Arriva Saturno

 

 
Ciò da cui una cosa è stata fatta in modo naturale, attraverso quella stessa cosa deve tornare a uno stato dissolto nella sua stessa natura.
Tutto deve essere dissolto e ridotto a quella forma da cui scaturì
(Anton Joseph Kirchweger, 1728)
 
 
Eccolo che arriva, Saturno.
Vecchio ciarlatano, dio degli oroscopi, il passo lento del contadino zoppo.
Saturno sazia e Saturno semina, etimologie che competono, del resto tutti i vecchi sono ambigui.
Saturno non era il tempo, ma lo divenne. Cronos, che tutto genera e tutto distrugge, Cronos che odia il Cielo e lo evira proprio con la falce il cui uso insegnerà sia agli uomini, perché possano nutrirsi, sia alla vecchia signora, perché li distrugga.
Tutti i vecchi sono ambigui.

Il Re dell’ età dell’ Oro è diventato una sclerotica mummia, è tempo che si faccia da parte, la sua infermità maledice la Terra, la paralizza e la spegne come la ferita del Re Pescatore. 
Saturno non sente ragioni, sono testardi i vecchi. Saturno è lento e pesante come piombo, anzi è piombo, freddo e distante come un imperatore bizantino.

È lui che muove questo scetticismo infastidito perfino da ciò che entusiasmava, è lui che nutre questo rintanarsi nel castello assediato, è lui che chiude i boccaporti e prepara l’ immersione. È sua la quiete anestetizzata, il tossico riposo che a stento e  a fatica si scrolla al mattino, questa lentezza nuova ed estranea, questo lungo tacere che gradualmente vorrebbe scivolare in testardo mutismo, irragionevolmente risentito.
 La perdita è necessaria, tutti lo sanno, l’ accettazione è ragionevole quando tocca ad altri, l’ ostinazione conduce all’ esilio.

Guardatelo, il dottor Faust tornato nel laboratorio, abbandonato anche da Mefistofele e senza più nulla da vendere tranne la sua malinconia.

Tutto passa, anche l’ età dell’ oro, tutto si trasforma. Tutto può corrompersi oppure raffinarsi attraverso un procedimento alchemico.
La raffinazione è cammino verso una sostanza purificata, verso l’ intensità e la profondità della propria essenza. Il processo, inizia con l’ opera al nero, una discesa agli inferi nel buio e nella notte. È un viaggio iniziatico, l’ opera al nero, sotto l’ ambigua protezione di Saturno, il dio dell’ essere, il dio dell’ essenza.
 
 

 

 

 
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27 commenti su “Arriva Saturno

  1. SAMOTHES ha detto:

    Ecco cos'è che mi spinge all'eremitaggio! Il vecchio ciarlatano! Almeno adesso so con chi devo prendermela! 🙂 E io che pensavo fossero le brutture del Mondo umano a indispormi tanto nei confronti del Mondo umano. Invece era il vecchio contadino zoppo! 

  2. melogrande ha detto:

    Proprio lui, guarda un po' quant è brutto…

  3. ricominciamento ha detto:

    Avevo chiamato il mio cane Saturno, ispirata dal pianeta e non dal vecchio scheletrico. Il mio Saturno era giovane e gioioso…fatalità..proprio oggi, mentre giocava, un autista distratto lo ha investito.

  4. melogrande ha detto:

    Mi dispiace davvero tanto, ho avuto un cane, un boxer quando ero ragazzo, e penso di capire quello che provi. 
    Nella mitologia il cane, forse per l' abitudine di scavare,  è legato alle divinità infere e notturne.
    Ade è il padrone di Cerbero, Ecate, accompagnatrice di anime, era la protettrice dei cani, ed era spesso accompagnata o raffigurata esssa stessa nella forma di un cane nero. Eccola.

    Un abbraccio.

