Un frammento



Sono i frammenti, ecco cosa sono. Un muro, un angolo di strada, un vecchio negozio. Qualsiasi cosa.

Non si dovrebbe tornare nei posti che ci sono stati familiari, a decenni di distanza, tutto qui. Non fa bene. Non è neppure il posto in sé, nel suo complesso, almeno non sembra. L’ impressione derivante dal posto la si gestisce. Si arriva preparati, si sa quello che ci aspetta, un posto uguale ma diverso, nuovi edifici, o vecchi edifici restaurati, strade rifatte, qualche casa lasciata andare in malora. Si sa che nessun posto abitato rimane identico a se stesso per un decennio e più, sarebbe anomalo se così fosse, suonerebbe incongruo e stonato, inquietante quasi come scoprire di trovarsi dentro il Truman Show. Una roba artificiale per non dire falsa.

E dunque non è di per se il cambiamento dei luoghi, no. Sono le cose piccole, quelle a cui non sei preparato, quelle che ti prendono alle spalle. In questo caso, un semaforo.

La strada che esce dal borgo dopo avere attraversato il piccolo fiume sull’ antico e stretto ponte romano si allarga e si distende in leggera salita lasciandosi dietro gli ultimi blocchi di case fino ad incrociare, quasi al culmine, la strada provinciale. E qui, appunto, si trova il semaforo, la cui regolazione com’ è logico privilegia il traffico sull’’ arteria principale per cui chi arrivi qui uscendo dal borgo ha la certezza o quasi  di trovare il rosso.

È questo, probabilmente, a rendermi così familiare questo incrocio. Di fronte c’è un’ antica osteria che ha cambiato negli anni molte gestioni, una di queste è stata breve quanto memorabile, e l’ osteria era finita sulla guida delle chioccioline. L’ insegna oggi è cambiata ancora, ma il vecchio edificio con l’ angolo tagliato in corrispondenza dell’ incrocio e con le grate alle finestre, quello è inconfondibilmente rimasto lo stesso.

Un frammento, come dicevo. Una cosa piccolissima.

Ma è come una barriera che cede di schianto sotto la pressione della folla che subito dopo irrompe, come il frantumarsi di una boccia di vetro piena d’ acqua. Allo stesso modo senza preavviso dilagano i ricordi, i frammenti di quel tempo lontano in cui, la domenica mattina, avevo l’ abitudine di compiere questo giro con la vecchia bicicletta restaurata ricevuta in dono per il compleanno.

Un lungo tratto di pista ciclabile già allora collegava il paese in cui abitavo con questo, e nella quiete della domenica, di prima mattina, gli otto chilometri trascorrevano piacevolmente. Seguiva rituale sosta in piazza per il caffè, l’ acquisto del giornale che costituiva in realtà il debole pretesto per la gita, quasi che mancassero le edicole più a portata di mano.

In questa trance sensoriale mi sembra quasi di risentire la qualità particolare dell’ aria, si sa che ogni paese ha la sua, di quelle mattinate festive, il traffico quasi inesistente, il profumo di caffè e brioches dai bar che si aprivano tutto intorno alla piazza, il rintocco forte delle campane ad annunciare la Messa, e nemmeno la prima, che nei paesi le funzioni cominciano già alle sette. Nelle giornate serene, metà della piazza era illuminata dal sole, l’ altra metà in ombra ed allora era questione di stagione e temperatura, decidere da che parte costeggiare, da una parte d’ estate, dall’ altra d’ inverno, a volte, quando il caldo era tanto nonostante l’ ora mattutina, la sosta avveniva presso la fontana di fianco alla chiesa.

Per il ritorno preferivo una strada diversa, in modo da realizzare un percorso ad anello, che come tutti sanno è più appagante…

Dalla piazza centrale scendevo dunque per una via lastricata, la bici sferragliante sui blocchi lucidi male allineati, verso l’ antico ponte romano e da qui risalivo, appunto, fino al semaforo dove quasi sempre dovevo attendere. Superato il semaforo, la salita proseguiva ancora per un centinaio di metri, poi la strada spianava ed iniziava una leggera discesa verso una frazione, un gruppo di poche case nella campagna piatta ondeggiante di spighe di mais come ordinata folla allo stadio. In quel tratto il bordo della strada d’ estate era un trionfo di fiori di campo variopinti, e qualche volta mi fermavo a raccoglierli. A casa, li avrei messi a seccare per poi dare un tocco di colore alla mensola del bagno.

Tutto questo accadeva molto tempo fa, ed a fare quelle passeggiate ero io ma non ero io, nel senso che quella persona, se mi incontrasse oggi non mi riconoscerebbe, o quasi. Ero io, io, insomma, ma un io diverso, e questo pone fine anche all’ ultima delle illusioni, quella della persistenza del sé di fronte al divenire delle cose. L’ idea di una coscienza impassibile davanti alla quale tutto scorre deve cedere di fronte all’ evidenza che anche questa sostanza, io, me, coscienza, anima o come la si voglia chiamare, anche questa passa e muta, e se dovesse essere immortale quale delle tante diventerebbe tale, quella di adesso, quella di allora oppure un’ altra ancora ? Quale io sarei, io ?

E questo passare, questo cambiare e questo sfumare nei passaggi del tempo sono in fondo l’ unica vera certezza che ci rimane.

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87 commenti su “Un frammento

  1. carla ha detto:

    scrivi *ero un io diverso*…certo, attraversando le fasi della vita è naturale che avvenga una trasformazione non solo esteriore, soprattutto interiore, ma certi stati d’animo, certi *frammenti* noi abbiamo la capacità di riviverli perchè li conosciamo, perchè quel dato frammento è entrato a far parte del nostro DNA.
    io credo questo, perchè credo nella mescolanza che unisce ogni attimo dell’esistenza
    un enorme puzzle i cui pezzi, se smarriti, verranno sostituiti ma sempre andranno a cercare il loro incastro…

    Ciao Melo! 🙂

    • melogrande ha detto:

      Ciao Carla !
      Sì, certo, “io” contengo tutti i miei “io” precedenti, è vero.
      Però non sono (più) nessuno di essi. E allora cosa si intende per “io” ? Quale dei tanti ?

