Riavvolgendo l’ Occidente


Sorvolando l’ Occidente mi dirigo ad Oriente ed è come se riavvolgessi all’ indietro i secoli come la lana di un gomitolo, ripercorrendo civiltà, recuperando la storia di ciò che all’ origine fu Mediterraneo, poi divenne Europa, quindi fu chiamato Occidente ed oggi è Mondo intero.

Sotto di me è trascorsa la Dalmazia, terra di pirati, spina nel fianco e poi spina dorsale della potenza veneziana nell’ Adriatico divenuto mare domestico.

Poco dopo appaiono i Balcani, terra invece mai troppo pacificata, che solo l’ Impero di Roma seppe tenere a lungo, e nessun altro. Popoli e tradizioni, etnie e religioni, avari, slavi, bulgari, serbi, turchi, si sono contesi fazzoletti di terra sassosa eppure ambita, e da queste contese è iniziato il tramonto, se non dell’ Occidente, quanto meno dell’ Europa. Schiacciati dalla Storia, serbi, croati, bosniaci, montenegrini, sloveni, hanno retto come disperati Atlanti il peso immenso di interi Imperi in collisione, Ottomano, Austriaco, Russo. Da qui passava la linea di faglia fra Oriente ed Occidente, salita come marea fino alle porte di Vienna per poi retrocedere come risacca. Le schegge di quella frattura sono conflitti etnici e religiosi non troppo violenti per il momento, ma nemmeno sopiti.

Ma a 1.000 km/h non c’è tempo per soffermarsi, il viaggio prosegue, ed il paesaggio sottostante, non meno arido e pietroso opera un nuovo spericolato salto all’ indietro di secoli. Rewind.

E’ la Macedonia adesso che si mostra sotto, è il primo vero Impero da queste parti, inviso ai Greci che sudditi non si erano mai sentiti di nessuno, ma che dovettero subire, sfiancati com’ erano dalle loro interminabili contese. Da qui dunque mosse Filippo, che Demostene non riuscì a fermare, e dopo di lui Alessandro, e fu la prima volta che l’ India seppe dell’ Occidente. La Persia suo malgrado già sapeva…

È di nuovo mare, adesso, 35.000 piedi più in basso, ed è subito un altro salto. Da queste parti, ancora una volta la Storia si trovò su un crinale, era il 1571 e rischiammo ancora una volta di diventare Oriente. Lepanto salvò l’ Occidente, come Maratona e Poitiers. E Vienna.

Ancora terraferma, ed è la costa turca e la neve anatolica, ed è il luogo dello sberleffo supremo, questo, il paese della grande minaccia, del “mama li turchi”, dove la gente parla turco e non si capisce niente, e guai a smarrirsi e farsi prendere dai turchi. È lo spauracchio per definizione, insomma, il turco, il babau per tenere buoni i bambini, l’ uomo nero che ci scruta dal fondo dell’ oscurità. Il turco è l’ Ombra dell’ Occidente. Ma al tempo stesso, questo è il luogo della grande promessa, il posto dove tutto cominciò.  Qui sotto sorgeva Troia, e dopo la conquista, qui nacquero le grandi e ricche colonie greche, persino più agiate e benestanti della madrepatria, al punto da potersi concedere il lusso del pensiero.

Questo è il posto dove tutto cominciò e dove, come i bambini, scoprimmo il gusto di chiedere sempre “perché”. Al rombo dell’ aereo, vedo Talete sollevare uno sguardo millenario ma già curioso, e lo vedo finire, col naso all’ aria,  dritto dentro il pozzo, mentre il rombo dell’ aereo viene coperto dalla risata argentina della giovane servetta tracia.

Intanto si è fatto buio, e sorvoliamo le regioni montuose fra la Turchia e la Siria, adesso. Piccole chiazze luminose rivelano come occhi nel buio la presenza dei villaggi. Niente strade illuminate, niente strisce di luce, niente estensioni grandi come schermi televisivi costellati di pixels. Solo piccole isole luminose che brillano come pietre preziose sul velluto nero. Piccoli insediamenti. Comunità.

Poi, anche queste luci si diradano, si è fatto tardi, c’è la Mesopotamia qui sotto, io lo so, c’è il deserto attraversato dalle carovane, che si orientavano con le stelle e trovavano la strada senza navigatore. L’ orizzonte fra il cielo e la terra, qui, è poco più di niente, e se luci rompono il buio, è più probabile che siano le grandi fiaccole che bruciano il gas dei giacimenti di petrolio.

Infine, anche il deserto cessa, si sorvola il nero profondo del mare, e penso a quando in una pirotecnica notte di Capodanno, sorgeranno infine le abbaglianti luci di Dubai.

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26 commenti su “Riavvolgendo l’ Occidente

  1. Così, di getto, mi vien da dire che tu davvero vivi nell’infinitamente grande, ma non solo perché sei a bordo di un aereo, ma perché hai il respiro ampio di chi sa cogliere le connessioni, valicare i tempi, le vicende, per poi annodarli insieme. E io, che vivo nel’infinitamente piccolo e ho il respiro corto non solo per la tosse, ti sono grata per questi slarghi. Proprio grata.
    un saluto.
    zena

    • melogrande ha detto:

      L’ umanità la cogli meglio tu nell’ infinitamente piccolo, credimi.

