Il sentiero smarrito

“Ogni cosa sarà dimenticata, e a nulla sarà posto rimedio. Il ruolo della riparazione (della vendetta come del perdono) sarà assunto dall’ oblio. Nessuno rimedierà alle ingiustizie commesse, ma tutte le ingiustizie saranno dimenticate.”

M. Kundera – Lo scherzo

Che cosa è andato male ? Dove si è persa la strada ? A quale incrocio nel bosco si è confusa la direzione ? Quando precisamente è iniziato questo girare a vuoto ?

Io non ho percezione di un momento preciso, è piuttosto come se ci fosse stata una graduale sfocatura nella rappresentazione della vita, un progressivo appannarsi della visuale, senza una causa precisa, senza un momento di svolta apparente. Uno slittamento progressivo, lo definirei, una perdita di senso e significato, un annebbiarsi di obiettive e persino di motivazioni.

È stato un po’ come smarrirsi in montagna, quando i segnavia diventano sempre più scarsi fino a sparire del tutto, mentre il sentiero si riduce ad una traccia, e poi questa traccia sbiadisce, diventa equivoca, si biforca magari, senza che uno dei rami appaia prevalere ed indicare una priorità. Si procede ad intuito, per non dire a caso, per trovarsi dopo un po’ senza tracce, che è come dire totale equivalenza di scelte e nessuna direzione preferenziale. C’è solo un errare a casaccio seguendo labili indizi del tutto inaffidabili, in preda ad improvvise effimere intuizioni. Arrivare o meno da qualche parte diventa oggetto di casualità, fortuna, non certo prodotto intenzionale di sapienza e capacità.

Ecco, proprio così mi pare che sia andata, svuotato di ogni intenzionalità, tutto è uguale, ogni scelta e la scelta opposta, né il risultato appare condizionabile, mentre la nebbia si addensa e l’ imbrunire non è più troppo lontano.

Eppure, fino ad un certo punto le cose erano parse non andare male affatto, sembrava possibile coniugare una vita felicemente integrata con la difesa di un’ area speciale, di un terreno limitato dove coltivare la propria irriducibile alterità, una sorta di controllata devianza, una terra di nessuno.

Non è stato così, tutto questo è passato e c’è ben poco senso nel ripercorrere ciò che è stato, e persino la pretesa di ricostruire retroattivamente un senso è probabilmente velleitaria, idealistica, come se ogni destino individuale dovesse essere una “storia” coerente e ben raccontata, un percorso che ciascuno forgia a modo suo, mentre per la maggior parte dei casi è un navigare a vista, seguendo le correnti e la capricciosa forza delle tempeste. Come i marinai di Ulisse, ci si può imbarcare per una destinazione e trovarsi naufraghi da tutt’ altra parte, in terre sconosciute e forse anche ostili.

Bisognerebbe essere onesti abbastanza da riconoscere che non si può essere onesti abbastanza nei confronti di se stessi, nessuno, neppure il più incarognito dei bastardi, sfugge a qualche tentazione autoassolutoria. Non ci sono eccezioni e dunque, caveat lector…

La vita non dà risposte, del resto.

Non c’è redenzione, non c’è riequilibrio, mai. Restano i torti fatti e ricevuti, restano le offese, restano gli oltraggi. Restano le colpe, sospese a mezz’ aria nel respiro del mondo. Niente si redime.

Se non ci si rende conto di questo, si rischia di farsi male.

Ci vuole compassione e cura, alla fine.

Ci vuole amore e pietà.

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83 commenti su “Il sentiero smarrito

  1. stileminimo ha detto:

    Ti leggo e mi vedo; solo in questo mi riconosco: “amore e pietà”, non nelle “inutili autoassoluzioni”.
    Ed è reale il fatto che riporti, Melo; non esiste redenzione e se anche esistesse sarebbe inutile come un gps lasciato a casa quando ci si perde in un bosco.
    La rendenzione è inutile tanto quanto l’autoassoluzione.

  2. lillopercaso ha detto:

    Sì, e anche l’umiltà di accettare i propri limiti, (che non è autoassoluzione, ma un po’ di compassione anche per se styessi) ; e ricordarsi che li abbiamo sempre superati.
    Se per i torti subiti ti senti dispiaciuto più che per quelli inflitti (se un po’ ti capisco), va bene: il senso di colpa è un prezzo da pagare per il mancato risarcimento altrui, se lo accetti ti rimette in pista. (è sempre la buonanima di mio cuggino che mi passa queste informazioni riservate: la partita doppia dell’aldilà)

    E chissà se il fatto di ritrovarsi in tanti a girovagare non significhi che, sì, anche questa è la strada…

    (Ci sono poco sul blog, ma comunque, a presto, sulle nostre strade. Ciao!)

  3. lillopercaso ha detto:

    CAVEAT LECTOR ?!? Tipo Tipo “Uomo avvisato…”? O tipo “Lettore cavati di torno” ?!?

  4. Tu scirvi: “Ci vuole compassione e cura, alla fine.

    Ci vuole amore e pietà.”

    basta un bell’Asteroide.

    GB

  5. odinokmouse ha detto:

    E’ successo anche a me di essere indeciso se trasferire o meno nel blog, e dunque condividere, alcuni stati d’animo poco solari che magari potrebbero apparire meno attraenti di altri; è verosimile che lo stato d’animo che avevo quando ho scritto il mio penultimo post, fosse simile al tuo. Ci ha un po’ smarriti la vita, davvero ci siamo un po’ persi soprattutto in questi ultimi anni, ma credo anche che questo disorientamento derivi da un’ulteriore presa di coscienza della realtà che ci ha investiti senza che facessimo in tempo ad adeguarci, almeno così è stato per me. Ora c’è da riprendere l’orientamento rispetto a nuovi punti cardinali che indichi nelle conclusioni. (non riesco a chiamarla “chiusa”, mi fa orrore; mi vengono in mente solo gli sbarramenti dei fiumi!).
    Il meteorite arriverà, è pressoché certo, ma non ci vuole fretta.