      (chissà che bello il lago in questi giorni…)

      • carla ha detto:

        devi imparare a ragionare per insiemi, e non per settori o categorie…
        avere la visione d’insieme equivale a vedere meglio 🙂
        il lago in questi giorni è lucido e brillante, il vento ha reso il suo cobalto più profondo….è veramente bellissimo!
        oggi salgo in montagna …devo cucinare una giardiniera coi fiocchi!:-))

      • Se t’interessa il buddhismo troverai che questo è proprio l’argomento proposto per negare l'”egoità” 😉

        P.s. Qui sotto vedo che è proposto l’indirizzo di un blog che apersi su Wp, ma in cui non ho mai scritto. Scrivo invece su blogspot(alchemicamente.blogspot.com) e sono arrivata qui tramite segnalazione di Klimt.
        …E comunque wp mi permette di inviare solo tramite il famigerato fb!

        • melogrande ha detto:

          Benvenuta nel “cenacolo”, Leira !

          il fatto che l’ io continui a mutare non implica necessariamente che non esista, mi chiedevo però (un po’ ironicamente) quale degli infiniti “io” di questa vita mi ritroverei eventualmente ad essere nell’ aldilà…

          ps
          Scusami, non ho capito a quale blog su WP ti riferisci, però se hai un blog hai anche un account su WordPress e dovresti essere in grado di commentare senza passare da Facebook.

        • leirabarbara ha detto:

          L’avevo capito 😉 …ma ho capito pure che la filosofia buddhista non ti interessa! ;D
          (rispondo qui perché non c’è il “replica sotto il tuo commento)
          Grazie davvero del “benvenuto”!
          Ieri WP non riconosceva il mio account…vediamo ora…

          Ah, che mi sai dire di wordpress italiano?

  2. carla ha detto:

    p.s., bello anche il carboncino dell’antico borgo a colori…
    ha veramente un che di malinconico!

  3. stileminimo ha detto:

    Hai concluso con un pensiero che mi visita spesso, ultimamente e a maggior ragioen lo sento anche molto mio; la chiamo vecchitudine e paradossalmente, in una condizione di effimera incertezza è tutto ciò che rimane, sembrerebbe. Ma solo se ne tieni conto costantemente e questo avviene, ho visto, dopo un certo periodo di vita; prima non ci si pensa proprio mai, non ci si fa molto caso, se non guardandoci nello specchio datoci dai vecchi.
    Semplicemente non ci si pensa perchè noi “siamo altro”, appunto.
    E c’è poi un modo per sublimare la malinconia che deriva dalla sensazione di essere mera parte di un flusso temporale che procede inesorabile, senza che noi se ne possa modificare il corso, l’intensità; e questo modo è quello che hai adottato tu fermando l’immagine nella tua mente e su carta, disegnando un istantanea che preserva i dettagli, che ne ricordi l’essenza di adesso e di allora. Ed i dettagli, il concentrarsi sulla Bellezza che assume contorni forse un po’ malinconici, perchè consapevolmente effimeri, è paradossalmente estremamente efficace per “fermare l’istante in cui essa vive in noi”. Se ne percepisce il suo scorrerci via, ma nel contempo abbiamo la sensazione di averla preservata da qualche parte nel centro di noi stessi, nel fulcro di ciò che ci arriva dal Mondo. Questo potere che ci viene dal pensiero conforta moltissimo, perchè la nostra esperienza, il nostro viviere sembra potersi sedimentare da qualche parte, per sempre e forse si pensa che un giorno possa essere smosso in chi saprà vederlo, coglierlo e renderlo ancora presente, vitale. Scrivere, disegnare, interpretare il mondo con l’arte, per chi scrive e per chi legge, alla fine, serve a questo, credo; a comunicare oltre il tempo.

  4. “……forse si pensa che un giorno possa essere smosso in chi saprà vederlo, coglierlo e renderlo ancora presente, vitale…..”

    Se questa non è testimonianza di una “Speranza” io sono un facocero….

    Segnalo anche la condivisone piena del termine Vecchitudine….mi piace ….

    evoca anche il mio “morbidume” che associo ai cuscini del ricordo su cui poggio sempre più spesso il capo quando mi si reclina sotto il peso dell’esperienza…..

    Ciao Romanticone…..

    Se arrivo alla pensione, una volta o l’altra ti chiederò di fare una biciclettata dei ricordi, fra le nostre campagne dove, dove un pochino ne puoi trovare ancora di angoli simili se non proprio uguali…

    GB

    • stileminimo ha detto:

      🙂 ho detto che “forse si pensa”, Astro, e l’ho detto ironicamente, o cinicamente se vuoi. Purtroppo non puoi vedere la mia faccia quando scrivo e non è mica colpa di nessuno. Tuttavia con questo non vorrei mai dire che sei un facocero. Mai!

    • melogrande ha detto:

      Finche’ la vecchitudine non avra’ imposto la sua legge, la bici continuero’ ad usarla principalmente in montagna, habitat di elezione dei melograndi…
      Pedaleremo in pianura una volta in pensione, se mai ci si arrivera’ vivi…

      • nel tuo scritto parli di pianura….da li l’invito….
        in montagna non sono mai andato oltre i 2000 metri in bici anche se lo Stelvio lo vorrei fare prima dei 60 anni…mi restano poche estati per tentare….