      Per una volta, mi sono trovato seduto vicino al finestrino (quelli che viaggiano tanto tendono a preferire i posti sul corridoio perché si è più liberi)….

  2. l
    (mettila dove vuoi: è rimasta nella tastiera:))

  3. Pannonica ha detto:

    ho avuto la sensazione di fare un ripasso di storia e di geografia, su poetici appunti di un viaggiatore attento.

    gli appunti vanno presi fissando i contenuti importanti della lezione. tu lo sai fare più che bene!
    ora, da brava compagna di banco, mi viene voglia di chiederti se mi li fai copiare… 🙂

  4. deorgreine ha detto:

    Meno male che qui si può viaggiare e respirare aria che porta lontano, anche nel tempo, senza doversi fermare a pensare che adesso non è allora e che qui non è altrove! Io ne vorrei ancora di questi post, se possibile. 🙂

  5. germogliare ha detto:

    L’ho letto tutto d’un fiato, cercando il seguito. Racconti come se la storia fosse la tua, e lo è, certo, è questa la storia dei popoli. Hai aggiunto il calore del pensiero intimo.
    Buonviaggio

    • melogrande ha detto:

      Non so se è la mia, questa storia, di sicuro è la nostra.
      Se uno solo di questi eventi fosse andato in modo diverso, probabilmente avremmo il turbante in testa e le nostre chiese somiglierebbero all’ Alhambra.
      Sono affascinato da quei momenti in cui il destino del mondo è stato realmente in bilico, gli istanti in cui si manifesta l’ azione del Fato nella Storia, potremmo dire con un po’ di enfasi.

  6. guido mura ha detto:

    Penso che dovresti viaggiare più spesso vicino al finestrino. La Terra è sempre diversa quando la si guarda dall’alto; poi potresti sempre vedere un ufo, sempre che voglia vederlo.

    • melogrande ha detto:

      Guido,
      certo che mi piacerebbe, vedere un UFO…
      Sento che ci verrebbe un grande post !

      • guido mura ha detto:

        La domanda è: siamo disposti a vedere e accettare qualcosa di inspiegabile e irrazionale o ci rifiutiamo di vederlo in quanto non lo accettiamo razionalmente. In realtà, il primo passo per la percezione (e individuazione/riconoscimento) dei fenomeni è il ritenerli possibili. Se il fenomeno non è ritenuto possibile, spesso ci si rifiuta di percepirlo o riconoscerlo. E’ per questo che ci sono persone “particolari” che vedono UFO o fantasmi o simili e altre che non vedranno mai niente di “strano”.

      • guido mura ha detto:

        Dopo “razionalmente” ci vorrebbe un punto interrogativo. Nei commenti scappa sempre qualcosa 🙂

  7. deorgreine ha detto:

    Io non ci vedo niente di strano nelle cose particolari. Se sono particolari è ovvio che sono particolari. Però un po’ di sconcerto lo lasciano, in fondo, come tutte le cose a cui la nostra mente ha bisogno di dare spiegazioni. Per stare più tranquilla. Ma in fin dei conti, che c’è di tanto “normale” nella percezione in sè? Solo ciò che siamo già riusciti a spiegarci, mentre tutto il resto è “particolare”. Credo che le risposte stiano tutte sul limite estremo dei nostri limiti. E io è lì che vorrei vivere. 🙂 Per passare oltre, anche se non ci riesco, ma mi pare più utile vivere lì.

  8. melogrande ha detto:

    Capisco quello che vuoi dire Guido, ma per certi versi mi sembra un fenomeno inevitabile e persino salutare !
    Mi spiego.

    Se guardo fuori dalla finestra, io non vedo linee verticali, orizzontali e macchie di colore da interpretare, io vedo case, strade, piazze.
    C’è qualcosa nel mio cervello che mi fa riconoscere schemi predefiniti. Guai se dovessi davvero reinterpretare tutta la realtà ogni volta che alzo lo sguardo.

    Questo comporta che, sì, se una cosa è “strana”, prima di ammettere che è davvero strana tendo in tutti i modi a ricondurla a qualche schema noto.

    A me questo sembra del tutto giustificato, un sano scetticismo è la migliore strategia di sopravvivenza (naturalmente, quando si legge narrativa ad es gotica o fantastica interviene una specie di patto reciproco fra lettore e narratore, per cui si è disposti a credere a mostri e fantasmi, ma questo è un altro discorso).

    Se però questi tentativi falliscono ed un fenomeno ci convince che è davvero strano, alla fine lo accettiamo; più o meno tutti eravamo disposti a credere alla fusione fredda e ai neutrini più veloci della luce, quasi nessuno li ha ritenuti veramente “impossibili”.

    Ci vuole qualche evidenza oggettiva, insomma, non solo qualcuno che dice di avere visto qualcosa, e sugli ufo finora non ho visto prove veramente convincenti.