    • melogrande ha detto:

      Hai colto bene il senso di questo post “strano” e te ne sono grato.
      Più d’ una volta, sono stato in dubbio sul condividere nel blog.
      Nemmeno una volta mi sono poi pentito di averlo fatto.
      E questo è a suo modo anche lui un punto d’ orientamento.

  6. http://www.link2universe.net/2012-09-25/futuro-open-access-per-le-pubblicazioni-scientifiche-di-fisica-delle-particelle/

    ogni tanto una buona notizia….

    un’altra potrebbe essere la definitiva messa a punto del deviatore di asteroidi.
    un dubbio: per ora posso contare solo su un bel meteoroide; lo provo sul consiglio regionale del lazio o su arcore ?

    accetto indicazioni…

    GB

  7. m0ra ha detto:

    Il disincanto lucido che trapela nello scritto è già farsi male. L’altra faccia è il rovello o l’ansia, la tenacia, la difesa ossessiva (io sono alla ‘difesa di un’area speciale’, ma sono stanca di scontrarmi coi medesimi limiti) che fanno sì male, ma almeno perseguono una strada. L’incertezza della coscienza è la sola che ci salva, di fronte a noi stessi e di fronte agli altri. Non c’è incontro vero senza questa incertezza.

  8. guido mura ha detto:

    Più del sentiero smarrito, mi spaventa l’autostrada, il percorso stabilito e obbligatorio, che indirizza la tua vita in un modo preciso. Già mi è accaduto di fare una svolta, decisa, contro i pareri di tutti, ma poi, imboccata un’altra autostrada, mi stavo addormentando alla guida, e ora non so come fare per non arrivare fino al casello. A pensarci bene, temo che i miei guai nascano dal fatto di andare in automobile, anziché percorrere a piedi i boschi e i sentieri di montagna.

    • gelsobianco ha detto:

      @guidomura
      Guido, tu sei su una cattiva strada! 😉

      grazie, Melo.
      spero tu non mi “punisca” per questo mio commento.
      un po’ di ironia fa bene… dopo cena.

      buona serata per tutti!
      gb

  9. Ho riletto molte volte, Melo.
    Non è criptico, il tuo post: è a tante dimensioni.

    “Quando precisamente è iniziato questo girare a vuoto ?”, ti chiedi.
    E questa domanda ha una valenza personale e una storica.
    Anche per me.

    E’ la domanda che mi prende quando mi accade di seguire il flauto ‘inverso’, quello fa guardare indietro per dare un senso retroattivo al percorso, proprio come dici tu.
    E allora mi dico che, forse, invece, il senso è il percorso stesso, non tanto la direzione, l’aver vissuto la propria inquietudine, il non essersi fermati, l’essere andati avanti, nonostante.
    Forse.

    Questo mi dico spesso anche quando penso non alla mia vita, ma alla vita di mio padre, che è il mio senso della storia: una vita tutta dedicata al servizio di un’idea, di un progetto bello e alto, come può essere il disegno di portare giustizia dove non c’è. Sacrifici e orgoglio, rifiuto di carriere e lotta.
    Guardando l’esistente, viene da dire che è stato tutto inutile, che si è girato a vuoto, che i semi non sono germinati.

    Poi vengo qui e leggo una umanità pensante che liberamente dice il suo punto di vista, con intelligenza, profondità, ironia, con l’onestà di riconoscere quanto sia difficile essere onesti con se stessi…
    Anche questo, soprattutto questo, dà senso alle cose passate e presenti: non dà fiducia nella qualità del futuro, ma dà la sensazione di essere in compagnia, verso il futuro. In un’alterità condivisa.

    zena

    • melogrande ha detto:

      E’ bellissimo quelli che scrivi, col
      (non che ci sia da meravigliarsi, conoscendoti…)
      Il senso è il percorso, figurati che io stesso dico spesso questa cosa adaltri.
      E’ solo che questo cammino a volte sembra smarrire la direzione, perdere la traccia…

      Il senso “forte” di direzione che aveva tuo padre, o altri come lui, non lo si vede più da nessuna parte. O forse la pigrizia non ce lo fa più vedere.

      Ci resta il conforto di commenti come il tuo.

      • se poi ti levano pure la speranza…..hai voglia di lottare per tener alto il tuo spirito forte e tener chiara la via che hai deciso di seguire….

      • gelsobianco ha detto:

        Melo, scusami.
        non ti ho ancora commentato.
        e sai il perchè?
        vorrei scrivere con calma ciò che sento in me dopo che tu mi hai comunicato molto.
        …e non sono riuscita ancora a trovare tempo sufficiente.
        a presto.
        buona notte… per te e per tutti gli altri
        gb

    • lillopercaso ha detto:

      Non vorrei, ma arrivo sempre alla stessa conclusione e mi ripeto: “..E chissà se il fatto di ritrovarsi in tanti a girovagare non significhi che, sì, anche questa è la strada…”
      Si fa fatica a girovagare un po’ più in là.