        GB

      • stileminimo ha detto:

        In montagna ci sono strade pianeggianti e con leggere pendenze che possono essere percorse anche da chi è in pensione da un bel po’ di tempo, ma non so perchè, io vedo che qui la maggior parte di chi pedala predilige le strade in salita, quelle più difficili. E’ incomprensibile secondo una logica volta ad ottenere il massimo senso di piacere con il minimo sforzo (che è poi la logica che contraddistingue il nostro tempo), se ci si pensa, ma forse nemmeno poi tanto. Le strade in salita danno maggiore soddisfazione, forse perchè richiedono una prova fisica e psichica maggiore, ma che certamente porta “un po’ più in alto”, di solito nei luoghi più belli. Percorrere le strade di fondovalle ha il suo perchè, ma non è la stessa cosa e per giunta limita la visuale, anche se i frammenti sono visibili ovunque da chi li sa vedere. Ma disolito li sanno vedere meglio quelli che hanno percorso molte strade in salita.

  5. Gentilissima Signora Stileminimo, gradirei esprimerLe sempiterna gratitudine, poichè ogni suo commento è un CDD ai miei argomenti.

    Infatti (Come Dovevasi Dimostrare) anche questo suo ribadire, rimarcare, sottolineare, precisare, enfatizzare, etc, indica la forma mentis del soggetto (mai dire oggetto, maiiiiiii) della mia ricerca: e cioè che voi donne avete sempre ragione.

    In Fisica delle Particelle Elementari, si dice che i nomi dei componenti sub atomici siano tutti espressi al maschile mentre i loro comportamenti risultano decisamente, marcatamente, immancabilmente, femminili.

    Alla loro caparbia imprevedibilità, si deve la necessità di rilevamento SOLO sugli effetti che generano nei loro dintorni.

    Mai e poi mai è dato vederne una direttamente.

    Ed a dir il vero, proprio li sta il bello….

    Mi sei venuta in mente molte volte in questi giorni in cui sto preparando cicli di incontri dove le Conversazioni Oltre le Nuvole saranno ben DENTRO il CERN ed in particolare inside LHC….c’è molta curiosità sulle recenti scoperte del Bosone di Higgs e sul suo ruolo nel modello standard.

    Ne parlavo via private mail con Melo poco fa….molte semplificazioni dei modelli cinematici subatomici sembrano trattati di psicanalisi della dinamica comportamentale dell’Universo femminile…..

    Vuoi vedere che se dio c’è è femmina ?

    non per nulla il Bosone di Higgs l’hanno (erroneamente) Particella di dio…..

    Cmq, mia cara. se me lo permetterai, non cesserò questo contraddittorio, perchè come dissi una volta in un seminario, se non ci fossero le Donne, l’Universo sarebbe piatto.

    GB

    • melogrande ha detto:

      Il bosone di Higgs, che avevo sempre considerato una specie di brigante della Barbagia, esprime comportamenti femminei ?
      L’ ambiguita’ sessuale delle particelle e’ un’ ipotesi che non avevo mai considerato.
      Stai forse cercando di mostrarmi un unverso ermafrodito ???

      • No Melo….no sto solo gigioneggiando per sdrammatizzare il confronto che Stile mi par abbia preso un pò troppo sul serio…e non va bene…

        io amo le Donne.
        e mi diverto a stuzzicarle perchè ogni volta mi stupiscono

        e per me lo stupore è componente essenziale ed irrinunciabile della vita.

        come la speranza….

        GB

  6. quanto al facocero, per favore “speriamo” non sia femmina…..

    GB

  7. stileminimo ha detto:

    a me riusulta che i facoceri femmina siano gradevoli nella medesima misura in cui lo sono i facoceri maschi, che quasi quasi non li si distingue. Carini entrambi.

  8. Vedo che hai sapientemente inserito una “medesima” nella ormai stigmatizzata formula “misura in cui”…..

    non saprei davvero vestire panni femminili, neppure laddove le sembianze facocerine riducessero assai le differenze di aspetto.

    siete troppo in troppe cose.

    (apro e chiudo un inciso definitivo: quando mi rivolgo all’Universo femminile, non lo faccio MAI con taglio dispregiativo: anzi.. Sono accanito sostenitore che il ruolo delle donne in ogni tempo ed in ogni luogo è decisivo, fondamentale, insostituibile.
    Il vero sesso forte è donna.
    A partire dal fatto che la vita viene a generarsi in loro.
    Anche maometto è nato da Donna, nonostante poi un certo islam ne abbia fatto creature del diavolo.
    Dietro ogni uomo grande, c’è sempre una donna ancor più grande.
    Io sono ciò che sono per 3 donne: mia mamma, mia moglie, mia figlia)

    In questi spazi passo quel poco tempo che mi resta per il divertissment.
    Qui lo si fa saltellando fra i pensieri di menti garbate e sensibili.
    Mi piace stuzzicare le signore perchè dalle loro imprevedibili repliche nascono sempre stimoli ancor più stimoli di quanto uomini intelligenti come lo stesso Melogrande riescano a fare.

    e poi con Voi mi diverto un sacco.
    un sacco ne prendo è vero…però non mollate mai
    mai
    e poi mai

    umano sono e talvolta accade che mi si spezzi la bacchetta magica e mi sfugga un rigurgito acido oltre il dovuto.

    ma ripeto: qui ci vengo a divertirmi e spero di contribuire al divertimento altrui (pensarlo sarebbe presuntuoso, sperarlo è più rispettoso dell’altrui intelligenza….)

    ciò detto cara amica, mai mulà……

    e mai smettere di sperare….è l’unico verbo che mi si coniuga correttamente nel momento che mi misuro con voi: sperare di non venire troppo malmenato…..

    Bonne Dimanche

    GB

    • stileminimo ha detto:

      Permetti melo che risponda ad Astro, sì? Stando alla tua ultima affermazione mi vien da dire che forse non è che sbagli a sperare, è che hai le speranze sbagliate, Astro. Affettuosamente ed ironicamente detto. Però apprezzo moltissimo la tua visione delle cose, seppure insisto nel dire che uomini e donne non possono fare a meno l’uno dell’altro e hanno dei ruoli che nelle loro diversità si compensano e sisotengono. E’ banale e scontato? E allora perchè questa banalità non si concretizza nel rispetto reciproco, nella realizzazione nel quotidiano? L’equilibrio fra le forze del Mondo è ciò a cui l’intelligenza umana dovrebbe tendere, partendo anche dalle questioni di genere, che non son poca cosa, anzi! Sono un elemento fondamentale. Ci si arriva, ci stiamo arrivando, forse… mah… io la vedo dura, la vedo nera… ma io la vedo dura in generale, la vedo di pece sempre, che ci posso fare?

