosa che non va, apriti cielo! Già con suoceri e suocere ne sappiamo qualcosa….i figli specie se piccoli ripetono cose che sentono a casa a sproposito .. alzi la mano chi non ha rimproverato i propri per aver parlato a vanvera…….Alla gente importante con cui abbiamo a che fare abitualmente alzi la mano chi, sentendo parlare dei loro innumerevoli acquisti a 4 o più zeri dando dei falliti a chi non lo può fare, non ha tenuto mano e lingua a freno…….Queste sono solo alcune delle tante situazioni in cui ci troviamo un po’ tutti, e a volte si fa fatica a stare zitti. Anni fa mi giocai le simpatie di una signora “bene” raccontando una barzelletta che, non l’ho mai capito, l’aveva punta sul vivo…….booh! Coi permalosi poi…..

      .

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