Per grazia ricevuta

…solo così riuscirei a venire a capo del termine “grazia”.


“Grazia” è infatti una parola camaleonte, sfuggente, una specie di caleidoscopio lessicale in cui finisce apparentemente di tutto, ed ogni cosa si riflette in ogni altra. Che vuol dire, esattamente, “grazia” ?
 
L’ etimologia, come talvolta accade con le parole di origine latina, non aiuta molto. Dice solo che grazia viene da “gratia” che a sua volta richiama “gratis”, cioè grato. Grazie tante.
 
Cercando il significato corrente della parola si finisce in un vero ginepraio.
Lo Zanichelli elenca almeno dieci significati, consultando i maggiori dizionari anglosassoni (es. l’ American Heritage o il Webster) si arriva ad una quindicina addirittura. 

Il significato primario del termine sembra essere, per consenso generale, quello di “bellezza ottenuta senza sforzo”. Una specie di armonia innata, di eleganza naturale, una piacevolezza spontanea e non costruita di forma e proporzioni.
Affine a questo è il secondo significato in ordine di importanza, che è quello di una qualità piacevole, armoniosa o raffinata di qualcosa, una sensazione di piacere inerente alla natura delle cose.

Ma "grazia" è anche un senso di adeguatezza personale, un essere o sentirsi appropriati al mondo ed a ciò che si sta facendo, come nella locuzione “essere in stato di grazia”. La grazia è anche una disposizione d’ animo, orientata alla generosità  ed al dare senza corrispettivo, gratis, appunto. Corrisponde alla buona volontà, alla tendenza ad aiutare gli altri, nonché ad un’ amabilità e gentilezza nei rapporti con gli altri.
 
Per estensione, questo significato a sua volta conduce all’ idea di clemenza giudiziaria, di indulgenza. Ministero di Grazia e Giustizia, si chiama, come a richiamare l’ idea del condannato che chiede e riceve la grazia, viene “graziato” nonostante la sua colpevolezza sia stata accertata.
Forse proprio da questo aspetto di “clemenza” nasce anche la prassi, soprattutto britannica, di utilizzare l’ appellativo “Vostra Grazia” per rivolgersi a duchi, duchesse ed arcivescovi (ogni altro uso della locuzione è inappropriato secondo il protocollo).
 
Certo, si può ottenere la grazia anche senza essere colpevoli, magari attraverso l’ intercessione di un santo. In questo senso la “grazia” riguarda la concessione di qualcosa che si desidera enormemente, un favore, l’ esaudirsi di una preghiera, una particolare benevolenza, da parte di qualcuno che ne ha il potere ma che non ne avrebbe l’ obbligo, e che non ne ricava un tornaconto.
Opera gratuitamente, appunto.
 
Ci stiamo lentamente avvicinando al campo religioso, dove il concetto di grazia, da Sant’ Agostino in avanti, ha generato polemiche, fiumi di inchiostro, piramidi di ponderosi saggi ed occasionalmente qualche rogo.
Evitando di addentrarmi in un campo assai spinoso con cui non ho sufficiente familiarità, mi limito a citare il catechismo cattolico.
 
“La grazia è il favore, il soccorso gratuito che Dio ci dà perché rispondiamo al suo invito (prop. 1996).
“(…) dipende interamente dall’ iniziativa gratuita poiché egli solo può rivelarsi e donare se stesso. Supera la capacità dell’ intelligenza e la forza della volontà dell’ uomo come di ogni altra creatura. (p. 1998).
La preparazione dell’ uomo ad accogliere la grazia è già un’ opera della grazia. Questa è necessaria per suscitare ed ottenere la nostra collaborazione, alla giustificazione mediante la fede e alla santificazione mediante la carità (p. 2001)”

 
Insomma, la grazia è una manifestazione liberamente elargita dell’ amore divino, della sua benevolenza e protezione.
 
Ma Dio può anche concedere una particolare autorità, eccellenza o potere, per quanto nessuno l’ abbia mai testimoniato di persona, per cui si può persino essere sovrani per (asserita) grazia di Dio.
 
Cosa si fa quando si riceve qualcosa gratis ? Si “ringrazia”, naturalmente. E quindi, “grazie" oltre ad essere un comune modo di dire è anche la denominazione della preghiera che si recita prima dei pasti. soprattutto nel mondo protestante.
 
Ci sono altri significati minori del termine, su cui non vale la pena soffermarsi più di tanto. Si chiamano “grazie” ad esempio quegli apicini e pedicini che decorano certi caratteri tipografici come il Garamond ed il Times New Roman rispetto ad altri, come Arial e Verdana che ne sono privi e che Microsoft definisce “sans serif”. E si chiamano “grazie” anche certi ornamenti musicali barocchi di cui nulla so e continuerò a sapere.
 
In fondo ma proprio in fondo trovo un riferimento mitologico.
Ahhhhhhhhhhhh, finalmente ….

Si parla infatti delle tre Grazie, divinità romane dispensatrici di armonia e bellezza.
Non erano delle superstar, le Grazie, questo va detto. Anzi, possiamo anche dire che le Grazie devono al Foscolo e soprattutto al Canova gran parte della loro popolarità moderna. Se non ci fosse il meraviglioso gruppo marmoreo entrato ormai nell’ immaginario collettivo come ideale neoclassico di bellezza, ben pochi sarebbero a conoscenza dell’ esistenza stessa di queste divinità romane. Né sarebbero invogliati dalla rappresentazione c
ellulitica in modo imbarazzante (a dirla tutta) che ne fa Rubens.

In realtà, come quasi tutte le altre, le tre Grazie non sono divinità autoctone ma “immigrate”, essendo la replica fedele di tre divinità greche: Aglaia (lo splendore), Eufrosine (la gioia) e Talia (la prosperità), quest’ ultima da non confondere con l’ omonima musa della commedia.

Non è che fossero personaggi di primo piano neppure in Grecia, le tre belle ragazze, a dire il vero. Compaiono qua e là in Omero, per lo più nel ruolo di ancelle di qualche dea più importante, oppure intente a piangere la prematura scomparsa di qualche eroe di bell’ aspetto.

Se ne occupa anche Esiodo nella sua monumentale Teogonia, opera nella quale tenta (senza troppo successo) di conciliare in modo logico le divinità dell’ Olimpo con quelle primigenie della tradizione antecedente. In questo tentativo di trovare coerenza in una materia di per sé incoerente, Esiodo rivela che Zeus ebbe svariate mogli prima di Era, e tra queste una tale Eurinome, che generò tre figlie “dai cui occhi si versa l’ amore che scioglie le membra”.
Queste dee insomma, per quanto misconosciute, paiono essere assai antiche, appartenenti ad un periodo meno antropomorfo, in cui le divinità simboleggiavano concetti.
In questo si trovano in compagnia di una vasta schiera di sorellastre generate da Zeus con altre mogli, ad esempio le Ore, di nome Buongoverno, Giustizia e Pace, o le Moire che presiedono al destino umano, Cloto la filatrice, Lachesi la distributrice e Atropo la troncatrice.
Zeus darà il meglio di se soltanto dopo le nozze, diciamolo…

 
E che cosa simboleggiano queste tre Grazie ?
Aglaia la splendida, Eufrosine la gioiosa e Talia la prospera veivano collettivamente indicate come le “Cariti”, in greco “Charites”. E se vi viene spontaneo pensare alla Caritas latina, avete perfettamente ragione. È proprio Charis l’ origine del termine carità, che indica amore disinteressato per gli altri.
O, per essere preciso:
 
La carità è la virtù teologale per la quale amiamo Dio sopra ogni cosa per se stesso, e il nostro prossimo come noi stessi per amore di Dio. (p. 1822)
 
Insomma, il disinteresse pare essere l’ elemento che unisce la grazia e la carità, come se fossero due facce della stessa medaglia, un donare a fondo perduto ed un ricevere riconoscente, senza corrispettivi economici, senza obblighi e contropartite di alcun genere.
 