  9. germogliare ha detto:

    Quale io sarei, io? La somma di quel frammento con altri, appunto, un frammento che insieme a tanti frammenti nel divenire hanno dato corpo a questa materia che siamo/sei ora. E non è detto che qualcuno rincontrandoti non lo riconosca. Alcuni la chiamano familiarità, che poi è quel senso che ci conduce al ricordo.

  10. m0ra ha detto:

    Sono frammenti di una grandezza inaudita. Un tempo la nostra vita si svolgeva, ma il fatto sembrava sfuggirci, forse perchè ci proiettavamo troppo in avanti nel tempo, nei progetti, nell’immaginazione del futuro. Ci sentivamo reclusi o esclusi. Che quel fermento interiore fosse tutto e il resto solo uno scenario sbiadito non si poteva capire fino in fondo. Non so se quel fermento si possa chiamare anima, ma probabilmente è lo stesso battito che scorre ora come allora nelle nostre vene, anche se diversi sono i modi che abbiamo di tradurli.

  11. lillopercaso ha detto:

    Ti piaci, come sei adesso?
    Ecco, dico che si potrà scegliere quale anima tenersi (o da quale farsi rappresentare); l’immagine ideale che uno ha di sè, quello a cui tende.
    Se poi un bel millennio ci si sveglia con un umore diverso… si può cambiare!

  12. guido mura ha detto:

    C’è stato un periodo in cui ero ossessionato dall’idea dell’immortalità, come Gilgamesh, e pensavo seriamente che fosse raggiungibile. Ma immortalità di cosa? Non certamente di un corpo, di una struttura fisica, ma della coscienza di esistere. Solo che anche la coscienza di esistere dipende dalla capacità di conservare informazioni e di comunicarle, che è legata a un insieme fisico, sia pure in costante mutamento e invecchiamento. Al momento l’io rimane un’aggregazione temporanea, ma definibile e individuabile. Chissà se sarà sempre così! Al momento gli esseri trasmettono informazioni che durano attraverso le generazioni, ma non la coscienza individuale. E’ questo che rende impossibile, ma solo in parte, una nostra immortalità, o meglio una nostra percezione d’immortalità o meglio di lunga sopravvivenza (non c’è garanzia d’immortalità per nessuna specie vivente, ma solo di una lunga durata, in migliaia o milioni di anni).
    Ora non pretendo né da me stesso, né dai luoghi che frequento, di rimanere stabili e immobili. Devo accettare l’idea che tempo e spazio non consentono alcuna immobilità e che il cambiamento continuo e costante comporti necessariamente i concetti di inizio e fine, per quanto questo possa apparire angoscioso e destabilizzante.

    • Bella analisi.
      Il concetto di immortalità, di memoria, di persistenza dell’informazione sono strettamente correlati al nostro percepito temporale.
      Il fluire da un prima ad un poi implica la costruzione di un poi esteso all’infinito.
      In Fisica si tende a leggere il Tempo in modo diverso, almeno nei modelli che prevedano la bivalenza di freccia temporale.
      Sono ben note le difficoltà di trasposizione dei modelli matematici invarianti al vissuto organico.

      Tuttavia essi escludono in un certo qual modo il senso del prima e del poi.
      Per accedere all’immortalità dobbiamo restare avvinghiati all’Entropia….

      Il pensiero è espressione energetica a ben vedere.
      Non è detto che un giorno lo si possa mantenere inserendolo nei principi di conservazione universale.

      Vediamo cosa esce dalle recenti scoperte del CERN

      GB

      • lillopercaso ha detto:

        ASTRO, TI PREGO, non ti scocciare, ma ” le difficoltà di trasposizione dei modelli matematici invarianti al vissuto organico ” SONO BEN NOTE PER CHI ?
        Illuminami!

        • ma per chiunque Lillo…. ecchessaramai ?

          adesso sono di fretta ma prometto che torno appena posso e cerco di aggiungere 2 parole al contorno…
          a dopo

          GB

        • Dunque Lillocarissima, vediamo se mi riesce di rendere ben note anche a te in modo euristico le cose che agli umani tendono a sfuggire…

          in fisica si dice che i fenomeni (tutti) sono invarianti rispetto alla dimensione Tempo, sono cioè valide le leggi che li descrivono sia se si ipotizza il loro divenite da un tempo 1 ad un tempo 2 che viceversa.
          Un esempio è che se tu fai andare una sfera da un punto a ad un punto b secondo una certa direzione con una certa velocità e la filmi, la stessa legge del moto vale sia che tu veda il film in avanti che all’indietro.
          Noi umani percepiamo il divenire in una sola direzione. Per noi il tempo va solo in avanti.
          le leggi della termodinamica hanno un pò confuso le acque introducendo una grandezza (entropia o grado di disordine) che sembra sempre e solo aumentare senza possibilità di inversione.

          Einstein ha riformulato molte cosucce ed ha fornito un nuovo sistema di riferimento che fonde spazio e tempo in un’unica entità per dare una universalità ai fenomeni che valgono ovunque e sempre.

          Ulteriori approfondimenti hanno portato i fisici teorici ad un modello unificante di ogni forza che governi il creato.
          I moderni modelli di unificazione di forza elettromagnetica, interazione debole e forte (livello atomico) gravità, usano per la componente spaziale ben 10 dimensioni ed una sola alla parte tempo.

          Modelli di frontiera iniziano a ipotizzarne 3 anche per il Tempo.