  5. E' affascinante la 'coltura' di simboli che ruota attorno alla figura di Saturno il vecchio, Saturno il malinconico, per destino (e per cattivo carattere, diciamocelo) votato alla solitudine e alla decomposizione.
    Eppure in lui convergono anche l’area della pazienza ( sì, in effetti quella 'plumbea' della meticolosità che diventa pignoleria, pesantezza…) e, nel simbolismo cinese, l'area della terra: ciò che questo vecchio malmostoso taglierà con la falce, nutrirà il terreno e sarà alimento per il cambiamento.
    Ho una speranza (piccola, neh): che Saturno tagli, semini e lavori bene l''humus… perché all'età dell'oro (apparente) succeda finalmente l'età dell'uomo humanus, di terra, insomma, senza re, senza untidelsignore…

    Un saluto
    z.
    (che bel respiro ha questo post)

  6. melogrande ha detto:

    Perché dall' humus della terra rinasca l' humanitas occorrere passare attraverso l' humilitas. Ci si arriva solo dopo aver scontato i peccati di arroganza, avendo pagato la propria hybris, recuperando il senso della misura.
    Ci vuole pazienza, insomma, virtù quanto mai saturnina.

  7. d'accordo, molto d'accordo…
    e dentro la pazienza c'è dentro passione e sofferenza.

  8. melogrande ha detto:

    E simpatia, compassione e forse anche un po' di pazzia…

  9. "e dentro la pazienza c'è dentro "
    bella  'sta frasotta, eh :))))))))
    come vedi la pazzia  e la dis-trazione da queste parti non mancano mai:)
    porta pazienza!

  10. Chapucer ha detto:

    ecco, io di fronte a Saturno mi sentirei a disagio…
    (mi verrebbe subito voglia di fargli lo sgambetto!:-))

  11. astrogigi ha detto:

    Saturno è il mio eremo felice; una coorte di frammenti veste l'orizzonte di un sopra e di un sotto, mentre Titano mi ricorda che di Lune ce ne sono molte…

    Non toccatemi il Signore degli Anelli con le inutili cartapeste umane.

    Lo sapevo che quasi 2 miliardi di chilometri non sarebbero bastati a zittire l'umano berciare improprio.

    date agli uomini ciò che è degli uomini e lasciate all'Universo ciò che è delle Stelle

    Così parlò il Signore delle Stelle.

    (melo, giù le mani dal mio giardinetto ….)

    parliamo della riforma finanziaria ?

    GB from Dyone & Rhea

  12. melogrande ha detto:

    Effettivamente, Chapucer, il mondo di Saturno è un po' opprimente.
    Corrisponde alla terra, all' inverno, alla notte.

    Ma è anche il passaggio obbligato in un priocesso di "raffinazione" di sé 
    Traggo la seguente citazione da un bellissimo blog purtroppo abbandonato:

    Essenziale al conseguimento dell'obbiettivo, lo "opus", è la morte iniziale e la successiva "putrefactio" espressa simbolicamente dalla semina e dal seme che nella terra marcisce. Questa fase corrispondente alla "nigredo" e all'inverno. 
    Perché il seme fruttifichi deve essere infatti sepolto nella terra. 
    Questo è il "regime di Saturno", la fase "al nero" che copre da sola la metà del ciclo, così come la notte copre la metà del ciclo solare giornaliero.

  13. melogrande ha detto:

    Ciao Astro !
    Effettivamente mi domandavo come mai non fossi ancora intervenuto…

    Lungi da me l' intenzione di contaminare il tuo beniamino con le "inutili cartapeste umane", qui non di uomini si parla ma cose ben più serie, di dei, di miti, di "cose che non furono mai ma saranno sempre".

    E' dal dio  ha preso nome il pianeta, non il contrario, benchè il Signore degli Anelli fosse lì ben prima che ci fosse qualcuno a pensare di dargli un nome…

    Per farmi perdonare ti omaggio con una foto dell' aurora di Saturno presa dalla bacheca di un amico mio.

    (ps sei sicuro che vuoi parlare di manovra finanziaria ?)

