Desert (after) Storm

(http://i.pbase.com/o4/93/329493/1/59130993.Iraq2006019.jpg)

La sensazione di spingersi al limite, quella un po’ c’è.

La difficoltà di accedere già dice molto, non è molto facile arrivare a Bassora, la maggior parte delle linee aeree occidentali ancora non si fida.

Ma non è più semplice se atterriamo a Kuwait City e ci andiamo in macchina ? Sono poco più di cento chilometri, in fondo. Però c’è un però.

La frontiera kuwaitiana è separata da quella irakena da una “terra di nessuno”, una fascia larga ottocento metri di terra senza legge, da attraversare a piedi, carichi di bagagli, perché i veicoli kuwaitiani non circolano in Iraq  e viceversa. E una terra senza legge è abitata, va da se, dai fuorilegge. Meglio evitare.

Alla fine troviamo modo di arrivarci da Dubai, con un volo della Iraqi Airlines; ritorneremo con una ancor meno nota compagnia di charter. Questo passa il convento.

Voli, si capisce, che non possono che far capo al terminal più derelitto dello sfarzoso aeroporto di Dubai, roba che a lamentarsi si farebbe peccato, sì, però insomma, a Dubai ci si abitua ad altri standard…

Quello che conta è il risultato, pronti via e ci prenotiamo, economy o business nemmeno ce lo domandano, la business class non è contemplata, si  viaggia tutti insieme, e non ci metteremo a fare i difficili su un volo di un’ ora e mezza, giusto ?

Il viaggio dissipa un po’ i pregiudizi, l’ aereo è dignitoso, ed anche il servizio.

La consueta carta geografica più vera del vero si dispiega al finestrino, vedo, sfilare da una parte la costa saudita, quella iraniana dall’ altra, si avvicinano fino a diventare un imbuto, l’ estuario comune dei due fiumi più carichi di storia e cultura dopo il Nilo.

È lo Shatt- Al – Arab, la confluenza di Tigri ed Eufrate, e proprio lì in mezzo, in questa terra paludosa imbevuta di acque antiche e sangue recente, si trova la mia destinazione.

 Bassora.

La intravedo ormai dal finestrino, i grossi quartieri squadrati separati fra loro da una fitta rete di canali, caratteristica unica e sola che è bastata a dargli il nome di Venezia del Medio Oriente. Lasciamo perdere.

Tutto attorno è l’ Iraq piatto, caldo e polveroso, così come ce lo si aspetta, una pianura che sembra imitare i colori delle mimetiche militari assai più che il contrario, quasi che qui toccasse al paesaggio uniformarsi alle vicende umane. E quelle vicende, da trent’ anni almeno, parlano il linguaggio dei cannoni e delle bombe.

Dalla guerra con l’ Iran, un milione di morti per avanzare ed indietreggiare alternativamente di venti o trenta chilometri tra qui e Khorramshar, fino alla sciagurata invasione del Kuwait e la conseguente Guerra del Golfo, e poi alla seconda, ed assai meno giustificabile guerra con la sua immancabile scia di violenze e di ferocia che si è negli anni attenuata ma niente affatto spenta.

Come che sia, il volo della Iraqi Airlines supera brillantemente le aspettative che per la verità avevo tenuto prudentemente basse. In fondo, erano anni che non vedevo più un biglietto aereo fatto a libretto con i fogli di carta copiativa rossa…

Anche l’ aeroporto di arrivo supera le aspettative, non ha certo lo sfarzo luccicante e lasvegasiano degli aeroporti ricchi del Medio Oriente, ma non è nemmeno la topaia che avevo ragione di temere.

Dal momento in cui sbarchi ed arrivi nel terminal, ti puoi rilassare perché sei nelle mani del PRO, figura professionale tipica di tutte le organizzazioni con sede all’ estero in posti difficili.

Il PRO (sta per Public Relations Officer) è quello che nelle città meridionali si definirebbe una “sbriga-faccende”, colui che va a fare la fila per te negli uffici pubblici, richiede ed ottiene certificati, visti, documenti ufficiali di qualsiasi genere.

Va da se che il valore e pregio del PRO non si misura col grado di alfabetizzzione né col curriculum accademico, bensì con la vastità ed affidabilità delle reti relazionali.

Il PRO pregiato è quello che non fa la fila, anzi è il contrario, al suo ingresso nell’ ufficio pubblico è l’ impiegato ad alzarsi per andare a salutarlo e informarsi, fra baci, sorrisi ed amichevoli pacche sulle spalle su come possa rendersi utile al PRO medesimo. Un bravo PRO lo giudichi subito da questo, dal fatto che lui stia qui, nella hall di arrivo dei passeggeri, dove non potrebbe neppure essere autorizzato a stare ed invece ci sta, scherzando e fumando con i poliziotti in servizio che dovrebbero allontanarlo all’ istante e multarlo perché fuma…

Non resta che affidargli il passaporto ed aspettare, e nel giro di un’ ora (già, perché anche i miracoli hanno un limite, ma un’ ora è comunque un tempo di assoluto valore sportivo) il passaporto stesso mi viene restituito vistato, timbrato e pronto per l’ ingresso nel Paese.

Ingresso che avviene assai meno clamorosamente del previsto, il campo dove alloggeremo è all’ interno della zona controllata dai militari alleati, per cui basta un’ auto e due persone di scorta, quasi nulla rispetto agli standard locali come avremo modo di vedere.

In pochi minuti raggiungiamo il campo, e l’ ingresso avviene secondo la routine che ho ben imparato mio malgrado a forza di frequentare luoghi inquieti. Ci si avvicina zigzagando fra blocchi di calcestruzzo che obbligano a procedere a passo d’ uomo sotto lo sguardo sospettoso delle guardie armate che hanno tutte le ragioni di essere sospettose, rintanate al riparo di garitte di cemento e sacchi di sabbia da cui fuoriesce solo la canna del kalashnikov d’ ordinanza.

Ci si ferma poi per l’ identificazione, motore spento, luci dell’ abitacolo accese, bagaglio aperto mentre una guardia percorre il perimetro dell’ auto con un attrezzo che sembra un gigantesco specchietto da dentista rovesciato, grande come una vanga. Serve a scoprire l’ eventuale presenza di candelotti di dinamite sotto la scocca dell’ auto. Sorvoliamo.

Superato questo primo esame, il pesantissimo cancello blindato viene fatto scorrere sulle rotaie per consentire l’ accesso ad una piccola area di disimpegno, ed avanziamo fino a fermarci davanti ad un secondo cancello blindato, mentre il primo viene rapidamente richiuso alle nostre spalle.

Siamo imbottigliati, insomma, e qui, sotto la mira di una mezza dozzina di fucili mitragliatori, si smonta, ci si fa identificare e, se tutto va bene, il secondo cancello blindato viene fatto scorrere permettendoci l’ accesso al campo vero e proprio.

Un campo che qualcuno ha definito “una nave insabbiata”.

Ora, i campi in mezzo al deserto non sono mai stati un miracolo di comfort, questo già lo sapevo. Mi aspettavo più o meno di dormire in un container spartanamente arredato. Quello che non immaginavo era che in questo campo i containers – moduli abitativi fossero addirittura impilati e sovrapposti, a tre strati; il pianterreno ed il primo piano, per così dire, sono alloggi, il secondo piano invece no, quel container – mi spiegano – è riempito di sacchi di sabbia, “nel caso arrivi qualche IFO”.

Prego ? Incoming Flying Object. Eh ? Insomma, razzi o colpi di mortaio. Ah.

Difficile pensare che in questo contesto qualcuno possa avere voglia di scherzare o anche solo di sorridere. Ed invece è proprio così che funziona, più le condizioni sono difficili e più lo spirito umano trova insospettabili riserve di energia e di ottimismo.

Il cuoco toscano ed il construction manager salernitano si rivelano appunto una coppia vivace, un inesauribile serbatoio di battute e sfottò reciproci, e la cena contribuisce assai ad alleggerire l’ atmosfera.

L’ indomani però dalla base mi tocca pure uscire, ed affrontarla questa benedetta o maledetta martoriata città , previo opportuno briefing del caposcorta, una roba un po’ rambesca che che a tratti fa ridere, a tratti invece dà un minimo di pelle d’ oca.

Si va in giro con tre auto, la prima un’ auto civetta, anonima con due locali a bordo, al solo scopo di esplorare, se qualcosa non convince si torna indietro di corsa, o si cambia strada  quantomeno. Sì, perché, come il caposcorta ci mostra sulla mappa appesa sul muro, per arrivare alla nostra destinazione ci sono quattro percorsi alternativi che per l’ appunto alterneremo nei prossimi giorni. Mai essere abitudinari, da queste parti.

Fa pure freddo. Tutto è relativo nella vita, ma nel deserto d’ inverno fa più freddo di quanto ti aspetti. Gli operai locali evidentemente non lo sanno, o non ci fanno caso, e vanno in giro in maglietta e maniche corte, a la temperatura qui non supera gli otto o nove gradi.