          Queste teorie di unificazione descrivono il tutto,dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo.

          L’unica cosa che non quaglia è l’uomo.

          La sua componente materia subisce un processo degenerativo monodirezionale (io sono vecchio e decrepito ma non lo ero 50 anni fa….) ma la sua espressione materia/energia rientra perfettamente nel quadro cosmico.

          La cosa che scoccia è che io non sono solo protoni elettroni neutroni cogl……sono anche pensiero, personalità, emozioni, tracce di onore o miseria, intuizioni, peccati….

          Alcuni ipotizzano che la massa mancante dell’Universo noto sia la controparte energetica del pensiero e delle emozioni umane o di altri viventi biologici così come la materia oscura sia controparte delle malvagità (anime dannate)

          Altro che inferno purgatorio paradiso: tutto il pensare, il vivere emozioni, il provare rabbia dolore, la forza dell’Amoer, è componente energetica con equivalente massivo

          sarebbe suggestivo che l’uomo rientrasse nel bilancio energetico universale con ciò che ha di nobile e non solo per la misera carne di cui è composto.

          ma queste proposte di frontiera sono la base di coloro che sostengono ruolo dell’uomo essere coscienza dell’Universo, cioè una sorta di riformulazione del principio antropico

          Lillo, se sei arrivata fin qui vorrei tranquillizzarti: non bevo, non fumo neppure sigarette, non assumo chimiche di nessun genere.

          La Fisica è una cosa seria e piuttosto interessante
          Talvolta le conquiste che si fanno , passano attraverso sviluppi casuali, occasionali intuizioni, passaggi per assurdo. (ciò studia l’Euristica…) talora bizzarri ed apparentemente folli (la meccanica quantistica sembra il delirio di un ubriaco dispettoso….eppur funziona…e fa muovere le Stelle…)

          l’anima ?

          si è riusciti a pesarla sai ?

          ma di queste cosette è difficile tu trovi traccia sui giornali, sulle riviste di gossip, nei programmi tv ….
          non ne parliamo agli happy hour perchè non ne facciamo….
          capita nel dopo conferenze simposi convegni…

          o nei blogs di persone come Melo….intelligenti, curiosi, con pochi pregiudizi e molta conoscenza…..

          e la voglia di provarci comunque a parlar di cose “OLTRE”…

          No problem Lillo; basta in IQ da facocero…serve solo un pò di disponibilità ed apertura mentale…quella si e molta….ed un discreta dose di sorrisi e voglia di divertirsi…

          pazienza ci vuole con me, che ogni tanto perdo il controllo del linguaggio e scrivo in modo un poco criptico…potessi usare qualche formula sarebbe tutto più facile…

          cosa darei per una bella lavagna da riempire di simboli e grafici….

          ti va bene Lillo che non si può qua…

          cmq sai dove trovarmi quando Melo mi caccerà per le mie invasioni assai barbariche…
          ciaoooooooooo

          GB

        • lillopercaso ha detto:

          Grazie Astro, per tutto il tempo che mi dedichi, sei un tesoro anche se non vuoi sembrarlo.
          Ma, a parte che non mi pare una riformulazione del principio antropico (come potrebbe? I fisici mica son Marziani), forse una raffinazione;
          non è questo che ora mi perplime: se pure si ponesse che la misera carne possa non variare, i modelli matematici non possono garantire di essere invariati, esistendo il concetto d’infinito (come tu m’insegni); quindi i conti non tornrrebbero comunque;
          e quindi, alla fine, tutto quadra: nell’infinito, anche l’entropia potrebbe cambiare direzione.
          URRA’ !

      • melogrande ha detto:

        Ecco, Astro, vediamo però di fare un po’ in fretta, a rendere bivalente la freccia del tempo, che l’ età avanza …

    • melogrande ha detto:

      Non so se ci tengo, a finire in una chiavetta USB, Guido.

      Un’ immortalità un po’ più di qualità non si potrebbe immaginare ?
      🙂

      • guido mura ha detto:

        Io invece in una chiavetta ci finirei volentieri (e non farei molta fatica a starci), anche solo per non perdere la mia esperienza. E come. Quando uno ha cominciato a imparare a vivere deve già andarsene? Che fatica inutile!

        • stileminimo ha detto:

          Sì, inutile, a meno che non si condivida l’esperienza con qualcuno che vive condividendola a sua volta. E così via a battagliare contro l’inutilità.

  13. Quanto all’anima, la fisica non si pronuncia. Lascio il campo ai catechisti di ogni tipo.

    Preferisco pensarmi essere pensante che essere credente.

    Mi vien più facile.

    GB

    • lillopercaso ha detto:

      Sul sesso degli angeli i fisici non si pronunciano, i catechisti si pronunciano troppo, i credenti non ne hanno bisogno, i pensanti -non pesanti- ci giuocano su 😀

    • melogrande ha detto:

      Wittgenstein diceva che “su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere”.
      Ma la filosofia non può ridursi a a scienza della logica, ci sono cose (come l’ anima, l’ amore, Dio, il male o la giustizia) su cui la scienza non è (ancora) in grado di dare risposte.
      Eppure, non si può stare nel mondo in modo consapevole senza essersi fatti un’ idea su queste cose.

      • Focault (ed io) sosteneva che solo la follia può eludere il controllo della biopolitica…..

        me delle cose umane me tange molto pochissimo

        tanto sono solo

        in risposta a quel che dici, sopra, io parlo di fisica e non di chimica

        i processi chimici sono irreversibili

        quelli fisici no (meccanica, quella di Galilei, Newton, Einstein)

        e poi la fissione come la fusione valgono in condizioni di pressione e gravità da meccanica classica. Che succede dove la densità tende all’infinito ?
        In una stella di neutroni è già più difficile parlare di combustione
        ad energie da 14 TeV ancora non sappiamo ben che accade ed il dualismo massa/energia non è ancora del tutto descritto

        se hai seguito l’evolversi delle teorie di Higgs saprai che le energie in gioco sono parecchiotte…..

        ciuaoooooooooooooo

        (il Tempo si può piegare…tranquillo….prima o poi ci facciamo un giro a vedere com’era Cleopatra….:-) o a prendere a calcioni Hitler….