  14. astrogigi ha detto:

     i miti gli dei e le loro affinità sono cose umane, nate con l'uomo e che con l'uomo moriranno.
    di senso possono averne solo nel ristretto terracqueo marcescibile humus umano.

    i corpi celesti sono nonostante l'uomo.

    salut

    per capire di cosa siamo fatti basta parlare di manovre finanziarie

    chifo

  15. SAMOTHES ha detto:

    NO!!! Vi prego, non parlate di manovre finanziarie, non qui, non adesso!!! Che l'argomento si fa interessante… estremamente interessante. 🙂

  16. astrogigi ha detto:

    All'eremitaggio non spingono ne saturno, ne plutone (che è ancora più plumbeo dell'inanellato …), ma il bisogno di allontanarsi dagli uomini per tentare di esser accettati da qualcosa che non meritiamo.
    è un epurarsi delle zavorre misere per provare a vedere anzichè guardare, ad ascoltare anzichè sentire, ad andare oltre pur rimanendo qui.
    non aspetto di morire per entrare in Cielo
    ci vivo 
    i miei piedi sono poggiati a Terra, ma, come dico sempre a mia figlia, occhi, orecchie e naso, nonchè il cervello, sono già immersi nel Cielo.

    ognuno sta solo sul cuor della Terra
    trafitto da un raggio di Sole
    ed è subito sera…

    … a meno che…

    il Cielo si accenda di Miliardi di Stelle

    ed è subito ….

    (continua)……(e continuate pere voi se vi viene in mente qualcosa….)

    ****************************************************************************

    (trattasi di antidoto alla manovre per chi ha voglia di buttar li un sasso…NON in testa a meeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee)

    GB 

  17. SAMOTHES ha detto:

    Mi viene in mente il mito di Persefone e Demetra. Chissà perchè :)? In fin dei conti il momento di Saturno è un po' come il momento in cui Persefone scende agli inferi con Ade, perchè ha mangiato il melograno, no? E vi rimane per sei mesi e in quei sei mesi, lei è la regina degli inferi, colei che conosce le strade ed i sentieri del notturno, del profondo, perchè li ha percorsi e li ha fatti suoi, superando il terrore dell'ignoto. Saturno non piace, perchè non è luce, non è chiaro; è ambiguo e inquietante, come lo sono le ombre della notte, che seguono i contorni, ma non permettono di defnirli, di "vederli". Saturno è un po' come un animale che sa vedere nella notte, un felino zoppicante. 😛 E' così Melo? 
    Il nostro cuore, anche se ci costa ammetterlo, spesso è immerso nella notte e non sa vedere; spesso è la paura che impedisce di vedere e spesso cerchiamo in direzioni che sono più semplici, luminose e ben definite. Però a volte le risposte sono nascoste nel buio e bisogna addentrarsi in esso per capire e rinascere. parlo di miti eh? Parlo di miti. 😛

  18. melogrande ha detto:

    …è subito poesia ?
    (bello sentirti citare un poeta, GB, non scherzo)

  19. melogrande ha detto:

    Tranquilla Sam, in questo momento i nostri governanti sembrano anche loro subire un' attrazione fatale per la Grecia, ma di tipo purtroppo assai diverso e molto, molto più tossico…

    Saturno è vecchio, è serale più che notturno, lento ed assai ambiguo (non privo persino di una certa lascivia). Un po' patetico, persino se non riesce a distillare la sua saggezza.
    E' la vecchiaia che non vorremmo vedere, questo lo rende sgradevole.

    Ade invece fa proprio paura, non si scherza, lui è il dio della morte e del buio eterno, non c'era vita eterna nè salvezza nè redenzione nella visione dei greci, quando è finita è finita.

    Ade è uno dei tre grandi dei, i fratelli che dopo la sconfitta dei Titani tirarono a sorte il mondo, gli toccò l' Oltretomba così come a Zeus l' Olimpo ed a Poseidone i mari.