    • gelsobianco ha detto:

      questo commento raggiunge la mia parte più profonda!
      grazie, Zena.
      gb

      • gb, ma possibile che tu non abbia un blog ?

        come si fa a gironzolare fra quelli degli altri senza aver neppure una pagina di proprio ?
        per leggere il tuo sentire dobbiamo cercarlo fra questi commenti che dicono di te solo ciò che già sappiamo….

        non ti pare sia asimmetrico questo comportamento ?
        ci privi della possibilità di conoscerti meglio e senz’altro apprezzarti ancor di più….

        o sei timida e temi che il mio acido scolorisca le tue righe ?

        lasciaci un link se hai qualcosa di tuo da leggere…

        GB

        • gelsobianco ha detto:

          no, GB.
          non temo per nulla che il tuo acido (che, poi, io non vedo così acido!) scolorisca le mie righe.

          ci sono, al momento, ragioni strettamente personali (non piacevoli) per cui non desidero aprire un blog.
          poi, sinceramente, sempre al momento, non ho neppure il tempo.
          timida io?
          sono abbastanza introversa e, per nulla, esibizionista.

          in questo particolare momento della mia vita ho bisogno di condividere con voi blogger quello che voi scrivete che mi possa toccare.
          quando a voi replico, lo faccio con la massima sincerità.

          tu hai ragione.
          c’è una certa “assimmetria”, ma per ora non posso fare altro.

          ora posso solo rispondere così alle tue legittime domande, GB.

          un sorriso
          gb

  10. stileminimo ha detto:

    zena dice cose importanti, vere, che mi danno grande conforto. Mi scuso se mi intrometto, ma se c’è enorme bisogno di quelcosa, quello è il senso di onestà. Un bisogno famelico. Vuol dire che manca e io spesso, troppo spesso devo rendermene conto e farci i conti. Qui si trova e fa bene. E’ così importante trovarlo che quasi fa paura parlarne, in un mondo che finge di non vedere è così stancante vivere con il dovuto coraggio anche per questo. A volte è tutto troppo e ci si salva solo con un contatto come quello fato da anime come le vostre. Non è poca cosa, credetemi. Può essere vitale in alcuni momenti, perchè lo sappiamo tutti che la realtà non risparmia il peggio a nessuno. E ci si può perdere davvero nel peggio, salvo poi trovare un punto d’appoggio con il quale ritrovarsi. Non è poco. Vorrei ringraziare Zena con tutto il cuore, se non risulto troppo invadente, per le parole che ha detto.

  11. Stile, non girarci intorno….Sai di che sta parlando Col ?

    Della SPERANZA

    ciò che tu neghi, è motore ultimo dell’uomo che crede
    non in dio o che so io
    crede in se stesso, nei suoi ideali, nel suo cuore, nel suo valore fare bene le cose che la vita gli ha imposto di fare: vivere, amare, combattere se necessario

    e dubitare, chiedersi se ha fatto il massimo, il meglio….e perdonarsi quando dovesse scoprire di aver fallito.
    purchè tutto abbia tentato

    io ho tentato tutto per suggerirti di NON abbandonare la dinamica della Spes…quella latina precristiana

    ed oggi mi vedo premiato da un commento di Col che ha spessore umano ,milioni di volte quel che posso avere io.

    garzie Col

    ma grazie davvero

    GB

  12. stileminimo ha detto:

    Ognuno si guarda il mondo come gli pare e lo interpreta come più gli somiglia. Ed è giusto così. Col fa pensare e lo fa fare a chi ha il privilegio di leggerla, nel modo che mi pare più sincero ed onesto, appunto. E sempre se vogliamo essere onesti fino in fondo, la speranza si ferma un bel po’ prima del coraggio di andare fino in fondo, del coraggio di agire perchè la feccia che soffoca il meglio venga ripulita con azioni concrete da parte di chi ci crede davvero, con i fatti, non con le chiacchiere, magando rimettendoci la vita o la vita di chi gli è caro. Sperare che il peggio cambi in meglio ha ben poco a che vedere con l’agire perchè cambi davvero. Così la vedo, così la vivo e detto questo, non mi viene in mente minimamente di impore il mio modo di vedere a chicchessia. E’ il mio modo ed è cresciuto con me perchè ho i miei motivi. Con tutto rispetto parlando per chi è cresciuto in maniera diversa, con visioni del mondo diverse dalla mia, ci mancherebbe.

  13. il tuo insistere mi sgomenta
    ma non per questo smetterò di lottare con speranza
    se togli questo all’uomo resta solo la rabbia o l’autocommiserazione
    non sono feccia io
    come non lo sei tu
    ma se preferisci vivere senza speranza, accomodati
    ho provato a riaprire uno spiraglio dopo che ho ricevuto irragionevoli opposizioni.
    non ho avuto successo
    anzi
    non sono abituato a perdere
    ma qui esco battuto perchè con te non si può avere speranza
    ed io ci tengo a mantenerla viva

    bonne chance

    GB

  14. stileminimo ha detto:

    Tu puoi mantenere vivo tutto ciò che ti pare buono mantenere vivo, ci mancherebbe; io semplicemente mi dissocio, pacificamente e per i motivi e le ragioni di cui sopra e più sopra ancora.