        GB

        • melogrande ha detto:

          Questo è giusto, ma gli esseri viventi sono appunto più chimica che fisica, anzi sono biologia, che è ancora più irreversibile e soggetta alla freccia del tempo della chimica.
          Anzi, il miracolo della vita è proprio questo, la creazione di strutture locali ordinate in apparente violazione della legge dell’ entropia. Siamo esseri assai improbabili…
          Per quello poi facciamo tanto casino in giro, noi viventi, per compensare l’ ordine che siamo…

        • Appunto. e dato che siamo minuscole eccezioni, non vorrai certo che si riscrivano le regole per noi vero ?

          Io non mi occupo di umani. non mi interessano.
          Sono fluttuazioni di campo che, anche se vuoto, freme di voglia di rompere la simmetria e dare luogo a massa.
          E’ chiaro che può succedere di non fare sempre ciambelle col buco.
          In questo caso è venuto solo il buco
          cioè un nulla.

          Lo spaziotempo è una geometria non una bella allocuzione.
          La biologia è un aspetto imperfetto.

          per cui non può neppure essere attribuita ad una o più divinità, perfette per definizione.

          Come si diceva già lo scorso millennio quando lavoravo al Dipartimento di Matematica dell’Università, se una regola viene confermata da un’eccezione, ciò che si dimostra è che quella è una regola del c…….

          null’altro.

          GB

    • Infinito, radice di -2…..pi greco….

      sai cos’ha di bello la matematica Lillissima amica mia carissima ?
      Razionalizza l’irrazionale
      rende gestibili nei modelli grandezze innumerabili al punto da poter gestire infiniti infiniti in un punto adimensionale denominato singolarità

      io resto dell’avviso che noi umani siamo una riga di programma remmata ( quando si voleva rendere non eseguibile un comando in un listato si anteponeva un REM al codice)
      o anche solo un virus randomizzato autoreplicante

      comunque spero la mia anima sia dannata….preferisco di gran lunga peccare fra le diavolesse per l’eternità che godere della luce angelica di beate virginis che non posso neppur pensare di toccare che mi cacciano dal paradiso

      spero solo di non trovarci la Minetti in tutina rossa e zoccoli a spillo perchè correrei il rischio di diventare seguace del bunga bunga….

      SACRILEGIOOOOOOOOOOOOOO

      mi faccio monaco piuttosto

      oddio, però un peccatuccio …o 2….poi faccio il facocero monaco….

      GB

      • gelsobianco ha detto:

        troverai la Minetti in costume da bagno che sfila per Parah e, purtroppo, parla anche e dice tante cretinate…
        no. non la reggi. neppure per un peccatuccio.
        credimi!
        “SACRILEGIOOOOOOOOOOOOOO”
        ciao, GB
        gb

  14. melogrande ha detto:

    Aspetta un attimo, Astro, il tempo non è “solo” un’ illusione umana.
    E’ vero che le leggi del moto sono simmetriche, ma appena le cose si fanno un po’ più complesse, il quadro cambia.
    Le reazioni di fusione nucleare che avvengono in una stella, l’ idrogeno che diventa elio liberando energia, e così via, quelle non sono invarianti rispetto al tempo, possono avvenire solo in un verso, e l’ entropia (cioè in realtà il 2° Principio della Termodinamica) ci dice qual’ è questo verso.
    L’ elio non ritorna idrogeno da solo.
    La goccia d’ inchiostro nell’ acqua può solo disperdersi, non concentrarsi, per una semplice questione probabilistica, ti accorgi subito se stai guardando il film all’ incontrario.
    Per non parlare del dentifricio uscito dal tubetto, mannaggia a lui, o delle carte sulla mia scrivania…

  15. ho replicato più sopra perchè un crash di WP mi ha sballato al posizione del commento

    l’ho rimesso sotto Wittgenstein…

    ciuz

  16. leirabarbara ha detto:

    Di getto (prima di rileggere con più attenzione tutti i commenti):
    1) a proposito dell’asserzione di ‘Astro’ “Noi umani percepiamo il divenire in una sola direzione. Per noi il tempo va solo in avanti”: è vero, il di-venire, non può essere ‘percepito’ che così, per de-finizione logica insita nella codificazione concettuale dei termini…secondo la sedimentata struttura di costruzione del pensiero di matrice occidentale…Ma è vero pure che millenni prima della einstaniana ‘relatività’, dell’ heinsberghiano principio di indeterminazione, e della fisica quantistica tutta, esistesse, anticipando molte di queste “nostre” scoperte, un sistema di pensiero ‘diverso’ in Oriente, che -tra le altre cose- prevedeva un tempo circolare.
    (mi scuso per la genericità dell’assunto, dovuta a necessità di sintesi, per cui facilmente offrire il fianco a repliche/critiche giustamente analitiche ;)!)
    2) a proposito (ma anche a sproposito) di tutto il discorso in generale mi viene in mente “Il mulino di Amleto. Saggio sul mito e sulla struttura del tempo” di Giorgio de Santillana- Hertha von Dechend. Qualcuno tra voi l’ha letto? Sarebbe interessante parlarne! 🙂

    • melogrande ha detto:

      A mio parere, Leira, non è neppure necessario andare in Oriente per trovare esperienza di tempo circolare, basta farsi un giro in campagna.

      Se immagini di guardare una foto, un quadro un’ immagine di aperta campagna, non hai modo di individuare, dall’ immagine in se, neppure il secolo in cui quell’ immagine è stata presa. Puoi solo capire la stagione. Se invece l’ immagine è di una città, riesci ad azzeccare persino il decennio.

