Grigio a Dicembre

grigio a dicembre

Ci sono giorni d’ inverno in cui il cielo e la terra sembrano confondersi e mescolarsi, la linea dell’ orizzonte diventa un offuscato sfumare fra il grigio ed il biancastro. In giorni come questi tutto sembra sciatto e trascurato come una degradata periferia urbana, e l’ anima stessa si fa sentire logora e stanca, col solo desiderio di rintanarsi in un letargo indefinito.

L’ inverno è capace di splendori ineguagliabili, lo so bene, quando il cielo sereno e l’ aria cristallina consentono al sole basso di incendiare le finestre delle case e scintillare sulle punte dei rami di alberi innevati. In quei momenti il mondo appare rimesso a nuovo, pulito e pettinato e pronto per un nuovo ingresso in società; ed un po’ rimesso a nuovo si sente anche chi a quello spettacolo assista, meravigliato e grato.

Ma oggi non è così. Oggi l’ inverno mostra il suo volto più mortifero, ed il grigiore sembra soffocare anche la speranza in un futuro. Nessuna rinascita appare possibile sotto il peso metallico di questo cielo compatto, nessuna redenzione sembra poter salvare questo mondo consunto, né alcun nuovo avvento poter dare un nuovo inizio ad alcunché.

Sembra piuttosto di avviarsi verso un crepuscolo nebbioso, un estenuato affievolirsi delle energie, l’estinguersi della fiamma di una lampada rimasta senz’ olio, questo appare l’ inevitabile fatale futuro dentro quell’ orizzonte incerto e confuso.

Occorre farsi forza per trovare comunque un seme di speranza, per ricordare che il tempo è fatto di cerchi, cicli da attraversare come la freccia di Ulisse che s’ infila tra gli anelli nella sfida ai Proci. E dunque, ad anello segue anello, bisogna crederci, arriverà un nuovo risveglio, la natura incurante delle colpe umane nuovamente produrrà germogli nutrendosi delle foglie secche, marcite quest’ autunno.

Ancora una fioritura coprirà il mondo come una Grazia arcana, ignara ed immeritata.

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32 commenti su “Grigio a Dicembre

  1. guido mura ha detto:

    Certo che tutto ricomincia, Melo! L’unica mia preoccupazione è che qualcuno non decida, come nel Novecento, che solo con la guerra si può venir fuori dalla crisi. Ma tanto non saremo noi a decidere. Certe cose vengono decise a Bilderberg, naturalmente per il nostro bene e per realizzare in futuro l’unione economica e politica del mondo, che sarebbe anche una gran bella cosa, se potesse avvenire senza i soliti scannamenti. E’ vero che anche i Romani, per realizzare l’impero, hanno dovuto fare un bel po’ di guerre; ma allora l’atomica non c’era e poi, in fondo, l’impero romano è durato per pochi secoli. Ma a noi che rimane? Magari trovare la bellezza nascosta anche nel grigio, nelle periferie degradate, fare arte e inventare valori tra i rifiuti, l’estetica del mondo trash (e molti già lo fanno, da tempo). In fondo tutto è possibile, perché la cultura è una serie di convenzioni.

    • melogrande ha detto:

      Un mio amico tempo fa mi ha chiesto se potevo citargli un solo esempio di integrazione economica e politica fra Stati che sia avvenuta in passato senza il tramite di una guerra, interna o esterna. Non ho saputo rispondergli, benché questo non sia di per sé un motivo per considerare la cosa impossibile.

      Per l’ estetica del degrado e dei rifiuti, mi sa che non sono ancora pronto, Guido…
      🙂

      • guido mura ha detto:

        Estetica del degrado? Basta leggere Ammaniti o Santacroce e i tanti che li hanno preceduti, in America e fuori; basta ascoltare Kurt Cobain e Courtney Love. Se scrivessi come loro, anziché come un maledetto tardo-vittoriano, gli editori mi adorerebbero e i registi farebbero film dalle mie storiacce. L’estetica dei rifiuti è di gran moda ed è diventata addirittura estetica del ributtante. Se i tuoi lettori non vomitano durante la lettura, non sei nessuno. Magari un giorno potrei divertirmi a scrivere un libro del genere, da vendere con rotoli di carta igienica e da cucina in omaggio (per pulire, dopo)… chissà!

