Un blogger di nome Giacomo

 

Nominando i nostri antenati, sogliamo dire, i buoni antichi, i nostri buoni antichi. Tutto il mondo ha opinione che gli antichi fossero migliori di noi, tanto i vecchi che perciò gli lodano, quanto i giovani che perciò li disprezzano. Il certo è che il mondo in questo non s’inganna: il certo è che, senza però pensarvi, egli riconosce e confessa tutto giorno il suo deterioramento. E ciò non solamente con questa frase, ma in cento altri modi; e tuttavia neppur gli viene in pensiero di tornare indietro, anzi non crede onorevole se non l’andare sempre più avanti, e per una delle solite contraddizioni, si persuade e tiene per indubitato, che avanzando migliorerà, e non potrà migliorare se non avanzando; e stimerebbe di esser perduto retrocedendo.

Si parlava, nel post precedente, delle opportunità nuove offerte dalla Rete, e dell’ eventuale influenza, fertile o nefasta, che la Rete esercita, o potrebbe esercitare, sull’ intelligenza umana.

Ora, un esempio assai concreto di opportunità di questo genere, un esempio fra i tanti, a me pare sia il facile accesso online a certi testi, o documenti, non facili da trovare in libreria o anche in biblioteca.

Giacomo Leopardi tenne per molti anni, ma in particolare tra il 1817 ed il 1823, una sorta di diario, o quaderno di appunti, su cui fissava pensieri, riflessioni, ipocondrie, fissazioni ovvero annotazioni sui testi che egli aveva di volta in volta fatto oggetto di studio, o che stava semplicemente leggendo. Si trattava di uno Zibaldone, ovvero uno “zabaglione”, ovvero un miscuglio, un caos messo per iscritto, senza pretese sistematiche, così come viene, benché contenga anche alcuni “saggi brevi” di varia natura.

“Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura”, li aveva definiti lo stesso autore, ma data la sua bulimia di sapere e la spaventosa energia intellettuale, ne vengono fuori circa 4.500 pagine, in cui quotidianamente si salta, e più volte, da un argomento all’ altro. Benché lo stesso Leopardi pensasse che da quel magma si potessero ricavare almeno sei o sette saggi, ed abbia ad un certo punto cominciato ad organizzare un indice, non ne fece nulla, e si è dovuto attendere gli anni ’90 per una vera edizione critica. Insomma, ancora adesso, un’ edizione completa dello Zibaldone non è facilissima da reperire. Però online c’è, sia da scaricare che da consultare, magari saltando da una pagina all’ altra in perfetto “internet style“.

Sulla natura dello Zibaldone, lascio la parola a Pietro Citati, autorità indiscussa, direi.

“C’è il rifiuto della costruzione logica, l’ onda, la scorrevolezza e la liquidità del parlato, (…) la velocità del pensiero che sopravanza quella della scrittura.

(…) Leopardi parlava di ‘pensieri scritti a penna corrente’, cioè obbedendo agli impulsi della penna e della mano”.

Mmmm.

Adesso, non vi suonano come già sentite, queste parole ? Non descrivono qualcosa che vi sembra di conoscere bene ? Qualcosa di assai familiare, una scrittura scorrevole, veloce, “parlata”, usata per mettere a fuoco considerazioni su argomenti eterogenei ? Insomma, diciamola, la parola, e se fosse una specie di blog ?

Ora lo so, posso sembrare sacrilego, va bene. Leopardi su WordPress ? Andiamo ! Però il fatto è che aprendo a caso lo Zibaldone, capita spesso di imbattersi in ciò che mi verrebbe da definire dei “post” ante litteram, qualcuno breve e fulminante, poco più di un aforisma:

La corruttela de’ costumi è mortale alle repubbliche, e utile alle tirannie, e monarchie assolute. Questo solo basta a giudicare della natura e differenza di queste due sorte di governi.

Quegli stessi che credono grave, o maggiore che non è, ogni leggera malattia che loro sopravviene, caduti in qualche malattia grave o mortale, la credono leggera, o minore che non è. E la cagione d’ambedue le cose è la codardia che gli sforza a temere dove non è timore, e a sperare dove non è speranza.

altri più lunghi e concettosi, ma insomma, quasi sempre a misura di pagina web.