Espressioni libere di benevolenza, pulsioni spontanee e creative la cui manifestazione esteriore coincide, forse non a caso, con il simbolo e l’ essenza stessa della Bellezza, impersonata dalle stesse tre giovani fanciulle.
 
Niente male.

 

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62 commenti su “Per grazia ricevuta

  1. Chapucer ha detto:

    un'immagine della grazia che certi artisti sanno esaltare così bene…

  2. astrogigi ha detto:

    è un grazioso quadretto quello che proponi, senz'altro garbato ed erudito…gratuito ed assai gradito.

    tuttavia me ne sfugge il fine recondito od esplicito…

    riflessione per diletto su semantica, semeiotica e selinunte nonchè etimologia epistemologica applicata alla mitologia ermenuetica ? (se mi legge Umberto Eco mi scortica e mi appende al primo lampione a testa in giù….)

    oppure sassolino nello stagno di una stasi statistica ?

    mah

    dimmi na cosa Melo….vuoi smitizzare la figura dell'ingegnere come custode di conocenza cubica frutto di formazione matematico scientifica ?

    o stai solo divertendoti passeggiando fra miti e leggende ?

    faccio fatica ad inventarmi spunti squassanti fra tanta grazia, garbo e compassato discettare di sessualità angelica….

    stento a percepire l'afrore di sangue….a me tanto congenito e congeniale

    dai Meloooooooooooo, perchè non accendiamo un bel falò polemico ?

    grazia e stile si possono mettere anche in un confronto aspro, acido e sibilante….

    le sinuose streghe sono migrate in terre asettiche ?

    la silvestre Sam si è ritirata su vette irraggiungibili ?

    di Madame Chapucer nulla so se non che di grazia è portatrice intrinseca.

    coraggio, orsù: l'estate sta finendo.

    faccio un bel  "rebelot…" magari di pagana padana matrice….

    GB guerrafondaius…..

  3. SAMOTHES ha detto:

    Ttolo: la grazia

    Gru giapponesi
    rituale di accoppiamento
    Hokkaido
    Giappone
    foto Simone Sbaraglia

    E penso che l'uomo perda la grazia quando comincia a pensare da adulto e non è più bambino.
    Cosa che nessun animale non umano comincia a fare mai. 

  4. astrogigi ha detto:

    ehi Sam, l'uomo non ce l'ha la grazia; al massimo la donna un pò qualche volta e forse.

    e l'animale se ce l'ha non sa cos'è per cui grazia non è.

  5. melogrande ha detto:

    Uhm…
    Ci voleva, ci voleva proprio, l' entrata a gamba tesa di GB su un post che rischiava di essere grazioso come un minuetto di Boccherini (e quasi altrettanto noioso).
    Che dire ?

    La conoscenza quadrata o cubica, la razionalità insomma, me la tengo ben stretta, ma persino l' illuminista Kant riconosceva che non esaurisce l' esperienza umana e allora che faccio, mi comporto come il naufrago sull' isoletta e faccio finta  che l' oceano non ci sia o provo qualche immersione qua e la ?

    Il motivo per cui ho scritto il post è meno recondito di quanto Astro pensi, 
    Il termine "grazia" da sempre lo trovo sfuggente, non ne vengo a capo, non riesco ad acchiapparlo per nessun verso e mi ero messo a fare il punto per vedere se mi si chiariva un po'.
    A volte capita che un commento illumini più di una giornata di studio, ecco tutto.

    Gli uomini hanno la grazia ?
    Secondo me questo qui (per esempio) ce l' aveva.

    E se la grazia è gratuita, allora ci potrebbe essere grazia nel giocare, in un atto sportivo, non trovi ?

    Gli animali ?
    Difficile negare grazia alla foto postata da Sam. Ma gli animali non sanno che cos'è, dici ? 
    Beh, nemmeno io, però se la vedo un po' la riconosco…
    Forse è vero che la grazia ha a che fare con l' essere bambini, o recuperarne lo stato, come se la capacità di giocare per il gusto di farlo e senza secondi fini  c' entrasse qualcosa…

    Ps. la grazia è gratuita non può essere pretesa, e quindi le mie commentatrici portatrici di grazia ne fanno  dono con la loro presenza a propria insindacabile discrezione..

  6. SAMOTHES ha detto:

    Ti sbagli Astro: la grazie è, ma l'Uomo, anche le donne spesso, la perdono pensando. la grazie la vedi nei bambini, la vedi come si muovono, come sanno essere veri, sciolti, spontanei e bellissimi anche quando sbadigliano, quando cercano qualcosa, quando scoprono lo spazio attorno… l'uomo perde la grazia crescendo, perchè si spiega tutto con il pensiero e allora nulla riesce più a stupirlo; una volta spiegato il perchè con la sua mente razionale, nulla lo attira più e allora si irrigidisce perchè vuole altri perchè da sciogliere. Tutto questo richiede una concentrazione e una dedizione che fanno svanire la grazia che hanno i bambini. E l'uomo si deve uniformare, si deve adattare, deve saper far fronte, deve, deve… e spesso deve talmente tante cose, che si dimentica di essere e di vivere. i bambini, gli animali, non possono smettere di essere e di vivere, perchè non c'è il pensiero elaborato che interviene, che si frappone fra loro ed il Mondo che li circonda. Loro sono nel Mondo, ne sono parte, non hanno filtri. La grazia è questo: essere pienamente vivi, senza zavorre, senza pensieri che filtrano. Semplicemente essere. Il movimento libero è grazia. La luce lo è, il profumo, gli odori lo sono, le sensazioni non pensate, ma semplicemente vissute, nell'immediato, come il vento che senti sulla pelle, queste sono grazia. E se tu poi mi dici che una cosa che tu non pensi nemmeno esiste, ti rende un tantino tronfio nei confronti dell'universo, perchè tu lo sai benissimo, che tutto esiste a prescindere da che cosa e da quanto e come noi, minuscoli esseri riusciamo a pensarlo. Nulla è in funzione di noi stessi e tutto è. 

  7. SAMOTHES ha detto:

    …e per dire che la grazia non è solo donna (ma il più delle volte non è nè donna nè uomo) 

  8. melogrande ha detto:

    Ecco, vedi ?
    Un intervento come quello di SAMOTHES è proprio ciò che speravo…
    Chiarissimo, e forse la grazia dell' infanzia è una chiave che avevo trascurato.

    L' universo non è stato fatto per l' uomo, questo GB lo sa benissimo, da pitagorico quale è (no, non nel senso del personaggio disneyano…).
    La stessa parola "cosmo" vale per armonia e bellezza che trascende, che è data senza sforzo. Come appunto la grazia.

  9. astrogigi ha detto:

    bene: ciò che cervavo è:
    scontro, confronto, scintille.
    Sam, non sono ne tronfio ne gonfio.
    forse sono più umile e triste di molta umanità poichè sono spesso a contatto con ciò che a noi miseri umani è difficile comprendere.
    se le doti che tu citi sono figlie della mancanza di coscienza di se, altro non fai che confermarmi nel pensiero.

    la grazia nell'uomo bisogna cercarla dove l'uomo ancora non è
    hai detto tutto

    per quel che riguarda l'isulto, non raccolgo e passo oltre.
    ma tornerò

    mi manca cmq la risposta di Melo: cui prodest ?
    perchè questo inno alla grazoia se poi al fine non si può giungere ?