Il cielo è coperto, non è blu, non è azzurro, è di un color bianco sporco opalescente o lattiginoso, fa sembrare sporco il mondo intero, nonché l’ anima di chi percorrendo centinaia di chilometri in questo nulla piatto di sabbia e roccia, mai come oggi ha la sensazione di girare a vuoto, macinando giornate inconcludenti.

Sporco il cielo e sporca la terra, e tutto ciò che sulla terra cammina, nuota  vola, sporco pare persino il  respiro di questo universo al quale l’ incorreggibile mondo umano deve apparire fastidioso quanto un spina in gola di cui si vorrebbe, una volta per tutte, sbarazzarsi con un definitivo e liberatorio colpo di tosse.

Annunci

109 commenti su “Desert (after) Storm

  1. Leggendo, mi sembrava di esser li con te….

    GB

  2. stileminimo ha detto:

    Per riuscire a far sembrare sporchi il cielo e la terra ce la dobbiamo aver messa proprio tutta! L’umano è molto pirla!

  3. germogliare ha detto:

    Siamo veramente tanto brutti agli occhi di anime extraterrestri. Vorrei dissociarmi da questa umanità, ma da lassù siamo tutti solo un puntino tra i tanti.
    Buonecose!

    • Secondo te perchè non abbiamo contatti con eventuali civiltà aliene ?
      Al di là della logica inespugnabile del Paradosso di Fermi, credo se ne guardino bene dal farsi contaminare da tanta gretta miseria del genere umano.
      simao solo noi che ci consideriamo “oltre” gli animali…
      ma a tutti gli effetti, come sostengo da sempre, l’uomo è e rimarrà sempre una bestia, che tu lo veda da lontano o che tu abbia la disgrazia di sperimentarlo da vicino.

      GB

      • germogliare ha detto:

        Non lo so il perché, so che molti chiamano questa epoca il nuovo medioevo, altri metaforicamente nascondono le scorie e i danni sotto il tappeto, pensando al loro oggi e non all’oggi di tutti, e figuriamoci al domani. Ma so per certezza che ci sono “animali” o “bestie” chiamati uomini che per questo pianeta hanno dato e danno la vita. Le civiltà aliene potrebbero osservare questi e darci forza, se sono migliori di noi, un pianeta in più farebbe comodo anche a loro.

        • Secondo te, in un Universo ad entropia sempre crescente, dal disordine umano che la storia ci descrive potrà mai emergere un ordine di grado superiore ?
          Secondo te, ha senso ostinarsi ad ascriversi ruoli dominanti su un pianeta di cui siamo solo ospiti indesiderati ?
          Danno la vita per il pianeta ?
          E tu pensi che questo abbia un senso ?
          Perdonami il cinismo, ma all’uomo posso solo addebitare egoismi, martiri o vandali che siano coloro che li perpetrano.
          Nell’animo umano non c’è posto altro che per un pronome: io.
          non per nulla per arrivare a dio basta aggiungere una d.

          GB

  4. gelsobianco ha detto:

    se quel “definitivo e liberatorio colpo di tosse” potesse avere una potenza estrema… da riuscire ad attuare un cambiamento vero…

    ti ho seguito nel tuo viaggio e nelle tue tue considerazioni, nella tua sensazione di spingerti al limite.

    non riesco a vedere l’immagine purtroppo.

    grazie per il tuo post.
    gelsobianco

    • melogrande ha detto:

      Effettivamente, anch’ io mi sono accorto che alcuni browser non fanno vedere l’ immagine.
      Dal momento che altre non ne trovo, aggiungo il link, magari così funziona.
      Grazie a te per il passaggio.

  5. germogliare ha detto:

    @ il signore delle stelle
    Il caos crescente soffoca l’armonia della natura, e siamo bravi a distruggerla questa armonia, certamente. L’evoluzione dell’uomo la identifichiamo anche con la realizzazione della bomba atomica, fa meno notizia invece la scoperta di una nuova stella.
    Il potere logora la mente e se a questo aggiungi un grado sterile di cultura, ne deduci che “ascriversi ruoli dominanti su un pianeta di cui siamo solo ospiti indesiderati”, paga, per alcuni è gloria.
    Mi chiedi se ha senso…? Sì, assolutamente, come ha senso curare il mio giardino, i miei figli, così ha senso occuparmi di questo mio pezzo di Terra. Così credo sia per altri, che prima di farlo per la gloria eterna lo fanno per sé.
    Gli uomini, anche presi genericamente se visti più da vicino hanno dei nomi, una identità e non sono tutti ipocriti, vandali ecc, anzi, credo siano la maggioranza i migliori, ma solo i peggiori fanno notizia e hanno le dirigenze.

    • Dunque. gentile Germogliare….
      Il Caos Crescente (Entropia) è una Legge Universale di Natura.
      Che tu ci creda o no, il Caos FA parte dell’Armonia della Natura…
      Ne sono testimonianza cose bellissime come le felci, o i profili delle barriere coralline, o anche solo i tessuti polmonari o le evoluzioni delle nuvole….
      La Geometria Frattale viene addirittura considerata una forma di Arte moderna (solo perchè ci sono voluti i supercomputers per gestire la smisurata dose di calcoli necessari per trovare ordine nel Caos…)
      Melogrande che ci ospita sa che sono un cultore delle dinamiche dei sistemi caotici e ti posso garantire che sono decenni che raccolgo dati ed informazioni di ogni genere per tentare di capire per quale balordo motivo gli umani si ostinino a NON considerarsi parte della Natura ed a comportarsi come se ne fossero i signori dominatori.
      Non solo.
      Più tento di dare un ordine logico all’analisi e maggiori sforzi faccio per individuare un senso a quel che gli uomini fanno, più scopro l’esatto contrario.
      Nessuna affinità con le leggi che regolano l’infinitamente piccolo ne l’infinitamente grande.
      Solo un’infinita presunzione ed arroganza oltre ad una profonda mancanza di rispetto non solo degli altri ma del tutto nel suo insieme.

      Tu parli di figli e ciò mi indica che non sei una fanciulla vestita di incosciente ingenuità.
      E’ commovente scoprire ancora così potente in te la speranza.
      Al nostro ospite è ben noto il mio spirito di padre pronto a combattere l’umanità intera per dare un futuro alla propria figlia (1550 candidati per 200 posti a medicina, 2500 per 400 posti a psicologia…pazzesco).
      Ma sono un razionalista di base matematica.
      E ciò che leggo in mille numeri, non è incoraggiante.

      La speranza non mi abbandona e sono qui a borbottare il mio dolore proprio perchè ancora non ho smesso di credere
      non in dio
      non nell’io

      ma in noi

      se davvero siamo l’unica forma nota di viventi dotati di intelletto, non possiamo permettere che la Natura ci cancelli
      lei non ha etica o fedi bizzarre: ha solo una naturale tendenza ad eliminare il difetto.

      noi siamo (per ora) solo degli errori di progettazione, valori statistici al di fuori della gaussiana di decenza ed utilità al cammino naturale dell’evoluzione Universale

      Temo che ci rimangano poche opportunità per cambiar rotta.
      Maya o non maya, la Terra inizia ad esser stanca di essere umiliata

      ed a lei basta un soffio per spegnere la candelina che noi siamo

      altro che soli o stelle.
      noi siamo scarti di mosca

      pace

      GB

      • germogliare ha detto:

        Ci scuserà il padrone di casa ma non posso non risponderti ancora.
        Sono un’artista e come tale la mia forma mentis è lontana dalla tua, anni luce, forse.
        Ma l”amore per l’Universo e specie per la Terra è alla base del mio lavoro, proprio così. Nel mio piccolissimo spazio terrestre, parte della mia vita la passo ad occuparmi della sua tutela. Capirai quando questa discussione mi tocchi. E se fosse per sole basi scolastiche, forse anche potrei sapere cos’è il caos, l’entropia ecc.
        Io voto per la Natura e sono felice quando si ribella (con tutto il rispetto per le disgrazie altrui, sono abruzzese), e mi commuovo quando si esprime nella sua energia e bellezza. Parto sempre dai miei comportamenti, questo dono ai miei figli, e guardandomi intorno, cerco forza per credere in un mondo migliore dall’esempio di rigenerarsi che essa ci mostra. Come me e anche te, credo, ci sono tanti altri uomini che lottano anche in silenzio per la Terra perché coscienti che ne abbiamo solo una.
        Mi dispiace ma io non mi sento affatto scarto di mosca, anzi, mi sento una particella integrante di questo caos che genera vita. Affondare le mani nella terra, così come tenere in mano una penna, sentirsi parte di questo universo riuscendo come un camaleonte a mimetizzarsi con la natura, è portarle rispetto. Io ci provo.
        Pace

        • Non avrei dato vita al confronto se non avessi sentito il dolore profondo e la voglia di dire NO

          io ci sono, magari on the farside of the road….ma ci sono

          Noi ci siamo

          ciao
          GB

          (mi piace sfidare il Caos…..)

