Bellezza, la Grande

mocheni

“La bellezza è dunque la percettibilità stessa del cosmo, è il suo avere qualità tattili, tonalità, sapori e forza di attrazione”

J. Hillman – L’anima del mondo e il pensiero del cuore

 

No, qui Sorrentino non c’ entra. C’ entra questa parola chiave, bellezza, che spesso mi viene istintivamente da scrivere con la maiuscola, Bellezza.

Ancora non riesco, sinceramente, a capacitarmi del come, quando e perché la Bellezza abbia perso il suo ruolo nella nostra mentalità occidentale. Come, quando e perché sia diventata una sorta di accessorio, un aggettivo, il predicato di una sostanza che da essa prescinde. Perché mai ci si sia abituati a pensare che SE qualcosa, oltre a funzionare, essere pratico, utile, ecc. è ANCHE bello, bene, altrimenti pazienza, ci accontenteremo del fatto che quella cosa sia comunque adatta allo scopo per cui esiste. Un oggetto, un edificio, un indumento, un’ automobile ha da essere un “buon” oggetto, edificio, indumento, o una “buona” automobile, deve essere funzionale, di qualità. Se è anche un bell’ oggetto, meglio.

Non è sempre stato così. C’è stato un tempo, e non un tempo qualunque, il tempo della civiltà classica in cui ha avuto origine quasi tutto quello che siamo, il nostro modo di porsi verso il mondo ed affrontare l’ esistenza, in cui la visione dominante era alquanto diversa. All’ origine del nostro modo di pensare c’era l’ idea che una cosa non possa essere davvero “buona” se non è anche bella, e reciprocamente niente possa essere davvero bello se non è anche “buono”. Perché nulla, in realtà, può essere “buono” se non è in armonia col Mondo, che è o dovrebbe essere “mundus”, pulito, se non fa parte del Cosmo che è il Tutto, ma il Tutto armonico e “bello” (l’ originaria valenza estetica del “Cosmo” riecheggia ancora oggi nel termine “cosmetico”).

«Le risposte estetiche sono risposte morali» scrive Hillman nel suo saggio «Anima mundi» (in “L’anima del mondo e il pensiero del cuore” – Adelphi), ed è un pensiero che a prima vista appare sconcertante, a rifletterci sopra. Come sarebbe a dire ? Che il brutto è immorale ? Eppure, più ci si gira attorno, a questo pensiero, e più ci si convince che c’è un fondamento, anche se per trovarlo, occorre scavare un po’ in se stessi.

Ricordo ancora la fatica che ho fatto, anni fa, per giustificare a me stesso la scelta di un’ auto nuova rispetto ad un altro modello, una “giustificazione” fatta di stiracchiate argomentazioni tecniche portate all’ estremo perché, semplicemente, facevo fatica ad ammettere che l’ auto che volevo, semplicemente, era più bella dell’ altra. Mi sembrava una motivazione poco seria, ecco. Quasi da vergognarsene un po’. Così come (ne sono convinto) parecchi si arrampicano sugli specchi per giustificare la superiorità di certi prodotti mentre farebbero prima a dire che, semplicemente, sono più belli.

Secondo lo psicanalista Luigi Zoja (Giustizia e Bellezza – Bollati Boringhieri) , la scissione si verifica nella mente occidentale dopo la Riforma protestante, come reazione ad una Chiesa di Roma che raggiunse contemporaneamente l’ apice della Bellezza con i capolavori del Rinascimento, e l’ apice della corruzione e del degrado morale. Ciò che era bello non era più affatto buono. La conseguenza fu una religione protestante austera, che diffidava dell’ arte e di ogni forma di bellezza.

Può darsi che le cose stiano effettivamente così. Certo è che da quel tempo in avanti la bellezza ha perso la maiuscola, è diventata una faccenda privata, tendenzialmente frivola e “poco seria”, niente a che fare con la sfera pubblica. L’ arte stessa si ritrova non più nelle piazze ma rinchiusa nei musei, nelle collezioni private, la bellezza è ridotta a “lusso, parola affine (anche se l’ etimologia è incerta) a “lussazione”, il che suggerisce qualcosa di fuori posto, non del tutto normale, così come la “lussuria” è un’ esagerazione, un andare oltre il limite dell’ armonia, un trasgredire la misura delle cose.