Si suol dire che la monotonia fa parere i giorni più lunghi. Così è quanto alle parti del tempo considerate separatamente. Ma quanto al complesso è tutto l’opposto, perché un giorno pieno di varietà, terminato che sia ti parrà lunghissimo, anzi spesso ti avverrà di credere a prima giunta che una cosa fatta, accaduta, veduta, ec. oggi, appartenga al giorno di ier o ier l’altro, perché la moltiplicità delle cose allunga nella tua memora lo spazio, e il maggior numero degli accidenti, accresce l’apparenza del tempo. All’opposto in una vita tutta uniforme, spesso ti avverrà (e m’è avvenuto) di credere che l’accaduto ieri o ier l’altro appartenga al giorno d’oggi, o quello di più giorni fa, al giorno di ieri. E ciò per la ragione contraria, e perché l’uniformità impiccolisce l’immagine delle distanze. Così la monotonia prolunga la vita in quanto la lunghezza è penosa, e l’abbrevia in quanto la lunghezza è piacevole e desiderata; e la tua vita passata nell’uniformità ti par brevissima e momentanea, quando ne sei giunto al fine.

 

Le osservazioni sono acute, lo stile, nonostante la “penna corrente” è conciso ed elegante. Insomma, un blogger di talento, malgrado talvolta (bisogna pur dirlo) difetti un po’ in leggerezza. Ma del resto, la maggior parte dei blogger è piuttosto introversa, non vi pare ?

Insomma, io sono convinto che G.L. sarebbe stato uno da linkare subito …

Va, bene, va bene, scherzavo. Non lo faccio più !

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63 commenti su “Un blogger di nome Giacomo

  1. germogliare ha detto:

    L.G., e che gravatar avrebbe avuto?. Avevo fatto questo tipo di osservazione, diverso tempo fa, rileggendo alcuni scritti di Leonardo Da Vinci, che appuntava tutto, pensieri e disegni. Scriveva del quotidiano, della natura, di arte e progetti. Ma quanto sarebbe stato interessante visitare il suo blog?

    • melogrande ha detto:

      Come gravatar potrebbe usare l’ immagine che ho messo in cima al post, che ho trovato in giro per la Rete .
      Oppure una roba così, nel qual caso si chiamerebbe magari “lone sparrow”…:

      Non so invece se Leonardo sarebbe stato un buon blogger.
      Non era abbastanza introverso, mi sa, era più aggressivo, e soprattutto gelosissimo delle sue cose.
      Avrebbe scritto tutti i post all’ incontrario…

      😉

  2. invecedistelle ha detto:

    Ma certo che avrebbe avuto un blog e anche io lo avrei linkato! Sarebbe potuta nascere una liason virtuale tra noi, ne son certa, sempre che non fosse uno di quei blogger troppo presi dalla loro scrittura che neanche visitano le ‘case’ d’altri, cosa assai probabile visto il caso letterario.
    I parallelismi sono infiniti. Prendiamo la parola siepe e sostituiamole schermo, avremo:
    Sempre caro mi fu quest’ermo pc,
    e questo schermo, che da tanta parte
    dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
    Ma sedendo e mirando, interminati
    spazi di là da quello, e sovrumani
    silenzi, e profondissima quïete
    io nel pensier mi fingo, ove per poco
    il cor non si spaura.

    Mi perdoni Giacomo, e non rigiri troppo..