        • gelsobianco ha detto:

          è stuzzzicante assistere a tali confronti!
          sia in “germogliare” che in GB, “Il Signore delle Stelle”, trovo qualcosa che condivido.
          sono divisa al momento.
          gb

        • gelsobianco ha detto:

          anche io, con le mie non certezze, ci sono.
          gb

  6. gelsobianco ha detto:

    ho iniziato ora a conoscerti, GB.
    una bella scoperta!
    grazie.
    gb

  7. melogrande ha detto:

    Il padrone di casa è molto lieto (ed anche un po’ orgoglioso) di ospitare il confronto, per cui smettete di scusarvi.
    Piuttosto, mi piacerebbe potervi offrire un caffé non virtuale (di più non oso, in presenza di GB…).

    Osservo che il principio dell’ entropia crescente dell’ Universo non vieta che localmente e per un certo periodo prendano forma strutture organizzate come i frigoriferi e gli esseri viventi.
    Da questo punto di vista, il cervello umano è la struttura più complessa ed organizzata che l’ Universo abbia prodotto, almeno per quello che ne sappiamo noi.

    GB sostiene che la conoscenza è l’ unica ragione che rende degna la vita, altri ospiti magari obietteranno sul fatto che sia davvero l’ unica, ma da parte mia ritengo che effettivamente la conoscenza renda degna la vita. Questa conoscenza è il frutto cumulato di tante strutture organizzate (menti eccelse) ormai dissolte da secoli. Ma qualcosa è rimasto e si è tramandato.

    Non tutto è da buttare via, ed è questa, credo, la base della speranza ostinata.

  8. E’ il luoghi come questi che la Speranza può trovare vigore es espandersi.
    Questa di Melogrande è una Singolarità Spaziotemporale perchè chi vi transita trova orizzonti allargati e tempi dilatati, dato che quando .leggo elaboro rispondo scalpito fremo sorrido, il tempo si prende una pausa e mi lascia un profumo di vita che rigenera i sensori, tarati e consunti da acidità miserrime…..

    caffèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè

    siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    ci sto

    (basta non sia a San Giuliano…….)

    GB

    • melogrande ha detto:

      Dove vuoi tu (che non sia su Giove, però, che lì fa freddo …)

      • Tu MeloCaro sai benissimo quanto sia refrattario a contatti de visu frutto di contatti web; temo possano inquinare quel rapporto libero che la rete permette spogliandoci di buona parte delle limitazioni del corpo.
        Non vorrei trovarmi esperti di marketing o psicologi in grado di leggere come io in effetti sia un coniglietto coccoloso invece che l’acido rompiballe che appare random fra un blog e l’altro.

        Tuttavia sai altrettanto bene che se posso sbalengare un equilibrio deviando verso comportamenti caotici un sistema assoluto, ci godo come un matto vero.

        Per cui depongo una proposta da far girare fra i tuoi lettori….

        troviamo un luogo equidistante e troviamoci per un caffettone; poi ciascun partecipante dedicherà un minipensiero blog alle sue impressioni.
        Nessun impegno (certo !!!!)
        solo la voglia di far casinoooooooooooooo

        ciao

        GB

    • stileminimo ha detto:

      La speranza è un’invenzione che non aiuta, mi pare. Sono secoli che si spera in qualcosa di meglio e così facendo si dimentica di coltivare il meglio che c’è già, che ci stiamo vivendo, lo si trascura, lo si umilia e lo si distrugge. La speranza mi sta parecchio antipatica e preferisco l’impegno nel riconoscere ciò che è presente, concretamente presente, fondamentale, vitale ed il più delle volte meravioglioso, piuttosto che star qui ad aspettarsi chissà che smembrando le fibre del mondo che ci ospita. La speranza è un alibi ipocrita, per non guardare in faccia quello che siamo, per non renderci conto del peggio che stiamo facendo a noi stewssi come specie e al Mondo tutto. E’ subdolamente dannosa.

      • Questa da te non me l’aspettavo.
        Ci rifletto un attimo e magari stanotte ti rispondo.
        Ciò che hai scritto è non solo umanamente inaccettabile (e per dirlo io dev’essere davvero grave…) ma anche eticamente scorretto.
        Ripeto: tale gravità merita attenta riflessione prima di produrre inneschi ancor più deleteri.
        per cui penso, rimugino, elaboro e poi formulerò una acconcia replica.

        Se posso, Melo, estenderei a tutta la pagina di non lasciar cadere questo commento di stileminimo.
        Col, mi appello anche anche alla tua a me ben nota saggezza e forza morale.
        Qui non si parla di cibi e bevande o di sollazzi della panza: si parla di speranza.
        Tu che sei alle prese con le mazzate del terremoto, puoi forse ancor meglio di altri privilegiati dare corpo a questo vocabolo.

        Diamoci da fare.

        grazie

        GB

      • Un’altra piccola nota al commento sulla speranza di Stileminimo….

        lo pubblichi la mattina dell’11 Settembre….

        GB

        • stileminimo ha detto:

          Ribadisco quanto detto, Astro. Perchè ne sono convinta, assolutamente. E non importa in che data l’ho scritto. Mi fa molto arrabbiare l’atteggiamento dei speranzosi, di quelli che dicono sempre “speriamo che cambi” come se si affidassero a chissà quale entità che li può salvare da loro stessi, quando sono loro stessi a infossarsi con le proprie mani. Mi sembra un’invenzione creata per evitare di guardare la realtà per quella che è, per evitare di prendere coscienza della propria misera condizione, che è di tutti, se tutti avessero l’umiltà necessaria per prenderne coscienza! E’ una falsità inculcata nelle culture per costruire promesse che se va bene servono ai partiti per arrivare al potere e illudere le masse e se va male servono ai santoni per abbindolarle meglio. La speranza non è nulla, è solo un’idea che giustifica un atteggiamento e una mentalità che ha contribuito a far sì che l’Occidente prevaricasse sui contesti ricchi di risorse sfruttandoli fino all’inverosimile e distruggendoli e danneggiandoli irrimediabilmente a poco a poco. La speranza non è utile, perchè giustifica troppe porcherie in nome di una redenzione del singolo che non avverrà mai! La speranza giustifica l’egoismo, tanto poi basta andarsi a confessare e tutto ti verrà perdonato. La presa di coscienza di tutto ciò sarebbe utile, guardare le cose per quelle che sono lo è, e agire di conseguenza lo è. La speranza è un alibi dannoso, lo ribadisco!

        • Ok Stile.
          Leggo con profonda delusione il tuo scritto, poichè mi par di capire che della speranza tu hai l’immagine distorta della religione.
          Vedo un paraocchi stile movimento 5 stelle. non importa su chi spari: basta sparare.

          il tuo stesso ribadire, sottolineare, urlare è moto che mira a modificare; quindi è animato da una aspettativa.
          indi è mosso da una spes.

          la tua arringa è arrabbiata per gli sprechi dell’occidente e quindi ti ergi a giudice di comportamenti sociali
          io parlo di una speranza che per primo ho negato agli uomini per la loro intrinseca miseria e mancanza di nobiltà d’animo nonchè caducità biologica,.

          eppure combatto
          eppure borbotto
          eppure mi arrabatto.
          e finchè avrò fiato lo farò
          anche conto i mulini a vento mi scaglierò

          non mi priverò della Speranza che un giorno l’Uomo (no dio, no budda, nessuna divinità ma solo l’Uomo sapiens sensibilis) coglierà la vera essenza del suo vivere

          Il frequentare queste pagine è motivo di ripresa della Spes in Homo proprio perchè qui trovi cuori e menti che cercano, aprono, schiudono, percorrono, tracciano vie verso un’evoluzione di superamento

          Oltre la propria egoistica visione dell’ombelico.

          Tu chiamala se vuoi, Emozione.
          Io la chiamo Speranza

          e non la toglierò certo a mia figlia come non la toglierò a me.
          altrimenti che senso avrebbe tutto ciò ?

          su le maniche ed in alto le menti
          c’è molto da fare

          coraggio ci vuole
          e fatti

          io fatto
          e tu ?

          GB

          (che bello quando si smoccola….)

          Vi aspetto attori di paginaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  9. stileminimo ha detto:

    incredibile!! Ho dovuto rileggere più e più volte la proposta di GB…. sicuri che qualche demone non si sia impossessato di te, Astro? NOn me l’aspettavo, giuto! Non da te! Ma…. io ci starei pure 🙂

  10. come non detto….

    capisco abbiate timore…
    non posso chiedere troppo

    va ben comunque

    ciao ne ?

    GB

  11. germogliare ha detto:

    Vista l’ora, brinderei con un buon vino alla conoscenza che “è l’ unica ragione che rende degna la vita”. Poi a Melogrande per il caffè, al Signore delle stelle per la condivisione.
    Ciao : ) e vada per la gita fuoriporta

  12. se volete tenermi lontano, portate del vino.
    Non ne faccio uso.
    tutto ciò che riguarda la tavola, mi è indigesto

    sorry

    sarà per un altro caffè.