A me viene però da pensare che, più o meno nello stesso tempo, e forse non a caso, si affermava un’ altra grande scissione, quella cartesiana tra anime e materia, tra “res cogitans” nobile e pergata e “res extensa”, mondo meccanico e privo di anima.

Ora, nessuno mi toglie dalla testa che le mie camminate in montagna, così amate da sentirne sempre la mancanza, proprio da lì traggano origine, dall’ impossibilità percepita di accettare davvero questa scissione, dalla necessità di “sentire”, come una vitale conferma, che invece no, c’è un’ anima anche lì fuori, nella Bellezza della natura, e dalla necessità di mantenere un contatto. E credo che molti come me abbiano questa percezione inconscia, che nulla può essere davvero buono se si risolve in una distruzione di Bellezza.

A volte questa consapevolezza assume forme ingenue, persino vagamente irritanti, superstizioni, New Age, credenze arcane, mitologie che nulla hanno a che vedere con ciò che siamo, altre volte, più ragionevolmente alimenta invece una sana coscienza ecologica. Fatto sta che in ogni caso quella mi sembra sia l’ origine comune, la percezione che non si possa andare avanti senza ridare un qualche spazio all’ idea di Bellezza con la maiuscola, senza recuperare un rapporto armonico e meno violento con il mondo.

Sì, lo so che queste cose le ho scritte altre volte, ma nessuno mi toglie dalla testa che questa consapevolezza sia la migliore speranza per il futuro su cui al momento possiamo contare.

E perciò permettetemi di insistere, tanto per cominciare l’ anno sotto un buon auspicio …

Il mondo è un’ esperienza estetica, anche se non tutti gli esseri umani ne sono coscienti.”

J. Hillman- ibid.

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22 commenti su “Bellezza, la Grande

  1. Pannonica ha detto:

    Insisti Melo! Non se ne parla mai abbastanza. Bellezza, Giustizia, Verità: penso alla Dickinson, a Keats, a Dostoevskij, a Hillman e a tutti quelli che ne sanno cogliere il valore, la profondità, il significato. Anch’io coltivo la tua stessa speranza, la Bellezza è l’unica via d’uscita praticabile.
    Ti auguro un anno Bello!

  2. καλὸς καὶ ἀγαθός

    Kalos Kai Agathos: Ciiò che è bello è anche buono; e viceversa (Platone)

    “Nella cultura ellenica veniva così indicato l’ideale di perfezione umana: l’unità nella stessa persona di bellezza e valore morale, un principio che coinvolge dunque la sfera etica ed estetica ed estende la propria influenza anche sulla produzione artistica (come nel celebre Discobolo di Mirone). Il concetto fu poi recepito dai Romani.” (WikiPedia)

    Melo, as usual, tocchi profondo….

    Non so quando ne dove, ma scrissi fra questi sentieri, che quando incontri la Bellezza, ne percepisci la presenza dal congelarsi del Tempo.

    Ti accoglie in un Oltre estetico fatto di pura percezione, che nulla ha di schematizzato in moderne o antiche concessioni.

    La senti

    e Basta.

    Ti lascio un chicco che mi è caduto dalla bisaccia mentre girovagavo fra cime solenni. Non ero in montagna, ma lo stato d’animo era di quel tipo che tu descrivi quando ti inerpichi per pendii innevati o fioriti.

    Nel suo saggio sul Potere, James Hillman ne analizza sistematicamente forme e tipologie; vi si può inserire facilmente il sottile, magnetico, irresistibile potere della Bellezza.

    A Lei riesce di muovere gli animi solo col porsi.

    Eppure c’è una Bellezza che non si mostra, non si sente, non si percepisce coi sensi.

    Credo sia la Bellezza del Giusto.

    La Bellezza è la porta dell’Oltre.

    Non me ne vorrà Kant se sulla mia tomba scriverò: “Non finirò mai di stupirmi del Cielo Stellato Sopra di me e dell’Oltre dentro di me….”

    Il 2013 è stato per me l’anno della follia…che il 2014 sia l’Anno della Rinascita.

    Ciao

    GB

  3. ilmiosguardo ha detto:

    Abbiamo assoluto bisogno di bellezza, di cercarla e di trovarla anche se si fatica, anche e soprattutto nelle piccole cose di tutti i giorni.
    Siamo talmente abituati a sentir brutture intorno a noi che siamo quasi portati a chiederci dove è l’inghippo, dove sta l’imbroglio di fronte ad una cosa bella,
    poiché quasi tutto congiura contro la bellezza, questa società vuol farci credere che è il mondo è brutto, è tutto negativo, che chi ricerca la bellezza è un povero illuso.
    Ma sai che ti dico, Melo?
    Felici di essere diversi!