    • io invece mi dissocio da te ed in modo assolutamente non pacifico
      mi dissocio dal tuo stile e da ogni tuo dire
      ogni volta incrociassi un tuo scritto, sarà questione di principio smantellare ogni tua argomentazione volta a sminuire il ruolo della Speranza.
      Hai un avversario.cara Sam, Deorgrine o come diamine intenderai chiamarti per celare il tuo passo.
      mi hai sfidato
      e ciò non è bello

      mi hai dipinto ciarlatano perchè uso le parole non i fatti per sostenere che la speranza di un mondo migliore muove gli uomini ad agire nel bene.

      chi sei tu per dire questo ?
      hai forse mosso mari e monti per cancellare l’odio ?
      hai forse il dominio delle menti per rimuovere l’intolleranza ?
      hai forse poteri che possano cancellare la corruzione ed il degrado che ci affoga ?
      io non ho nulla di tutto questo
      sono solo una mente libera che cerca in ogni modo di rimanere con la testa fuori dalla montagna di sterco che ci sta sommergendo.
      l’unico supporto è la mia volontà che poggia sulla speranza di invertire la marcia
      ho poco altro che la parola per instillare la voglia di provare in chi sente il peso ma non ha la forza di reggerlo da solo
      o teme di essere il solo ad avvertire disagio disperato

      io vengo qui (ed in altri lidi affini) perchè qui la speranza plasma i pensieri, attiva le menti ed accende le tastiere.

      non sarai certo tu minimalista destrutturante a incenerire il mio ardore
      e farò il possibile perchè la tua rinuncia possa spegnere chi invece l’ha forse da poco riscoperta.

      e non dirmi che tu scrivi quaggiù perchè non hai altro da fare.
      tu qui ci vieni perchè ci trai vigore, voglia, SPERANZA che non tutto sia perduto

      oggi sarò fino a notte fonda fra i pazzi della Notte dei Ricercatori, e ciò che porterò (con tutto l’entusiasmo dei mie 6 decenni ) ai ragazzi che interverranno , sarà la voglia di ridare fiato alla speranza di un mondo più pulito, più sano, più sereno.
      perchè LORO sono la mia speranza
      perchè LORO potranno essere gli artefici della speranza di tutti gli uomini di veder cessare abomini ormai intollerabili anche alla stessa classe dirigente che li commette.

      Non vorrai certo che sia quel pirla di grillo a ribaltare il mondo vero ?

      te saludi cara sam

      vado a sellare il destriero e lucidare l’armatura.

      sarai anche un mulino a vento, ma non temo i giganti di cartapesta.

      si dia inizio alla tenzone, ma bada: sarai donna ed avrai un privilegio di non belligeranza estrema.

      per tutto il resto, avrai un’ombra con elmo a punta.

      GB

      • stileminimo ha detto:

        Ok, buon lavoro. Spero per te che la tua “missione” ti porti molta soddisfazione e tanto buon tempo da vivere.

        • tu continua pure a sfottere e a fare sarcasmo.

          io la Speranza ce l’ho e me la tengo ben stretta

          sei tu ad averla persa

          per cui “buona fortuna” va augurata a te.

          (non vorrei sembra caustico, ma ti è sfuggito uno “Spero”….fai più attenzione “nella misura in cui….”)

          ciao nè ?

          GB

        • stileminimo ha detto:

          Non era sarcastico il mio commento; nella misura in cui tu lo hai percepito tale dovrebbe esserci corrispondenza e buon riscontro con la tua sete di distribuire speranza, no? Perchè lo sanno tutti che il sarcasmo lascia più porte aperte di un atteggiamento aggressivo. Dovresti vederci il barlume che cerchi in questo mio ipotetico atteggiamento sarcastico. Tuttavia no, non era sarcastico. Non sei sembrato caustico, ci mancherebbe, solo molto convinto, come al solito.

        • per me sarcasmo ed ironia sono scelte da perdenti
          non li uso per principio
          preferisco dire le cose come le penso, magari vestendole di passione o garbo.
          ma quando mi si pestano i calli, sfugge il tono cui sono abituato nel reale, duro, secco, acido e talvolta corrosivo.
          in particolare con chi VUOLE l’ultima parola sempre.
          in quel caso posso diventare subdolo e perfido.
          l’allocuzione “nella misura in cui” come ebbi già a sottolineare, suona stridula al mio sentire come gesso su lavagna.
          se insisti nella tenzone posso accontentarti sfoggiando l’intero repertorio.
          se invece scegli di mitigare la tua CONVINZIONE, magari ti diluisco un pò la densità di trinitrotoluene….

          adesso chiudo per almeno 48 ore.
          la notte dei ricercatori inizia fra poco
          la mancanza di risposte non significa che l’hai scampata.

          ri ciao nè ?

          GB

  15. gelsobianco ha detto:

    mi è particolarmente difficile e doloroso rispondere al tuo post in questo momento della mia vita, Melo.
    ti ho scritto che non avevo tempo.
    …ed è anche vero. verissimo
    ci sono però ragioni molto più vere e profonde che invadono totalmente la mia vita ora e che mi rendono angosciante il commentare questo tuo post.
    tenterò, comunque, di scrivere qualcosa… per “correttezza”… nei confronti tuoi e di tutti i commentatori e, soprattutto, per potermi sentire io “corretta”…
    nonostante tutto, potrò sempre così dire a me stessa che ho tentato… di fare ciò che ritengo giusto fare… perchè è il “tentare” che ha grande importanza…

    considero il tuo lucido “realismo”, che ho trovato nel tuo post, come una buona strada per poter giungere ad un qualcosa di “positivo”…
    io credo che il valore vero stia proprio nel porsi alcune domande così importanti e profonde, nel vivere le proprie inquietudini, nel non fermarsi, nell’andare avanti.
    …e, credimi, so bene, proprio ora, quanto sia difficile continuare a camminare.