    Salut.

    (grazie Melo per averci provato…)

    notte

    (hai ragione Stileminimo…mi ero distratto un attimo sull’euforia di un confronto emotivamente sentito.
    mi sono ripreso.
    non succederà più)

    GB

  13. risentimento ?

    no no
    rinsavimento semmai

    tra le cose che proprio non riesco a comprendere dell’umanità, è l’uso improprio dell’alimentarsi.
    non capisco come si possa compromettere un incontro con la ginnastica mandibolare e l’inutile ingerire di materia e alcool.

    come posso parlare se rischio di soffocare ?
    come posso fruire della massima lucidità per formulare un pensiero se ho la mente ottenebrata dal vino o altre schifezze ?

    Inorridisco quando sento i media decantare che vinitaly è la fiera più importante del mondo che fa dell’italia un mito !!!!

    (fa niente se metà del CERN è italico….quelli sono solo fisici delle particelle elementari…..guadagnano meno di un sommelier del CEPU)

    addirittura hanno inventato un circuito di serate divulgative dal nome calici di stelle ( peraltro bellissimo se virato sul botanico) per miscelare degustazioni di vini ed Astronomia

    SACRILEGIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

    e poi ancora come dice Melogrande, Festival di Filosofia a Modena con assaggi di leccornie gastronomiche….(anche qui riecheggia la magica formula ASTRONOMICHE !!!!!) con un G privativa in questo caso perchè l’alcool fa vedere stelle diverseeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    io mangio quel poco che mi serve per vivere e non vivo per mangiare

    ma come si fa ad abbrutirsi così io dico…..

    per cui rifuggo ogni convivio, non contemplo fra le mie attività perdere più di 6 minuti / die per cibo

    Non mi metterò mai ad un tavolo imbandito a chiacchierare di cose che non siano il milano, politica, o gossip (cioè cose che non mi interessano e di cui non parlo neppure mentre dormo)

    Il caffè fa eccezione perchè il suo gusto mi piace e ruba 40 secondi all’incontro.

    Poi non esiste altro all’infuori di ciò che ci si dice e ci si scambia.

    Adoro il web perchè non ci sono rumori commensali, non si sono puzze miste di cibi e fritture, non ci sono distrazioni da ciò che si vuole sentire o dire.

    Frullano solo i meloni (modo scherzoso di definire i neuroni) nella loro forma migliore.

    e far le altre cose non ci sono conti da pagare per produrre ciò che produco ugualmente facendo spesa alla lidl……

    mi secca tirare lo sciacquone su 100 euro di pasto….

    ciao
    e bon appetit

    GB

  14. stileminimo ha detto:

    Melo, dì qualcosa! 😦

    • melogrande ha detto:

      E che devo dire ?
      La posizione di Astro la trovo un tantino estrema, e lui lo sa, fra l’ ascetismo e Trimalcione ci sarà pure una più o meno sobria via di mezzo.

      Il “mangiare insieme” è alla radice stessa dell’ idea di comunità, e le parole più antiche sono rivelatrici.
      Il termine “compagnia” evoca il “cum panem”, la condivisione del cibo, il simposio è “syn pothos”, bere insieme, il convivio è addirittura “cum vivere” quasi che mangiare insieme e vivere fossero la stessa cosa. Cena ha la radice di “koiné”, cioè comunità, e potrei andare avanti un pezzo, ma non lo convincerei comunque.

      Non mi piace mangiare smodatamente perché poi non digerisco, e nemmeno bere fino a rintronarmi, però col tuo permesso, Astro, una bottiglia di vino buono da condividere con chi vuole la porterei.
      Senza obbligo di consumazione, s’ intende…

  15. caro Melo, non pretendo la verità in tasca.
    esprimo un disagio.
    La radici che tu citi provengono da tempi in cui offrire cibo all’ospite era il massimo del dono, dato che la miseria era imperante e del resto ben poco altro che il sesso si sarebbe potuto offrire.
    Il rito è logoro, decaduto, ormai effetto solo di noia o consuetudine
    Io mi rompo a tavola
    lo trovo inutile dispersivo e se devo sollazzarmi il corpo, lo faccio andando a fare passeggiate (fra i campi o sui monti, in solitudine ed in silenzio)

    Non sono un salutista ne un esteta dell’apparire magro
    sono secco dalla nascita e sono piuttosto bruttino, ma ben poco me ne cale…..

    quanto al vino, se dio avesse voluto che fosse la nostra via per la sete, avrebbe fatto in modo che scorresse nei fiumi o sgorgasse dalle fonti….

    Pace Melo: tu potrai vantare il rarissimo privilegio di aver condiviso una tavola, seppure povera come quella notte settembrina in cui celebrammo il rituale Ibridativo .
    Informa se vuoi le Signore, che non perdono nulla….

    ciaoooooooo

    GB hereticus asceticus

    • melogrande ha detto:

      L’ avevco detto, io, che non ti saresti convinto…

      Signore, quest passa il convento (laico): pane (poco), acqua, caffè’ e stelle.
      E non pensate di mangiucchiare di nascosto !

      😀

      • stileminimo ha detto:

        Io amo il cibo buono, che se così non fosse, non mi ritroverei sempre a dieta. Ma sto a dieta, appunto, da sempre, con risultati nulli, visto che la dieta può essere anche solo immaginativa, come tutte le cose, e visto che la dieta immaginativa non fa dimagrire; quindi a me sta bene il caffè, ma sopratutto le stelle. E magari sposo la religione di Astro, che si sa mai che funzioni meglio della dieta… si sa mai…

      • gelsobianco ha detto:

        passa veramente molto il tuo convento (laico), Melo!
        ci sono anche le stelle.
        che cosa si può volere di più?
        🙂
        gb

        • io uso solo the freddo della lidl per provare il brivido della trasgressione e produrre fremiti di libido alle papille gustative avvezze alla semplice eleganza dell’acqua naturale….ma si sa, nella vita talvolta serve un pò di pepe.

          Alle spezie provvedo io, raccontando le Stelle come la inarrivabile esperienza di sensi che non le possono cogliere se non con l’intelletto.

          capaci tutti a stupire la lingua ed il ventre ricorrendo a chimiche additive…

          solo pochi coinvolgono nella stessa danza elevata cuore e cervello senz’altro usare che la forza della bellezza e la passione del racconto….

          (sono modesto quanto acido a volte…..ma dicono che l’agrodolce impazzi negli happy hours….)

          GB

        • melogrande ha detto:

          E avevo dimenticato il té freddo della Lidl !

        • gelsobianco ha detto:

          GB, io procuro sempre un fremito di libido alle mie papille gustative con l’acqua naturale (alla giusta temperatura).

          non ho mai incontrato il té freddo della Lidl, Melo.

          buona serata per tutti!
          gb

        • Gelsobianco citava il thè.

          Quando ero al college, la mia stanza era una Tea Room.
          Ne avevo di mille varietà. sia in filtro che sfuso.
          Un’amica erborista mi faceva assaggiare prodotti che le giungevano da tutto il mondo e ne ricordo alcuni davvero disgustosi ….ma fra le sorprese ci fu un thè russo davvero senza uguali ed un paio di miscele che arrivavano da altipiani africani che mi facevano pensare alle tende dei Tuareg….

          Ad ogni ora della notte capitava che per Casa Beati (così si chiamava quell’ala del College) si spargesse un profumo strano che tutto sembrava fuorchè thè….e spesso un bussare leggero mi diceva che qualcuno ne avrebbe gradito una tazza fumante con 2 biscottini…..

          Quelli li forniva Dr Mario,un fisico che al terzo anno sarebbe stato prelevato dal CERN (dove tuttora lavora), per finire nell’equipe di Mario Rubbia che in quegli anni prese il Nobel per la Fisica.
          Mario aveva come me gli abiti in un angolo per riempire l’armadio con ogni tipologia di biscotti trovasse nei suoi pellegrinaggi riflessivi per Bologna….

          Che tempi
          che ricordi…

          1976 anno mirabilis…..

          devo decidermi a finire quelle benedetta macchina del tempo….

          A qualcuno avanza un barile di Uranio 238 ?

          GB

  16. Sono stanziale.
    Mi lascio viaggiare, come le speranze di Cortazar.
    Leggerti mi dà spesso questa sensazione.
    Da ragazza pensavo di avere radici sarmentose, quelle con cui una pianta riesce a tenere i piedi all’ombra e a cercare il sole con la testa.
    Credo non sia così: la radici è diventata a fittone, temo, e delego alle parole il compito di viaggiare. Anche ai sapori: per questo la tavola è racconto nel racconto. Amo cucinare tanto quanto amo scrivere. Un mio vecchio prof di semiotica mi ha insegnato che sono la stessa cosa.

    • melogrande ha detto:

      Sai, il prezzo da pagare è quello di trovarsi senza radici, non appartenere più a nessun luogo.
      “Desterrado”, si dice in spagnolo, e rende assai l’ idea. O forse, desterradi si nasce.