  3. tramedipensieri ha detto:

    Se avesse avuto un blog…sarebbe stata la sua rovina. Penso si sarebbe sentito molto più solo …. non avrebbe risposto a nessuno e un like gli avrebbe dato fastidio; segno evidente che qualcuno aveva sbirciato tra i suoi scritti.
    Forse.
    …e chissà forse mi avrebbe contagiato…

    Bel post e bella musica, più idonea di così….

    ciao
    .marta

  4. guido mura ha detto:

    Molti grandi autori del passato sarebbero stati oggi ottimi blogger. Lone sparrow c’era particolarmente tagliato. Personalmente ho sempre ammirato il Leopardi delle Operette morali e dello Zibaldone. Le operette sono pezzi deliziosi, spesso ironici e nemmeno pesanti. Tanti blogger forse inconsapevolmente seguono le tracce di questi scrittori di una volta. In fondo cambiano gli strumenti, ma lo spirito non cambia poi tanto. Cambia il numero e, all’aumento del numero, diminuisce l’importanza. Per cui, se ieri pochi scrittori/pensatori/poeti riuscivano ad affermarsi nel mondo dei letterati e a sperare in una fama duratura, oggi un numero infinitamente grande di intellettuali riesce a malapena a raggiungere attraverso i blog qualche decina di followers.

    • melogrande ha detto:

      Sulle Operette Morali sono d’ accordo con te. L’ anno scorso ho visto la riduzione teatrale di Martone, ed e’ stata una bella serata, per nulla pesante. Un gran bel testo.

      Ma adesso mi fai venire voglia di continuare il gioco.
      Abbiamo arruolato Leopardi e Leonardo.
      Chi altri ?
      Pascal ?
      Montaigne ?
      Voltaire ?

      • leirabarbara ha detto:

        Spero non Proust, ché non ho mai amato i post lunghi 😉
        (ma la sua lettura su libro, sì, e tanto:ho passato notti intere a leggerlo fino all’alba….)

        • gelsobianco ha detto:

          😉 per leibarbara.
          La “lunghezza” di Proust è decisamente entusiasmante per me.
          Anche io ho passato notti intere a leggere la sua opera.

          Anche io, come te, detesto, in genere, i post ed i commenti lunghi.

          Farei un’eccezione per Proust però!:-)
          gb

        • melogrande ha detto:

          No, Proust non ce lo vedo proprio su un blog.
          Troppo aristocratico, oltretutto…

      • gelsobianco ha detto:

        Io vedo bene Proust come blogger.
        Un blogger un po’ particolare…
        “Le petit Marcel” (così come era chiamato dalla madre) avrebbe potuto far intendere la sua omosessualità ed incontrare, forse, anche qualche amore.
        Poi, nei momenti di crisi di asma, il pc gli avrebbe tenuto compagnia.

        Che ne dici, F?;-)
        gb

      • gelsobianco ha detto:

        E che ne dici, F, di Charles Bukowski?
        Blog da “bere” tutto d’un fiato!
        Blog in cui rivelarsi senza ritegno…

        Allora io ho aggiunto Proust, motivando il perchè, e Bukowski con i suoi perchè.
        Così avremmo due blog completamente diversi!

        Come ti sembra la mia idea?
        😉
        gb

  5. Pannonica ha detto:

    orpo… e a quale altro blog si sarebbe iscritto????

  6. stileminimo ha detto:

    NOn saprei dire se Lone Sparrow oggi si beccherebbe qualche sporadico “mi piace”, venendo ignorato da chi vuole ritmo, sintesi, ironia e sarcasmo pungente da twitter che, presumo, a lui non interesserebbe per niente come stile.
    O forse sarebbe un ottimo twittatore, un mattatore del web, forte del suo anonimato e felice di poter verseggiare di fronte ad una platea invisibile e per questo rassicurante per un timido come lui, un introverso doc, appunto, chissà… Ma non ce lo vedo sui social che non bloggano, non so… non sarebbe da lui. Chissà che scriverebbe, oggi, qui, se davvero rinascesse.
    No, perchè come dici tu, ci sono ottime probabilità che scriverebbe in un blog; penso che su questo mi pare che il tuo post ci abbia preso in pieno, Melo ed è bello pensare questa cosa, è confortante, no?
    E’ un bel pensiero da fare. 🙂
    Perchè vuol dire che seppure a volte ci si sente un po’ fuori tempo, un po’ “strambi” rispetto alla media, non c’è da preoccuparsi, perchè Lui sarebbe dei nostri. Certo sarebbe il massimo proponibile, ma sempre facente parte della ciurma, no?
    E anche perchè vorrebbe dire che ci potrebbe essere un Lone Sparrow moderno nascosto nei labirinti del web e che non ci resta che scovarlo!
    Mi pare un obiettivo di massima nota, questo! No, lo dico per quella sterminata massa di cinici della quale faccio parte e che pensa che, visto che dio è morto e che dopo aver dato in mano le nostre esistenze alla sterile tecnica, non c’è più speranza che tenga e che non c’è più un senso da dare a nulla che valga la pena. Cercarlo mi parrebbe un buon obiettivo! Se ce n’è un altro, trovarlo mi pare uno scopo sufficentemente degno, ecco! 😛

