Domani non succederà nulla

I platani lungo il viale sono cresciuti, le radici ingrossandosi hanno sollevato l’ asfalto del marciapiede, spaccandolo in più punti. In quelle spaccature sono cresciuti fili d’ erba, che scavalco, erba, spaccatura e radici, nel mio jogging solitario alle prime luci di questa mattina fredda e limpida d’ inverno che non è una mattina qualunque.

Corro, mentre il primo sole sorge nel cielo di un rosa surreale, affiorando da un orizzonte di campi coltivati e cascine solitarie.

La corsa scalda, trasudo vapore come una locomotiva sfiatata, ed è quasi divertente osservare la brina formarsi sui guanti di lana che proteggono i pugni istintivamente chiusi.

Gli alberi vogliono riprendersi il marciapiede, e forse un giorno lo faranno davvero, vorrebbero tornare a fare le cose a modo loro, alberi, erba, sterpi, spazzare via quest’ ordine imposto e sovrapposto a quello naturale, cioè della natura.

Mi figuro nella mente città perdute nella foresta amazzonica, Atlantide inghiottita dagli abissi, siti archeologici dove a stento si riconosce l’ opera umana risommersa dalla vita selvatica, quella che non tollera ordine e geometrie, quella che non fa progetti. La vita che si limita a vivere, anno dopo anno, stagione dopo stagione, equinozi e solstizi ritmicamente alternati, ugualmente spaziati. Un giro alla volta, proprio come questa corsa regolare tra campi e cascine che le gambe ormai percorrono senza di me e che presto tornerà al punto di partenza, non sia mai che qualcuno debba venire a recuperarmi per strada.

Un altro giro, più o meno come tanti già fatti, un altro giro come di stagioni o come il capodanno da qui a qualche ora.

E questo pensiero però un po’ strania, perché dall’ anno nuovo non ci si aspetta che sia la ripetizione di nulla, ma che sia invece tutto nuovo, e col trascorrere degli anni si sente sempre più il peso di questa condizione esigente, quando tutto o quasi tutto pare essere stato già visto e fatto, ciò che arriva già arrivato, ogni evento già vissuto persino, forse, con più entusiasmo e passione o maestria.

Domani non succederà nulla.

Non è detto, naturalmente. Non è mai detto.

Che ce la faccia, a sorprendermi, il 2012.

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26 commenti su “Domani non succederà nulla

  1. m0ra ha detto:

    Recupero tra le tue belle parole l’immagine delle radici degli alberi che cercano di farsi spazio, la raccolgo e te la restituisco come una specie di dono; per me richiama la nostra natura selvaggia. E’ l’auspicio perchè il 2012 ti sorprenda come desideri, o meglio che tu possa sorprendere te stesso.
    Auguri di cuore.

  2. nessunamai ha detto:

    potremmo giocarcela, scommettendo se qualcosa ti (ci) sorprenderà
    sempre più difficile, ogni anno che passa, che possa succedere
    si può provare a provocare un qualche piccolo tsunami, uno scarto improvviso sul disegno del destino (a cui non credo)
    perdere un aereo, uscire di casa e farsi qualche centinaio di chilometri per mangiare una jota, invece che andare al lavoro
    salutare qualcuno che non ci saluta da dieci anni e vedere l’effetto che fa
    cercare quella persona di cui non sai più nulla da tanto, andando direttamente a casa sua
    scegliere a caso un amico/a virtuale e fargli/le una sorpresa, di persona
    insomma, fantasia al potere
    auguri

  3. guido mura ha detto:

    Naturalmente, mi auguro che, tra quegli alberi, noi continuiamo ad esserci, Maya e altri gufi permettendo, e che, magari, quegli alberi impariamo anche a rispettarli, lasciandogli lo spazio necessario per consentire anche a noi di sopravvivere, respirando. Chissà che non si capisca che, anche se i palazzi valgono più soldi delle patate e dei cavoli, se tutto il territorio viene cementificato, poi dovremo mangiarci le case per nutrirci, e temo che siano un po’ indigeste.

  4. melogrande ha detto:

    Mora,
    Prendo alla lettera il tuo augurio, e lo ricambio se ce ne fosse di bisogno …

    nessunamai
    va bene, prendo appunti, dieci cose da fare nel 2012, chissà che non riesca…
    Auguri anche a te !