    ….(la lotta continua…)

    archimede pitagorico ? ah, mi manca il suo cappello a omignolo con corvi pensanti….

    le più AGGRAZIATE letture della mia infanzia….Topolino Paperino & Co…..

  10. SAMOTHES ha detto:

    Astro… se non sapessi come pensi, non ti avrei provocato… 😛 e non penso che tu sia tronfio, non lo penso perchè non puoi esserlo visto quello che metti nel tuo blog. 🙂 Se hai pensato che il mio fosse un insulto alla tua amabilissima persona (vabbèh…) ti sbagli e di grosso. Il mio era un modo per dirti quello che penso… forse maldestro e mi scuso. E so perchè sei triste, perchè i poeti sono sempre un po' tristi 

  11. melogrande ha detto:

    Come sarebbe a dire che non si puo’ raggiungere, Astro ? Chi lo dice ? Forse dovresti rileggerti un paio di post (TUOI, non miei, intendo. Per esempio quelli il cui parli di tua figlia…)

    Cui prodest, dici ?
    A me, che mi sono un po’ chiarito le idee.
    A Sam, che se gli chiedono agli esami adesso fa un figurone.
    A te che altrimenti stamattina non avresti saputo con chi prendertela… ;-)))

  12. SAMOTHES ha detto:

    Melo… se posso permettermi una riflessione sulla domanda che ti pone Astro in merito al perchè inneggiare alla grazia, io direi che se la grazia fosse di tutti non interesserebbe a nessuno, perchè l'uomo tende spesso alla sublimazione dell'idea, alla ricerca di ciò che non è e non ha o non è e non ha più. Ciò che è facile raggiungere per chiunque è molto meno interessante. La grazia è in noi, poi la vita ce la fa modificare in altre cose, la reprime e la soffoca deformandoci anche fisicamente con inevitabili brutture. Smette l'inconsapevolezza, smette l'eleganza ignara e dolce del fanciullo. 
    E tutto questo perchè attraverso il pensiero accumuliamo nozioni che ci portano alla consapevolezza di ciò che pensiamo, ma ci fa perdere la consapevolezza del nostro essere… il pensiero va oltre ed il nostro corpo si ferma inevitabilmente prima, alla concretezza dei fatti, alla fisicità tangibile che si guasta bloccata dal nostro pensare, non scorre più fluida e libera… e allora, più siamo consapevoli razionalmente e più perdiamo la grazia innata che è in noi. Ci abbruttiamo, in un certo senso. E si cerca quello che si è perso, perchè è una parte di noi. E come si perde la grazia, si perdono molte altre cose razionalizzando ciò che si vive oltre misura. A volte si perde ciò che ha valore immenso.

  13. SinuoSaStrega ha detto:

    Ho letto rapidissimamente i commenti e mi ha colpito quello di GB che ritiene la grazia una prerogativa della donna. Posso dire che conosco uomini che possiedono questo dono ed è un piacere frequentarli (o averli frequentati).
    Cos'è la grazia? Penso sia molto soggettivo il criterio attraverso il quale riconosciamo questa qualità in qualcuno. Dal mio punto di vista attiene alla naturalezza e alla fluidità, ovvero all'armonia del modo di porsi verso cose, persone, fatti; verso la vita tutta. Il termine viene associato spesso alla danza (un/a ballerino/a dotat/a di grazia), al volto di un ritratto, alla musica, all'arte in genere. Credo che ciò che la identifica e la fissa come caratteristica di un soggetto, sia la predisposizione ad essere 'colta' in maniera immediata, non filtrata, attraverso i sensi, senza che vi sia necessità di implicazione dell'intelletto. Del resto non credo che possiamo allenarci ad essere aggraziati, a fare cose con grazia; la grazia ci è data o non ci sarà mai. E' meraviglioso incontrarla nella vita: una parola, un pensiero, un'immagine, un gesto, espressi o ricevuti in armonia ripagano di tante grossolanità a cui siamo purtroppo costretti quotidianamente.
    Questi post mi piacciono 🙂

  14. astrogigi ha detto:

    il primo che mi associa ancora alla poesia seppur di taglio o di striscio dovrà vedersela come me da qui all'eternità.

    punto 2

    Melo, se ti chiedo se hai un fine nel tuo dire o scrivere è per verificare di aver colto o meno il tuo intento. Non è certo ne un giudizio ne altro.
    vorrei però evitare di mal comprendere il motivo che ti ha spinto a trattare ora questo, ora quell'argomento.

    in questo caso confesso, non ho trovatao altro che il piacere di una riflessione ed allora mi sono incuneato a modo mio con una becera seppur rispettosa provocazione, mirando a raccoglierne riflessi ed onde di ritorno.

    Sai che seppur io sia tarato sulle miserie umane, concedo all'uomo la possibilità di provare ad elevarsi un poco. io per primo ci provo ogni momento.

    Sam, se ti scappa la pazienza che il vecchio brontolo, non ti preoccupare; spara pure.
    mal che vada mi offri la possibilità di sposare la grazia ad una risposta al peperoncino !!!!!!

    io qui mi diverto

    e sto macchinando un post dove inviterò voi a passare per diletto (e anche per insulto….)

    sempre vi sentiate di premiamri con un vostro pensiero.
    torno al lavoro perchè per me sabati e domeniche sono fonte di infinite complicazioni…..

    acidoacidooooooooooooooooooooo

    resto cmq dell'idea di altro gradimentosa memeoria: L'uomo è una bestiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    GB

  15. SAMOTHES ha detto:

    Se la tua è una promessa, seppur suona un po' come una minaccia, direi che la prima frase del tuo ultimo commento a questo post, ha qualcosa di lirico… di tragico, anche. 

  16. astrogigi ha detto:

    Sam, lascio le minacce ai deboli: io al massimo declamo intenti….

    tu dammi del peota ancora una volta e vedrai ciò che intendo….

    Sinuosa, in un uomo da uomo preferisco ammirare lo stile, l'eleganza nel porsi, la contenuta vigoria espressa anche solo con un incedere.

    In una donna è più naturale cogliere la grazia perchè come assunto accoglie in leggerezza fluidità garbo, più spesso naturali al sentire Donna…

    poi ci sono uomini rozzi e donne grezze…si sa….

    però…..un uomo grazioso mi pone al limite del mio grado di comprensione….esattamente come di fronte al machismo….

  17. SAMOTHES ha detto:

    allora noi donne siam più fortunate, perchè chi è grezzo può essere sgrezzato, ma chi è rozzo….  hmmmm…

    …a me piacciono gli uomini non rozzi. 😛

  18. melogrande ha detto:

    Non penso che la grazia abbia troppo a che fare col sesso o con l’ aspetto fisico, GB.
    Credo possa accadere a chiunque di trovarsi “in stato di grazia”. Pensa ad un artista per esempio che attraversi una fase particolarmente creativa.
    Penso che quell’ artista raggiunga la grazia proprio come dice Sam, cioe’ quando smette di preoccuparsi di cio’ che “deve” fare e si lascia andare alla libera gioia del fare.

    A questo proposito non posso fare a meno di ricordare che Aristotele definiva “poiesis” il fare dell’ artigiano, quello rivolto alla produzione di qualcosa. Uno che costruisca con le sue mano, che ne so, un telescopio, sarebbe definito dal “dottore di color che sanno” per l’ appunto…
    Po…
    No, non ho il coraggio.

