Perturbazione tropicale

Il mondo richiede attenzioni superiori alle forze dell’ individuo.

Molto va perduto nel lento avanzare della solitudine.

Il silenzio è destino.

I fantasmi galleggiano a mezz’ aria, in certi momenti immobili e minacciosi, in altri trascinati per la stanza dal vento forte dei pensieri, rimpianti, rimorsi, minacce, paure, risentimenti che mi fanno rigirare insonne fra lenzuola straniere in questa inquieta notte. Voci e visi, frasi e sguardi, occhi malevoli mi avvolgono e rivolgono fra brividi ed inspiegabili vampate, mi fanno alzare e tornare a letto cento volte, mi fanno maltrattare inutilmente l’ incolpevole cuscino.

Su questo mi soffermo, e sono lampi e scintille, o stelle cadenti nel cielo buio di questa notte tormentata. Col lenzuolo sulla testa vedo distintamente, il tempo cambia e la perturbazione perturba, come Scrooge nel racconto di Dickens volteggio sulla vita passata, plano sugli incontri, rivedo gli snodi, giudico le mie stesse colpe soppeso il mio dare col mio avere.

Che fare ? Volere è potere, il simile curerà il suo simile, la stanchezza fisica acquieterà quella nervosa, il farmaco è veleno sì, ma la dose omeopatica a volte non basta. Un’ ora ci vuole, è più di quanto reggano i fantasmi.

E allora calzoncini e maglietta, scarpette da corsa. Il frequenzimetro nemmeno serve, a forza di correre il cuore ha imparato da se ad andare a tempo, a regolare il suo stesso ritmo, come una linea di basso degli U2.

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25 commenti su “Perturbazione tropicale

  1. egle1967 ha detto:

    Le tue parole mi hanno commosso profondamente, e oggi, qui , in questa solitudine che sento impotente….sono felice di leggerti….un abbraccio

  2. germogliare ha detto:

    “il cuore ha imparato da se ad andare a tempo”, copio. è perfetta.
    non sono uguali per tutti i fantasmi, ma alcuni si somigliano. sì

  3. deorgreine ha detto:

    Disciplina; mi indispone quanto il dover aver pazienza, ma hanno sempre ragione loro.

  4. guido mura ha detto:

    Avere fantasmi che girano per la testa è cosa normale, quasi auspicabile, anche se non gradita. E’ peggio non averne: è come non esser mai vissuto. A me capita di non ricordarli e di avere paura soprattutto dei fantasmi dell’anno futuro; ma poi qualche fantasmiso riemerge, solo che non sembra più appartenermi, perché forse io non sono più la stessa persona di un tempo.

  5. deorgreine ha detto:

    Io non so perchè, ma quando Guido parla di queste cose, mi rassicura sempre. 🙂 E sto fatto che non si è mai la stessa persona di un tempo, pure, mi rassicura, nonostante i fantasmi. Come dire che se si può cambiare, allora, forse, si può anche cambiare in meglio. (Ma anche no, però sono ottimista):P

    • melogrande ha detto:

      Deor,
      se ti rassicura Guido quando parla di fantasmi mi sa che non stai messa benissimo, posso dire ?
      😀

    • guido mura ha detto:

      Non so se in meglio o in peggio, però si cambia, e anche tanto. E allora i vecchi fantasmi non hanno più potere, a meno che non siano cadaveri nell’armadio, di cui non è possibile liberarsi. L’inquietudine rimane, solo che non è più legata al passato, ma al futuro. Poi naturalmente ognuno ragiona in base alle sue esperienze. Io mi rendo conto di aver avuto una vita sostanzialmente povera di esperienze e non è un bene. Sarei disposto ad avere qualche ricordo-fantasma in più pur di avere un’esperienza più ricca, per non dover attingere solo a vite alternative di fantasia.

      • deorgreine ha detto:

        La tua fantasia compensa alla grande,Guido! Come molte altre che hanno vissuto molte esperienze non saprebbero fare, perchè mentre vivevano non se ne rendevano conto. Sono per la legge della qualità di pensiero e immaginazione a fronte della quantità di esperienze inconsapevoli, diciamo!