  2. invecedistelle ha detto:

    L’unico atteggiamento che per me funziona, forse perchè per una serie di motivi l’inverno mi somiglia, è di fare di quel grigiore il mio abito, riconoscerlo. Poi si sa che non dura, dico lo sappiamo, specie noi che abbiamo un sole un po’ ‘pierino’ 🙂

    • melogrande ha detto:

      Lo sappiamo, lo sappiamo entrambi, tu creatura dell’ inverno, io dell’ autunno.
      E allora, invece della solita “Here comes the sun” ti offro i Doors.
      Non resta che aspettare…

  3. Pannonica ha detto:

    Finché la Grazia resterà ignara del suo concedersi a noi che siamo quelli che non se lo meritano affatto, la Speranza farà fatica ad allontanarsi da noi perché si fida della sorella..
    Qui da me ci sono 20 gradi e un sole che sembra maggio. Te ne mando un po’. 🙂

  4. Giuseppina Polcari ha detto:

    bello

  5. melogrande ha detto:

    Ho trovato la musica giusta.
    Scusate il ritardo…

  6. Egle1967 ha detto:

    Vorrei avvolgermi di questo grigio e di questa inamovibilita’, vorrei che mi tenesse caldo e mi par di sentire quel tepore che intorpidisce le volonta’ ma l’attesa della primavera mi rende gia’ inquieta

  7. germogliare ha detto:

    Hai inanellato parole che con delicatezza passano dalla tristezza dei grigi alla serenità dei verdi.
    E guardando dentro una goccia di rugiada si può vedere “oltre”.
    Buone feste!

  8. melogrande ha detto:

    …come se fosse una sfera di cristallo.

    Buone feste anche a te !

  9. stileminimo ha detto:

    Meno male che c’è Germogliare che ti fa postare queste foto. Meno male che se ascolti il grigio di adesso ci senti sotto sotto il brulicare sommesso di qualcosa che ha ripreso già a muoversi; il silenzio ed il grigio di adesso servono solo a renderlo più forte e meraviglioso. Più grigio c’è adesso e più colore arriverà poi. 🙂 E non serve nemmeno la speranza, fa tutto da sè. (giusto per non smetirmi).

  10. melogrande ha detto:

    Detto da te e’ un complimento non da poco…

    🙂

  11. lillopercaso ha detto:

    Il grigio mortifero, ‘forato’ dall’arancione dei filobus e dal luccichio delle rotaie bagnate mi piace molto, soprattutto visto dalle finestre alte di questa vecchia casa, Metto in letargo i sensi, e anche i sentimenti, senza l’inquietudine che porta il cielo azzurro.
    Approfittane anche tu! Le giornate son già più lunghe.

  12. tramedipensieri ha detto:

    Buon fine e miglior inizio…con qualsiasi tempo l’importante è avere un buon bagaglio di speranza dentro di noi. Non importa il resto…anche il grigio è un colore.
    Il grigio è la preparazione per un bel blu!
    ciao e tanti, tantissimi auguri solari.
    .marta

  13. cKlimt ha detto:

    Senza il grigio non apprezzeremmo cosi tanto la primavera e i suoi lampi colorati.
    Mi sento vicino a Stileminimo in questo.Ma alla nebbia segue il sole e poi la pioggia e la neve e di nuovo il sole. In questo imbroglio mai uguale a se stesso è da impavidi riuscire a riconoscere sempre, in ogni singolo giorno, la partitura di un grande maestro. Ogni tanto ci pare di ascoltarne una colossale stecca. Che invece non è. Talvolta a me è capitato perfino di sentirmi protetto, quasi coccolato dalla nebbia padana, di potermici fare il nido in quel grigio che facilita il raccoglimento e la riflessione.
    Quanto ai cicli penso anch’io che ci siamo ben dentro. L’unica cosa che preoccupa è che quest’ultimo pare durare un pò troppo. Troppo riferito alla durata media delle vita d’un uomo
    La rinascita in questo caso avrà bisogno di una moltitudine di condizioni favorevoli e allora partiamo da subito… Cominciamo da questo 2013 a ricreare l’habitat giusto per una rinascita collettiva. Già questo mi porta a farti mille Auguri di cuore. Che tu continui a offrirci il tuo sguardo benevolo sul mondo è già una gran cosa. Ma serve il contributo di tutti per fare dell’anno che viene, l’occasione da non perdere. FELICE 2013 !

  14. Musette ha detto:

    Io sono per l’azzurro e l’inquietudine. Sarà la geografia delle nascite che a volte fa degli errori, e una come me la fa nascere nella pianura padana invece che nel sud luminoso. Del resto, come dice Dos Passos, la gioia va verso sud, verso la luce. Se fossi capace di inserire qui una foto, ti manderei un’azzurro come di seta.

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