    il vero senso è nel percorso.
    anche tu e Zena avete scritto questa parole.
    –che cosa si può dire di più vero?–

    guardandomi indietro ripenso a quante volte io ho perso il sentiero.
    talvolta vengo presa dallo sconforto.
    mi sembra di aver girato come una trottola inutilmente.

    e allora… “Ci vuole compassione e cura, alla fine. Ci vuole amore e pietà.”
    ci vuole umiltà.
    ci vuole il perdono per tutte le volte in cui si scopre di aver fallito.
    perdono, non autoassoluzione che è tutt’altro.

    arrivo nel tuo blog e leggo le parole di tante persone che scrivono quello che è in loro… nei modi più diversi naturalmente, ma sempre impegnandosi con onestà…
    io so bene quanto sia difficile essere onesti con se stessi e quanto sia faticoso spogliarsi di fronte agli altri.

    questa sensazione di compagnia e condivisione che sento forte qui, in casa tua, mi dà conforto…
    è una sensazione di calore… di appartenenza…
    è la speranza… non in un qualcosa di esterno, ma nell’uomo che si sforza di fare al meglio ciò che la vita gli offre, di bello, di brutto, di facile, di difficile… piangendo, sorridendo, ridendo…

    io ho tentato, Melo, di risponderti.
    non so con quale risultato, ma ho scritto con tanta sincerità.
    sono riuscita a tenere a bada le forti, veramente forti inquietudini che mi avevano impedito di fare ciò fino ad ora

    spero tu mi possa comprendere.
    d’altra parte le inquietudini sono nel sottotitolo di questo tuo blog…

    un carissimo saluto per te, Melo.

    buona notte per tutti.

    gb

    • melogrande ha detto:

      Commentare non è mai un obbligo, gb soprattutto se, per motivi a te noti, la cosa ti provoca tanto dolore.
      Il “perdono” però è una parola che ci sta davvero bene, in questo contesto.

      Laura Boella ha definito il perdono : “un dono che non dà nulla, ma restituisce tutto”, nel senso che ristabilisce la condizione precedente alla colpa, offre una nuova possibilità.
      E’ un’ apertura, l’ unica che consenta di sfuggire alla spirale chiusa del risentimento, anche verso se stessi.

      Non è un “assolvere” sbrigativamente ed andare avanti ma semmai un tornare indietro pazientemente per ritrovare il sentiero – il che è spesso l’ unica cosa da fare quando ci si smarrisce in montagna, per quanto faticoso sia.

      “Non è successo niente”, diciamo quando perdoniamo, non è vero ?
      Che vuol dire “ti restituisco la condizione in cui eri prima”, prima dell’ offesa, dell’ errore, del peccato, della colpa.

      Più facile a dirsi che a farsi, anche perché per perdonare è necessario che prima qualcuno lo chieda, il perdono, credo …

      • gelsobianco ha detto:

        no. non è un obbligo commentare.
        a me è costato molto il farlo, ma…
        spero di essere riuscita a far comprendere che il “commentare” rientra nel mio concetto di “correttezza” verso me stessa soprattutto oltre che verso il blogger che mi ospita e gli altri lettori.
        vitale per me , poi, è “tentare” sempre di fare quel qualcosa che , per me, è giusto fare… per quanta sofferenza mi possa procurare.

        ho parlato di perdono infatti io nel mio commento.
        intendo il perdono esattamente come Laura Boella.
        è il più grande dono forse…
        non amo usare la parola “colpa”, preferisco “sbagliato comportamento”.

        certo.
        il perdonarsi è qualcosa di molto profondo, non è un “assolversi” così, senza una reale fatica : è il tornare indietro e recuperare il sentiero perso con uumiltà (la vera umiltà che permette una conoscenza profonda di noi stessi ed un’apertura verso gli altri ) e pazienza.
        è un tornare indietro che è, in realtà, un andare avanti.

        perdonare noi stessi è molto più difficile che perdonare gli altri, però è necessario farlo.
        bisogna perdonarsi per riuscire nuovamente ad accettarsi e ad amarsi.

        è più facile perdonare se qualcuno ti fa sentire prima che vuole il perdono.
        io, però, credo che perdonare sia qualcosa di più vasto, che debba anche avvenire senza la richiesta di perdono.
        se il perdono è un dono… un dono è un dono proprio perchè prescinda da tutto.

        tutto è più facile a dirsi che a farsi…
        come hai ragione!

        grazie, Melo.
        un sorriso
        gb

        • melogrande ha detto:

          “io, però, credo che perdonare sia qualcosa di più vasto, che debba anche avvenire senza la richiesta di perdono.”

          Mah, non so, non sono troppo d’ accordo.
          Il perdono inteso come “restituzione” somiglia molto al “rimettere i debiti ai nostri debitori”.
          Ottima cosa, certo.
          Ma come fai a rimettere un debito a qualcuno che sostiene che non ti deve nulla ?

        • odinokmouse ha detto:

          Gelsobianco, senza voler essere scortese o invadente nei confronti di Melogrande che ospita questa conversazione in cui m’intrometto senza avere la confidenza per farlo, torno sulla fatica del tuo commentare certi argomenti, per dirti che anche io mi sono trovato, e talvolta mi trovo ancora, con le dita che non si muovono. Una cosa mi sembra ci accomuni: ho girovagato per i blog per più di un anno come anonimo Giulio ed è stata una fase molto importante, tanto che di quel periodo ho voluto lasciare memoria nel mio avatar. Chissà se i motivi che m’inducevano a rimandare nel tempo l’apertura di un blog siano gli stessi tuoi di adesso, o se, più probabilmente, soltanto gli somiglino. Non intervengo per saperlo, naturalmente. Certo un blog richiede sia tempo che serenità interiore, altrimenti non si scrive. Chiamiamola pure orientamento. Non vorrei dirti altro che credo di capirti anche senza sapere e, casomai, invitarti a leggere il mio post rapporto segnale/disturbo in cui accenno al mio disagio che scopro, se pur con varianti e sfumature diverse, condiviso da molti in questo particolare momento delle nostre vite invase d’inquietudini. “Guardandomi indietro ripenso a quante volte io ho perso il sentiero. Talvolta vengo preso dallo sconforto. Mi sembra di aver girato come una trottola inutilmente” anch’io.

