Attimi che salvano la vita


Basta davvero poco, a volte.

Un merlo sul balcone, tra foglie ingiallite e bacche rossastre, una luna piena nel cielo stellato, inatteso regalo di metà inverno, il delicato disegno di piccole stalattiti di ghiaccio che pendono da un tetto.
Momenti che paiono trascendere il loro stesso significato.

Ho visto donne yemenite accosciarsi a pisciare sul ciglio di una strada polverosa, branchi di cammelli attraversare il deserto di sassi, stagliandosi contro un gigantesco sole stratificato, basso sull’ orizzonte.
Ho visto un cielo gremito d’ aerei come sciami di api sull’ aeroporto di Chicago all’ ora di punta.

Istanti perfetti dove tutto era al suo meglio, più vero del vero, e si sapeva che non avrebbe potuto far altro che guastarsi, come uno che si trovi in piedi, esattamente nel punto preciso del polo nord, non può che dirigersi a sud qualunque passo muova in qualunque direzione.

Istanti sulla vetta, sudato ed ansimante, una vetta su cui nulla più si può fare se non ridiscendere, fra un po’, ed il fatto di non poter andare più oltre è esattamente e precisamente il motivo per cui è valsa la pena di penare tanto per arrivare fin qui.

Albe stratificate e tramonti perfetti, condivisioni naturali come respirare, stati di affidamento totale, rendersi intenzionalmente vulnerabili ed offrire questa propria vulnerabilità come un dono. Pentendosi eventualmente dopo, ma non importa, non ci si pente mai davvero.

Momenti intimi e segreti dietro una porta chiusa, annientati in un bacio o persino anche meno, paralizzati da un fuggevole sfiorarsi di pelle, la consapevolezza di un sì nemmeno pronunciato.
Oppure abbracci innocenti di fiducioso abbandono, istanti condivisi in ogni atomo e molecola.

Non sono gli anni o i mesi a salvare la vita, sono gli attimi. Attimi colorati mescolati assieme come in un caleidoscopio o come un sacchetto di coriandoli.

Mi viene la stravagante idea che questo e nient’ altro sia il paradiso, un turbinio costante di queste immagini e di questi attimi ricordati e rivissuti all’ infinito, un videoclip di istanti che salvano la vita.

Per me sarebbe già un ottimo affare.

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38 commenti su “Attimi che salvano la vita

  1. SinuoSaStrega ha detto:

    Questo è uno scritto bellissimo, ripeto… bellissimo. Ed ha il sapore dolceamaro della nostalgia, ora che sembra stiano per chiudere questo piccolo angolo virtuale. Se già ero dispiaciuta, questo post mi ha dato il colpo di grazia. Sento di essere stata fortunata ad avere conosciuto qui persone come te, che hanno la grazia di scrivere con tanto sentimento i loro pensieri.
    Sono felice di averti conosciuto.
    S.

  2. Chapucer ha detto:

    in questa meraviglia che descrivi, toglierei solo la parola: affare…
    Ciao Melo, una buona domenica dal lago….
    sapessi come vorrei conosce il nome dell'albero giallo (pieno di foglioline) alto che mi commuove…

  3. SAMOTHES ha detto:

    Chapucer – Che sia un pioppo, o una betulla? 🙂
    Melo, questa che hai scriotto è una delle cose più belle che io abbia letto qui dentro! 🙂 E io non sviolino mai. Questo è ciò che penso. 
    E degli attimi si rende conto chi assapora tutto, addentrandosi nel minimo, che è immenso e meraviglioso come tu dici.

  4. melogrande ha detto:

    S., grazie di cuore, di sicuro posso dire le stesse cose di te.

    Ma non si libereranno facilmente di noi.
    Ne approfitto per qualche comunicazione di servizio a proposito della possibile chiusura dii splinder.
    Come parecchi altri ho duplicato anch' io il blog su http://melogrande.iobloggo.com.
    E' abbastanza semplice, trovate le istrizioni da klimt.

