Questione di gusti (e non è colpa mia)

Ci sono frasi che chiudono porte e le finestre , e mettono a dormire le menti, frasi-alibi che impigriscono il cervello e lo cullano nell’ apatia, frasi facili e pronte per accidiosi e sfaticati dell’ intelletto, frasi riposanti.

“Non è colpa mia”, ad esempio.
Una frase pigra, anestetica al punto tale da essere persino usata per il verso sbagliato. Chi invoca “non è colpa mia” spesso intende semplicemente scaricarsi di una responsabilità diretta, manifestare che non c’è stata volontà specifica, ciò che è accaduto è accaduto se non a sua insaputa quanto meno senza sua intenzione, che non è dipeso da lui.
E con ciò ?

Il concetto di colpa è del tutto svincolato da quello di intenzionalità, anzi è proprio quando non c’è intenzione che in giurisprudenza si usa il termine “colposo”, no ? Se mi capita di investire qualcuno sulle strisce, è assai difficile pensare che l’ abbia fatto apposta, ma dovrò pure caricarmi di una qualche responsabilità, o no ? Ebbene, secondo l’ ignavo fautore del “non è colpa mia”, potrei legittimamente invitare lo sfortunato pedone a liberare rapidamente la sede stradale perché lui si sarà pure fatto male, ma io non l’ ho fatto apposta a tirarlo sotto, guardavo da un’ altra parte, avevo gli occhiali sporchi, mi ha distratto il vigile, avevo il sole negli occhi,  avevo altro per la testa, insomma non è stata colpa mia, neanche un po’, e allora di che dovrei scusarmi ? Si tolga di mezzo che mi fa perdere tempo.

Naturalmente, il principio del “non è colpa mia” si presta ad essere utilizzato in circostanze meno traumatiche.

Sono arrivato in ritardo all’ appuntamento, ma “non è colpa mia”, c’ era traffico, non si trovava il parcheggio, ho sbagliato strada, mi si è rotta la stringa della scarpa prima di uscire, insomma io non c’ entro, non è colpa mia. Non è dipeso da me. Ma è proprio vero poi che non c’ entro ? E’ sicuro che non avrei potuto, prendendomi un po’ di più di disturbo, evitare l’ intralcio ? Se solo avessi voluto metterci più impegno, se avessi accettato di  faticare un po’ di più  ? Se ci vessi messo cura ?

Il principio del “non è colpa mia” è uno scarico di responsabilità a prescindere, è un alibi buono per ogni circostanza, un’ auto-assoluzione preventiva che libera la coscienza e rende più facile la vita. Peccato solo che non porti da nessuna parte.

Se “non è colpa mia”, ne consegue che non devo fare nulla per rimediare, e neppure per scusarmi, mi basta allargare le braccia ed alzare gli occhi al soffitto, uno sforzo davvero minimo.

Il mondo non è stato fatto da gente che cercava scuse, ma da gente che ha spinto forte contro i macigni sulla strada, quelli propri e quelli altrui, fino a spostarli e riprendere il cammino, altro che “non è colpa mia”.

Non dissimile è l’ irritazione che mi suscita la locuzione “questione di gusti”, un’ altra espressione che chiude la mente ed il cuore, che garantisce il riposo ed evita la fatica del pensare. Se è questione di gusti, ogni discorso è già concluso, anzi è persino vano cominciarlo. Di che cosa dovremmo parlare ? È solo quando ci si sforza di fare un passo in più, che le menti si possono aprire.

Ci sono cose che mi piacciono, è vero. Ma invece di limitarmi a questo, perché non dovrei cercare – almeno cercare – di capire perché mi piacciono ? Quali elementi mi portano a dare un giudizio estetico positivo ? E’ una questione di armonia delle parti, una simmetria che trovo gradevole ? Si tratta della particolare combinazione di colori ? E’ il significato, o la molteplicità di significati ad attrarmi, o piuttosto l’ ambiguità, l’ interpretazione aperta che l’ artista ha voluto lasciare ?

Ed ancora, c’è per caso qualche elemento comune tra le cose che mi piacciono, che possa aiutarmi a trovare le risposte ? Posso provare a definire un canone di bellezza, e addirittura raffrontare questo canone con quello di altri, o con l’ ideale prevalente di bellezza, contemporaneo o di epoche passate ?
Posso individuare elementi culturali in questi canoni, e, soprattutto, elementi non culturali, elementi che appaiono invarianti, elementi che si ritrovano in varie epoche ed in civiltà geograficamente lontane fra loro o isolate ?

Assurdo ? Non direi. Uno studioso come Paul Bloom, docente di Scienze cognitive a Yale ed autore di parecchi testi importanti sull’ argomento, sostiene che: “i piaceri hanno in gran parte un’ origine evolutiva, ovvero non sono un’ acquisizione sociale. E sono condivisi da tutti gli esseri umani. Le varie forme in cui si manifestano non sono altro che variazioni su un tema universale.”

Altro che “questione di gusti”.

ps. Questa particolare versione di un brano piuttosto famoso mi piace assai (e non è colpa mia…).