  19. SAMOTHES ha detto:

    Sottoscrivo melo; sapersi dedicare a un'attività manuale, artigianale o artistica o di altro genere, compreso lo sport e tutto ciò che occupa il corpo e la mente assorbendone energia e attenzione, può portare ad uno stato di grazia come dici tu Melo, perchè in queste attività spesso la mente si libera del superfluo. Chi sa costruire con le mani, chi sa produrre arte, chi sa astrarsi dal proprio pensiero lasciando la mente libera, riesce a trovare questo stato e in quei momenti sa essere bello e/o produrre e vivere bellezza, poesia. C'è poco da fare. la poesia bene o male la si trova ovunque, basta avere l'animo predisposto ad accoglierla e la mente predisposta ad ammettere che è di questo che si tratta. Così, in generale… 

  20. astrogigi ha detto:

    Io definisco appagamento mentale quel che voi definite qui come stato di grazia.

    questioni di standard letterari

    non discuto delle opinioni altrui che rispetto ed accetto.

    anche se talvolta fatico e mordo il freno.

    Le mie più grandi "creazioni" sono frutto della mia mente, e non delle mie mani.

    Il mio pensiero mi porta oltre ciò che la limitatezza dei miei arti mi impone come prigione.
    E' il mio "intelletto" che forgia un'emozione o che stilla una goccia di luce.

    la mia grazia può essere nel modo in cui porgo il frutto del mio sentire all'atrui sensibilità ma è un abito e non una sostanza.

    semmai metto a nudo un profondo intimo emotivo
    non spoglio di un vissuto crudo il pensiero che mi porta a rigenerare la speranza.

    per far uscire la grazia dovrei tornar bambino o viver da animale.

    Piuttosto mi vesto dell'immagine di un uomo stanco, provato e ferito che riesce nonostante tutto a sorridere PER un bambino, ad invitarlo comunque a vivere una vita di condanne per capire come eppure essa sia un dono che nessun altro nell'Universo ha avuto se non noi piccoli terrestri.

    Non mi interessa sentirmi dire che son poeta o che son bello o grazioso.
    dopo il sorriso, io me ne vado curvo sotto la coscienza di esser nulla, ma intimamente compiuto per non aver mancato di passare una speranza.

    Come semrpe ho sostenuto ribadisco che la poesia più bella è quella non scritta e l'applauso più gratificante quello che ti fa in silenzio il tuo cuore stanco.

    La grazia è solo effetto.
    la capacità di vivere emozioni è causa

    io sposo la causa.
    se l'effetto non è grazioso, poco importa.
     

  21. melogrande ha detto:

    Io gli voglio bene, a GB.

  22. capehorn ha detto:

    Grande post e più grandi commenti.
    C'é poco da aggiungere a questo punto se non il fatto che la grazia sta negli occhi di chi guarda e chi guarda deve liberarsi di ogni stretta o legaccio mentale.
    Liberare la mente e spirito, farsi ricettore come la vela riceve il vento, sapendone cogliere anche gli intimi refoli.
    Ho dovuto alzare tutte le vele in mio possesso.
    Gran fatica ma ne é valsa la pena.
    Grazie.

  23. ricominciamento ha detto:

    mi sarò persa in qualche passaggio tra i commenti, mh…che post! un piacere passare da qui.
    trovo che la grazia passa appartenere all'individuo in due modi: perché è innata in esso, facente parte della componente del suo carattere; perché è frutto di un lungo lavoro per il raggiungimento della pace interna. ma, entrambe convogliono in quella che è chiamata armonia e che appartiene a chi riesce ad avere una visione ampia della vita, a chi riesce a guardare oltre il visibile, tipo: gli occhi innocenti di un bambino o quelli di un saggio.

  24. astrogigi ha detto:

    Ho riletto alcuni passaggi e mi fermerei un attimo ancora su uno di Sam: Ella ci scrive della grazia dei Bimbi….

    "…..quando cercano qualcosa, quando scoprono lo spazio attorno… l'uomo perde la grazia crescendo, perchè si spiega tutto con il pensiero e allora nulla riesce più a stupirlo; una volta spiegato il perchè con la sua mente razionale, nulla lo attira più e allora si irrigidisce perchè vuole altri perchè da sciogliere. Tutto questo richiede una concentrazione e una dedizione che fanno svanire la grazia che hanno i bambini….."

    Vengo da scuola razionale (come Melo del resto), eppure non ho mai smesso di stupirmi: godo certo di privilegio poichè il mio laboratorio è l'Universo, ed in tal caso spunti di stupore ce n'è un'Infinità.

    Torno bambino ogni volta che alzo gli occhi al Cielo o lo adagio su un bel guazzabuglio di formule ove mi immergo dimentico di quello Spazio-Tempo di cui esse sono mirabile affresco

    Il mio sguardo è fisso sull'Oltre da quando (bimbo) vissi la mia prima eclisse totale di Sole.

    Ho usato tutto lo scibile razionale per arrivare a capire che se a questo non sommi un'emozione, ti perdi il godimento estatico della comprensione.
     
    E' questo momento che potrei chiamare "Stato di Grazia " ?

    Sai Sam cosa mi porta ad irrigidirmi quando ne provo una scintilla ? La sensazione immediata appena successiva che mi riportà alla caducità umana, ai suoi miseri confini, alla sua barbara limitatezza dovuta a modelli di avidità, di crudeltà, di egoismo, unici nel Cosmo come la sua stessa esitenza.

    Perdo la grazia ogni volta che mi accorgo dello scempio che facciamo della stessa, demolendo la casa che ci ospita, spogliandoci dell'unicità che ci è piovuta addosso.

    Allora non è l'invecchiare che mi priva della grazia, ma la rabbia che monta per la crescente consapevolezza di quanto siamo stolti. 

    Se la Bellezza fosse una Donna, il suo sorriso sarebbe la Grazia…

    ciao

    GB

  25. SAMOTHES ha detto:

    L'hai detto tu, la consapevolezza ci priva della grazia perchè è frutto di pensiero, ed il pensiero non è istinto, non è immediatezza. Nei cuccioli d'uomo non c'è ancora consapevolezza, non c'è movimento alcuno filtrato per abitudine dal pensiero. Tu ti irrigidisci perchè sai stupirti pensando, add esempio, e ti cito, alla caducità umana, ai suoi miseri confini, alla sua barbara limitatezza….tutto questo non è grazia, perchè è pensiero elaborato, ed elaborato moltissimo direi. Ora, che a te della grazia non te ne possa fregare di meno io lo capisco anche, ma qui mica si fa una contrapposizione fra grazia e pensiero, si sta solo cercando di capire che cos'è… o no? E tuttavia mi vien da dire che le brutture delle quali tu giustamente accusi noi stessi, non vengono certo dalla nostra grazie innata, ma proprio dalla nostra capacità di elaborare la realtà attraverso il pensiero e forse, in parte, dal fatto che in favore del pensiero la nostra grazia innata l'abbiamo un po' persa. In tal senso io la grazia me la tengo ben stretta quando mi capita di incontrarla sulla mia strada, perchè mi ricorda che l'uomo non è solo schifezza, ma volendo può produrre cose meravigliose. Con questo non sto condannando a priori il pensiero razionale a favore della grazia, ma semplicemente sto dicendo che il primo ha prodotto anche brutture, mentre la seconda, qualla più vicina a noi in termini istintivi e meno elaborati intellettivamente, ha prodotto e produce bellezza, perchè è vicina alla nostra vera natura. NOn sempre il pensiero razionale lo è, anzi, molto spesso se ne discosta talmente da infierire su noi stessi, stupidamente. E mo' alcuni prodotti del primo, del pensiero razionale,  in parte li posso condannare proprio per questo motivo, quando cioè produce feccia, la seconda non vedo come potrei, in nessun senso. Sarebbe come criticare la bellezza delle movenze di una cerva o la magnificenza dei colori di un levarsi dell'alba. Che c'azzecca, scusa? 