    Il Plutone dei romani al confronto è una fetecchia, una roba da poco (un po' come il pianeta che da lui prende nome…)

  20. SAMOTHES ha detto:

    Ci sarà un motivo se a me Ade, paura non me ne fa poi tanta? Come se fosse parte di un Tutto inevitabile? Perchè i greci mi sa che avevan ragione: quando si entra lì, penso sia difficile tornare indietro e lo dimostra il fatto che, se non ricordo male, io non ne ho visti mai di quelli che tornano, checchè se ne dica. 😛
    E Saturno, se devo dirla tutta, pure lui fa la sua parte, che se anche non si sa se sta più di qua che di là, comunque fa da ponte. E le fasi di passaggio seppur poco chiare, presuppongono un qualcosa "d'altro" ed il cambiamento non è nè bene, nè male; è semplicemente inevitabile. Insomma, la paura di Ade e la lascivia ambigua del vecchio, mi fanno un po' un baffo. Che sarà? 

  21. melogrande ha detto:

    Per la verità, uno c'è, che è tornato, sia pure a mani vuote…

  22. SAMOTHES ha detto:

    Ok ok, Orfeo è tornato, ma se è perquesto pure Persefone andava e veniva lì, dall'Ade. Che aveva l'abbonamento semestrale, lei. Ma io parlo di comuni mortali, di quelli che come noi se varcano la porta, mi sa che non fanno ritorno. Anche se mi ha sempre affascinato il fatto che nella mitologia le porte stavano un po' dappertutto; perchè se ci si pensa bene sarebbe molto più definitivo un trapasso raccontato attraverso un caduta in un buco nero, nel nulla più assoluto; già dire "nelle viscere della terra" presuppone la definizione di un luogo fisico "dove andare"; invece ci son porte sparse ovunque nei racconti mitologici, come per dire:"questo è un varco, non è la fine "; e si sa che un varco può essere oltrepassato sia in un senso che nell'altro, altrimenti si chiamerebbe in un altro modo. Ed il fatto stesso che i greci immaginassero un mondo sotterraneo dove si andava ua volta morti, presuppone una continuazione di qualche tipo, perchè se l'Ade esiste, già di per sè è un "luogo fisico dove stare", vivi o morti che si sia. O no? E allora pure loro ci credevano a questa cosa che in fin dei conti non finiva tutto lì, con l'ultimo respiro. E tutto quel brulicare di dei e personaggi anche in "quell'altro mondo", doveva pur significare che un "altro mondo" in realtà esiste nell'imaginario, no?

  23. melogrande ha detto:

    Qualcuno c'è, Ulisse, Enea, Dante.
    Certo, sono VIP, mica una roba da  Tour Operator…

    L' Ade è effettivamente "un posto dove stare", perchè in realtà l' anima è immortale, solo che queste "ombre" che stanno nell' Ade sono prive di ogni ricordo della loro vita terrena, sono decerebrati, un specie di zombie che vanno "risvegliati" dandogli del sangue da bere.

    Una roba un po' bruttina, insomma:

  24. SAMOTHES ha detto:

    Effettivamente… è un "posto dove stare", ma non dev'essere un granchè, vista così… 

  25. astrogigi ha detto:

    ma voi, l'avete mai visto Saturno dal vivo ?

    avete mai avvicinato l'occhio ad un telescopio mentre in una notte ferma spara un migliaio di ingrandimenti sul signore degli anelli ?

    dimentichereste in un istante vecchierelli ed inferi, miti e leggende, ade ed adenoidi…

    spazzati via in pochi istanti di fermo temporale…

    persefone chi era costui ?

    Titano oh quello si che lo vedete….e se siete nei tempi giusti magari vi entrano nel campo inquadrato anche Dyone, Theti e Rhea…

    dovete venire a fare un giro in Agristellarium….

    allora si che sarete usciti a riveder le Stelle….

    gb

  26. SAMOTHES ha detto:

    N'do sta Agristellarium, Astro? 

  27. astrogigi ha detto:

    http://www.astrogigi.it/Agristellarium.kmz

    il file che si scarica si apre con Goolge Earth

    planerete direttamente sulla location dell'Osservatorio

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