        • gelsobianco ha detto:

          Melo, il mio discorso era una conseguenza a questo pressuposto: il perdono è “un dono che non dà nulla, ma restituisce tutto” parole di Laura Boella.
          infatti io scrivo “se il perdono è un dono… un dono è un dono proprio perchè prescinda da tutto.”
          un saluto caro
          gb

        • gelsobianco ha detto:

          “perchè prescinde da tutto”
          mio errore di battitura il “prescinda”

          🙂
          gb

        • gelsobianco ha detto:

          @odinokmouse
          grazie prima di tutto.
          grazie per non chiedere.
          grazie per aver tentato di comprendermi.
          leggerò senza alcun dubbio ciò che tu, gentilmente, mi inviti a fare.
          un sorriso
          gb

  16. Perdono.
    ma che è tutta sta nenia.
    hai sbagliato ?
    che hai combinato ? ammazzato qualcuno ?
    No. (quello non si può perdonare se l’hai fatto con intenzione)
    hai pagato il tuo sbaglio anche solo con immenso dolore ?
    bene
    n’altra volta impari.
    Poi si gira pagina
    e si riparte perchè solo col fare si supera il male.
    e si cerca di non fare più cappelle.

    e basta col cilicio o con la frusta.

    sursum corda non vuol dire mettiti una corda al collo.

    se tutti la mettessero come dici tu, solo con la classe politica avremmo esaurito gli alberi per redimere gli errori degli uomini di potere.

    sai Melo, qui da te sta diventando un confessionale.

    una perde la speranza
    l’altra si deve perdonare di essere umana

    io evoco un’estinzione di massa

    ma se parlassimo di cose belle ?

    Ho vissuto la Notte dei Ricercatori come fossi tornato al secondo anno di Università.
    Appena finisco Filosofia, mi sa che mi iscrivo al Politecnico !!!!

    Vedere che di ricercatori ce ne sono un fracco e sono tosti assai oltre che giovani….

    ….vedere che di giovani che vorrebebro esserlo ce ne sono ancora più di quanti te ne aspetti dopo decenni di happy hour o grandi fratelli, ha riportato la mia linea di SPERANZA ben oltre quel minimo storico da immediato post berlusconismo ( e stileminimo)….

    mi ha tolto vent’anni e alcuni chilometri di pressione

    non avrei mai immaginato nel giro di 2 lectio magistralis di appassionarmi di automazione….

    quando mia figlia mi ha detto che è una figata, mi ha colpito più il termine usato che il contenuto entusiastico del suo sms….

    ebbene adesso lo uso anch’io pur essendo un nostalgico della lingua pulita.

    Faccia a Faccia con la Ricerca ? UNA VERA FIGATA

    invece della messa, mandiamoli ogni domenica li i nostri ragazzi

    molto meglio dell’oratorio dove ormai si spaccia per conoscenza, una trita superstizione….

    quale miglior perdono può esserci di dare speranza ai giovani ?

    ma non con la preghiera….con lo studio ed il lavoro.

    ciao ni ?

    GB

    • gelsobianco ha detto:

      “l’altra si deve perdonare di essere umana”
      no,GB.
      io non ho mai scritto che devo perdonarmi per essere umana.
      ho semplicemente scritto che, essendo umana, ho le mie inquietudini.
      è ben diverso.

      mi va benissimo parlare di cose belle.
      …e se tu leggi attentamente il mio primo intervento, ho dato importanza grande anche io alla speranza.
      “è la speranza… non in un qualcosa di esterno, ma nell’uomo che si sforza di fare al meglio ciò che la vita gli offre, di bello, di brutto, di facile, di difficile… piangendo, sorridendo, ridendo…”

      il perdono era un discorso che è subentrato dopo con Melo.

      un sorriso per te.
      coinvolgente il tuo entusiasmo!
      gb

  17. stileminimo ha detto:

    Giusto perchè mi chiami in causa, Astro, tengo a specificare che io non sono “quella che ha perso la speranza”; sono quella che della speranza non sa proprio che farsene, perchè la ritengo inutile se non dannosa quando diventa l’alibi perfetto per affidarsi a qualcosa che non sia il concreto agire. E’ un tantino diverso come concetto.Qui non si usa il cilicio e chi lo usa mi biasima, ma me ne frego. Il lavoro come preghiera viene usato spesso anche in oriente, non è una novità.E infatti i cinesi ci spazzeranno via tutti. Se non sbaglio la forza lavoro è anche il fondamento di un credo politico che da un po’ si dice che è sparito, perchè la falce e il martello si usano sempre meno. Ma forse ci ritorniamo all’utilizzo concreto di tali strumenti, visto che la tua proposta del ritorno alla terra non è un caso isolato. Ma qualche idea nuova dettata da una lettura oggettiva della situazione reale (come quella appena scitta da Melo) non si riesce proprio a partorirla?