  26. astrogigi ha detto:

    siiiiiiiiiiiiiiiiii
    così ti voglio…….

    dai Sam…arruffati, indignati, alza piume e scaglia strali infuocati….

    del resto anche tu giri intorno alle stesse cose: l'uomo è una bestia.
    e le bestie hanno grazia nelle movenze, nelle forme, nel suscitare tenerezza se vuoi.
    ma l'istinto domina il tutto.

    noi uomini cogliamo invece grazie al pensiero molte sfumature dell'esistenza, non riducendoci ad una mera forma di riproduzione per la conservazione della razza.

    a patto di cancellare l'istinto e usare la componente razionale che segue un'etica rigorosa e basata su assiomi logici risalenti ormai a tempi antichi di illuminata innocenza umana.

    tu dici di volerti tener stretta la grazia
    e mi sta bene
    ci mancherebbe.
    tu dici che gli uomini sono capaci di produrla: dissento ma mi sta pure bene dato che ogni uomo ha i suoi sogni.

    io NON la trovo negli uomini e ormai ho smesso di cercarvela 

    alla fine faccio come te: la gusto nella natura
    ma non rinucio all'unico modo che ho per salvarmi dal sentirmi sterco fra la feccia: uso il cervello.
    spingo il pensiero oltre l'oltre, vago il più lontano possibile dalle bassezze umane.

    ma confesso che umano sono e godo dalle baruffe chiozzotte che mi diverto a sobillare dove l'intelletto comunque domina.

    e come diceva una mia prof, (anche in questo caso) come dovevasi dimostrare, si nota che basta un contrasto e si accendono micce esplosive pure dalla mite Sam ninfa dei boschi.

    ma mi ci vedi volteggiare in calzamglia color cremisi a fianco di un cigno d'argento ?

    secondo te la mia goffaggine sarebbe meno onesta della maestria della prima ballerina frutto di milioni di ore di razionale esercizio ?

    eppure quando io pongo occhio ad un telescopio volteggio leggiadro ed innocente. ed ho 54 anni. e sono una carogna.

    da gratia disputandum non est (neppure all'ovest…)

    dai dai che tiriamo ancora qualche colpo…

    tra 10 min torno al lavoro e sarò silente per un paio di giorni….ma poi ti becco sai Sam….

    caffèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè

    mi è scappato il caffèèèèèèèè   ho strinato la mokaaaaaaaaaaa mia moglie me la da lei la grazia…se non me la tira in testaaaaaaaaaaaaaaa

    urka la grazia delle mogli….qui si aprirebbe un dibattico furente…
    fuggo
    ciaoooooooooooo

  27. SAMOTHES ha detto:

    hmbè?  Moi la ninfa dei boschi? Ma da dove ti viene mai quest'idea, mi chiedo? Comunque… mo' stavo dicendo che no, non ti ci vedo in calzamaglia, seppure potresti provare a mettertela per rimarcare con una pratica dimostrazione quanto stai affermando. Saresti senz'altro più convincente, presumo. Seppure anche così mi pare che hai detto cose relativamente sensate  sopratutto quando dici, e ti cito eh?… ed ho 54 anni ecc eccc…
    Io la gusto nella natura e nei bambini proprio perchè non ce la trovo nei miei simili adulti e nemmanco in me stessa, non ci provo nemmeno a cercarla. la goffaggine ce la siamo costruita consapevolizzandoci con il cervello, ma son concorde con te sul fatto che a qualcosa di buono questo ci ha portato, senza dubbio… tuttavia ci ha fatto perdere la grazia! E questo è un fatto ma non è vero che l'uomo non riesce a riprodurla. Nei dipinti del 500 io l'ho vista, nelle sculture del Michelangelo io l'ho vista, nelle poesie di Neruda e di molti altri, io ce la vedo e non sno una ninfa visionaria, io. Non la sappiamo riprodurre con i nostri corpi se non dopo massacranti ore di lavoro su di essi, ma la sappiamo riprodurre in altri modi. Forse non sono Natura, ma ci si avvicinano moltissimo. L'arte di un certo tipo, è anche questo. E pure io mi faccio un caffè, visto che ci sono… e della grazia delle mogli nulla so, masono solidale, con le mogli. 

  28. Leggo e vedo cose molto belle, in questa pagina.
    C'è tanto da imparare.
    Scusate la fretta di questo passaggio: tornerò, appena mi sarà possibile.

    Per aprire un'altra finestra, vorrei segnalare che su http://orasesta.splinder.com/
    ci sono le parole di un grande minutissimo prete che io, pur da posizioni di vita diverse, ammiro e stimo incondizionatamente: don Luisito Bianchi.
    Il suo modo di intendere la grazia e di tradurla in gratuità del ministero mi commuovono, per purezza e congruenza. E' uno fra i pochissimi che ha sempre rinunciato ad ogni compenso, lavorando in fabbrica e come lettighiere…

    All'amico Astro lascio un saluto d'affetto: la grazia è la qualità che ci rende care (da charis, appunto) le persone.
    Lui lo è, perché ha la generosità di farci dono del (suo) tempo:)

    zena

  29. melogrande ha detto:

    La grazia è gratis, come si diceva.
    Se uno deve lavorare duro per conquistarsela, allora non è più grazia, è un' altra cosa. E' proprio lì il mistero ed il fascino della cosa.
    Se ha ragione Sam a vederla nei bambini, allora è una cosa che ha a che vedere col togliere più che con l' aggiungere, non so se riesco a spiegare cosa intendo.

    Esistono dei musicisti bravissimi, dei veri virtuosi capaci di suonare pezzi difficilissimi. Ma quando mi capita di pensare, ascoltando, che chi suona è "in stato di grazia" non è perchè è diventato più virtuoso  ancora, ma perchè pare aver dimenticato di esserlo.
    Non che non sappia più suonare bene, ovviamente, ma si capisce che non è più quella, la cosa a cui sta badando.

  30. melogrande ha detto:

    Allarga il cuore, leggere i commenti che si sono stratificati qui sopra, soprattutto se uno proviene dalla lettura dei giornali…
    E certo, un prete che scrive "L’annuncio di una salvezza gratuita è credibile solo se chi lo trasmette si comporta gratuitamente"  io me lo abbraccerei.

  31. astrogigi ha detto:

    Col, io sono stato a parlar i Stlle fra i tuoi alunni: e si, confesso: adesso che mi si è riaperto il cuore, ricordo: ero in stato di grazia in mezzo a loro e conTe.
    grazie Col
    torneremo mai a far le parole nel Bosco ?