    Mi viene da piangere a vederci su la pubblicità, ma intanto c'è.
    Poi ho aperto un blog anche su WordPress: https://melogrande.wordpress.com/
    Ma non pare una cosa facile importarci il blog vecchio, anche su questo il blog di klimt dà delle indicazioni.

    Penso di andare avanti su splinder finché si può, poi se chiudono davverò metterò i nuovi post su WordPress ed il link al blog vecchio se non riesco ad importare tutto.

    Suggerisco anche un programma open source http://www.httrack.com/ 
    Permette di scaricare in locale tutto il contenuto del blog, è facile da usare, per il back up del melogrande sono serviti circa 600 MB, ma penso dipenda molto dai contenuti multimediali.
    E' una cortesia che devo a chicca.

    Teniamoci in contatto.

  5. melogrande ha detto:

    Grazie anche a te, Chapucer.
    E se l' albero fosse un faggio ?
    Dalle tue parti ce ne sono.

  6. melogrande ha detto:

    Sam, sono felice che queste poche parole siano arrivate così in profondità.
    E' una piccola comunità di belle persone quella che mi onora della sua amicizia, e spero davvero che non si disperda, qui o da un' altra parte non è importante.

  7. SAMOTHES ha detto:

    L'onore per quanto mi riguarda, è tutto mio, perchè non è facile trovare luoghi tanto accoglienti e pieni di stimoli che sanno arricchire e andare ben oltre all'ordinaria superficie. Qui da te i cervelli macinano ed i cuori palpitano e non è cosa comune, per niente. Ed il merito è tuo, che sai far vibrare le parole toccando le corde giuste. Ed è per qusto che non vorrei perdere le tue tracce nel web, ovunque tu deciderai di stare. 🙂

  8. Diaktoros ha detto:

    Molto bello il pezzo, melo, e coinvolgente, perché riflette sensazioni che forse tutti noi abbiamo. E' quello che io chiamo percezione estetica della vita. Ci sono momenti che rendono sopportabile il male di vivere e certamente il paradiso, se esistesse, dovrebbe essere costituito dalla somma di quei momenti.
    Quanto all'agonizzante splinder, sto cercando anch'io di capire wordpress e ho cominciato ad aprire un mio spazio su quella piattaforma, ma ancora è priva di contenuti. Ho copiato peergynt in locale, ma proverò ad esportarlo su iobloggo, per continuare a rendere fruibili in rete i contenuti, Spero si salvino i commenti, che erano spesso la parte più importante del blog.
    Arrivederci.

  9. Ha la bellezza della verità che viene dal cuore (e della parola) quello che hai scritto, caro Melo.
    Ti abbiamo letto insieme, io e mio marito, perché sapevo che ci saremmo riconosciuti, entrambi. Noi siamo 'adoratori' dei tramonti, siam capaci di farci km di argine per cercare 'quel' momento, il momento in cui il sole diventa d'acqua e si appiattisce lasciando solo colore, e  poi si torna  a casa con un senso di benessere che non trova parole.
    Ma potrei parlarti della neve che per una frazione di minuto diventa incredibilmente azzurra, appena prima di sera, e di altri attimi così, vissuti nella corrispondenza fra dentro e fuori, e nella sospensione-pausa di quello che inquina il quotidiano.

    Ha una sostanza granulare, il tempo, e io penso che salvare certi grani colorati equivalga a salvare se stessi.
    Si vive di sfumature.