    • gentilissima suor Stileminimissimus…

      mi par che il suo tono poco si addica a chi evoca al preghiera….

      il lavoro ha sempre dato all’uomo una dignità che nessuna prece potrà mai fornirgli, dato che di solito chi prega delega a terzi (dei o miti fa nulla) di risolvere i propri problemi anzichè affrontarli

      io non sono ne marxista ne leninista perchè poggio il mio agire e pensare sulla libertà; riconosco tuttavia a Marx la felice definizione di religione come oppio dei popoli, nel senso che li rimbambisce ed istupidisce privandoli di dignità

      non rimuoverei il lavoro dai metodi di recupero, poichè se mettessimo ad asfaltare la salerno reggiocalabria tutti batman et similia dei nostri giorni, probabilmente crescfmmo sia di pil che di salute….

      amen

      GB

      • stileminimo ha detto:

        Purchè il lavoro non diventi il mezzo per far soldi, mi sta benissimo il Suo discorso Don.
        Ma rispetto il lavoro come valore nel momento in cui permete di vivere dignitosamente e di avere un ruolo sociale; ma detesto l’idea di lavoro come è inteso in ques’epoca in cui tutto si basa sulla competizione, in cui il singolo è pensato come un semplice numero da collocare nel luogo strategico più produttivo e come burattino intercambiable all’occorrenza; in cui la dimensione umana viene sostituita dalla logica di competizione e profitto e in cui la speranza di far carriera e di progredire diventa imperante e svilente per chiunque. Il lavoro va ripensato e se si vuol avere un esempio umano e dignitoso di lavoro non lo vado certo a cercare lì dove la tecnica ha relegato le persone a mere entità sempre più inutili. E se vogliamo essere onesti, visto che l’umano non può competere con la tecnica, forse è il caso di ripensare anche gli obiettivi e riportarli a dimensioni più vivibili, anzichè pretendere di voler andare lì dove l’uomo, visti i suoi limiti, proprio non ci potrebbe mai arrivare. O sennò si continua a perseguire l’idea di sviluppo e progresso, salvo non lamentarsi se poi il degrado umano dilaga ovunque, scordandoci di che cos’è, l’umano. Non siamo dei e non siamo immortali. Forse è il caso di segnarselo da qualche parte.

        • don lo dica ai suoi compari sorella mia….

          il lavoro che io intendo è il lavoro in generale.
          quello che condanno è il lavoro dei preti, dei manipolatori, dei mistificatori, dei grandi fratelli, dei media
          quello è manipolazione e strumentalizzazione di chi non sa cosa significa lavorare perchè è cresciuto fra ozi e benessere.

          in miniera dovremmo mandarli ste parassiti
          ma puoi definire lavoro il ruolo di una minetti in regione ?
          puoi definire lavoro quello di un malfattore come fiorito ?
          e tutta la congerie di nullafaciiiiiiiiiiiiiiiienti che gravano sulle nostre palle ? (lascio l’errore perchè non è male come variazione sul tema….)

          io parlo del lavoro cheti piega la schiena, che ti stringe le meningi in una morsa…

          la tecnologia ridà dignità all’uomo per alleggerisce la brutalità dello sforzo fisico permettendo ai cervelli ed ai cuori di dedicare più risorse alla conoscenze ed alla vita familiare.

          che poi ci siano i megamanager come quel pirla buffone di briatore che ci marciano su alla faccia degli altrettanti pirloni che lo seguono, mi fa venir voglia di tornare a mungere vacche e coltivar fagioli.

          finita la prima università, sono entrato a far parte di uno staff tecnico per studiare nuovi prodotti finanziari portando le competenze matematico statistiche al servizio dell’innovazione economica.
          6 anni ho resistito
          poi sono fuggitoooooooooooooooo

          ero un hyppie e mi stavano trasformando in uno yuppie…..

          NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

          mondo marcioooooooooooooooo

          meglio la rivoluzione e il Che….milioni di volte…

          ma dove vivi stile ?
          na che vai farneticando ?

          ma fatti una bella tisana a 5 punte che magari sorridi un pò alla vita…

          aleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
          su con la vita
          che lo ribaltiamo il mondo se ci mettiamo di impegno

          ASTEROIDEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE !!!!!!!!!!!!!!! ndo stai ?

          GB

        • stileminimo ha detto:

          io vivo dove ancora si mungono le vacche con le mani e ci si fa la tisana con le erbe raccolte in montagna. E ci sto benissimo.

        • e allora di che ti lamenti ?

          sta li e combatti contro i devastatori di boschi
          lascia a noi lo schifo di città

        • stileminimo ha detto:

          il mio non era un lamento. Qui nessuno devasta nemmeno i boschi, pensa,

  18. melogrande ha detto:

    Odino,
    certe intrusioni aggiungono valore e fanno solo piacere.
    Un blog vive del confronto di pensieri e sensibilità.
    Concedo dunque licenza illimitata e dispenso dal chiedere scusa…

    😀

    • odinokmouse ha detto:

      Grazie Melo, sei gentile. Anche io la penso come te, ma sai, il fatto di aver proposto la lettura di un mio post a una persona che frequenta il tuo bellissimo blog mi sembrava leggermente…come dire…inelegante; infatti non lo faccio mai. Però sono lieto che tu sia abbia compreso il senso… 😉

      • gelsobianco ha detto:

        ho risposto sopra a te, odino.

        ho anche risposto sopra a te, Melo, con piacere.
        grazie per l’ospitalità che mi dai in casa tua.

        un sorriso
        gb

        sopra ho risposto anche a gb

    • gelsobianco ha detto:

      grazie ancora una volta, Melo.
      🙂
      gb

  19. stile, i tuoi sono sempre lamenti….