  5. melogrande ha detto:

    Guido,
    Apri un tema infinito e doloroso, ricordo una conferenza di Salvatore Settis da cui ho appreso che nel giro di 15 anni in Italia si sono persi 3,7 MILIONI di ettari di terreno agricolo, praticamente pari a Lazio e Abruzzo messi insieme.
    Lo sterminio dei campi, lo chiamava Zanzotto.
    Ed il terreno agricolo distrutto non torna più indietro.

    Ci vorrebbe un post intero su questo, prima o poi lo farò, è un tema che davvero mi sta a cuore.

  6. deorgreine ha detto:

    Di solito se mi sorprendo, non è domani, ma adesso. E allora non aspetto il domani, non ci penso, perchè mi sembra che non è utile, che è superfluo. E aspettarmi di sorprendermi, toglie sorpresa allo stupore. Preferisco non pensarci più a queste cose, che ci pensa già la vita.

  7. melogrande ha detto:

    Funziona, Astro.
    Solo che su WP non c’è modo di inserire video nei commenti, per cui posso solo (se non hai nulla in contrario) incorporarlo nel post, a cui peraltro mi sembra si adatti bene…
    Grazie e Buon anno nuovo.

  8. Io amo l’energia degli inizi: il lunedì, per dire, è il giorno che preferisco, perché mi sembra una pagina bianca.
    Quest’anno, però, avverto stanchezza, sarà che le famiglie invecchiano, sarà che i femori materni, ho appena scoperto, hanno la propensione a fratturarsi la vigilia di natale…
    Sarà.
    Forse per questo vorrei un anno rassicurante come un giro di cortile, col cane che sonnecchia quieto anche se ha una mosca sopra il muso.
    Buon anno, comunque, a misura di ciascuno.
    zena

  9. quellidel54 ha detto:

    Anche quest’anno che ha già cominicato ad avanzare, ci regalerà nuovi stupori. Se questi saranno o meno all’altezza delle nostre aspettative, come sempre saarà nostra responsabilità, far si che avvengano come nei nostri desideri. O comunque viverli come tali
    Desideri che sono così diversi da quelli di tutti gli altri. Anche della natura che ci criconda. Lei vorebbe solo riprendersi quegli spazi che le sono dovuti, ma ce noi ci impegnamo così tanto a negarle. Come é avvenuto per le mitiche città di Eldorado, anche le nostre un giorno saranno i covili eletti di specie d’animali. Noi e la Natura ragioniamo per tempi e in modi divrsi.
    In fondo vorremmo sapere cosa ci preserva il domani, non per saziare la fame di sapere, ma per la paura della novità; di un qualcosa che vada a spezzare la nostra rassicurante quotidianetà a volte imbarazzante. Desideriamo il colpo d’ala, ma troppi fattori ne impediscono il suo compimento.
    Se poi avvengono rimaniamo smarriti. Abbiamo visto, nel nostro piccolo quanto é successo con la nostra “cattività babilonese”. Smarrimento, incertezza e poi furore e poi … individuata una o più soluzioni, ecco nuovamente una ritrovata tranquillità.
    Quest’anno ci serberà altre sorprese. Sicuramente succederà qualcosa.
    Occorerà rimanere, non solo con gli occhi aperti, ma sopratutto con la mente sgombra.
    Buon Anno a tutti.

  10. melogrande ha detto:

    Zena,
    mi spiace tanto, per tua mamma, capisco…

    Vedi, tu custodisci (miracolosamente) una civiltà contadina di cui la circolarità del tempo è base e premio, una cosa invece ingrata e faticosissima per un animale cittadino..
    A me piace molto la mattina, in generale, ma col lunedì non ho troppo un buon rapporto, (probabilmente per lo stesso motivo “esistenziale”).
    Buon Anno rassicurante e convalescente a te, allora !

  11. melogrande ha detto:

    Cape, mi auguro che l’ anno mi sorprenda, ma possibilmente evitando la profezia azteca, e pure (se possibile) una nuova chiusura di piattaforma…

    Che s’ inventi qualcos’altro’ altro, questo 2012, insomma !

    Buon Anno a te !

  12. P. ha detto:

    Che ce la faccia. Sì 🙂

  13. quellidel54 ha detto:

    Lascia che gli aztechi curino il mais e il cacao, piuttosto.
    Una nuova Babilonia? Ne abbiamo affrontata una.
    La seconda ci farà un baffo.
    Se si inventasse un anno normale, con normali e contenuti alti e bassi, anche un filino noioso, sarebbe già una bella sorpresa.