    Per quanto riguarda Splinder, che dire. Sono legata da otto anni di amicizie, affetti e parole a questo luogo. Un'amica cara mi sta copiando il blog… Io non lo so fare. Vedremo bene.
    Un saluto a tutta la pagina.
    zena

  10. Chapucer ha detto:

    credo si tratti proprio di un faggio…
    è maestoso 🙂

    ciao

  11. egle1967 ha detto:

    Ti ho letto come si guarda un video clip, immaginando tutto.
    Concordo con quello che hanno scritto i commentatori precendenti ed è sempre bello, particolarmente bello direi, passare di qua.
    MI sembri un attento osservatore e mi hai ricordato un personaggio di Cosmopolis di De Lillo che studia gli attimi, i momenti e cerca di trovare una connessione tra passato e futuro attraverso delle semplici intuizioni.attraverso attimi che ti salvano la vita.
    Anch'io mi sono spostata in iobloggo, ci si vede là'.

     

  12. capehorn ha detto:

    Ci salva in un attimo e sono prorpio quelli il nostro paracadute, il nostro personale corpetto corazzato.
    Segmenti infinitesimali del tempo, cui ci abbarbichiamo con ferocia e ostinazione, perché niente e nessuno ce li possa togliere, toccare, stravolgere.
    Attimi dolci, amari pesanti come pietre, leggeri come piume.
    Anche la decisione di migrare o meno sarà un attimo, ma qeullo sicuramente salverà una parte del nostro mondo che con fatica ci siamo costuito.
    Grazie Klimt e per quell'attimo in cui ho aperto la posta di Splinder.
    Grazie a Melo, che riesce sempre a farci planare piano piano a terra.
    A ricordarci in poche parole di quanto sia sempre lunga la strada della vita, in cui anche gli attimi salvano e fanno salvare noi stessi da tutte le negatività che ci circondano.

    ps: miglro su WP. Lascierò traccia di me. Che lo vogliate o meno dovrete subire il mio ingombro, altrimenti chi riempirà i commneti di orrori di ortografia?

  13. SAMOTHES ha detto:

    Molto bello questo posto!! E’ luminoso e pieno di bella gente! 😉

  14. melogrande ha detto:

    Ciao Sam !
    Devo ancora arredare e le pareti sanno di intonaco, ma piace anche a me !

  15. guido mura ha detto:

    WordPress vince in eleganza e sobrietà e questa versione mi sembra anche piuttosto facile da usare. A presto

  16. melogrande ha detto:

    Ciao Guido !
    Linkato.

  17. 00chicca00 ha detto:

    ma ciao ci vediamo anche qui!!
    ci sono anche io, così non ci perdiamo di vista!!
    ti ho linkato così non ti perdo!!
    chicca

  18. melogrande ha detto:

    Ma no che non ci perdiamo !
    Ci vuole ben altro per liberarsi di noi …

  19. 00chicca00 ha detto:

    @@@ francesco!
    ahahah certo liberarsi di noi è impossibile!!!:-)
    abbi una buona domenica!
    chicca

  20. moraletale ha detto:

    Ma come hai fatto a salvare il blog qui? Caspiterina, Melo! Bravo!

  21. melogrande ha detto:

    Ciao Sandra !
    Ci sei anche tu.
    Ho salvato i post attraverso logga.me, e’ stato più facile di quanto pensassi.
    Ho provato a spiegare nell’ ultimo post su splinder, se hai problemi scrivimi.

  22. quellidel54 ha detto:

    Decisamente sobrio e minimalist. Non so perchè ma ti si adatta.
    Vedo che hai recuperto tutto.
    Io, con Saturno contro ho recuperato ben poco della mia produzione.
    Meno male che ho tutto sui file word.
    Così, qundo sarò a corto d’idee .. saprò dove pescare.
    Bon. Allora ci si vede.

  23. melogrande ha detto:

    Riprova, Carlo.
    Serve un po’ di pazienza.

  24. e questo sarebbe wordpress ?

    mi sa che resto dove sono

    nell’oblio

    • melogrande ha detto:

      Beh, che gli manca, Astro ? Ho anche cominciato ad arredarlo un po’, giusto per ricevere gli amici.