      (Se volevi incuriosirmi, col prof di semiotica, ci sei riuscita. In che senso sono la stessa cosa ?)

      • Il prof mi faceva ragionare sul fatto che si agisce sempre sull’asse della selezione (ingredienti-parole) e della combinazione (testo-prodotto culinario finito).
        Poi ho cercato di lavorare in questa direzione e ho trovato tantissimi legami fra arte della cucina e arte della scrittura.
        Non è forse, un pranzo, un canonico racconto, appoggiato sul leggio della tavola?… Con tanto di incipit (antipasti…), a volte, o con un ex abrupto repentino (capace di immettere in medias res, come
        nei buffet)… E poi c’è un corpo dinamico a più riprese-portate e non manca neppure il colpo di scena. Brillat Savarin chiamava “surprise” un particolare tipo di frittura, in effetti:)
        Il dessert – lieto fine….può essere sostituito con un amaro conclusivo, a ben pensarci.
        Dai, non voglio annoiarti: mi fermo qui (ma ce ne sarebbe da dire:)))

        • melogrande ha detto:

          😀

          Pensa che anni fa usavo il parallelo con la preparazione di una cena per spiegare i principi della gestione dei progetti !
          Devi avere un piano, programmare nei dettagli, approvvigionare tutto ciò che ti serve, eseguire come avevi programmato ed… essere pronto ad affrontare gli imprevisti.
          Un progetto è uguale, solo un po’ più complesso.

          Infinite sono le vie della metafora, Zena.
          🙂

    • gelsobianco ha detto:

      anche io ero curiosa come Melo sul professore di semeiotica che ti insegnava che cucinare e scrivere sono la stessa cosa, Zena.
      ora tu mi hai dato una spiegazione molto convincente e scritta in un modo che mi piace davvero tanto.
      grazie.
      gb

  17. Sai Melo che ho avuto io il privilegio raro di poter sedere alla stessa tavolata di Col ?

    Ci trovavamo in un bosco incantato nel vicino Canton Ticino per una straordinaria esperienza che si chiamava “Parole nel Bosco”…..ci portai anche mia figlia….

    Conobbi anche altri blogger straordinari quali UserMax, Melusina, CatoMaior, NotimeToLose, Senza, ….o mamma mia quanti bei blog….

    e poi PadronLino, l’uomo di casa nella fiabesca magione di Col….

    Col, se mi leggi….facciamolo ancora…..

    Ciao

    GB

    • gelsobianco ha detto:

      GB, sei in vena di ricordi, diversi tra loro, ma pur sempre ricordi.

      purtroppo non conosco i blogger che nomini.
      purtroppo.

      ho incontrato, per caso, Carlo Rubbia a Roma.
      non ho nemmeno un pizzico di Uranio 238.

      anche a me piacciono molto i tè particolari.
      non in filtro però.

      profuma tanto di tè speziati e di biscottini ciò che scrivi parlando della tua stanza-Tea Room al College.

      il mio pensiero vola a “les Petites Madeleines” di Marcel Proust.

      buona serata… per tutti.
      gb

    • A terra ferma e a casa un po’ più solida, gran volentieri:)
      invito esteso a tutta la pagina.
      z

  18. Per me e mia figlia fu come entrare in un regno lontano …..
    lontano dai rumori della confusione odierna
    lontano dalle frenesie di un mondo impazzito
    lontano dalle crudeltà del tempo che fugge….

    salire quelle scale era salire fra le nuvole.
    entrare in quelle sale era uscire dal tempo.
    prendere un thè ed assaggiare dolcetti era un istante incantato ad ascoltar la Zena e Lino .
    Una coccola al cuore ed una alla mente.

    Ci veniamo in bici Col…ci veniamo a piedi….

    Sono disposto a sbafarmi 2 lasagne se serve…..

    ciao SignoradelleNebbie

    GB

  19. gelsobianco ha detto:

    “Una coccola al cuore ed una alla mente.”
    così scrivi, GB.
    …e mi fai venire una voglia forte di provare quella coccola speciale.

    per Col… anche in ginocchio.
    anche per tutti gli altri, per ciascuno di voi.

    buona notte per tutti
    gb

  20. melogrande ha detto:

    Io credo di capire lo stato d’ animo di stileminimo.
    C’ entra la speranza in senso religioso, quella che porta in qualche misura a svalutare questa vita in attesa del Regno dei Cieli, ma non è solo questo.
    Ci leggo (forse impropriamente) un atteggiamento più radicale, che riguarda la visione del futuro come progresso, il domani che sarà meglio di oggi come oggi è meglio di ieri. E’ questa visione che non regge più
    La nostra speranza sono i nostri figli, ma qual’ è la LORO speranza ? Quante probabilità hanno di vivere meglio dei loro padri, avere un lavoro più gratificante, una qualità di vita più alta, o anche (banalmente) maggiore tranquillità e benessere ? Poche, direi.
    Il futuro ha virato colore, dal verde della speranza al rosso cupo della paura.
    Ed a chi teme che il futuro sia peggio del presente non rimane che prendersi cura delle cose, conservarle, proteggerle, fare in modo che non vada distrutto quello che rimane.
    Una resistenza che non è affatto rassegnazione.

    Insomma, forse sto forzando il pensiero di stileminimo oltre le sue intenzioni, ma a me pare che questo sentimento sia abbastanza diffuso, e non senza motivo, e che valga la pena farci una riflessione, magari approfittando dell’ 11 di Settembre.

    • stileminimo ha detto:

      Non è rassegnazione, dici bene Melo, tutt’altro. Solo trovo inutile e dannoso fingere sempre che tutto vada bene, trovo dannoso l’eccesso d’ottimismo, specie se si rifiuta di tenere conto e ben presente l’effettiva realtà delle cose, con dati alla mano, magari, con la testimonianza diretta di ciò che sta accadendo nel mondo, magari, visto che oggi è possibile avere accesso a tutto questo con un po’ di buona volontà, anche semplicemente leggendo la realtà che ci circonda e senza dover andare troppo lontano.
      Quello che abbiamo fatto fino ad oggi non è tutto da buttare, ma ciò che abbiamo prodotto di peggio sta distruggendo e vanificando anche il buono che si è costruito. Sta accadendo in sordina per molti, per le masse, subdolamente, perchè prenderne coscienza richiede uno sforzo che non tutti sono disposti a fare finchè non messi alle strette.
      Si è disposti a prendere coscienza solo quando costretti dalle contingenze, dalle condizioni di vita non più sostenibili perchè non più dignitose.
      Da qui passa la presa di coscienza e per noi che ci riteniamo esseri intelligenti è molto triste che accada solo in questo modo. E’ triste che non ci si possa arrivare semplicemente ragionando e facendo scelte che sanno prevenire il peggio. Stupidità ed egoismo sembrano avere sempre la meglio… questo è triste, ma vero, reale e tu ne riporti un esempio, ma è solo uno.
      Prendere coscienza costa moltissima fatica, sembra, e minimizzare e parlare come se “tanto alla fine ci salviamo sempre tutti” è deletereo e, ripeto, dannoso.
      Come hai detto bene anche tu Melo, non c’è niente ad oggi, e concretamente parlando, su cui poggiare l’ottimismo delle generazioni future. Ad oggi, non c’è!! Anche se sarebbe bello ci fosse, quindi smettiamo di raccontarci palle speranzose colme di poetico ottimismo e prendiamo atto, per cortesia.
      Se riusciamo a liberarci di questa zavorrra che ci insegna a limitarci a sorridere speranzosi volgendo gli occhi al cielo quando ci sarebbe solo da rimboccarsi le maniche e darsi da fare, allora si potrà cominciare a ragionare con l’ottica più apropriata perchè la svolta possa divenire reale e concreta, non fatta di speranza e di chiacchiere. Mi scuso se sembro un tantino “accanita”, ma il fatto è che… forse lo sono.

    • gelsobianco ha detto:

      “Una resistenza che non è affatto rassegnazione.”

      grazie, Melogrande.
      gb

  21. stileminimo ha detto:

    Svincolare? Io non svincolo mai, per principio, Astro. Melo non è stato garbato, semplicemente ha capito. Io e te dobbiamo ancora capirci, mi par di aver inteso. Ci capiremo, non ci spero tanto, però ne son convinta lo stesso.

    • tu che speri ?
      allora ho già colto il mio obbiettivo

      Melo scusami ma mi defilo per un pò
      ho parecchie cose da seguire ed un progetto decisamente tosto da realizzare.
      mancherò per un pò

      tu sai dove e come trovarmi

      alla prossima Eclisse…

      ciao
      GB

      • stileminimo ha detto:

        …non ci spero, ribadisco. 😀 Ciao Astro.

        • Stile, ciao l’ho detto a Melo
          a te ho detto addio

          chi non reca in se la speranza, intesa in senso di spinta dinamica verso un oltre, non rientra nelle mie cerchie di interesse.

          sopravvivere non mi motiva.
          ne tenere insieme cocci troppo diversi
          specie in case altrui

          bonne chances.