    (scusate la privatizzazione del commento… ma con Donna Zena e Mastro Lino ho vissuto una primavera fatata….un paio di vite fa)…

    GB incantato

  32. capehorn ha detto:

    In effetti é giusto ciò che sostieni, caro Melo.
    La grazia é togliere e non aggiungere.
    Si é parlato di e lo si é mostrato, grazie a Chapucer, di Michelangelo.
    Ha tratto dal marmo il Mosè, la Pietà, il David. ha eliminato il marmo superfluo e ha donato quelle manificenze.
    Il virtuoso musicante, si spoglia di se per essere musica lui stesso e quando riesce a trascinare nella musica, nello spartito, anche chi ascolta la grazia é completa.
    La grazia la si vive con lo spirito e non con la ragione. Forse questa serve solo da esca.
    Il resto lo mette lo spirito e il desiderio di affrontare l'esperienza e l'abbandono cui peveniamo ad essa.

  33. astrogigi ha detto:

    Cape, non ti sembra che tu stia parlando della bellezza ? Grazia ne è una sfumatura, dato che anche una cosa imponente come una cattedrale può essere bella ma difficilamente graziosa.
    Il musicista (parlo per me) vive un momento di estasi e fusione quando esegue col cuore e non con lo strumento. Tuttavia (a me succede con alcune cose di Chopin…) si può passare dalla grazia al tumulto….penso allo studio n°1 o agli scherzi (il 2 mi lascia sempre sospeso…)

    per tacer di Debussy….

    lo spirito lo lascio alla grazia dei fedeli. Per me è la forza del pensiero. come avverti un'emozione ? come la rilevi e ne diventi consapevole ? Io lo faccio con il pensiero e poi quel che percepisco con la mente illumina il resto della mia carcassa.

    Dopo…

    prima si accendono occhi e cervello.

    ciaoooooooooooooooooo

    GB

  34. SAMOTHES ha detto:

    Effettivamente se non si accende il cervello non si potrebbe scrivere una cosa così, nemmeno se si è in stato di grazia; mo' qui ci sta dietro un ragionamento secondo me:

     

    « Un giorno mi apparve un angelo bello oltre ogni misura. Vidi nella sua mano una lunga lancia alla cui estremità sembrava esserci una punta di fuoco. Questa parve colpirmi più volte nel cuore, tanto da penetrare dentro di me. II dolore era così reale che gemetti più volte ad alta voce, però era tanto dolce che non potevo desiderare di esserne liberata. Nessuna gioia terrena può dare un simile appagamento. Quando l'angelo estrasse la sua lancia, rimasi con un grande amore per Dio. »

     

    (Santa Teresa d'Avila, Autobiografia, XXIX, 13)

    E poi lo scultore fa il resto con un altro attento ragionamento, nonchè applicazione della tecnica:

    Mi par graziosa sta santa in stato di grazia, no?

  35. melogrande ha detto:

    Giorgio disse:

    — Sapete che siete assolutamente su una falsa pista? Non si deve pensare a ciò che ci

    potrebbe occorrere, ma soltanto a quello di cui non si può far senza.
     

    Giorgio, talvolta, se ne esce con delle osservazioni piene di buon senso, che vi

    sorprendono.
    Io la dichiaro, questa, vera saggezza, non semplicemente rispetto al nostro

    caso particolare, ma al nostro pellegrinaggio sul fiume della vita, in generale.

    Quanta gente, in tal viaggio, carica la propria barca, arrischiando continuamente di farla arenare,

    con un monte di stupidità che si credono essenziali al piacere e alla comodità della gita, ma

    che in realtà son ciarpame inutile.
     

    Come si sovraccarica la povera barchetta, fino all’altezza dell’albero, di splendide

    vesti e di grandi caseggiati, di servi inutili e d’un esercito di eleganti amici che non si

    curano un fico secco del proprietario, e che il proprietario non stima un centesimo; di

    dispendiosi ricevimenti, che non divertono nessuno, di formalità e di mode, di alterigia e di

    ostentazione, e della paura — oh il più grave e folle ciarpame! — della paura di che cosa

    penserà il vicino, di lussi che nauseano soltanto, di piaceri che annoiano, di vacui sfoggi,

    che, come la corona di ferro dei delinquenti d’una volta, fanno gonfiare e sanguinare la

    testa dolente che li porta!
     

    È ciarpame, amico, tutto ciarpame! Gettalo in mare. Esso aggrava la barca, e t’è

    difficile guidarla, e tu quasi svieni sui remi. La rende ingombrante e pericolosa, e tu non

    hai un momento libero da ansie e da cure, non un momento per sognare a tuo agio — non

    un momento per guardare le ombre procellose che affiorano dalle profondità, o lo scintillio

    dei raggi fra le onde che s’increspano, i grandi alberi della sponda che vi contemplano la

    loro immagine, o i boschi tutti verde e oro, o i gigli candidi e gialli, o i cupi giunchi

    ondeggianti, o le alghe, o le orchidee e gli azzurri non-ti-scordar-di-me.
     

    Getta via il ciarpame, amico! Che la tua barchetta sia leggera, e porti soltanto ciò di

    cui hai bisogno — una casa modesta e dei piaceri semplici, un paio d’amici degni di questo

    nome, qualche persona da amare e che ti ami, un gatto, un cane, un paio di pipe,

    abbastanza da mangiare e da metterti addosso, e un po’ più di abbastanza da bere, perchè

    la sete è cosa pericolosa.
     

    Troverai che la tua barca si guida più facilmente e che sarà meno soggetta a

    rovesciarsi. Se poi si rovescia, che importa? La buona, la semplice mercanzia resiste

    all’acqua. Avrai tempo di pensare, come anche di lavorare. Tempo di bere nel sole della vita

    — tempo di ascoltare la musica eolia che il vento di Dio trae dalle corde dei cuori umani

    che ci stanno d’intorno — tempo di…
     

    Domando scusa. M’ero per un momento obliato.

    (Cit da "Tre uomini in barca" di un J.K. Jerome in stato di grazia)

  36. SAMOTHES ha detto:

    Melo, questo è fra i miei preferiti!

  37. astrogigi ha detto:

    E allora liberiamoci della religione
    il peso più grande di tutti

    Dio non ha bisogno di libri, sacerdoti o sante monache mistiche svanite che stiano li a farsi trafiggere da un angelo di fuoco

    se c'è , non è certo come lo immaginiamo noi

    per me è in noi

    non sopra o sotto.

    e non ha bisogno di milioni di interpretazioni diverse

    quello è il ciarpame

     dopo di che liberiamoci del cibo e delle libagioni: altro pretesto per nutrire il dio corpo e la sua inutile zavorra che ci affanniamo a vestire di divine creazioni di divini stilistai che ci pigliano per i fondelli 

    e piantiamola di menar il can per l'aia

    spirito ?
    macchè: cervello e speranza

    (inno allo scontro, invito alla nuda onestà)

    apres moi, l'orage

    apres nous, RIEN (se non l'ombra del vento…..(cit.Zafon)) ed il profumo vago del nostro penisero.

    salut

    GB

  38. SAMOTHES ha detto:

    A proposito di religioni, Astro: me pari Marte in assetto de guera!

    l tempo mi ha insegnato a non perdere mai la speranza ma anche a non farvi troppo affidamento, perché è vanitosa e crudele, senza consapevolezza..

    L’ombra del vento, Carlos Ruiz Zafòn

  39. melogrande ha detto:

    Ricevuto in privato, ma è un punto di vista argomentato, che vale la pena condividere.

    Nel mio modo di pensare, la grazia è amore come agape, quindi certo di orientamento cristiano e connotato dalla carità ma anche intriso di una pienezza di essere presente già nell'immaginario greco.
     
    La grazia certo è un dono di essere, di conciliazione e salvazione che trova il suo fondamento nella propria pienezza di essere: solo ciò che è già una pienezza in sé e cosciente del proprio grado di pienezza ontologica può donare gratuitamente.
     
