Ansia

Il pugno stretto intorno al cuore

s’ allenta un poco, ed io boccheggio

lucidità, ma già preme di nuovo.

(…).

Tieni duro allora, cuore. Così almeno vivi.

 

Derek Walcott 

 

 

L’ ansia stringe alla gola, l’ ansia prende allo stomaco, l’ ansia toglie il respiro, anzi lo rende ansante, l’ ansimare di fiato interrotto, breve e frequente, di chi sente l’ aria mancare. Soffoca, l’ ansia, ed è proprio questo il suo significato: “anxius” è il participio passato di “angere”, che letteralmente vuol dire stringere, chiudere in un luogo stretto, angusto anzi.

E dall’ ansia, tramite “angere” non ci si sorprende di arrivare all’ angoscia, che è lo stesso stringimento, la chiusura, la stretta allo stomaco, “sensazione dolorosa di stringimento dell’ epigastrio” recita il dizionario, “accompagnata da gran difficoltà di respiro e da profonda tristezza”.

Un affanno, una molestia, un dolore che quasi preme il cuore, il  quale subisce lo stringimento dell’ angoscia fino all’ estremo abbraccio dell’ angina.

Si vorrebbe combattere o fuggire, sottrarsi alla paura, si vorrebbe – quanto meno – far fuori il problema al più presto, vivere o morire ma che si risolva in fretta.

Ed invece tocca aspettare, col fiato corto e lo stringimento dell’ epigastrio, aspettare che il pugno stretto intorno al cuore si allenti.

Almeno un poco.

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38 commenti su “Ansia

  1. Pannonica ha detto:

    Eppure gli inglesi traducono “anger” con “rabbia”. Secondo te c’è un nesso tra ansia e rabbia?
    Io, invece, abbondo in Pasaden gocce. La chimica ha sempre il suo perché, nonché un discreto fascino. 😉

  2. tramedipensieri ha detto:

    Tocca aspettare…………però…….
    non aspettare da soli…meglio con la Valeriana: ne sa una più del diavolo! O_o

  3. guido mura ha detto:

    Arriva quando vuole, l’ansia, anche quando non ce ne sarebbe motivo. La si combatte acquistando sicurezza nelle proprie capacità fisiche e intellettuali. L’allenamento e la preparazione hanno una notevole importanza, ma la sicurezza e la serenità interiore sono una conquista, un obiettivo da raggiungere, che si può realizzare in tutto o in parte. A proposito di ansia, vorrei sapere quante persone non riusciranno a dormire la notte del 21 dicembre, anche se non ci sarà la fine del mondo.

  4. germogliare ha detto:

    E allora si va a cercare di fare cosa è più piacevole per noi. Quel qualcosa che ci torna a ossigenare il cervello e ridona respiro. Io metto le mani nei colori ascoltando musica. Questa, tipo.

  5. germogliare ha detto:

    🙂 anche dipingendo si suda.
    comunque, un buon rimedio? terapeutica dell’arte. ti può interessare?;)
    la musica: questa tua, o http://www.youtube.com/watch?v=NfkpObyxIGQ&list=FLhDMfvC4V3Pju_z2ppsru0w&index=16

  6. Angustiae come spazio stretto e chiuso, che soffoca e fa star male.
    Angustie come ristrettezze.
    Matrici/motrici di ansia.
    Le parole hanno i loro commerci e tutto aiuta a capire.
    L’esperienza pure:)
    Leggendoti ho riconosciuto ogni sensazione, tipo Jerome che, scorrendo l’enciclopedia medica, scopre di avere i sintomi di qualsiasi malattia, escluso il ginocchio della lavandaia…:)
    Buon 22 a tutti
    z

    • melogrande ha detto:

      Angustie come ristrettezze mi mancava, ma è una declinazione naturale dello stringimento.
      Certo che le parole rivelano, basta amarle, averne cura, ascoltarle e non adoperarle mai distrattamente.

      Come fai sempre tu, per esempio.