    Buon tutto, di cuore, con un sorriso
    ciao
    Ondina

    • melogrande ha detto:

      Eppure lo si percepisce bene, il malessere quando si sta in mezzo al brutto ed il senso di liberazione quando incontri bellezza. E’ che siamo stati abituati a pensare che in fondo non sono quelle, le cose importanti.
      E invece no, sono quelle sì.
      Ciao, Ondina

  4. stileminimo ha detto:

    La Bellezza è in tutto ciò che è Natura, tanto che Natura e
    Bellezza possono essere considerate, se si vuole, sinonimi.
    E se la Bellezza è Natura e noi siamo Natura, allora la Bellezza è anche in noi,
    presumo; tuttavia se devo essere sincera ho trovato SEMPRE la Bellezza
    in Natura, in ogni piccola cosa della Natura, come nelle più
    grandiose, mentre ho faticato a trovarla nelle cose afferenti al
    prodotto del pensiero e dell’animo umano, in tutti i sensi, come se
    nel nostro esserci la Bellezza fosse diventata tanto rara da
    costituire un’eccezione e quindi va cercata con fatica.
    Poi ho incontrato l’Arte e nell’Arte ho ritrovato la Bellezza che viene
    dall’umano. E tanto è più bella l’Arte quanto più l’animo umano nel
    produrla riesce ad avvicinarsi alla Natura. Sono solo dei tentativi,
    ma a volte davvero ben riusciti, meravigliosi. E con l’Arte, intesa in
    senso ampio, ho ritrovato in parte quella fiducia che mi occorre per
    accettare l’umano, nonostante tutto, perché nell’arte l’uomo si
    avvicina al meglio della sua natura, perché nell’arte cerca la
    Bellezza, appunto.
    Non è solo un fattore estetico, perché anche in
    Natura vi sono cose che risultano ributtanti ai sensi e che in un
    certo qual modo sono comunque meravigliose, sublimi, perché
    manifestazione di Vita, di forza incontrastabile.
    La Natura sa essere spietata, feroce, angosciante per
    noi che la osserviamo e tuttavia è specchio dell’umano in ogni sua
    manifestazione e a noi umani anche queste manifestazioni possono
    apparire belle, sublimi.
    Anche l’umano non è solo bello e solo buono, mai,
    anche se ci prova, anche se tenta. Per questo diffido del culto della
    santità, dei perfezionisti, di chi si professa infallibile, buono e
    pio e chi più ne ha e più ne metta.
    E della tecnica, che è ricerca di perfezione, quando diventa fine e non mezzo.
    L’uomo come la natura è anche ombra, non solo bellezza e fa un
    errore madornale nel volerla rifuggire e rinnegare, perché in questo
    modo la coltiva più del dovuto. Nessuno di noi è solo bello, solo
    perfetto, solo santo o altro.
    E nell’umano come in Natura, proprio
    in virtù del fatto che ne fa parte, spesso la bellezza esteriore è
    ingannevole e nasconde altro, nel bene e nel male; nulla è mai lineare
    e privo di sfumature e di ombre in Natura; nessuna forma, nessun colore, nulla.
    E allo stesso tempo una Natura priva di ombre
    è una natura priva di Bellezza. Riuscire a vedere la bellezza che
    non è visibile richiede un impegno e una fatica che vanno oltre al
    bello comunemente inteso, oltre le convinzioni, i paletti morali, il
    senso del gusto, ma ne vale la pena, sempre.

    • melogrande ha detto:

      Un grande architetto come Gaudì sosteneva che essere originali vuole dire andare alle origini, e alle origini, in natura, non ci sono linee rette, a parte l’ orizzonte…
      Figurarsi se è rettilineo l’ Uomo, che Kant definiva “legno storto” !

      • stileminimo ha detto:

        Ecco, a me Gaudì piace un sacco, ad esempio… e se qualcuno definisse l’uomo un legno dritto e levigato il primo pensiero mi andrebbe alle orde naziste che volevano (vogliono) far piazza pulita delle “imperfezioni” della razza umana, ad esempio. Meglio continuare ad esser legni storti e ritorti, và!