    • melogrande ha detto:

      C’è tanta gente che scrive bene, in giro per la Rete.
      E quando la media si alza, diventa persino più difficile scovare le vere eccellenze.
      Ma ci sono, io lo so che ci sono…

      • stileminimo ha detto:

        anch’io lo so che ci sono. Sono tanti… e belli!!

      • gelsobianco ha detto:

        Basta scovare i blog che valgono veramente!
        Purtroppo devo dire che, secondo me, vi sono blog veramente interessanti seguiti pochissimo e blog “scadentelli” che hanno tantissimi commenti.
        Così è la vita!
        gb

        • stileminimo ha detto:

          NOn importa quanti commenti ci sono in un post; l’importante non sono i commenti che fanno numero, ma quelli che vale la pena leggere. E visto che qui come in altri blog, i commenti vale decisamente la pena leggerli, se non altro perchè riportano riflessioni che, come dice Cape, muovono il cervello, spesso quanto dei propri e veri post, mi vien da pensare che Giacomo ci si sarebbe trovato certamente a suo agio. 🙂

        • gelsobianco ha detto:

          In realtà non è il numero dei commenti che dovrebbe interessare ad un blogger, ma la qualità di tali “interventi”.
          Eppure conosco blogger che si dannerebbero pur di avere qualche commento in più anche se scadente!
          C’è blogger e blogger…;-)
          gb

  7. gelsobianco ha detto:

    Che post simpatico ed intelligente, F!
    Con la tua solita ironia…

    Voglio leggerlo meglio!
    A presto.
    Buon giovedì!:-)
    gb

  8. gelsobianco ha detto:

    Ora ho letto bene il tuo post, F!
    Simpatico, intelligente, ironico con una splendida musica.

    Ho già risposto a parecchi commenti.

    Io aggiungerei Proust e Bukowski.

    Sopra ho lasciato le motivazioni.

    Grazie, F!
    Coinvolgi con i tuoi post!
    Un sorriso speciale per te
    gb

  9. melogrande ha detto:

    Giacomo mi ha i chiesto di ringraziarvi per i commenti ed, in segno di riconoscenza, desidera condividere un altro post:

    Un oggetto qualunque, p.e. un luogo, un sito, una campagna, per bella che sia, se non desta alcuna rimembranza, non è poetica punto a vederla. La medesima, ed anche un sito, un oggetto qualunque, affatto impoetico in se, sarà poetichissimo a rimembrarlo. La rimembranza è essenziale e principale nel sentimento poetico, non per altro, se non perchè il presente, qual ch’egli sia, non può esser poetico; e il poetico, in uno o in altro modo, si trova sempre consistere nel lontano, nell’indefinito, nel vago.
    (Recanati. 14. Dic. Domenica. 1828.).

    • gelsobianco ha detto:

      “e il poetico, in uno o in altro modo, si trova sempre consistere nel lontano, nell’indefinito, nel vago.”
      Che bel post hai scritto, Giacomo!
      Concordo con quello che tu hai voluto far giungere a noi tuoi amici blogger attraverso Melo.
      Grazie a te, Giacomo.
      Grazie a te, Melo.
      gb

  10. melogrande ha detto:

    ps.
    Giacomo desidera anche contestare fermamente le velate accuse di misantropia.