  7. invecedistelle ha detto:

    L’ansia non si combatte, la si accoglie e solo così smette di essere un nemico. Come dici, aspettare che passi. Se no ti presento l’amico Xanax 🙂

  8. gelsobianco ha detto:

    L’ansia può essere anche qualcosa di non patologico.
    Se, per esempio, il tuo conto in banca scnde, scende, scende e tu hai molte speseda onorare, l’anssia è una reazione perfettamente normale.
    Se, però, tu, per quest’ansia, non riesci più a vivere, a non pensare a null’altro che ai tuoi problemi, a reagire, l’ansia diviene patologica.
    Tutto siamo,poi, assaliti dall’ansia per motivi che, paiono a noi, sconosciuti. Se ci analizziamo bene però, troviamo in noi la definizione dei nostri motivi. A questo punto l’ansia è, in parte combattuta. Non servono tranquillati chimici o naturali. Serve unaprofonda conoscenza di se stessi, una conoscenza viscerale.
    Bel post, Melo.
    Orttimi i versi di Wolcott, le tue parole, il video e la canzone.
    Io non ho maai creduto alla storia del 21gennaio!
    Un saluto molto caro
    gb

  9. gelsobianco ha detto:

    Perdona tutti i refusi del mio commento sopra.
    E’ stato praticamente scritto al buio.
    Ho problemi nello scriverti i commenti perchè, ad un certo momento, non vedo più nulla.
    Tutto è coperto dalla fascia con la mia e-mail ed il mio nick!

    Puoi fare qualcosa, gentilissimo Melo?:-)
    gb

  10. lillopercaso ha detto:

    Torno più tardi ché parlar di ansia mi mette l’ansia!

  11. capehorn ha detto:

    Parlare d’ansia con me é come parlar di corda in casa dell’impiccato.
    Non ho l’ansia positiva. Quella che ti fa battere il cuore, almeno un po’, dopo che nelle cose fate hai messo tutte le tue capacità e anche un pizzico in più.
    La mia é l’ansia che divora, annichila, che fa star male e anche a scrivere queste parole mi domando, ansiosamente: saranno quelle giuste, oppure .. ?
    Mi fermo perché non so se ho abbastanza tranquillanti in casa.

  12. lillopercaso ha detto:

    E’ proprio così, mi è capitato qualche volta e temo che mi ci ritroverò. non credo di potervi sfuggire, dato che i Maya non mi han risolto il problema resettandomi.
    Se è ansia per cose meno importanti (un colloquio di lavoro, il contratto d’affitto della casa..) liquido la faccenda dicendomi ‘Massì, vada come vada, me la caverò come sempre’
    Se sssson cose gravi, affetti o cose così, io consiglio di reagire col moto, che per me significa chilometri a piedi o magari a nuoto, concentrandsii sul respiro o su quello che si incontra via via AL DI FUORI di se stessi; o anche restando attaccati come cozze a quel che si sta facendo (tritare il prezzemolo o ascoltare musica o il gierre..); intanto passa il tempo e si sopravvive, e anche si vive , utilmente.
    Affrontare il problema a fondo, certo; e veder chiaro, e così, lucidamente, senza più ansia, voler morire, c’è questo rischio… si mette in conto.
    Io son contenta di essere ancora viva e qui sul tuo blog a farmi angosciare dai Cure. Caro Melo

    Davvero complimenti per i tuoi arricchimenti musicali e video.

    • melogrande ha detto:

      Certo che i Maya sarebbero stati una bella soluzione per tanti problemi, mi sa…
      Vabbé, tocca arrangiarsi, io ammazzo l’ ansia con la fatica fisica: sudo e non ci penso.

      (Vero che questo pezzo dei Cure mette l’ ansia ?… oops, come non detto…)

  13. lillopercaso ha detto:

    Ma l’ansia, dal punto di vista evolutivo, a che cosa serve? I

  14. lillopercaso ha detto:

    Sì, giusto, quel che penso della PAURA ma non del terrore; quando penso all’ansia, penso a quella eccessiva 🙂 , dannosa 🙂
    scusa se rido , è una reazione isterica 😀

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