  14. quellidel54 ha detto:

    BUON ANNO?
    Massì, vedrai che lo sarà.
    Con un po’ di pazienza, di speranza e di fiducia arriverevo la 31 dicembre 2012 e potremo dire:
    Ce l’abbiamo fatta!
    Sgranocchiando un po’ di cioccolata ringraziando gli azteghi. 🙂

  15. melogrande ha detto:

    p.,
    forse ce la farà sì.

    cape,
    l’ idea di festeggiare il 2013 alla faccia degli aztechi con una bella cioccolata, dono di Quetzalcoatl, è fantastica ! Affare fatto.

  16. cKlimt ha detto:

    Nella folla di Auguri, di speranze, di buoni propositi presto spazzati da un vento di disillusione, so che abbiamo bisogno di fatti, di comportamenti coerenti, di un cielo mentale e psicologico nuovo. Credo anche che la leggenda alimentata ad arte di una vicina fine del mondo esprima solo il disagio collettivo a cui siamo giunti in questi anni. Il senso che la strada percorsa fin quì sia nei suoi metri finali.
    C’è la progressiva consapevolezza che si trattava di una strada senza uscita, un vicolo cieco. Accorgendoci di questo
    errore madornale, ci è facile sperare in una fine del tempo che conosciamo. Un modo per sollevarci ancora una volta dalle responsabilità.
    .
    A livello personale, conoscevo bene Zanzotto e ho sempre fiutato in lui qualcosa dello spirito pasoliniano che non smetteva d’interrogarsi sul tempo presente mettendolo a confronto con altre epoche ed altre saggezze che non sono le attuali nostre.
    Mi riferisco all’epopea contadina, quella civiltà che s’è costruita con le proprie mani dentro una relazione di rispetto e di senso del sacro innescato dal rapporto carnale che aveva con la terra, con il territorio, con l’ambiente.
    Pure io sono atterrito dallo stupro continuo del nostro paesaggio, dei boschi, dei fiumi. Allo spreco deliberato di spazio e di territorio, di cui ci facciamo complici ogni anno. Attendo con impazienza il tuo post su questo tema.
    .
    Nel frattempo brindo con un incomparabile Amarone, ai Maya, agli Aztechi, ai Toltechi, ai pronostici, agli auspìci e alla buona salute degli aruspici.

  17. Carolina ha detto:

    Sarebbe bello che questo 2012 sorprendesse tutti noi, con positività e prospettive. Il Presidente francese dice che sarà più duro del 2011. I Maya lo decretano come anno finale. Non so a cosa credere. Spero solo in meglio.

  18. Pannonica ha detto:

    io confido nell’imponderabile, un’arma a doppio taglio ma pur sempre un’arma…

    mi chiedo come tu possa fare poesia mentre corri. a me vengono in mente solo parolacce mentre mi alleno e non vedo l’ora di finire!!

    ti auguro un’imponderabile 2012!

  19. melogrande ha detto:

    Carlo,
    conoscevi Zanzotto ? ! ?
    Credo che della civiltà contadina lui percepisse con una sensibilità particolare il paesaggio campestre, e provasse sulla pelle il dolore della perdita irreversibile…

  20. melogrande ha detto:

    Carolina,
    ci vuole altro che un anno difficile, o bisesto …
    Ne abbiamo passate di peggio !

    Nica,
    macché poesia, che poi Astro mi dà una girata !
    E’ una semplice questione di endorfine

  21. cKlimt ha detto:

    Si ho avuto modo di conoscerlo, di intervistarlo per una rivista che si occupa di cultura dialettale, di andarlo a trovare la prima volta nel 1999 e poi l’ultima, a fine 2007.
    Una grande umiltà la sua, ma anche una irremovibile fermezza nel credere a certi valori, benchè apparentemente “perdenti”.

  22. melogrande ha detto:

    Ho visto qualche sua intervista in televisione, l’ ho sempre trovato una persona, come dire, “onorabile”, se questo termine non fosse desueto e svuotato.

  23. 00chicca00 ha detto:

    che dirti io mi aspetto che solo che sia domani
    e poi si vedrà, ho sempre pensato che se si tengono gli occhi aperti si può sempre vedere l’inaspettato che arriva per noi… ma spesso usiamo scuri occhiali da sole!
    ciaooo
    chicca

  24. melogrande ha detto:

    chicca,
    apertura, serve, degli occhi e del cuore.
    E’ un buon proposito per l’ anno nuovo, direi.

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