Disumano, anzi no

disumano‹di·ṣu·mà·no›agg.

Privo di ogni senso di umanità, spietato, bestiale:
ferocia, violenza d.
è d. trattare qcn. a quel modo Che non ha o non conserva nulla di umano:
dolore d.
urli d.

( dizionario italiano di WordReference)

Non si dovrebbe mai usare il termine “disumano”, ecco tutto. Mai. Proibirlo proprio, bisognerebbe, che  quando lo sento mi arrabbio.

Ogni volta che qualcuno fa ricorso a questo termine, puoi tenere per certo che sta parlando di comportamenti che sono esclusivamente umani, a proposito dei quali dovremmo essere citati per diffamazione dalle bestie.

Si adoperano termini come “disumano” e “bestiale” quasi sempre a proposito del male, cioè del prodotto della libertà, cioè della cosa più umana che esista. Il male gratuito è solo umano perché solo umana è la scelta di esercitarlo oppure no. Ed il male è tanto più umano quanto più è estremo, perché proprio nella mancanza di ragionevolezza, di misura, di motivazione, di giustificazione, proprio in questo manifesta la sua origine arbitraria, cioè radicata nel libero arbitrio. Al pari della bontà senza compromessi e della generosità senza tornaconto, ovviamente.

L’ uomo e’ tra i pochissimi animali che uccidono i propri simili, ma è assolutamente l’ unico capace di farlo su larga scala, o senza ragione. Poi, gli etologi spiegherebbero che la specie umana ha poche inibizioni alla violenza intraspecifica, un uomo a mani nude fatica molto ad uccidere un suo simile, a differenza di un leone o di un rapace, e dunque l’ umanità non ha elaborato tabù “genetici”, ma solo culturali al riguardo. Va bene, sarà. Però…

“Il punto scabroso è che uccidere il proprio fratello non appartiene al mondo animale, ma al mondo umano. (…) Il crimine non è infatti la regressione dell’ uomo all’ animale – come una cattiva cultura moralistica vorrebbe farci credere – ma essa esprime una tendenza propriamente umana.”  (M. Recalcati, Repubblica 5/5/13).

Propriamente umana, che ci piaccia o no, serial killers in testa.

E certo è che l’ infanzia non è al riparo dal male estremo, non lo è mai stata. Tutt’ altro.

Basta ritornare al mito, la narrazione del mondo prima del governo della ragione, per rendersi conto di quanto spesso il male sia stato esercitato sui bambini per colpire gli adulti. Basta pensare a Medea che uccide i propri figli per punire Giasone, ma ancora di più viene alla mente il ciclo miceneo.

Tantalo uccide, smembra e serve a banchetto agli dei il proprio figlio Pelope solo per vedere se gli dei se ne accorgono (se ne accorgono). I figli di Pelope stesso, Atreo e Tieste si combattono senza esclusione di colpi, il primo sottrae il regno al fratello, il secondo gli seduce la moglie. Allora Atreo uccide i figli di Tieste e glieli serve in tavola, culmine del banchetto l’ ingresso del vassoio con le teste dei bambini.

Il Sole inorridito indietreggia, raccontano i mitografi. Il Sole, non gli uomini. Tieste fugge, commette incesto con la propria figlia e genera con lei Egisto, che ucciderà Atreo ed il figlio di lui Agamennone dopo avergli sedotto la sposa, e così via…

Non si facevano mancare niente, nei miti.

Altri tempi ?

L’ immagine qui sopra è tratta dal bellissimo film d’ animazione “Valzer per Bashir”, che racconta il massacro di Sabra e Chatila, anno 1982. “In un giardino, i corpi di due donne giacevano su delle macerie dalle quali spuntava la testa di un bambino. Accanto ad esse giaceva il corpo senza testa di un bambino. Oltre l’angolo, in un’altra strada, due ragazze, forse di 10 o 12 anni, giacevano sul dorso, con la testa forata e le gambe lanciate lontano”, scrisse l’ inviato del Washington Post entrato a Shatila due giorni dopo.