      2011/11/27,

      • Non intendevo il tuo template ne la melosfera.
        mi riferivo alla piattaforma

        pensavo fosse strutturalmente diversa, mentre mi pare sia praticamente la stessa cosa appesantita semmai da qualche obbligo in più

        buon viaggio a te ed ai melonauti che ti accompagneranno.

        Io parto per lo Spazio Profondo.

        Ho bisogno di nuovi Oltre….

        Ciao

        GB

  25. melogrande ha detto:

    Beh, è un po’ più rigida, ma molto più robusta.
    Succede pure coi metalli….
    Vedrai che ti ambienti in un attimo.

  26. lillopercaso ha detto:

    ‘non ci si pente mai davvero…’
    Anche questa è una conquista, o una cosa da imparare.

  27. luceombra76 ha detto:

    Attimi che oltre che a essere incastonati dentro di noi vanno cercati con dedizione ed umiltà.
    Grazie di aver condiviso queste immagini bellissime che più che salvare la vita sono la vita stessa.
    Un abbraccio e un sorriso grande…

  28. ilmiosguardo ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo con te, Melogrande,
    sono gli attimi (come li hai descritti tu) che fanno la differenza, che rendono bella una giornata, che mettono in pace con il mondo, che fanno ringraziare di esserci, e non solo.

    A volte, serve davvero molto poco!
    Grazie, buona domenica sera
    ciao Ondina

  29. giolic ha detto:

    si muovono e c’incantano le ore di certe nostre sere…Attimi di infinito fermati nella memoria.

    La gioia è nelle piccole cose..basta davvero poco.

    🙂

  30. melogrande ha detto:

    Cose fragili e preziose da maneggiare con cura speciale…
    😉

  31. Pannonica ha detto:

    Me l’ero perso questo intensissimo post. Gli attimi sono i dettagli che fanno la differenza, a volte.
    Anche Splinder è stato un gran bell’attimo. O forse un’epoca? 🙂

    • melogrande ha detto:

      Ho un buon ricordo di Splinder, soprattutto agli inizi.
      C’ era molta creatività, energia, stimoli.
      Il sopravvenire di social network come Facebook e ancora di più Twitter ha allargato la platea ma ridotto la densità e profondità delle idee messe in circolo, come dice Astro.
      C’ est la vie, naturalmente.
      Resta il bello di poter dire: “Io c’ ero, col mio piccolissimo blog…

  32. Splinder….

    Non credo la si possa definire un’Epoca….quanto forse un Worm Hole…un passaggio….fra dimensioni…

    In molti di coloro che hanno scoperto tramite quel Portale le dimensioni estese del virtuale pensato (molto diverso da quello flashato stile FB) si è verificata una vera e propria mutazione genetica….

    sembra di leggere Deleuze quando descrive del pensiero di Bergson la funzione della Memoria….come un Passato che non vuole passare….ma continua a determinare il Presente creando il Futuro

    Ho ritrovato questo angolo di pace leggendo un commento di un’ora fa ad un post di 3 anni fa …ed ho scoperto che anche io passai di qui quando ancora avevo un piede in Splinder…e già allora ero velenoso ….

    Non solo le porcherie si perpetuano…..anche le cose belle possono rimanere…e non sfiorire…anzi….

    Ciao Melo….

    GB

    • Pannonica ha detto:

      Hai ragione, Splinder è un passaggio. Per quel che mi riguarda, non si è ancora concluso, però. La verità è che con Spllinder, quel 14 agosto di 10 anni fa, mi si è aperto un mondo che, con le dovute pause ristoratrici, non credo che smetterò mai di esplorare. E’ un’esperienza che ha cambiato piattaforma (diciamolo che WordPress funziona un po’ meglio, ricordi quanto si traballava su Splinder?) ma non la sua essenza, dal mio punto di vista.
      Il passato non passa mai, specie sui blog dove quello che hai scritto nel tempo è sempre davanti ai tuoi occhi.
      Ciao Astro, ti leggo sempre volentieri. 🙂

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