          Thread chiuso

          GB

        • stileminimo ha detto:

          Ok, non è una scelta mia. Io ero pronta a capirci. Mi spiace. Buon pro.

        • se vivi senza speranza, come puoi essere pronta a capirmi ?
          ci vuole GRANDE PREDISPOSIZIONE alla speranza per sperare di poter arrivare a capirmi
          noi misantropi padreterni non siamo trippa per gatti.

          cmq se hai voglia di sfide impossibili, il mio blog ti aspetta
          ma se qui sono ospite e mantengo ritratti gli artigli, in casa mia potrei cedere alla tentazione di sfoderarli…..

          non mi offendo se declini l’invito….

          tuttavia un pò di sangue mi gioverebbe in questi giorni onerosi di lavoro…

          sei donna e ciò comunque ti assicura solo piccoli graffi nella peggiore delle ipotesi.

          Le zuffe toste le riserbo ai grandi felini, quelli con cui si combatte ad armi pari.

          Ciao nè ?

          Prosit

          GB

  22. melogrande ha detto:

    Venite gente vuota, facciamola finita,
    voi preti che vendete a tutti un’ altra vita;
    se c’è, come voi dite, un Dio nell’ infinito,
    guardatevi nel cuore, l’ avete già tradito
    e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
    che Dio è morto e l’ uomo è solo in questo abisso,
    le verità cercate per terra, da maiali,
    tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
    tornate a casa nani, levatevi davanti,
    per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
    Ai dogmi e ai pregiudizi
    da sempre non abbocco
    e al fin della licenza io non perdono e tocco,
    io non perdono, non perdono e tocco!

  23. She ha detto:

    GB ….qui ci vorrebbe una badilata di colore,quello che piace a me ,per calmare gli animi!!

  24. e quindi ?
    spegniamo tutto ?

    va bene

    ciao

    statemi bene

    io vado per giganti
    spero di batterli

    anche per voi che restate li a guardarli

    saluti e baci

    GB

  25. non servono colori a chi non li vuol cogliere

    me ne vado io cara She.

    ho sottoposto ad un’amica psicologa gli scritti di stileminimo chiedendole una chiave di lettura
    l’uscita dal confronto è l’unico modo di affrontarlo.

    non puoi battere chi non accetta la battaglia

    sapete dove ho rifugio
    basta alziate gli occhi e frughiate i Cieli

    io sono là in giro a rincorrere gli angeli…

    ciao a tut

  26. stileminimo ha detto:

    Per principio (ho molti principi, visto?) Forse troppi?) io non faccio la guerra; mi pare tempo perso, ma non mi sottraggo mai al confronto.

    • mi sottraggo io che di principi non ne ho
      perchè questo non è un confronto
      sono abituato ad altri tipi di scontro.

      non mi piace prendermela con i pulcini
      a me danno più soddisfazione le battaglie con le belve feroci

      lascia perdere stile
      datti da fare a salvare il mondo

      prima che ti crolli addosso

      torno in videoconferenza con Marte
      scusate, ma l’aver scagliato verso il Sole un sasso e riuscire a centrare un foro da pallina di golf a 80 milioni di chilometri dalla parte opposta facendo letteralmente precipitare Curiosity sul pianeta rosso, mi sembra un effetto positivo di chi ripone speranza nelle capacità dell’intelletto umano.

      bene, il mio tempo andrà nel progetto di sparare un altro sasso, ma su Titano, bella luna di metano che ruota nei pressi del Signore degli Anelli
      E Saturno è un pò più in la perchè ci vanno circa 1 miliardo di chilometri …

      eppur ci spero….

      notte buona e salute tanta

      GB

  27. She ha detto:

    Allora GB hai scelto volontariamente l’esilio??

    • no, semplicemente non gioco più.
      non scherzo mai su certe cose
      inoltre, da vecchio insegnante, non posso imporre il sapere a chi non vuol imparare.
      capirà da solo
      quando sarà il suo tempo

      (se poi è donna….tempo perso.)

      esco solo da questo scenario

      sono su altri schermi un pò qui ed un pò la…

      tornerò da Melo quando troverò altri stimoli che lui sa sempre dare.

      sono spirito libero e libero pensatore
      e con ciò lascio comunque liberi di pensare oltre

      io cerco sempre l’Oltre.

      anche Oltre…

      ciao She
      se passi dalle mie parti, butta un occhio….
      come farò io da te

      GB

    • gelsobianco ha detto:

      …ma quando sentiamo il richiamo del volo…

      grazie, She.
      gb

  28. stileminimo ha detto:

    I maestri insegnano, non impongono. E più dei maestri insegna la Vita, alle donne ed agli uomini, anche a quelli che pensano cjhe insegnare alle donne sia cosa inutile. E gli uomini e le donne possono condividere con altre donne ed altri uomini il loro pensiero e ciò che la vita ha loro insegnato. Chi scappa sulle stelle perchè intende il proprio pensiero più alto di quello delle altre donne e degli altri uomini, scappa privandosi di qualcosa e rende il proprio pensiero povero e sterile,anche se avrebbe grandi cose da dire. Chi se ne sta sulle stelle a pensare per poi tornare e condividere il proprio pensiero, senza pensare che questo sia necessariamente più “alto” e degno del pensiero di altre donne e di altri uomini, allora quello non ha passato il suo tempo da solo inutilmente, ma ha reso il suo pensiero fertile per se stesso e per gli altri. Io non imparo da chi mi vuole inculcare qualcosa, io imparo pensando da sola, osservando il mondo e vivendo la vita,soffrendola, come fa chiunque vive; è il mio modo e non credo sia sbagliato, non adesso; domani vedo.Non amo chi insegna che ci sono più vite, perchè è come insegnare a non amare abbastanza la vita che si sta vivendo, perchè insegna che la morte non è reale e terribilmente concreta,dolorosa e seria. La realtà delle cose e della vita insegna questo. La vita parla della morte, mentre chi chiacchiera di speranza e di mondio altri, alla morte non ci fa mai nemmeno caso, volutamente, disabituando glio uomini e le donne a pensarci, a viverla per quella che è; come se non esistesse, tranne quando ne viene toccato da vicino. Questo secondo me è un male, perchè disabitua le persone a pensarsi per quelle che realmente sono e cioè degli esseri mortali, per nulla onnipotenti, assolutamente fragili, perchè semplicemente umani. Le chiacchiere piene di speranza in mondi altri insegnano mille altre cose che non mi interessano nemmeno un milionesimo di quanto mi interessa la realtà della Vita. E questo detto senza alcuna intenzione di fare incazzare nessuno, ben inteso.

    • gelsobianco ha detto:

      “I maestri insegnano, non impongono.”
      i maestri veri insegnano a tutti, che siano uomini o donne.

      un grazie veramente sentito per Melogrande che ha proposto a noi tutti Cirano di Francesco Guccini.
      gb

    • cKlimt ha detto:

      Ho appena letto tutto lo scambio fra Stile e GB.
      .
      Bello, profondo, istruttivo. Dai diversi atteggiamenti, dalle reazioni, dai diversi punti di vista che scelgono di occupare per spiegare le loro “ragioni” c’è molto da imparare sull’animo umano.
      E poi la metafora dello scontro coi pulcini o coi grandi felini… Impareggiabile! E poi tutto l’armamentario che deve avere un grande misantropo per potersi dire tale. Eccelso.
      .
      Poi la fuga di uno che vuol suggerire l’idea che c’ha di meglio da fare, perché sì, insomma, è superiore a queste puerilità e non può restare a dialogare con chi dimostra di non coltivare un germe di speranza, specie se questo qualcuno è donna.
      Io che pure sono uomo, sorrido, perchè ne conosco tanti di uomini che in un dibattito fanno proprio questa manovra. Che dire? Un esempio di scuola. Meriterebbe probabilmente di essere compreso in un manuale che parlasse di come uomo e donna si pongono in modo differente rispetto alla possibilità di dialogo.