  6. deorgreine ha detto:

    Però, vedi, i fantasmi mi rassicurano perchè come le storie fantasy permettono di ipotizzare qualcosa di diverso dal reale… e che magari è più reale di quel che noi si riesce a percepire. E’ una sorta di alternativa, mi spiego? In questo senso l’immaginazione di chi scrive di fantasmi mi rassicura. L’immaginazione in sè mi rassicura. E comunque non sto messa benissimo lo stesso!! 😛

  7. lillopercaso ha detto:

    Da due giorni cerco la cosa giusta da dirti, ma non è il momento giusto, ho i miei che mi distorcono…
    ti lascio solo una canzone

  8. lillopercaso ha detto:

    Forse l’avevo già fatto?
    Bè, se fosse così… in qualche modo funziona, siamo ancora qui a tener duro 🙂

    • melogrande ha detto:

      già fatto cosa ?

      • lillopercaso ha detto:

        inviarti questo pezzo, per un post sofferente. O pensare di farlo, prima di trovare le parole.

        Ma sai che ero indecisa? Poi ho scelto Hold on, non tanto per il testo, quanto per il trucco musicale di quella battuta di pausa prima di ‘..sometimes’ , la quale rende bene la sospensione, il ripensamento, l’indecisione e il successivo volerne venire fuori.
        Ciao

  9. melogrande ha detto:

    Tutto quell’ album è meraviglioso, lillo, ma “Find the river” per me ha un valore speciale.
    Merito anche di un testo (di Michael Stipe) di una qualità poetica rara.
    C’è dentro il viaggio, il bisogno di partire “che l’ acqua ben conosce” e l’ accettazione della vita.
    Altro che musica leggera.

    Hey, testolina svelta,
    la lancetta sul tachimetro dice
    che devi andare al lavoro in città
    dove la gente affoga e serve a tavola.
    Non essere timido, quello che meriti
    è solo a pochi anni luce da qui.

    Io, i miei pensieri siamo fiori gettati,
    un oceano in tempesta, una dolce luna.
    Devo partire e trovare la mia strada,
    guardare la strada e ricordare
    questa vita che mi passa davanti agli occhi.

    Niente va nella mia direzione.

    L’oceano è lo scopo del fiume,
    un bisogno di andare che l’ acqua ben conosce
    ora siamo più vicini che qualche anno luce.
    Devo trovare il fiume,
    bergamotto e vetiver
    mi attraversano la testa e cadono lontano.
    Lasciare la strada e ricordare
    questa vita che mi passa davanti agli occhi.

    Non c’è rimasto nessuno da seguire
    ma io ti dico e tu lo vedi
    ora siamo più vicini che qualche anno luce.
    Salta su e parti per il viaggio.
    Il fiume si svuota nella marea,
    cade nell’oceano.
    Va il fiume verso l’oceano,
    una fortuna per le correnti.

    Niente va nella mia direzione.

    Non c’è rimasto più niente da gettare
    zenzero, limone, indaco,
    gambi di coriandolo e rose selvatiche.
    La forza ed il coraggio per scavalcare
    gli occhi stanchi e privilegiati
    d’ un poeta del fiume in cerca d’ ingenuità.
    Salta su e parti per il viaggio,
    il fiume si svuota nella marea.

    Tutto adesso va nella tua direzione.

  10. lillopercaso ha detto:

    La conoscevo, ma rivedermela qui mi dà un’emozione nuova.
    (Sciocchezza: una volta che l’ascoltai sovrappensiero, all’inizio, pensai si rivolgessero direttamente a me…!! Che sia più autocentrata di te?)

    • melogrande ha detto:

      E’ sempre così, l’ arte vera sembra sempre che parli per te, o di te, anche se è lontana nel tempo o nello spazio.

      (Più autocentrato di me non ho mai conosciuto nessuno, per mia fortuna…)

  11. “Niente va nella mia direzione”.
    La sento così, l’inquietudine.
    All’improvviso la stanchezza della resistenza e della pazienza. Di un viaggio che ha sempre ostacoli con cui misurarsi
    Dal passato arrivano inquietudini ancora diverse: le parole che forse non ho detto abbastanza, le richieste che non ho capito e a cui non ho saputo rispondere. E’ lì che fa presa il senso della inadeguatezza. Allora, da pessima sedentaria quale sono, non corro ma scrivo.
    ciao, Francesco.
    zena

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