    La mia filosofia, non solo non è conducente alla misantropia, come può parere a chi la guarda superficialmente, e come molti l’accusano; ma di sua natura esclude la misantropia, di sua natura tende a sanare, a spegnere quel mal umore, quell’odio, non sistematico, ma pur vero odio, che tanti e tanti, i quali non sono filosofi, e non vorrebbono esser chiamati nè creduti misantropi, portano però cordialmente a’ loro simili, sia abitualmente, sia in occasioni particolari, a causa del male che, giustamente o ingiustamente, essi, come tutti gli altri, ricevono dagli altri uomini. La mia filosofia fa rea d’ogni cosa la natura, e discolpando gli uomini totalmente, rivolge l’odio, o se non altro il lamento, a principio più alto, all’origine vera de’ mali de’ viventi.

    Così, giusto perché si sappia…

    • gelsobianco ha detto:

      Giacomo, io non ti avevo mai conssiderato veramente misantropo!
      Grazie per questa tua spiegazione.
      A quando il tuo prossimo post?
      Un sorriso, Giacomo.
      gb
      Grazie anche a te, Melo.

  11. capehorn ha detto:

    Legare questo post al precedente potrebbe apparire arduo, ma le “imprese” non spaventano i “folli”. Da una parte ti sei interrogato, tu con noi in fondo, qual’é o quale dev’essere la “qualità” della Rete. Un mare magnum di notizie a cui attingere e compulsare in maniera disordinata.? Il luogo dove poter trascorrere un po’ di tempo saziando qualche curiosità? Oppure un luogo dove anche crescere, dove recuperare, seppur mediato dal mezzo, l’antica consuetudine del conversare. Sia essa conversazione profonda, sia essa semplice e banale cazzegio? Come sempre in medio stat vurtus. Abbiamo il mezzo che con un gesto ci permette di accedere anche là, dove può essere difficile, se non impossibile. Da quello traiamo cose buone, ma anche sonore fregature, epperò questo ci spinge ad aguzzare l’ingegno, a mettere qual minimo di buon senso che ci vuole in tutte le cose. Le bufale prima o poi emergono con tutte le corna e la bontà di certi luoghi l’avverti quasi a pelle.
    Ecco perché i grandi del passato, forse, avrebbero anche loro avuto un blog. Non fosse altro che per far passare più velocemente il loro pensiero. Per avere un contatto quasi immediato con i probabili lettori. Avrebbero avuto il polso della situazione e forse, attraverso l’immediatezza del mezzo, sarebbero stati più attenti all’evoluzione del pensiero comune. Pensiero che é quello che corre sulle autostrade telematiche. Ed é anche quello che é più influenzabile, badiamo bene.
    Credo che anche altri si sarebbero iscritti a luoghi come questo e forse, in virtù del nome e del prestigio, chissà, avrebbero trattenuto gli sciagurati di Splinder dal chiudere la gloriosa piattaforma.
    Credo inoltre che sarebbero accorsi a frotte i “narcisi”, e di questi ne son piene le cronache letterarie; i motivi sono più che ovvi, però in ogni caso, avremmo avuto e abbiamo, a ben cercare, luoghi dove la parola scritta aiuta il pensiero a volare almeno all’altezza della testa. Luogo dove l’anatomia insegna, c’é il cervello, con la stupefacente possibilità di utilizzare bene tutte le sue facoltà.

    • melogrande ha detto:

      Se Leopardi fosse stato su Splinder, forse non l’ avrebbero chiuso, è vero…

      Sai, Cape, l’ idea di Giacomo blogger mi ha fatto venire in mente Bach suonato al pianoforte. Solo un genio poteva serenamente dichiarare: “Ma è ovvio che se Bach avesse avuto un pianoforte avrebbe usato quello, e non il clavicembalo !”

      (ma come si fa a suonare il piano rattrapiti così ?)

      • gelsobianco ha detto:

        Solo lui era in grado di suonare il pianoforte in quel modo, sempre seduto alla stessa sedia, fatta dal padre, che, alla fine, era distrutta.
        Se ascolti suonare Gould, senti solo le note e non puoi pensare ad altro…
        La genialità di Gould è grande!
        Bach e Gould un unione senza fine!
        gb

      • capehorn ha detto:

        Con Giacomo & Co. indubbiamente i “Soloni” di Splinder avrebbero tentennato, prima di togliere corrente, ma sicuramente avrebbero farcito abbondantemente il tutto con molta, troppa pubblicità. Un prezzo che si sarebbe pagato, non volentieri perché quasi un balzello, ma mugugnando lo avremmo pagato.