      Non voglio giudicare: nessuno è migliore, non si tratta proprio di questo e tuttavia ringrazio Melo per essere ospite attento e generoso e al tempo stesso un ineguagliabile “catalizzatore” con le sue “provocazioni” intellettuali di ciò che ci vive dentro, dei nostri approcci alle idee, dei nostri fantasmi, delle nostre reazioni davanti all’altro. Trovo che su questo Blog, non sia tanto importante “ciò di cui si parla” ma il “come” se ne parla.
      .
      Affacciarsi qui è un pò gettare lo sguardo nel microscopio per studiare il modo di interagire delle persone, le personali “vie di fuga”, le idiosincrasie, e soprattutto una grande occasione per stupirsi ancora una volta di come il linguaggio e il logos siano strumenti delicatissimi e facili a far nascere il malinteso, il fraintendimento. Chi ha mai ragione?
      Sia l’uno che l’altra per certi aspetti.
      Che la speranza sia fin troppo decantata e abusata è indubbio. Che senza speranza, senza tensione all’Oltre e all’Altrove ci si ritrovi in uno stagno è altrettanto vero. Ma accettiamola allora questa nostra irrimediabile dualità, questa apparente contraddizione. Siamo impastati dell’una e dell’altra cosa. Siamo ossimori in forma di essere vivente. Siamo capaci delle migliori e delle peggiori cose come l’Irak o l’Agfhanistan testimoniano ampiamente.
      Siamo quelli che portano la guerra e siamo quelli che partono volontari mettendo a rischio la propria vita per andare a portare soccorso alle popolazioni colpite. Proveniamo dagli stessi paesi, le bombe che spargiamo per il mondo vengono fabbricate a due passi dalle abitazioni dei volontari di Emergency. E’ la nostra condanna e il nostro destino di “io” ipertrofici.
      Scusate la lunga esternazione, ma a caldo, appena terminata la lettura, questo sento di dire.
      Carlo

  29. gelsobianco ha detto:

    credo (poi non so se sia vero!) di essere capace di dire anche qualcosa d’altro oltre che “grazie”.
    qui ho scritto questa parola molte volte.
    …e sono contenta di averlo fatto.
    in una accesa discussione sono facili le “cadute di stile”.
    io le ho notate, ma ho buttato sopra quel “colore” che piace a She.

    auguro a tutti una buona notte.
    gelsobianco

    • cadute di stile.
      sproloqui sulla vita e sulla morte
      vite vissute per imparare cosa….

      offensio non tangit savium

      io imparo ovunque
      sempre
      e qui ho imparato l’ennesima lezione

      quando provochi, sai che sarai attaccato
      di solito fra mille castronerie troverai una gemma
      e una morale

      as usual, ancora una volta, emerge che le verità le hanno in mano gli altri
      se poi son donne…aiuto

      resto misantropo e sempre più convinto.
      non mi arrabbio certo per aver detto ciò che penso

      sono solo un pò triste per non esser riuscito ad instillare un moto positivo e la voglia di andare oltre lo sterile battibecco ( dinamica caotica a matrice femminile purtroppo difficile da evolvere in ragionamento logico)

      con guccini ho parlato spesso quando ero a bologna
      e continuo a non amarlo
      troppo palloso

      mi piace di più zucchero

      almeno ci ride su delle miserie di noi umani e non scomoda neppure dio per dire che siamo tutti na manica di c…..oni…e lo fa con una musica dell’anima come il rithnm & blues invece che con nenie soporifere.

      stile, stai serena e non arrabbiarti tu.
      perdi il gusto della vita

      non fuggo sulle stelle e sterilizzare il pensiero.
      ritorno solo a casa

      lascio a tutte voi la compagnia degli umani

      ciao Melo
      ancora una volta vedi dimostrata la mia tesi
      basta muovere un pochino le acque e dai soliti “ah che belle, ah che bravo”, escono i mugugni e la vera natura di molti blogger….guai a pizzicarli…

      però da te mi diverto sempre perchè per almeno 40 commenti reggono

      da altre parti dopo 3 colpetti, mi mandano a bassora……

      stammi bene ing…

      al prossimo giro

      (fra un paio di orbite marziane)

      (gb, rivendico la paternità del logo….GB Copyrighted)

      Peace and love

      (John Lennon, mica vasco o ligabue….)

      GB

  30. melogrande ha detto:

    I ringraziamenti semmai vanno ai protagonisti, in particolare GB e stileminimo, sono loro che hanno fatto il grosso del lavoro … 😀

    I commenti sono il sale di un blog, sennò tanto varrebbe tenere i post nel cassetto.
    Il bello della blogosfera è proprio questo, il confronto di menti, di idee, di atteggiamenti e di temperamenti.

    Da parte mia, provo raramente il desiderio di combattere, a me interessa capire, ed in questo, i miei commentatori sono preziosi.

    Benché stileminimo non abbia bisogno di difensori, lasciami solo dire, GB, che a mio avviso lei ha sostenuto e difeso il suo pensiero, condivisibile o meno, argomentandolo, ed al massimo ha risposto a qualche provocazione senza mai passare il segno della misura.
    Dopo aver visto scorrere sangue (virtuale) su altri blog (e tu lo sai), di questo vorrei darle atto.

    Spero anche di ritrovarti prima che passino anni marziani o anche mercuriali, devo solo escogitare qualche post che ti solletichi a sufficienza…

    Ciao Signore delle Stelle, salutami Curiosity (ma dici davvero, che volete mandare una sonda su Titano ??? E quanto ci metterebbe ad arrivare ? Sono Curioso…)

  31. Parecchio purtroppo.
    L’effetto fionda solare sarà testato con un passaggio ancora verso Giove…a proposito hai visto l’impatto di 48 ore fa ? ho ripreso fino a poche ore prima…perbaccone…cmq dal Texas abbiamo il live in video e in frames ci sono ottime immagini dall’Australia.

    Tornando a Titano. Pensa ad una Luna intera di CH4. non male come serbatoio di carburanti a bassissimo tasso inquinante.
    Si spera (ops)..

    riparto.
    I calcoli attualmente indicano tempi di navigazione oltre la vita umana media.
    Sono però allo studio modelli di fionda gravitazionale a balzelli (come i sassi piatti scagliati paralleli alla superficie di acque ferme che rimbalzano fino alla sponda opposta…) fra Sole, Venere e Giove…..con la grande incognita della fascia asteroidale….

    Vedremo.

    Non ritornerò più sull’argomento di questo post se non usando una frase che ho lasciato a cKlimt sul suo blog in risposta alla sua lettura del mio defilarmi
    Quando un confronto diventa sterile battibecco, lascio la scena ad altri attori (o attrici)
    Lo faccio perchè negli anni ho imparato che combattere con chi non accetta che si può perdere (anche con onore), porta a perdere entrambi.
    Quando (come in questo caso) l’antagonista è una donna, da vecchio cavaliere vesto io i panni del perdente proprio per evitare di perdere n due.
    Qualcuno ha letto cadute di stile in questo
    Io ci vedo uno stile ben pereciso

    Non vengo quaggiù a pavoneggiarmi
    Non vengo in cerca di consensi o di lodi
    Vengo a divertirmi ed a cercar di fare divertire
    Nel senso latino, deviare dal solito tran tran abbrutente.
    Forse tu che mi conosci da mille anni e mille battaglie lo hai chiaro.
    Chi invece ancora mi legge come fossi un blogger da giardino dei poeti, può pensare che non sia la speranza di trovare menti vive, cervelli pensanti e cuori battenti a portarmi in mezzo a questi bytes.
    Ripeto la tristezza che mi veste ora
    Ribadisco la Speranza come motore umano e non come strumento di illusione o potere
    Come sta dimostrando la libia ora, non è mai pericoloso come le religioni.
    Marx temo avesse proprio centrato bene la definizione di oppio dei popoli….

    ma qui sconfino as usual e non ho voglia di altre romanzine

    tu lo sai Melo che questo è un porto che non cancello dalle mie rotte sghembe

    da me sei benvenuto sempre

    tu lancia il sasso
    io sono abile lettori di cerchi…anche di rombi…o magari di ottaedri….

    ciao

    GB

    • melogrande ha detto:

      Il discorso sulla caduta di stile penso fosse riferito alla tua considerazione (legittima) che non si può insegnare a chi non vuole imparare ed alla successiva (assai meno) che nel caso di una donna è comunque tempo perso provarci.
      Se ti avesse sentito Margherita Hack avrei motivo di temere per la tua incolumità fisica …

      Un satellite intero, grande come un pianeta, di metano a disposizione dell’ avidità umana potrebbe essere il colpo finale all’ ecosistema del pianeta, un po’ come la Spagna quando mise le mani sull’ Eldorado. Confido sul miliardo di km.

      Infine, si potrebbe dire che le ideologie scaturite dallo storicismo hegeliano ma anche da un certo positivismo ottocentesco applicato alla sociologia non hanno fatto meno danni delle religioni (aprendo peraltro la strada al ritorno di queste ultime), ma qui davvero si aprirebbe un orizzonte sconfinato.
      Magari ne riparleremo.

      • Conosco molto bene la Margheritona nazionale (controrelatrice di tesi….) e ti garantisco che lei è un uomo per quel che riguarda i confronti intellettuali. Un vero leone.
        Fra di noi (maschi) ci si può anche menare. Poi si va a prendere un caffè ed è un restart.
        con le donne è la fine.
        Ci lavoro da 35 anni in mezzo a donne. credimi Melo. E’ un vero inferno. Per sopravvivere alle loro subdole arti o ti corazzi o non giochi.
        per cui dato che nel reale non le posso mandare al rogo, nel virtuale le evito.
        Se stile ha detto la sua, io ho detto la mia.
        devo dirla più chiara ? non c’è problema: mi sono solo stufato di ste manfrine
        mai successo a te ?
        non sono ne gay ne razzista o misogino.
        ma preferivo donne meno incazzate di default contro noi maschi sciovinisti e schiavisti.

        mi si compra con meno di un sorriso
        mi si perde con un solo insulto

        sulle religioni: ti sfido se vuoi ad un prossimo confronto da me, per vedere se hanno fatto più danni le religioni o le filosofie.

        magari me lo invento ancora anche io un posticchio per stuzzicarti…
        non sarà facile scuotere un getleman.
        ma non è detto che non ne esca un piacevole dibattito

        vedremo.
        adesso la capa mi chiama e mi stira se mi vede al pc

        sgancio

        (tu non mi hai visto…ok ? complicità mascula.)