      Il tempo è stato circolare per gran parte della nostra storia umana, i contadini hanno sempre vissuto così, in Mesopotamia come in Cina o nell’ Europa medievale (o nell’ Italia dei miei nonni).

      Noi invece viviamo in un tempo direzionale, ed è come entrare al cinema, vedere un film già iniziato ed uscire prima della fine. Non puoi fare a meno di chiederti “Che senso aveva ?”

      • leirabarbara ha detto:

        Ho capito: desideri riportare il discorso, con un pizzico di ironia, sul piano della visione poetica 🙂
        Rispetto perciò il tuo desiderio e non insisto.
        (…anche se mi sarebbe piaciuto sentire la voce di ‘Astro’ in proposito!)

        • La mia personale “battaglia” con il Tempo risale al momento in cui iniziai a progettare la mia Time Machine.
          Ero alle prima letture fatte più di figure che di parole.
          C’era mezzora di tv dei ragazzi in bianco e nero sul Primo Canale e il digitale era solo un tronco di cono dove infilare la punta di un dito per cucire con l’ago, pronunciato in modo storpiato….

          volevo vedere da vicino Cleopatra
          mi sarebbe tanto piaciuto giocare con un Dodo (il cui nome mi face sempre sorridere….)
          ma già intuivo che non era cosa facile.

          Benvenuta nel mio mondo.
          Ora (manco a dirlo) non ne ho che pochissime briciole, ma lo aspetto al varco per donartene un flacone di questo sfuggente bizzarro insopportabile tempo….

          a poi

          GB

        • melogrande ha detto:

          Non volevo usare l’ ironia per sottrarmi al confronto, ci mancherebbe.

          Intendevo dire che, biologicamente, il tempo è monodirezionale, irreversibile e (purtroppo) tutt’ altro che illusorio. La concezione del tempo però è culturalmente determinata e nella maggior parte della storia umana, la vita è stata intesa come un ripetere percorsi circolari scanditi da stagioni e ricorrenze. Non è il caso dei popoli nomadi, probabilmente.

          Il tema è interessante e magari ci torno su dopo averci pensato ancora.

          Non ho molta familiarità col pensiero orientale non perché lo ritenga di poco interesse, ma al contrario perché dispero della MIA capacità di sottrarmi ad una forma mentis nata in Grecia alcuni millenni fa (e di cui sono profondamente innamorato) abbastanza da riuscire davvero ad entrare in un pensiero così “altro”. Non so se mi spiego.

          Quanto a Santillana, ho un senso di colpa, non è la prima volta che il suo saggio mi attraversa la strada. Prima o poi recupero…

        • leirabarbara ha detto:

          (scrivo qui perché non compaiono i “replica” sotto i 2 sottostanti commenti)

          Al “Signore delle Stelle”:
          Straordinario! Straordinario che entrambi si sia provata l’affascinazione del misterioso ente ‘tempo’ in età assai precoce e che ci sia rimasta impressa la memoria di quel primo approccio…Ricordo ancora benissimo che io avevo 5 anni: stringevo tra le mani il tronco di un mandorlo in fiore e guardando a quella chioma in rigoglio pensavo “E’ primavera e io ho 5 anni” con l’intento preciso di fissare questo dato nella mia mente, per poterlo poi rivisitare a posteriori e con ciò cercare di capire la mia collocazione nel tempo… Straordinario pure che ognuno di noi l’abbia espressa già nel modo più confacente a quelle inclinazioni caratteriali di uso del pensiero che si sarebbero rivelate in età adulta!
          Tu con la scientifica elaborazione di una Time Machine, io con le mie primordiali speculazioni filosofiche.
          Attendo felice il dono del prezioso flacone 🙂 …Mi viene da pensare che sarebbe bello poter davvero mettere il tempo in bottiglia…e metterci un tappo! 😉 E magari fare una nostra personale collezione di tali contenitori, dandogli forme e colori diversi…nonché profumi/odori da poter talvolta fugacemente (per non stordirsene) riannusare…..
          (E questo potrebbe anche essere il mio contributo alla visione poetica ;)!)

          A Melogrande:
          E’ anche la mia matrice, quella greca, carissimo Melo; ne fa fede il titolo (un po’ altisonante) di “LOGOI KAI OUROBOROI” che diedi al mio vecchio blog su Splinder. C’è però da dire (come lì scrissi in un lungo post qualche anno addietro) che -a dispetto della nostra pretesa odierna di “globalizzazione” (che è da intendersi in senso puramente commercial-economico)- molti secoli fa, insieme alle mercanzie, e sia pure magari a dorso d’asino, le idee viaggiavano molto! E come i semi delle spezie d’Oriente, anche semi di filosofie ‘altre’ giungevano…e si mischiavano spesso nella coltivazione del pensiero! Pensa solo a Pitagora…tanto per dire! 😉 Non esiste pensiero ‘altro’: esiste solo il PENSIERO! Che tanto più cresce e si sviluppa quanto più viene nutrito da idee di ogni provenienza. 🙂

          Riguardo a de Santillana (figura di studioso versatilissimo e di vastissima cultura spaziante tra scienza, antropologia, filosofia, letteratura classica…insomma senza de-finizioni di settore, cosa oggi rarissima se non inesistente), ti consiglierei (se mi permetti di farlo) di cominciare da “Fato antico e fato moderno”, in considerazione del tuo amore per la cultura greca (tra l’altro contiene anche un bel saggio su Parmenide) 🙂

          P.s. Ricordo che il blog da cui risultano i miei commenti, non è quello su cui scrivo.

  17. melogrande ha detto:

    Troppo tardi, Leira.

    Entrato oggi in libreria per tutt’ altri motivi, mi sono trovato davanti, esposto in bella evidenza, il Mulino di Amleto che mi guardava sogghignante, come a dire “ti stavo aspettando”.

    Le coincidenze sono una cosa, le sincronicità un’ altra, volentem fata ducunt, insomma l’ ho comprato… 😀

    (adesso resta da leggerlo, lo so)

    ps
    ho limitato di proposito a tre livelli le risposte ai singoli commenti, per evitare di perdere il filo frammentando la discussione in lunghe sottodiscussioni.