        • Pannonica ha detto:

          Lascio queste parole di Kandinskij, dotato di un potente “radar” capace di scovare la Bellezza ovunque. stanno “Bene” in questo post:

          “Molti anni sono dovuti passare perché il sentimento e la riflessione mi portassero a questa semplice conclusione che gli scopi e i mezzi dell’arte e quelli della natura sono organicamente e logicamente diversi, ma ugualmente grandi e forti. Questa conclusione così chiara e naturale che guida ora la mia opera, mi liberò dell’inutile preoccupazione di una meta che vanamente mi imponevo senza poter raggiungere. Eliminò questo tormento e aumentò la mia gioia dell’Arte e della Natura, sino alle sfere della completa serenità. Da allora posso godere in tutta pienezza di questi due elementi vitali; a questo godimento si aggiunge un senso commosso di riconoscenza.
          Questa conclusione, pur liberandomi, mi schiudeva però nuovi orizzonti. Tutto ciò che era inerte fremeva, tutto quello che era morto riviveva. Non soltanto le stelle, la luna, le foreste, i fiori tanto cantati dai poeti, ma anche il mozzicone nel portacenere, il bottone di madreperla che vi fissa dal ruscello, bianco e paziente, il filo di corteccia che la formica stringe con tutte le sue forze e trascina fra l’erba alta, verso mete indeterminate e importanti; un foglietto di calendario che una mano cosciente strappa con violenza dalla calda comunità degli altri fogli.
          Tutto mi mostra il suo volto, il suo essere profondo, la sua anima segreta che tace più spesso che non parli. Fu così che ogni punto, ogni linea immota o animata diventavano vive per me e mi offrivano la loro anima”.

          (Vasilij Kandinskij, Sguardi sul passato)

        • stileminimo ha detto:

          E’ meraviglioso! E questa sera mi ci volevano proprio parole come queste! Grazie, Nica!

  5. melogrande ha detto:

    Certo che quanto a qualità delle citazioni, Nica merita gli applausi.

    (Farei obiezione solo alla poeticità del mozzicone nel posacenere, ma non sottilizziamo…)

  6. guido mura ha detto:

    Che il valore estetico abbia fondamenta oggettive o che sia legato a fattori sociali, pare che la Bellezza sussista solo perché il nostro cervello è adatto a percepire anche una funzione estetica delle cose, oltre a quelle funzionali. Naturalmente bisognerebbe chiedersi il perché di questa particolarità dell’essere umano, se faccia riferimento a qualcosa di esterno o superiore. Bisognerebbe chiedersi se sia reale una res cogitans distinta dalla res extensa, o se pensiero e materia siano due modalità di esistenza indissolubilmente connesse e interdipendenti. Quello che credo è che l’insieme delle cose, degli universi, delle particelle abbia proprie regole di armonia che consentono alla realtà di esistere e che queste regole noi dobbiamo sforzarci di assecondarle, di non infrangerle, per non favorire quanto di più brutto possa essere concepito: il caos, la non esistenza.

    • Messer Guido, posso permettermi di dissentire, almeno in parte ?

      “……quanto di più brutto possa essere concepito: il caos, la non esistenza.”

      Il Kaos….

      http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/5b/Lorenz_attractor_yb.svg

      Questo è un Attrattore di Lorenz, rappresentazione grafica di un sistema caotico, punto di origine di una geometria che dalla fine degli anni 60 dello scorso XX secolo ha portato alla rappresentazione frattale di Universi Caotici.

      E tutto si può dire fuorchè queste figure mostrino il brutto.

      Anzi.

      Non vi sarebbe ordine senza il caos
      Non vi sarebbe esistenza senza la non esistenza.
      Lo Zero in matematica ha esistenza come ente astratto esattamente come l’Infinito

      Se citi Cartesio viene spontaneo saltare a Kant e magari spingersi fino ad Heidegger (Essere e Tempo)…..già….il Tempo….sapresti darmi una prova certa dell’esistenza del Tempo ?

      E’ associabile ad una canone estetico ?

      “Il concetto di Errore è ESTRANEO al numero”; trovo questo enunciato pitagorico di estrema, somma, concretissima bellezza.

      E’ il numero res extensa o res cogitans ?

      La Geometria Euclidea poggia su realtà o su “doxa” ?

      Già l’interrogativo posto dal problema di Platone per mè è BELLO.

      Bello, ergo sum ?

      Percepisco la Bellezza ovunque nel Cosmo…dunque esisto ?