        In compenso Bach avrebbe avuto difficoltà a temperare un pianoforte … Credo
        🙂
        Ci sarebbe riuscito, perché ai geni riesce tutto o quasi.

        Forse per dimostrare la propria piccolezza di fronte a tanta musica.
        Lei é il centro dell’attenzione e non il musicista che la propone.
        Forse é anche la sua magnificenza che fa rattrappire l’esecutore … o forse una seria e noiosa lombosciatalgia… Chissà!

        • gelsobianco ha detto:

          Con Giacomo & Co. sarebbe stato interesantissimo dialogare…
          Non conosco bene Splinder e le sue vicende!

          Come avrebbe potuto Bach temperare un pianoforte?
          Eppure fece di tutto!

          “Lei é il centro dell’attenzione e non il musicista che la propone.”
          E’ vero!:-)
          Gould era la musica di Bach soprattutto.
          Peter Oswald sostenne che Gould fosse afflitto dalla Sindrome di Asperger.
          Io ritengo che lui fosse la musica e non indago oltre.
          Mi “limito” ad ascoltarlo e mi innalzo…

          Bella la tua ironia nella chiusa, capehorn!

          gb

        • capehorn ha detto:

          @GB = Il musicista interpreta, da vita, colora le note … secondo capacità, ma é l’autore che detta le regole e chi ce le deve spiegare deve averne tutte le capacità.
          Alcuni lo fanno in modo sublime, con una semplicità disarmante. Altri suppliscono con una tecnica incredibile, poi ci sono i rari casi nei quali ambedue i “metodi” si fondono e allora … fortunato chi ascolta.
          Gould, Benedetti Michelangioli, Rubinstein per rimanere con le mani sulla tastiera bianca e nera.
          Geni? Forse o più semplicemente persone che si sono fatte attraversare dalla musica, abbandonandosi completamente ad essa, lasciandola parlare per quello che doveva dire.

        • gelsobianco ha detto:

          Per capehorn
          “persone che si sono fatte attraversare dalla musica, abbandonandosi completamente ad essa, lasciandola parlare per quello che doveva dire.”
          …per quello che diceva loro!
          Molto diverso è l’intendere la stessa musica da parte di esecutori differenti.
          Grazie!:-)
          gb

          Grazie sempre, F!

        • capehorn ha detto:

          @ GB = non c’é di che

  12. gelsobianco ha detto:

    Questa è, forse, la musica che amo di più.
    Questa è, senza dubbio, la musica che ho ascoltato più volte cercando di cogliere ogni nota nelle differenti età di interpretazione di Gould.
    Che ne dici se mettessimo anche Gould tra i blogger?
    Era una persona così particolare…
    Un blogger, indubbiamente, piacevole da ascoltare!

    Buona serata, F!
    gb
    Un saluto caro per tutti!

  13. gelsobianco ha detto:

    Io aspetto il tuo parere su Proust e Bukowski come blogger!
    Un sorriso, F.
    gb

  14. melogrande ha detto:

    Proust lo vedo troppo aristocratico per un blog.
    Al massimo si vedrebbe a cena con Eco e Calasso.

    Bukoski sì,ma glielo chiuderebbero dopo tre giorni per oscenità (quelli di WP sono un po’ perbenisti…)

  15. lillopercaso ha detto:

    Ciao Melo. Ma sai che Lone Sparrow era pronipote di Jack Sparrow? Strani scherzi fa la Natura, davvero matrigna! L’avrebbero preso ad esempio di come il pc rovina la postura.