  18. gelsobianco ha detto:

    rotorno dopo un po’.
    il tuo blog offre sempre qualcosa su cui pensare…
    tu sai comunicare, in un modo che a me piace molto, emozioni profonde.
    scrivi con “semplicità”, qualità che io ammiro molto.

    ho colto, con tutti i miei sensi, quel tuo percorso in bicicletta.
    …e molto altro.

    i commenti… vanno letti.

    un sorriso
    gb

    • melogrande ha detto:

      Sei gentile, gb.
      I commenti sono il motivo per cui si continua a scrivere…

      • gelsobianco ha detto:

        grazie, Melo.
        non è gentilezza la mia. è semplicemente sincerità.

        comunicare è così importante. sempre.
        cercare di captare ciò che il padrone di casa vuol far giungere è doveroso.
        cogliere quel qualcosa che differenzia ognuno dei commentatori è essenziale e piacevole secondo me.
        avvicinarsi con empatia a “mondi” diversi è auspicabile.
        imparare a svelare se stessi con sincerità è vitale anche se non facile.

        è, comunque, importante aggiungere un pizzico di ironia a tutto questo… e non perdere di vista mai le vere priorità del vivere.

        a me sembra di vedere scorrere qui fiumi, ruscelli e torrenti… tanta acqua serve per rendere questo tuo blog fertile.

        un sorriso
        gb

  19. gelsobianco ha detto:

    ritorno…

  20. Per vicinanza e per amore, mi capita molto spesso di guardare il Po.
    E mi dico che il fiume è in realtà il contenitore di acque sempre diverse, quelle degli affluenti che arrivano da luoghi lontani e portano lì il loro corso. In totale contaminazione, senza distinzioni.
    Chi può mai distinguere le acque dell’Adda o del Secchia nel letto del Po, che è ‘fiuma’ materna?
    Mi pare che anche le nostre età convivano, così, in mescolanza e in movimento.
    L’ultima non azzera le altre, ma le contiene in frammenti scompigliati e fluttuanti.
    Si hanno incertezze adolescenziali, paure bambine in cui riconoscersi, qualunque sia l’età stampigliata sulla carta d’identità: il tempo ha la capacità di non cancellarsi dentro di noi. Per questo cerco di tenerle tutte sveglie, le mie età, di non rinunciare a nessuna, perché questa molteplicità fatta di scaglie è forse la cifra della nostra complessità.

    • gelsobianco ha detto:

      che sensibile, intelligente, commento questo di Col…
      dice così tanto… “semplicemente”.
      quanto lo apprezzo!

      grazie, Melo, per permettere questo scambio tra i tuoi lettori.

      un caro saluto
      gb

      • melogrande ha detto:

        Non è che lo “permetto”, gb, sono fortunato ad poterlo ospitare, semmai !

        (E zena è speciale…)

        • Col è Unica.

          Verrà il giorno in cui potremo ritrovarci al suo cospetto ed entrare nuovamente nelle sue dimensioni ricamate, nei suoi pizzi sorridenti, fra profumi dimenticati di ascolti a bocca aperta… dove il battere dei cuori è motore d’armonia e veicolo di sogni.

          Oh Gelsobianco…forse non sai che in casa di Col il caminetto è sempre acceso, e neppure il sisma che ha messo in ginocchio un popolo operoso è riuscito a spegnerlo.

          ciao Col.

          A presto…

          GB

        • gelsobianco ha detto:

          non sei solo un melogrande… produci anche tanti frutti.

          Zena è unica!
          siamo noi fortunati ad “averla” con noi.
          …ed io non la conosco da molto.
          gb

    • melogrande ha detto:

      Sì, è vero, col.
      Alla fine, l’ essenza della “fiumità” del Po, è il complesso del suo percorso nella sua interezza.
      Nel nostro caso, però, non si aggiunge solo, molto si perde per strada, o così mi sembra.

  21. gelsobianco ha detto:

    questa è la mia risposta a GB… Il Signore delle Stelle.

    concordo con te sull’Unicità di Col.

    entrare da lei è trovarsi immersi nei fili preziosi che si intrecciano per formare un gioiello in filigrana.
    da Col i battiti del cuore sono note suonate dal clavicembalo..
    da lei, sulle punte, entrano danzando i sogni, le emozioni.
    lei si diletta con il “chiacchierino”.
    ricama e ci aspetta con un sorriso.

    credo a ciò che mi racconti, GB.
    ti ringrazio.
    non sapevo lei avesse il caminetto sempre accesso, anche se lo immaginavo.
    sono certa che neppure il sisma abbia potuto spegnerlo.
    lei ha la più vera forza.

    gb

    • gelsobianco ha detto:

      chiedo scusa sempre per i miei refusi. 🙂 gb

    • Circa l’unicità, mio marito aggiungerebbe….”per fortuuuuna” e io gli do ragione, perchè sono distratta, dislocata, imbranata, pigra (per essere agitata nel tempo dell’emergenza) e via diffamando: perdo ogni cosa e per trovare un libro devo mettermi a cercarlo una settimana prima, recuperando in realtà quello che avevo seminato e occultato il mese precedente.
      Grazie dell’affetto, comunque:)
      il caminetto, sì, quello c’è, in campagna, in una vecchissima rugosissima casa, dove vanno a finire sedie spaiate e mobili improbabili, ma sempre aperta a gli amici.
      buona serata a tutti.
      z

  22. http://www.meetmetonight.it/

    non so in quale città lombarda finirò, ma senz’altro a questa Notte dei Ricercatori parteciperò.

    ciao

    GB

  23. gelsobianco ha detto:

    sta a te la scelta, GB.
    spero che tutto ti arrechi un reale interesse.
    ciao
    gb
    andrò con calma a leggere di che cosa si tratta veramente.

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