    Ancor di più la grazia come amore conosce l'ente cui si dona, in quanto amore stabilisce un rapporto personale e calibrato con la realtà cui si apre, quindi la grazia implica la perfetta conoscenza di sé e dell'altro nei suoi limiti e mancanze poiché la grazia, che completa la finitezza dell'altro e lo salva, colma proprio le lacune di chi la riceve. 
     
    La grazia quindi è un ponte colmante di essere (e la componente estetica non è che un modo di essere) che include anche il livello gnoseologico.
     
    La più alta rappresentazione è Cristo, e nella cinematografia Grace di Dogville

  40. Chapucer ha detto:

    come ben sosteneva Schelling, la grazia si manifesta nell'opera della natura, nella costruzione artistica, nel guizzo di uno squalo.
    la grazia è qualcosa di innato ma anche di rappresentabile
    qualcosa che è mosso dallo spirito
    e che lo spirito diffonde come musica.
    in due parole: la grazia è indescrivibile.

    Buona serata a tutti 🙂

  41. astrogigi ha detto:

    risposta pubblica al privato: prego ?

    proprosta secca: come si risponde ad un "Grazie" ?

    "Prego" direi io.

    ciò non mi autorizza però a sostenere che la grazia si strettamente connessa alla preghiera.

    chiedo troppo se lascio un invito a formulare in modo meno nebulare tutto l'ambaradan gnoseologico e renderlo più accessibile ad un modesto macinatore di numeri e formule quale io sono ?

    se la grazia non è descrivibile, non esiste.

    solo ciò che esiste può essere descritto

    il resto è invenzione

    metafisica del tardo impero

    gb minimus

  42. melogrande ha detto:

    Su, Astro, è più facile da capire dello spazio di Riemann….

    Puoi versare vino solo da una caraffa piena.
    Donare a fondo perduto (la grazia) richiede pienezza e consapevolezza. Al tempo stesso l' amore donato è conoscenza e completamento reciproco.

    E' una specie di base teoretica a quella correlazione tra grazia e carità che avevo intravisto sul piano mitologico ed estetico.

    La preghiera ha molto a che fare con la grazia, ovviamente. Può piacere o no, ma quello di grazia è un concetto che ha risvolti religiosi che non si possono negare.

    Ed andrei anche cauto a dire che "solo ciò che esiste può essere descritto". Lo stesso Aristotele ti risponderebbe citando le dettagliatissime descrizioni di ircocervi, chimere e centauri.

    Suvvia, Astro, tu sai benissimo che l' umano non è composto solo di razionalità, e che i tuoi stessi post non sono mai dissertazioni accademiche, (del che siamo tutti assai felici e vagamente sollevati…).

    Buon equinozio !

  43. astrogigi ha detto:

    http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/titolo/1349578

    mi spiace ma per un pò avrò altro di cui occuparmi….se questa notizia sarà confermata, ve ne scriverò di belle…
    altro che grazia

    più veloci della luceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    ahahahahhahahahah

    siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    benedetti netrini: lo sapevo che dopo una tesi a quel paese mi avreste prima o poi fatto un regalo grandeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    fantastico

    sono ottimistaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    evvaiiiiiiiii

    in ogni caso sarà un giorno memorabile per la fisicaaaaaa

    non sto più nella pelle

    ci voleva

    la grazia ?
    eccolaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    ciao ne ?

    GB felicimmismissimusssssssssssssssssssssssssssssssssss

    (dio aspetta : stiamo arrivandooooooooooooooooooooooooo)

    GB

  44. SAMOTHES ha detto:

    Che cosa sono le extra dimensioni? 

  45. melogrande ha detto:

    Lascia stare, Sam, GB è in preda ai tachioni.

  46. SAMOTHES ha detto:

    Il fatto che i limiti dati dall'intelletto umano non gli permettano di descrivere qualcosa, non sichifica che questo qualcosa non possa esistere, ma… più che altro io direi: che d'è l'extra dimensione? Qualcosa che non esiste, ma che si sta provando a spiegarsi se c'è e com'è? O è un'ipotesi. E se è un'ipotesi e quindi non è una cosa reale, allora non esiste. O esiste? Boh…

  47. SAMOTHES ha detto:

    Ok, mo' ci penso da sola… non arrivando a nulla, ma fa niente. 

  48. melogrande ha detto:

    Tranquilla.
    Ci sono cose non esistono ma si riesce a descriverle, ci sono cose che esistono ma non si riesce a descriverle, ci sono più cose in cielo ed in terra,di quante ne sogni la tua filosofia, e ci sono persino neutrini più veloci della luce che sembrano fatti della materia di cui sono fatti i sogni…

    (Qua GB mi ammazza…)

  49. SAMOTHES ha detto:

    Io penso che sia lo studio dei neutrini che la filosofia servano alla fine a una cosa sola: a sconfiggere la paura della morte e del dolore… e magari a sconfiggere il dolore fisico. Per me, se e quando a questo ci arrivano, vanno benissimo entrambe, che non c'è conflitto se il fine è unico, no?

  50. astrogigi ha detto:

    vi va bene che sono in preda all'euforia….

    ma prima o poi torno e vi spiego…
    vi dico solo che ho un conto in sospeso con i neutrini: al tempo della mia primna tesi la loro definizione era un pochino nebulare ma si assumeva che la loro massa fosse zero così come la loro energia.
    Sono prodotti da fenomeni di fusione termonucleare e la fucina a noi più prossima è il Sole, mentre le maggiori quantità nell'Universo sono prodotte dalle esplosioni si supernova (in M51 e in M101 s ene sono registrate 2 negli ultimi 2 mesi mentre nelle nubi di Magellano ne brillò una nel 1987 ch ediede modo epr la prima volta di strudiare meglio queste elusive particelle
    sotto il gran sasso si trova un laboratorio ch eè il più avanzato delpianeta epr lo studio di tali emissioni. Zichichi ne è l'imperatore supremo.

    da cui immaginate la portata dell'evento: una collaborazione fra CERN e Zichichi ha fatto andare i neutrini più veloci della luceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    Divago
    ma sono ottimista euforico entusiastia in stato di grazia prego e tornerò (celentano dixit)

    3 cose improtanti: se sarà definitivamente confermato l'evento potrebbe significare una svolta verso la comrpensione del tutto, e magari suggellare la definitiva validità del modello a 11 dimensioni dell'attuale ultima release basata sulle superstringhe, inclusa la struttura a brane e la multidimensionalità.
    non ultima entusiasmante implicazione, il Tempo potrebbe finalmente essere riportato alla simmetrica necessità di reveribilità di ogni legge fisica.

    Io sono in solluccheroooooooooooooooooooooooooooo

    sarei disposto a dare una pacca sulle spalle anche al cavaliere, sperando che la sua freccia tempoorale sia per un'ultima volta solo unidirezionbale e se lo porti via irreversibilmente per semrpeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    e poi dicono che i fisici italini non sono all'altezza….le eccellenze del CERN sono tutte italiche

    IO sono italico

    per ora….

    ciuaooooooooo
    SAM sursum corda !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    GB

  51. SAMOTHES ha detto:

    Oh beh… se questa scoperta avrà tutte queste conseguenze che, intuisco, sono tutte belle e positive e stravolgeranno un po' tutto… seppure c'ho capito poco, ma intuito molto grazie al tuo tono entusiastico, GB, direi che c'è da festeggiare. E a me piace molto festeggiare. Mo' festeggio.  