    Comunque sì, avrei seguito il suo blog. Forse era stato lui a ispirare la mia ‘Hannah’ : “Quando era a Venezia, seduta in qualche Campo o lungo un Rio con le gambe a penzoloni, ripensava alle banalità enunciate dai grandi: Se ci si diverte il tempo passa in fretta, sentenziavano, se ci si annoia non passa mai. “Niente di più falso” ribatteva lei “il tempo si dilata se lo riempio; sono le giornate vuote a trascorrere a tradimento.”

    Un altro blogger illustre? Magari GOETHE.

  16. melogrande ha detto:

    Due gocce d’ acqua.

    • gelsobianco ha detto:

      Un sorriso, F!
      gb

    • lillopercaso ha detto:

      Sì, di acquavite e di acqua e vino!

      E che mi dici di Goethe? Ho dovuto pensarci per bene, eh..

      • melogrande ha detto:

        Non conosco abbastanza Goethe, però la varietà degli interessi lo renderebbero adatto.

        Penso in particolare al “Viaggio in Italia”, ad esempio, che sembra proprio una raccolta di post di viaggio.

        • gelsobianco ha detto:

          Kennst du das Land, wo die Zitronen
          blühn,
          Im dunklen Laub die Goldorangen glühn,
          Ein sanfter Wind vom blauen Himmel weht,
          Die Myrte still und hoch der Lorbeer steht,
          Kennst du es wohl?
          Dahin! Dahin
          Möcht ich mit dir, o mein Geliebter, ziehn!

          Conosci tu il paese dove fioriscono
          i limoni?
          Nel verde fogliame splendono arance d’oro
          Un vento lieve spira dal cielo azzurro
          Tranquillo è il mirto, sereno l’alloro
          Lo conosci tu bene?
          Laggiù, laggiù
          Vorrei con te, o mio amato, andare!

          Primo viaggio di Goethe in Italia!
          🙂

          Durante il secondo viaggio in Italia, Goethe scrive!
          😉

          Noch ist Italien, wie ichs verließ, noch
          stäuben die Wege,
          Noch ist der Fremde geprellt, stell er sich,
          wie er auch will.
          Deutsche Rechtlichkeit suchst du in allen
          Winkeln vergebens,
          Leben und Weben ist hier, aber nicht
          Ordnung und Zucht;
          Jeder sorgt nur für sich, ist eitel,
          misstrauet dem andern,
          Und die meister des Staats sorgen nur
          wieder für sich.
          Schön ist das Land! doch ach! Faustinen
          find ich nicht wieder.
          Das ist Italien nicht mehr, das ich mit
          Schmerzen verließ.

          L’Italia è ancora come la lasciai, ancora
          polvere sulle strade,
          ancora truffe al forestiero, si presenti
          come vuole.
          Onestà tedesca ovunque cercherai
          invano,
          c’è vita e animazione qui, ma non ordine e
          disciplina;
          ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro
          diffida,
          e i capi dello stato, pure loro, pensano
          solo per sé.
          Bello è il paese! Ma Faustina, ahimè, più
          non ritrovo.
          Non è più questa l’Italia che lasciai
          con dolore.

          Ecco due post del grande Goethe sull’Italia!

          Buona giornata per te, F!
          Un saluto caro per tutti!
          gb

  17. lillopercaso ha detto:

    Gb, sei un portento, pensavo proprio a Faustina! sarei andata in biblioteca a prendere quel libro (perso).
    Allora scriverò un altro suo ‘post’, ma domani, che son lenta nello scrivere.
    Ciao, buonanotte a tutti.

    • gelsobianco ha detto:

      Cara Lillo, tutti i versi venivano “sbagliati” facendo copia ed incolla.
      Ho dovuto sistemarli tutti!
      Una faticaccia…alle quattro di notte!
      Per Goethe, per il padrone di casa, per Lillo e tutti gli altri lettori non potevo sbagliare!;-)

      Aspetto l’altro post di Goethe!
      Ti abbraccio, cara
      gb

      Buona notte per tutti!

      Grazie, F!:-)

  18. […] irrimediabile stoltezza degli uomini, e verrebbe anche da dargli ragione, in fondo era quasi un blogger anche lui, se non fosse che si intuisce, si sente che, sotto sotto, dev’ esserci qualcos’ altro, […]

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