Sinceramente bugiardo

 
 
 
C’è il mondo dentro e il mondo fuori, e non sono la stessa cosa.
Il mondo dentro è in qualche modo immagine di quello fuori, ma immagine è parola pericolosamente vicina ad immaginazione
Sempre di immagini si tratta, sì, ma c’è di buono che quando quelle fuori non piacciono più di tanto si può sempre crearsene in testa delle altre, alternative.
Le immagini delle cose non sono le cose, questo va da se, però la differenza fra le immagini che vengono dall’ esterno e quelle “interne” la si percepisce bene, il più delle volte.
Questa differenza è una cosa importante perché genera uno scarto, ed a questo scarto si può reagire in due modi diversi.
Uno è quello di portare l’ interno verso l’ esterno, adeguare o cercare di adeguare se stessi al mondo, cercare l’ armonia col cosmo.
Mi rendo conto che non trovo modo di esprimere questo atteggiamento in un modo che non appaia ingenuo, primitivo, naif. A tal punto per noi è screditato questo modo di atteggiarsi nella vita, che ormai lo associamo automaticamente a primitivismi da antropologi o strampalate eccentricità da new age.
Niente che abbia attinenza con la vita vera.
 
La vita vera, quella funziona in modo opposto, questa è la percezione comune, consiste semmai nel portare l’ esterno verso l’ interno, adeguare il mondo a se stessi, imporre una propria immagine, una “forma” alla realtà dell’ esistente.
Così funzioniamo, noi uomini d’ Occidente, ammesso che questa espressione mantenga ancora un qualche significato in un’ umanità sempre più globalizzata ed omologata al canone, appunto, del pensiero occidentale.
 
Adeguare il mondo alla mente è la modalità del potere.
Imporre la propria volontà alla realtà, piegare la resistenza della materia, plasmare la natura secondo il desiderio, rendere il mondo stesso l’ immagine fedele di un sogno, in questo consiste la “volontà di potenza” che ci contraddistingue e ci caratterizza.
Una volontà che naturalmente può altrettanto applicarsi ad esseri inanimati come a quelli animati e senzienti. Può applicarsi finanche a se stessi, se è vero che in qualche modo persino l’ anoressia è interpretabile come un supremo trionfo della volizione sulla materia, la propria materia corporale.
Non è il caso di dilungarsi oltre a spiegare, credo, anche perché quello che mi interessa cogliere è un punto un po’ diverso, connesso invece con i limiti intrinseci di questo approccio.
 
Non è detto, naturalmente, che il mondo si lasci davvero infinitamente plasmare, o le persone dominare. Neppure a se stessi si riesce ad imporre totalmente la propria volontà, le persone anoressiche spesso coronano con la morte il trionfo della volizione così tenacemente perseguito.
E allora che si fa ?
Che si fa se lo scarto permane, il mondo resta scisso, le immagini interiori rimangono inconciliabili con quelle esteriori, la frattura è insanabile ed insanata.
 
Si può scegliere di tenere per buono il mondo della realtà, quello fuori, accettando la propria finitezza umana, la propria limitatezza ed insufficienza. Accontentandosene.
Ma si può reagire in modo opposto, tenere per buono il mondo interno, ritirarsi a vivere lì dentro, non uscirne più perché lì dentro si sta bene, meglio che fuori. Ci si può rintanare nel mondo della propria mente fino ad accettarlo come “il” mondo reale, come il “vero” mondo, mentre è quello fuori che appare come un “mondo parallelo” e non veritiero, un mondo falso proprio perché non adeguato al mondo interno.
Prendere per vere le immagini create dalla mente e non quelle poggiate sulla realtà esterna è, etimologicamente, la radice della parola “mentire” (da “mens”). Si mente quando si tenta di spacciare al mondo le immagini, appunto, della propria mente.
Insomma, nella sua accezione più estrema, chi mente è persino sincero ed in buona fede, coerente con un mondo che ha perso l’ aggancio con la realtà ed ha preso il sopravvento su quello esterno.
Chi mente racconta una storia, ma è una storia in cui spesso davvero crede.
“Io sto mentendo” è d’ altronde un antico e classicissimo paradosso, perché se è vero che sto mentendo, allora quello che dico è falso, ma se quello che dico è falso, allora non è vero che sto mentendo, ma non funziona nemmeno così.
 
Dalla prigione autoreferenziale si esce solo scontrandosi nuovamente con la realtà, uscendo fuori, riabbracciando il mondo, accettando la propria limitatezza e finitezza.
Uscire dalla menzogna richiede l’ atto supremo di umiltà, la rinuncia all’ idea della propria onnipotenza.
Non è facile per niente.
 