Annunci

24 commenti su “Questione di gusti (e non è colpa mia)

  1. Pannonica ha detto:

    come ben sai, la colpa è SEMPRE degli altri. quindi, se questo brano ti piace, la colpa è dei musicisti, non certo la tua. tu non c’entri niente, checché ne dica il tuo amico Bloom.

    sembra una frase tratta da Alice nel Paese delle Meraviglie, il paese delle logiche parallele!! 😀

    una domanda: quanta gente che abbia voglia di interrogare se stessa conosci? quanta gente che abbia voglia di capire perché ama una certa musica o perché abbia (più o meno involontariamente) causato un danno a qualcuno?
    io ne conosco più sui blog che nella vita fisica. e questa cosa mi dà da pensare parecchio..

  2. Egle1967 ha detto:

    C’ e l’altra faccia della medaglia, quella di chi , per particolare interesse e particolare sensibilità’ si carica della responsabilita’ di capire, spiegarsi, decifrare tutto…e spesso piu’ che solo dire, anche fa, ove possibile.
    Il limite che divide il piacere da una fatica , allora diventa invisibile..anche se qualche volta si rimpiange quel periodo in cui si diceva ” Non e’ colpa mia”…giusto perche’ ci si credeva veramente e giusto perche’ l’equilibrio e’ di non facile mantenimento…si ha , a volte la tentazione di ritornare nel grembo materno in cui si poteva davvero dire “non e’ colpa mia”..per stanchezza, credo, sentimento e propensione comprensibile …anche scegliere oggi e’ diventato sempre più’ difficile.

    Il desiderio di capire i motivi per cui preferisco l’abbraccio di Schiele alla Danae di Klimt , secondo me, nasce da un desiderio di comunicabilita’ agli altri di tali bellezze e non da un precipuo interesse mio a solidificare razionalmente delle sensazioni per renderle , prima soggettivamente discutibili, con l’intento di trasformarle in condivisibili.
    Di una cosa sono sempre certa e so spiegarne i motivi: di cio’ che non mi piace, ma trovo molto piu’i difficile fare il contrario…e spesso mi basta leggere dei brani di Michele Mari a qualcuno che con due parole di risposta mi fa sentire meno sola, senza spiegarne il perche’.

    Buona Domenica, Melo..

    • melogrande ha detto:

      Sì, lo so, si rischia di appesantirsi la vita da soli.
      Eppure, mi sembra un esercizio importante e che vale sempre la pena di tentare.

      Più le certezze si relativizzano e più mi viene da dire che, pur senza pretese di verità assoluta, una scala di valori ben fondata e motivata bisogna pure sforzarsi di averla.
      Non mi rassegno alla logica che “è tutto uguale”.
      Se tutto diventa relativo, perché far studiare, per dire, la Divina Commedia ?
      Basterebbe scaricare da internet un po’ di testi a caso e studiare quelli…
      Eh, no.
      Un canone, ci vuole.

  3. carla ha detto:

    è importante che i gusti siano diversi soprattutto per evitare la possibilità di annoiarsi.
    e poi l’uomo è un essere curioso…
    io preferisco spiegare ciò che mi piace
    ciò che non mi piace non mi attrae.

    ciao Melo, tra poco tempo fiorirai!

  4. tramedipensieri ha detto:

    Vorrei tanto sapere chi ha scelto quel brano..

  5. ilmiosguardo ha detto:

    Bella, interessante e significativa la tua riflessione Melogrande! Sia nel primo caso che nel secondo mi sforzo di capire il perchè delle cose, sia in caso di “colpa” che in caso di “gusti”…

    Nel secondo caso, e parlo per me, come sempre, naturalmente, mi piace far sapere i motivi per cui un’immagine mi attrae così come è istruttivo e molto interessante per me conoscere perchè una mia foto piace… (oltre che trovare ciò un’attenzione nei miei confronti, perchè ci vuole tempo per commentare)

    Buona settimana, ciao
    Ondina

    • melogrande ha detto:

      Esatto.
      In qualsiasi forma artistica non c’ è mai solo il “gusto” personale.
      C’è disciplina, e c’è motivazione.
      C’è una “poetica”, se vogliamo usare una parola grossa.
      Grazie e buona settimana a te, Ondina.

  6. Pandora ha detto:

    Hai fatto riflessioni molto profonde che spiazzano in un colpo solo la superficialità del trincerarsi dietro al “non è colpa mia”. Spesso liquidiamo così le cose quando non abbiamo voglia di approfondirle perché hanno perso interesse per noi. La fatica non la sentiamo per le situazioni che veramente sono al centro della nostra mente. Il guardarsi dentro richiede fatica e dolore anche, nonché la disponibilità a metterci in dubbio. Non è facile in effetti e non tutti vogliono farlo.

    • tramedipensieri ha detto:

      Ma è anche il contrario..cioè prendersi subito le responsabilità, prendersi la “colpa”.
      Dire subito sono stato io…giusto per finirla lì..meno, ma capita anche questo.