Un rapporto delle Nazioni Unite denuncia che in Siria, oggi, anno 2013, i ribelli usano soldati bambini, l’ esercito regolare li cattura, li sevizia e li mette sui carri armati a fare da scudi umani.

Che ne penserebbe Ivan Karamazov , che affermava: «Io credo che se il diavolo non esiste e se, quindi, è stato l’uomo ad inventarlo, questi l’ha creato a sua immagine e somiglianza» ?

Umano, TROPPO umano, il male radicale.

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13 commenti su “Disumano, anzi no

  1. ludmillarte ha detto:

    L attributo disumano andrebbe scritto dis-umano, diverso dall umano.
    Purtroppo comportamenti inconsulti fanno parte degli esseri umani che d umano dovrebbero avere il controllo delle emozioni distruttive, la tolleranza, il rispetto, l amore (caratteristiche ormai quasi più “bestiali” che umane )

    • melogrande ha detto:

      Non so quanto sia “diverso ” dall’ umano, questo tipo di comportamenti.
      E’ con noi, c’è sempre stato, da quando abbiamo memoria.
      Dice Amélie Nothomb (che di mostri se ne itende):

      “Il mostro è qualcuno che ci somiglia, solo più coraggioso. E’ una persona che ha smesso di essere addomesticata dallo sguardo altrui.”

      Qualcuno che ci somiglia.

  2. tramedipensieri ha detto:

    Non si può più “leggere” “vedere” “sentire” niente.
    Fare come le tre scimmiette “non vedere il male”; non ascoltare il male” e “e non dire il male”. Questo per non abbruttirsi, per non disperdere quel poco di bellezza che la nostra anima porta dentro se.

    La realtà supera, ha superato….l’orrido.
    Che poi umani, non umani, dis-umani. bestie, non bestie, pazzi o meno…chiamiamoli come si voglia…il risultato non cambia.
    Evidentemente la base del dna è quello…c’è poco da fare.

    ciao
    .marta

    • melogrande ha detto:

      Ciao .marta.
      Soprattutto, quello che io penso è che ci sarà ben poco da fare fino a quando continueremo a cercare l’ alibi della “bestialità” di certi individui.
      Finché si fa finta che un problema non ci sia, è ben difficile che si riesca a risolverlo…

      • tramedipensieri ha detto:

        Problemi ce ne sono e anche più d’uno purtroppo.
        Il riferimento alle tre scimmiette, naturalmente, non era per il fatto di dover fare come gli struzzi ma per non dover soccombere alle terribili notizie che la realtà ci sbatte in faccia ogni giorno.
        Se la bestialità è insita nell’umano beh…siamo nella buona strada per la diffusione a quanto pare, visto l’aumentare degli individui che ogni giorno si scatenano, aumentano…
        Piuttosto non si vuol prendere seriamente questo dilagare della bestialità, anzi pare che ci si mettano d’impegno e che tutto vada nell’anarchia più assoluta.
        Assenza di morale, di etica, di regole, di esempi…ognuno è lasciato solo.
        E da qui, e non solo, ecco che la parte più nascosta, o quella che si riusciva a tenere a bada…esplode in tutta la sua terribile furia.

        Mi ritrovo spesso a parlarne e alla fine si resta sempre disorientati, davvero..non si riesce a trovarne il bandolo…

  3. guido mura ha detto:

    Certamente nell’uomo c’è qualcosa che non si sa definire e che proviene proprio dalla maggiore complessità della nostra capacità di elaborazione del pensiero. Il pensiero si costruisce partendo anche da pulsioni distruttive, autodistruttive, anomale e perverse che coesistono con le spinte costruttive e armonizzatrici. Chiamiamole pure diavolo quelle pulsioni dionisiache e violente, ma esistono. In questo noi siamo figli del diavolo (che è un incubo ricorrente nei miei racconti). Ma diabolica, terribile è la stessa natura, che in fondo noi imitiamo. Solo che la natura non produce orrori e massacri per scelta, noi sì. Potrei ricordare che anche gli animali, le fiere, possono avere comportamenti diabolici, semiumani, quando giocano con le loro prede. La bestia che nel 1792 terrorizzò il contado milanese aveva questo tipo di comportamento. Dapprima giocava con i bambini, poi li azzannava e li uccideva. Mi viene da pensare che anche in questi casi, come nell’uomo, venga a mancare l’equilibrio tra il cielo e l’inferno, che anche le bestie talvolta possano essere “squilibrate”, che anche in loro la componente diabolica possa in qualche occasione prevalere.

    • melogrande ha detto:

      Anche per questo gli etologi hanno una spiegazione.
      Un animale predatore non può fare a meno di esercitare la pulsione corrispondente, e quando un animale è addomesticato oppure in cattività cerca di sfogare l’istinto come può. E’ il caso del gatto che gioca col topo o, se proprio gli va male, con un gomitolo.

      Ma non è una scelta, e la differenza non è da poco.

      L’ animale è governato dall’ istinto, noi ne siamo solo influenzati. Possiamo decidere se seguirlo oppure no. Dentro quella scelta ci sono, indissolubilmente, sia il libero arbitrio, quella libertà che ci fa umani, sia la radice del male “disumano”.
      Legati insieme.

  4. stileminimo ha detto:

    Hai detto tutto, Melo. Ho creduto per lungo tempo che il male di noi esseri umani è il pensiero, perché mi è stato detto che gli animali non pensano e ho quindi dedotto che è questo che ci differenzia da loro, che ci rende molto peggiori in quanto esseri viventi. Poi ho osservato a lungo gli animali e ho scoperto che gli animali pensano e allora mi son detta che quello che ci distingue da loro è cosa ben peggiore; il peggio che loro non hanno, non saprebbero avere e mi son chiesta da dove ci viene, se non si annida nel nostro pensare. Allora mi sono detta che il peggio di noi stessi come specie ci viene da dove ci vengono quei miti dei quali tu parli, dalle viscere che ci portiamo appresso, forse. E mi son chiesta che cos’è questa immensa stupidità che ci coltiviamo e che ci è propria, e no, non lo so cos’è, da dove ci viene di preciso; so che ci scorre dentro, lo vedo. Come se con la capacità di pensare avessimo sviluppato anche l’incapacità di saper distinguere fra ciò che è lecito e ciò che non lo è, come se sviluppando pensiero, in realtà ci fossimo involuti spiritualmente e ci fossimo resi ciechi e violenti e insensibili, perdendo la capacità di rispettare noi stessi e tutto il resto. Ci siamo tolti i limiti che in Natura sono innati in tutte le specie, in nome di un’intelligenza che di intelligente non ha proprio niente, se è vero che riusciamo ad autodistruggerci con immensa stupidità e in massa. Il dolore nasce dall’evidente ingiustizia che questo comporta, perchè con noi annientiamo anche il meglio di ciò che abbiamo, i bambini ed i puri, ma anche tutto ciò che avviciniamo, animali e ambiente compresi. Direi che dire “umano” equivale troppo spesso a dire “violento, stupido e ignorante”… troppo spesso.

  5. melogrande ha detto:

    L’ intelligenza è la capacità di vedere gli eventi futuri come se fossero già avvenuti. Dovrebbe rendere consapevoli delle conseguenze delle proprie azioni.
    E’ la libertà di scegliere che origina il male, ed una certa mentalità dominatrice (la volontà di potenza, la chiamava Nietzsche) tipica dell’ Occidente che sta mettendo a rischio il pianeta.
    Voler perseguire il dominio della Natura invece che l’ armonia era per i greci un gesto di arroganza che esponeva alla punizione divina. Sembra che siamo destinati a riimparare quella lezione nel modo più duro.

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