  52. astrogigi ha detto:

    In sintonia con il numero del commento (54) mi permetto di sbalengare di brutto….

    dunque Sam, per darti un'idea della portata di questa scoperta se venisse confermata, potrei dirti che stai leggendo questo commento PRIMA che io lo scriva……

    tento (TENTO) di spiegarmi meglio.

    cos'hanno fatto in sintesi al CERN ?
    Hanno "acceso" un bel lampione a neutrini e l'hanno rivolto verso il Gran Sasso dove c'erano degli amici con un cronometro a misurare quanto tempo dopo l'effettivo CLIC vedevano arrivare la luce di neutrini….

    EBBENE: hanno visto accendersi il lampione 60 nanosecondi prima di vedere te che lo accendeviiiiiiiiiiiiiiii 

    ciò perchè il flusso di neutrini ha viaggiato PIU' veloce della luce che portava l'informazione del tuo gesto

    si è visto prima l'effetto della causa.

    ma si può ?

    pensa Sam: se anzichè un flusso di elettroni che come la luce si muove a "c" (circa 300.000 km/sec) usassi un bel fascio di neutrini per trasmettere questo commento via rete mentre con la webcam normalmente mi mostro che lo scrivo, tu riceveresti il messaggio PRIMA di avermi visto scriverlo

    Tu dirai: ma quante volte in televisione di vede un fuori sencro….senti la voce PRIMA che vedere muoversi le labbra di chi parla: la differenza sta nel percorso dei segnali: uno via terra e l'altro mooooooooooooolto più lungo via satellite.

    nel nostro caso invece, stessa identica distanza

    e l'effetto dell'accensione si manifesta "prima" di vederne la causa…..

    eccedo: Se io usassi una serie di ponti radio a neutrini e facessi fare un lungo giro per lo spazio al mio messaggio, accumulando vantaggio sulla luce sempre più ampio, potrei farti riiceve il mio messaggio 3 ore , 3 giorni, 3 anni PRIMA di inviarloooooooooooooooooooooooooo

    ahahahhahahahha

    mando segnali nel passato via neutrinica….

    capisci SAM che se anche ci gigioneggio intorno, potremmo avere di fronte scenari fisicamente intriganti…..

    …nei quali io sguazzo in stato di graziaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…………

    ed è solo l'inizio….stanotte chissà cosa mi invento….

    GB dal FUTUROOOOOOOOOOOOOO

    clic fra 2 nanosecondi…

    1…

    clicccccccccccccccccccccccccccc

  53. melogrande ha detto:

    Astro, volevo dire…
    Ah, già lo sai.
    Certo.

    Mannaggia ai neutrini.

  54. Chapucer ha detto:

    Melo, non pensare che sia una cosa facile
    assistere a una gara prendendo solo appunti.

  55. SAMOTHES ha detto:

    la sai qual'è la verità Astro? la verità è che se anche nessuno lo sa, fui io che tre anni fa mandai i neutrini al Gran Sasso, e mò sono arrivati solo ora, più o meno come arrivano le raccomandate con il servizio postale odierno. E tutto questo solo per farti vivere un po' di ore in stato di grazia. Ti voglio bene, come vedi.

    Scherzi a parte… questa è una specie di "viaggio accelerato nel tempo"? Vuol dire che esiste qualcosa che può anticipare gli eventi? Vuol dire che tutti quei film di fantascienza non erano fantascienza? Vuol dire che la relatività non è relativa? che vuol dire? Le potenzialità quali sono? in termini applicativi intendo. Cioè, se io mando un messaggio adesso a Melo, gli arriva 10 minuti fa? E' così?

  56. astrogigi ha detto:

    adesso non saltare a conclusioni affrettate.

    la portata di questa evidenza potrebbe essere però di tale sconcertante potenza.

    Te la riformulo in modo ancora più bizzarro: la luce ha una natura duale: è un pò onda elettromagnetica e un pò corpuscolo.
    A seconda dei casi può mostrare comportamenti da onda o da corpuscolo.

    sai cosa potremmo dire adesso ?
    la luce "pesa" di più dei neutrini perchè il fotone, la sua unità elementare, il quantro di luce, potrebbe avere massa…..e così ne rallenta un pò la corsa….

    oppure la precessione del perielio di mercurio si giustifca non perchè la massa solare piega lo spaziotempo in cui si propaga la radiazione elettrromagnetica, ma perchè la massa fotonica viene attratta e deviata dalla massa solare secondo gravitazione newtoniana…

    aaaaaaarrrrrrgggggggghhhhhhhhhhhhh

    era così bella, semplice ed elegante la relatività….e soprattutto, ci avevo messo 40 anni per iniziare a capirne un pochino e adesso va tutto in vacca,,,,

    buahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

    però il fatto di poter viaggiare su e giù per il tempo e magari riuscire ad andare su saturno in 20 minuti mi intriga….

    mi rimetto a studiare subito.
     notte di sogni superluminaliiiiiiiiiiiiiiiii

    mi ci butto

    GB

    (non so cosa vi riserverà l'alba…)

  57. SAMOTHES ha detto:

    Ulteriori novità e delucidazioni sul fronte neutrini dopo la notte di studio? Ci posso viaggiare nel tempo sì o no? Eh? Che ho pensato a un po' di cose che dovrei fare ieri… 

  58. SinuoSaStrega ha detto:

    Leggere Astro è spassoso. Mi pare la dimostrazione vivente di come si abbia bisogno di gremire il pensiero di vincoli (razionali, logici, scientifici…). Cosa succederebbe se si lasciasse andare il pensiero in ogni dimensione. Follia o poesia. Ovunque ne dissemina e con grazia incatenata.
    Siamo ancora a parlare di grazia. Tutte le Grazia che conosco son brutte e sgraziate. Il nome si addice loro  a mò di guanto per il suono: Gra – zia. Un suono che gracchia e punge. Si dovrebbe prestare più attenzione al suono dell parole.

  59. melogrande ha detto:

    Tranquilla, Sam, che ancora GB non si è sbilanciato. Mi vengono in mente curiosità a non finire, ma per il momento me le tengo.

    Strega, sai che è vero ? Chissà perché, la parola "grazia" ha un suono assai sgraziato, con quelle consonanti dure che sembrano messe aposta per essere scostanti. Tanto che le donne spesso lo addolciscono in Graziella (vezzeggiativo) o addirittuta Graziellina (diminutivo di vezzeggiativo…)
    il termine suona male soprattutto in italiano, nelle altre lingue è un po' meglio.

    Non che non si possa fare poesia anche con le parole più sgraziate, mi viene in mente (con poca fantasia) Montale:

    Spesso il male di vivere ho incontrato: 
    era il rivo strozzato che gorgoglia, 
    era l'incartocciarsi della foglia 
    riarsa, era il cavallo stramazzato.

  60. klimt77 ha detto:

    un post sulla "grazia"!
    .
    Quello che ho molte volte immaginato di riuscire prima o poi a scrivere.
    .
    Ma non come enunciazione astratta o tentativo definitorio ch'è concetto sfavillante e fuggevole, materia sdrucciola.
    Ma arrivare prima o poi, a farne uno che ne inchiodasse un frammento, un bordo, almeno uno dei tanti che ho incontrato.
    Quasi a dire:- Eccovela!  Questo è il fantasma che mi guidò negli anni. Questo il maestro che volli seguire e persi mille volte.

    Il tuo post, splendido, mi ha fatto ricordare che ho quel sogno, che lo coltivo e che forse, fra non molto lo riuscirò a sognare…
    Frammentario sì, ma con la desiderata compiutezza!
    Grazie.
    Carlo

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