      Piccola deviazione fra i naturisti….la Natura è molto di più di un bosco o di un fiore….solo che bosco e fiore sono in dimensionalità su scala umana, ordine di grandezza metro.

      Ma su scala subatomica gli ordini dimensionali della Bellezza sono molti molti di più, così come sulla scala dei miliardi di anni luce.

      Il Bosone di Higgs, così come la Via Lattea di Melo di qualche post fa sono eleganti, miracolose, suggestive espressioni di Bellezza.

      Ma non so se muovono a voi tanta emozione quanta ne possano generare in me.

      Mi serve una rilettura della Critica del Giudizio….sono ancora troppo ancorato alla mia prediletta Estetica Einsteniana.

      (Scuse personali all’Ospite: scusa Melo… ma ogni tanto mi sfugge l’Astro Polemicus ed il Puer Aeternus gongola a bricconeggiare fra le tue righe pregne di leggiadra bellezza…quella del PENSARE….)

      Ciaooooooooo

      GB

  7. Sempre grato a Melogrande per queste bellissime perle che ci regala e assolutamente d’accordo col Signore delle stelle. Ma una piccola cosa vorrei aggiungere a questo dotto disquisire. Io non credo che il kaos esista, come non credo nella casualità, nella fatalità. Ecco, penso invece che si tratti struttura di ordine superiore, lontana do noi e assolutamente incomprensibile allo stato attuale. Che so, immaginiamo una partita di calcio, in essa avvengono tante cose alcune delle quali riteniamo assolutamente casuali: un ciuffo d’erba, un movimento involontario del piede, uno stimolo nervoso che ha messo un giocatore un metro più in là e così via. Ebbene, io penso che non sia così, credo invece che la dinamica del tutto e la complessità dei movimenti e dei gesti, siano per le nostre conoscenze e per la nostra struttura mentale al di là della comprensione totale .Pertanto, allo stesso modo, non credo che i fotoni prodotti dallo scontro tra due particelle prendano direzioni che riteniamo casuali ecco.

    • Molto bene GialloEsse

      Sono certo tu conosca J. Monod

      (nel caso qui c’è una leggibilissima nota se fosse necessaria una ripassatina…)

      http://www.treccani.it/scuola/maturita/prima_prova/saggio_breve/sensi_caso.html

      Se poi ti pungesse vaghezza di avventurarti negli oceani turbolenti tipici delle mie divagazioni, suggerisco qualche lettura dei lavori di Prigogine e se proprio vuoi perderti in infiniti infiniti multiversali, buttati sull’Universo Elegante di Brian Greene ed i successivi 2 capitoli…

      Mandelbrot è titolare di una figura autosomigliante nota ai più…

      c’è un Universo intero che manifesta che nulla avvenga per caso come esattamente il contrario….

      benvenuto

      GB

  8. grazie, Melo. C’è bisogno di credere nella Bellezza.
    Aiutano anche le parole di Peppino Impastato:

    “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.”

    • melogrande ha detto:

      Ogni tanto c’ è bisogno di ricordarsi, Zena,che non si vive per arraffare.

      E visto che ultimamente Hillman aleggia alquanto da queste parti, concedimi un’ ulteriore citazione:

      “L’ anima nasce nella bellezza e di bellezza si nutre, ne ha bisogno per vivere.
      Se (…) non diamo pieno spazio alla bellezza, allora l’ anima non può realizzarsi nella sua essenza.
      Se vogliamo recuperare l’ anima perduta, (…) dobbiamo ritrovare le nostre reazioni estetiche perdute, il nostro senso della bellezza.”

  9. Lillopercaso ha detto:

    Penso che la bellezza renda contenti, ed è più facile far leva sul malcontento, un insoddisfatto è più manipolabile.
    Però…
    Però è più facile avere dei sudditi con la pancia piena che con la pancia vuota. Da qui…
    da qui ecco la convenienza di di far combaciare anzi confondere bellezza e sazietà.

    Un’altra cosa che mi sembra importante: anche nelle sistemazioni più rappezzate, in certi tuguri che uno non penserebbe di trovare qui, è facile vedere la lattina col fiorellino dell’aiuola, o il quadretto ricavato da una vecchia rivista; un bisogno di Bellezza – e qui metterei la maiuscaola. A meno di non essere disperati.

    Ciao Melo, in questi giorni mi metto in pari con la lettura, e ascolto le musiche!

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