      • Pandora ha detto:

        Si certo Marta, anche quello succede, ma è dettato sempre da superficialità, come dici tu per “finirla lì” e non approfondire. Quando non vogliamo affrontare un problema troviamo mille espedienti e uno di questi è quello di tagliar corto.

    • melogrande ha detto:

      Grazie e benvenuta, Pandora.
      La superficialità e la pigrizia sono spesso legate, il che occasionalmente comprende anche il comportamento opposto evidenziato da .marta.

      Se qualcosa veramente ci sta a a cuore, allora come dici tu la fatica non la sentiamo, ed il tempo da dedicargli lo troviamo eccome.
      Se poi uno non è curioso di nulla, e non gli sta a cuore nulla…

      Se dovessi indicare qual’ è il più grave dei peccati capitali, credo proprio che sceglierei il meno citato.
      L’ accidia.

      • Pandora ha detto:

        Ehhh certo l’accidia è la morte dell’azione, del movimento mosso dalla curiosità, è la negazione del principio stesso della vita che si attua nell’evoluzione.
        Questo è ciò che riporta il dizionario:
        “SIGNIFICATO: inerzia, pigrizia; in particolare, nel lessico religioso, negligenza nel far del bene
        dal greco: [akedia], composto da [a] privativo e [kedos] cura.
        L’accidia non è una pigrizia generica: è il disinteresse indifferente verso l’azione, in particolare verso un’azione migliorativa, benefica, l’esilio dell’iniziativa e, quindi, della crescita. L’etimo ci mette in luce questo fenomeno come una mancanza di cura – perciò un vuoto di moto curioso.
        Così sono accidiosi gli adolescenti totalmente privi di interessi, gli idioti scemi di qualunque accortezza o brio per ciò che di importante succede oltre il loro giardino, chi ha in cuore un progetto luminoso, ma, be’, ci penseranno altri.”
        Quindi capisco e concordo il tuo punto di vista, come si fa ad esser curiosi di nulla?…è come un lasciarsi andare alla deriva…

        • melogrande ha detto:

          Bellissimo commento, Pandora !
          Strano che non mi fossi mai soffermato prima sull’ etimologia di accidia che è, letteralmente, incuria.
          Mancanza di cura per il mondo, e di conseguenza mancanza di curiosità verso il mondo.
          Confermo: non c’è peccato più grave essendo questo, di fatto, un rinunciare alla stessa condizione umana.
          Grazie !

  7. guido mura ha detto:

    Potrei dure che non è colpa mia se continuo a scrivere, attività indecorosa di cui vergognarsi e che viene di solito sanzionata trasformandola in sport a pagamento, come giocare a tennis o andare a vela. Per giunta, qualche volta mi piace quello che scrivo o quello che altri scrivono, a volte no, non mi piace proprio. Purtroppo non riesco ad addormentare la mia coscienza con qualche frase fatta. I miei gusti cambiano continuamente e non sono mai sicuro di niente. La stessa cosa avviene per l’arte, per la politica, per la musica, per lo spettacolo. Forse è che io stesso non sono la stessa persona, ma un coacervo di persone che si susseguono e che hanno idee e gusti diversi. Forse lo stesso avveniva a Pessoa. Comunque qualcosa forse rimane, al fondo di tutto, un archetipo di bellezza che misteriosamente viene percepito, al di là delle particolari condizioni di coscienza.

    • melogrande ha detto:

      Eppure io credo che ci sia in quello che scrivi una continuità, ed una coerenza, una cifra stilistica, al di là delle particolari condizioni di coscienza e del fatto che tu la riconosca come poetica personale.

      La molteplicità di Pessoa ne fa parte…

  8. stileminimo ha detto:

    Mi dissero un tempo che se ho delle colpe devo confessarle e poi mi verrò assolta. Mi dissero anche che quando ho delle colpe e le confesso, la mia responsabilità in tali colpe sarà perdonata. Questo accadeva quando ero piccola, poi crebbi… non tanto, ma abbastanza da liberarmi dalle colpe e da prendermi le responsabilità del caso, di volta in volta. Ed il motivo è semplice: ho smesso di credere alle colpe, alle confessioni e alle assoluzioni. Credo nella responsabilità di ciò che sono e che dovrei essere per diventare migliore.

    Ho dei gusti che mi piacciono e mi piacciono i gusti interessanti di chi ha gusti diversi dai miei; non è raro che i gusti altrui mi interessino, perchè per piacermi i gusti altrui, mi basta che siano vari e diversi, fra loro e dai miei. Altrimenti non c’è gusto.

    • melogrande ha detto:

      Lo so bene cosa ti dissero, perché lo dissero anche a me.

      😉

      • stileminimo ha detto:

        Ecco, lo vedi? Eran senza fatasia anche allora; tutti a dir le stesse cose che dicono tutti e incolparsi a vicenda come i bimbi dell’asilo che, a dire il vero, spesso dimostrano molta più lungimiranza e maturità dei consimili adulti, a tal proposito, e non vorrei far loro torto prendendoli come esempio!

che ne pensi ?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...