  9. lillopercaso ha detto:

    Melo, che film!
    Ma pensa, l’azione del Fato nel micro, nel macro, (e midi e maxi), e nell’immensamente e incommensurabile universale…c’è da perderci la testa.
    Abbiamo bisogno, vogliamo perderla, leggiamo le storie di Guido e ci crediamo… Ma poi, con tutta la mia millantata fantasia, se vedo qualcosa di ‘particolare’, dubito subito dei miei sensi.

    Ma tu…ti ho visto, lì sotto, un omino (perché visto dall’alto, eh) vestito in varie fogge, dal chitone al dhoti, dalla toga a… non so, diciamo al mantello. Ma non ti ci vedi come Sceicci Bianco, eh? Quando dici “il ricordo di una vita posteriore… no, anteriore… no, ….”

    O sei troppo serio?

  10. melogrande ha detto:

    Lilloooooooo !!!!

  11. guido mura ha detto:

    Gli UFO (bisogna pure che cominci a parlarne, visto che ho iniziato da poco tempo a scrivere anche di fantascienza) sono inspiegabili in una prospettiva diacronica, che è quella in cui siamo immersi.
    La tecnologia attuale non è in grado di elaborare oggetti volanti che non siano mossi da propellenti materiali di qualche tipo, ma che siano in grado di sfruttare forze ancora non imbrigliabili dell’universo. In una prospettiva sincronica, che veda la realtà come un insieme di eventi simultanei e quindi prescinda da uno sviluppo tecnologico che si svolga in una dimensione temporale, anche gli UFO risultano concepibili. Semplicemente, sono in contrasto con il nostro tempo. Lo stesso avviene per tutti i fenomeni non ancora spiegabili, che è più semplice negare che inserire in una qualche teoria scientifica che possa comprenderli.
    L’uomo di solito si comporta come un personaggio dei cartoni animati, che cammina serenamente nel vuoto e cade solo quando si rende conto di non avere più il terreno sotto i piedi. Se ritiene una cosa possibile, anche in modo dubitativo, la percepisce e cerca di spiegarla, altrimenti la rifiuta. Gli scienziati per nostra fortuna spesso scommettono sull’impossibile e questo mi fa ben sperare in un nuovo salto tecnologico, dopo le incredibili conquiste del Novecento. Anche sulla cosiddetta fusione fredda, cioè su una produzione di energia non ancora ben spiegabile, la ricerca non è mai finita. Probabilmente il fenomeno verrà accettato e spiegato quando e se le fonti tradizionali di energia non saranno più disponibili o competitive.

    Se qualcuno vuole sapere qualcosa sui miei rapporti con gli UFO, può andare a leggere cosa scrivevo nel mio primo blog Piazza di sogno – UFO & Co

    • melogrande ha detto:

      Non credo molto a teorie complottiste internazionali, in realtà gli scienziati sono curiosi come le scimmie e si fiondano su ogni fenomeno “anomalo” nella speranza di fare una scoperta da Nobel.

      Che sia credibile o incredibile, come diceva il mio professore di fisica all’ Univarsità: “il fatto è più duro della pietra”, e se c’è conflitto fra la teoria ed un fatto accertato, è la teoria a cedere, sempre. Il fatto però deve essere appunto accertato.

      Il problema con la fusione fredda è che, effettivamente qualcosa di strano pare accadere, ma non in modo riproducibile, nel senso che un secondo laboratorio che ripete passo passo lo stesso esperimento del primo NON trova gli stessi risultati. Questo per la scienza è un problema serio, perché porta a pensare che il primo laboratorio, quello che ha trovato i risultati anomali, abbia potuto fare qualche errore, un po’ come con la velocità dei neutrini.

      Con gli UFO, le osservazioni non concordano, c’è chi vede dischi volanti e chi sigari, chi globi di luce o altro. Un po’ poco per ribaltare tutte le convinzioni degli ultimi secoli di fisica…

  12. guido mura ha detto:

    Piazza di sogno – UFO & Co

    Pare che non accetti il link, riprovo, comunque l’indirizzo (senza link) è
    http://piazzadisogno.blogspot.it/2008/07/ufo-co.html

  13. Mary ha detto:

    Ho viaggiato nei tuoi occhi e rivisto scorci di storia, letteratura, poesia… insieme a quel grido “mamma li turchi” così familiare nella mia terra puntellata di torri di avvistamento… e così ho sognato un po’, librandomi leggera, nel vento e sulla spuma di un’onda impertinente

    • melogrande ha detto:

      Altre ninfe si sono come te librate leggere nel vento e nella spuma di questo mare.

      Una di queste, figlia di Oceano e Teti, si chiamava appunto Europa, e dalla tua terra dovrebbero averla avvistata…

      😉

  14. m0ra ha detto:

    Mi affascina la visione aerea, però mi angoscia l’aereo (non ci sono MAI salita!). Riempire un vuoto con dei ‘contenuti’ come tu sai benissimo fare potrebbe essere un antidoto per superare la paura dell’altezza? Non so se chiedere al Dott. Freud o al Professor Jung. Forse semplicemente basterebbe salirci con una persona che sa annullare le distanze come sai fare tu. (violini…) 🙂

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