    mi sa che sono io stavolta ad aver smarrito il sentiero

    ed inizio a smarrire pure il divertimento.
    per cui come ormai sempre più spesso mi accade, avverto necessità di uscire dal giro delle lamentazioni, delle autoperdonazioni e delle autocelebrazioni
    vivo di sfide e di contrasti

    ne ho trovati di interessanti nelle pieghe della teoria dei sistemi e delle matrici di AI.

    mi assenterò per un paio di ere geologiche

    se nel frattempo arriva un asteroide, saprete che ci sono alfin riuscito

    statemi bene

    io mi auto metto al rogo
    il massimo dell’inquisitore…

    ahahahahhhhhhhhhhhhh (iiiiiiiiii brucicchia…..ma si può sopportare)

    GB

    • melogrande ha detto:

      E’ la paura, GB.
      La paura, e l’ illusione di poter controllare il destino.
      Finché ci sarà paura, ci sarà gente pronta a specularci sopra.
      Mi verrebbe da citare il Leopardi del Dialogo di un venditore di almanacchi, ma non lo farò…
      😉

      • per me è l’ignoranza invece a fare questo
        gli speculatori, i sacerdoti di ogni culto o moda, i furbi di ogni razza ed estrazione, proliferano e godono sempre e solo su basi ignoranti e pecorecce.
        le anime semplici, le persone ignoranti (nel senso latino di mancanza di conoscenza) o fragili (nel senso di mancanza di personalità autonoma) sono facili prede di guru, santoni, preti, politici, imbonitori, et similia.

        Ma quello che amplifica e legittima ste orda di bastardi nullafacenti sono i media di ogni ordine e tipo, che ospitandoli nel telegiornale per calmare la paura dell’ignoto, non fanno altro che dar corpo al loro nulla essere se non fandonie.

        cancelliamo maghi astrologi e ciarlatani da ogni dove e ancora ve ne saranno milioni, ma almeno dovranno sudarseli ste milliardi di euro
        poi se la gente ama farsi fregare da ste imbroglioni che ce l’hanno scritto in faccia ( guarda fiorirto e dimmi se non ti viene da vomitare), me lo spiegherai n’atra vota.,

        (e anche come si fa ad immaginare un governo grillo….)

        davvero non so darmi pace se penso che ANCHE in mezzo a decine di ricercatori, qualche rincoglionita mi ha chiesto dei maya ed anche rincoglioniti uomini mi hanno chiesto di verificare il loro ascendente perchè non erano del tutto sicuri del loro astrologo di fiducia perchè era giovane mentre io sono del tutto bianco di crine e dai tratti ascetici .

        Lascio al tuo sense of humour, immaginare la tecnica di scioglimento acido cruento che ho adottato.

        ciao carissimo….la stagione dei Melograni sta avvicinandosi dai….

        (ed anche una cometona che promette moooooooooooolto bene…..

        GB

        • melogrande ha detto:

          Sarebbe sufficiente segnarsele, le previsioni dell’ oroscopo, o quelle dei maghi, magari ad ogni Capodanno, per poi andare a controllare. Basterebbe questo per convincersi che non ne azzeccano mezza.
          Facile e alla portata di tutti…

          Ma spesso l’ uomo non solo vede ciò che vuol vedere, finge anche di non vedere ciò che non vuol vedere…

  20. gelsobianco ha detto:

    “Ma spesso l’ uomo non solo vede ciò che vuol vedere, finge anche di non vedere ciò che non vuol vedere…”
    molto più che spesso… purtroppo.
    è quello che tu hai descritto nella tua frase un atteggiamento molto comune riscontrabile negli uomini troppo, troppo spesso.
    è quasi una norma…
    un saluto, Melo.
    gb

  21. Asteroide Asteroide !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    arriva arrivaaaaaaaaaaaaa

    GB

  22. gelsobianco ha detto:

    arrivaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
    gb

  23. è diretto all’ombelico del mondo
    per far un pò di pratica ho individuato qualche sassolino da non più di 10 km di diametro e li ho tarati su qualche luogo di nessuna importanza: le case di vasco rossi, madonna lady gaga e ligabue i più piccoli data la nullità dei bersagli .
    ho scelto 3 oggetti di 50 Km circa per bersagli che già che faccio delle prove non mi pesa nulla devastare di brutto con crateri profondi e contaminati per l’eternità: le sedi della regione lazio, i possedimenti di grillo & fiorito (stessa razza) e l’impero dolce e gabbana
    poi man mano mi vengono in mente crescerò di diametro in proporzione alle nefandezze….

    per la sezione politici, mi sa che saccheggerò la fascia degli Asteroidi…..ce ne sono milioni….spero che bastino….

    potrebbe succedere che per sbaglio qualcosa cada verso l’area Romney….ma credo non sia un problema per nessuno…

    vado a far girare le antenne gravitazionali….vi tengo info.

    fossi in te gb minus, non ci scherzerei troppo…

    GB ( the Only Original Big One)

  24. gelsobianco ha detto:

    ragazzi, che lotta è questa? 🙂

    io non so postare le fotografie nei commenti poi…

    buona serata per tutti!
    gb (non “minus”!)

  25. odinokmouse ha detto:

    Ragazzi, io ci ho pensato a lungo: l’unica è un ombrellone one one.

  26. gelsobianco ha detto:

    ce ne vuole uno più grande!
    🙂
    gb

  27. Non basterà
    Non ci sarà scampo
    prometto

    ehi gb, se non minimus facciamo minimissimus ?

    GB

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