        GB

      • gelsobianco ha detto:

        “ed alla successiva (assai meno) che nel caso di una donna è comunque tempo perso provarci.”
        grazie, Melogrande.
        ho apprezzato molto ciò che tu mi hai comunicato con queste tue parole.
        gb

        un saluto per tutti gli altri.
        io sono solo un viaggiatore del web.

  32. stileminimo ha detto:

    Mi vien da dire, in tutta sincerità, che se per rimarcar le proprie ragioni bisogna rifugiarsi nello stereotipo della lotta fra i sessi, significa che dal 68 non si è fatto nemmeno un passo in avanti in termini di presa di coscienza. Pazienza, io pensavo di ragionare con un altra mente, non con un maschio o con una femmina (GB, sei maschio, vero?). E’ una roba strana questa, mi pare, ma al di là del fatto che non c’è argomentazione seria e puntuale delle tue ragioni, GB, trovo che questo continuo tuo rimarcare diversità di genere a fronte di argomentazioni che a mio avviso possono essere di chiunque, uomo o donna, non sia un problema mio a questo punto, se non nella misura in cui questa tua concezione della realtà blocca il confronto che si era avviato. Ma tu hai la psicologa che ti consiglia di lasciar perdere e forse lei ha più ragioni della mia mente che cerca di capire. Buon lavoro con le stelle.

    • Ancora questa allocuzione “nella misura in cui”…..e già una volta la rimarcai….
      io l’ho fatto il 68
      e tu ?
      io dico la mia esattamente come la dici tu
      ti secca ?
      vuoi che argomenti ?
      e che ti devo dire ?
      con le donne mi misuro in continuazione ed il più delle volte riesco a trovare se non soddisfazione, almeno compiacimento in eccellenti rapporti sia di amicizia che di collaborazione.
      poi capita l’incomprensione, la diversità di vedute, la passione per una visione piuttosto che per un’altra
      e qui le cose giungono ad un bivio perchè (almeno nel mio vissuto degli ultimi anni, sia accademico che non) con gli uomini posso arrivare anche allo scambio maschio, che però si estingue nel momento che cessa il confronto e non resta alcun rancore o traccia altra se non quasi di appagante soddisfazione di fatica da sforzo possente; con le donne sono invece mazzate.

      non ne vinco una.

      vengo umiliato, vilipeso, fatto oggetto di svariate subdole cattiverie fuori da ogni ordinaria logica di scambio.

      per cosa poi ?

      per quasi voler ribadire (verbo tuo spesso usato come la ormai celeberrima nella misura in cui)
      una forma di superiorità peraltro mai messa in discussione.

      non sono un agnellino
      non sono un primo pelo
      non sono uno stupido

      e non sono nemmeno Dr House come mi chiamano quando il mal di schiena fa ondeggiare il mio camice in modo più marcato del solito.

      per me che sono ateo miscredente e iconoclasta, sentir dire da una donna ( di cui sono da sempre ammiratore, sostenitore, marito e padre felice) che la speranza è una invenzione pericolosa, è troppo sconvolgente.
      Se vuoi che ti dia ragione sul fatto che religioni e classi di potere abbiano malvagiamente abusato di aspettative di classi umili ed ignoranti, hai il mio incondizionato plauso.
      ma se mi dici che dovremmo deviare le nostre azioni al più razionale utilizzo di ciò che abbiamo invece di affidare il futuro a non meglio identificate provvidenze vorrei porti la domanda:
      vuoi dire
      nella speranza di avere un futuro migliore ?
      nella speranza di avere un pianeta meno inquinato ?
      nella speranza di lasciare a chi verrà dopo di noi un luogo più ospitale ?
      nella speranza che gli uomini cessino di distruggere per dedicarsi invece a costruire ?

      a tutto ciò osi dare valore di pericolosa deriva ?

      io non saprei che fare al mondo se non avessi un moto che mi attiva affinchè qualcosa cambi da uno stato di sofferenza ad uno di benessere, da uno stato di malattia ad uno di salute, da uno stato di ignoranza ad un o di conoscenza da un punto a (-) ad un punto b (+)

      dove non posso detenere la certezza, posso almeno provare sulla base di una speranza ?
      o mi vuoi togliere anche questa dicendomi che sono un maschio pirla ?

      vuoi metterti petto contro petto ed alzar la voce ?
      non lo farei mai neppure con un uomo grande e grosso
      ma per la speranza lo faccio anche con te

      fatti sotto stile.

      non ho paura ne timore perchè SPERO di farmi capire
      di poter esprimere correttamente ciò che intendo

      se tu puoi non aver speranza di farcela con me, io spero di riuscirci con te

      ho contravvenuto ad almeno 10 buoni motivi per filarmela

      ma non posso lasciartela sulla speranza.

      non vivo sperando

      ma lotto perchè so che se mi togli la speranza questa vita non serve a nulla

      vieni ad una mia conferenza; scoprirai che in tutto ciò che faccio il motore primo è il desiderio di lasciare uno stimolo, unì’emozione, un quid che ti riaccenda una scintilla nel melone e nel cuore

      tè capì ?
      adesso si che sono incazzato
      opperbacco

      scusate tutti
      ma mi ci voleva

      saluti e baci

      GB

  33. gelsobianco ha detto:

    “vieni ad una mia conferenza; scoprirai che in tutto ciò che faccio il motore primo è il desiderio di lasciare uno stimolo, unì’emozione, un quid che ti riaccenda una scintilla nel melone e nel cuore”

    con umiltà e piacere verrò ad una tua conferenza, GB!
    sono certa che mi lascerai uno stimolo, una emozione che mi saranno da stimolo.

    dove sono le tue conferenze?
    mi interesserebbe molto assistervi.
    per favore, dammi indicazioni precise.

    grazie, GB.
    gb

    • gb, non ho ancora il calendario autunnale delle Conversazioni oltre le Nuvole ma ti farò sapere via e-mail appena ne sarò in possesso.
      il territorio dove ne programmiamo la maggior parte è comunque in Lombardia, specie nelle province di Milano Brescia Bergamo Cremona Mantova
      facile sconfinare nella vicina Emilia
      gli argomenti sono strettamente correlati all’Astronomia ed alla Fisica delle Alte Energie.
      Con le recenti scoperte avvenute al CERN, stai ben certa che ci sarà da far scorpacciate di Bosoni e Campi di Higgs !!!!!! gran godimentooooooooooooooooooo

      le altre uscite come ospite di altre discipline come Filosofia, Scienze Sociali o della Comunicazione sono più legate a manifestazioni organizzate da altri organismi od Università: qui il calendario viene aggiornato con anticipo di circa 2-3 settimane ed ancora non vi ho messo mano….sono però di solito non prima di novembre, ad anni accademici già lanciati. Il territorio si amplia…ma raramente sono sceso sotto Roma

      In questo contesto sto smacchinando sull’Estetica Einsteniana e per la prima volta mi sto misurando con l’approccio euristico alla Relatività. Anche qui ci sarà da divertirsi a scombinar le carte ai pensatori classici.

      se vorrai essere informata in privato, mandami un riferimento alla mia mail legata a WP

      astrogigi@gmail.com

      scusa l’ora ma sono appena rientrato da una riunione dove confesso ho chiesto pareri sulla visione della speranza anche ad interlocutori del tutto all’oscuro di questo strano percorso.
      se trovo il tempo nel week end ci metterò mano ed ordine…

      notte buona

      GB

      • gelsobianco ha detto:

        grazie, GB.
        grazie veramente per la tua risposta.

        vi è molto che mi interessa.
        “Conversazioni oltre le Nuvole”… sono affascinata.
        io cercherò di comprendere e se non ci riuscirò ti chiederò di indicarmi qualche testo-base.
        io amo accostarmi a tutto… anche se molto mi risulta difficilissimo da comprendere.
        la mia formazione è ben diversa.
        non importa.

        anche io vorrei avere idee più chiare sulla visione della speranza.
        rileggerò tutto.
        e penserò ancora ed ancora.

        una notte buona per te
        gb
        userò la tua e-mail per qualche informazione in privato.
        prima di novembre non sarò in grado di assistere ad alccuna tua conferenza (così credo).
        un sorriso.

  34. Alessandra Bianchi ha detto:

    Letto con grande interesse.

  35. […] visto Bassora, nel sud del Paese, e Baiji, dove si è combattuto fin dentro la raffineria, e parecchi altri posti […]

che ne pensi ?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...