 

 

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35 commenti su “Sinceramente bugiardo

  1. SAMOTHES ha detto:

    Non credo che rinunciare alla propria realtà interiore per una realtà esteriore che non ci somiglia valga la pena. Perchè si dovrebbe? A che scopo? Per non deludere le aspettative di chi?  
    La vita è un soffio e forse varrebbe la pena cercare in noi ciò che è potenzialmente presente, anche se il contesto in cui viviamo non lo considera.
    Voglio dire: se la questione verte sulla nostra crescita personale, perchè porsi il problema di ciò che il contesto richiede, se ciò che richiede non aiuta noi stessi a crescere?
    La vera menzogna, come tu ben dici, è quella che ci porta ad allontanarci da noi stessi assecondando e seguendo una realtà "esterna", che non ci somiglia se non nella misura in cui siamo costretti a rapportarci con essa.
    Qual'è lo scopo del rendersi conto che viviamo in due realtà parallele? E quali sono le immagini reali? Quelle mie, che mi costruisco io con il mio pensare o quelle di altri, che altrettanto si costruiscono le loro, con il loro pensare?
    In realtà io credo che queste siano visioni distorte.
    Non c'è "accettazione" del proprio mondo interiore, perchè quello che noi percepiamo come tale è il Mondo che abbiamo, che fa parte di noi; non ce lo siamo scelti, quindi non possiamo accettarlo, ma possiamo solo imparare a viverlo. Sarebbe com dire che noi abbiamo accettato di nascere. Non sta in piedi.
    Come non c'è "accettazione" del Mondo "esterno", perchè anche quello non ce lo siamo scelti, ce lo siamo ritrovati e allo stesso modo dovremmo solo fare in modo che il nostro essere si proietti sul contesto in cui viviamo in modo tale da renderlo più simile a noi e non viceversa.
    Per fare questo però è necessario capire prima chi noi siamo, come siamo e che cosa ci manca, perchè ci sentiamo spesso così "incompleti" disancorati da noi stessi.
    In realtà io penso che non è vero che ci sono mondi interni o mondi esterni; questo è solo quello che il nostro pensiero ci porta a concepire, perchè abbiamo bisogno di schematizzare tutto per cercare di comprendere che cosa ci sta succedendo.
    Se ponessimo davvero attenzione a ciò che noi percepiamo attraverso i nostri sensi, ci renderemmo conto che è così, che questa spiegazione di "mondi paralleli" è una distorsione data dal nostro pensare.
    E non c'è un Mondo più falso o più vero: c'è solo la percezione di noi stessi in relazione al Tutto e di noi stessi in relazione a noi stessi, che comunque facciamo parte del Tutto.
    Non esistono mondi paralleli interni o esterni e in noi vi sono diversi livelli di percezione in relazione a questo.
    Esiste il nostro Pensiero, la nostra mente che vive il Mondo attraverso i nostri sensi, ma abbiamo anche altri mezzi per percepire il Mondo.
    Il pensiero è una ricchezza meravigliosa, ma può diventare una barriera nel momento in cui si alimenta di se stesso e non permette al nostro essere di rapportarsi liberamente con il Tutto.
    Perchè il Pensiero monopolizza la nostra capacità di percepire il Mondo attraverso i  sensi che abbiamo e non permette loro di lavorare come potrebbero.
    La sensazione della quale tu parli è data dal fatto che spessissimo la nostra mente si astrae dalle sensazioni fisiche, dal Mondo nel quale siamo immersi e quindi da una parte essenziale di noi stessi; si astrae per diventare puro Pensiero.
    In questo non c'è uno scopo se non quello di rassicurarci in merito alle nostre paure profonde.
    Il punto è proprio questo io credo: è come se il pensiero fagocitasse tutto il nostro essere a suo unico beneficio e in un certo senso viviamo con una limitazione autoimposta e questa limitazione ci fa sentire come se vivessimo una sorta di "scardinamento" di tutto nostro essere.
    Tutto per far tacere la parte più profonda di noi stessi, che ci spaventa, ma anche ci appartiene. Ignorarla non è sano.
    E non è piacevole; qualcosa ci manca, lo sentiamo, è un disagio perenne, forte, perchè ciò che non abbiamo sviluppato dando troppo spazio al razionalizzare tutto, è una parte importantissima di noi stessi, del nostro vivere.
    L'Uomo è molte cose: non è solo logica razionale e non è solo pensiero e non è solo corpo o spirito o percezione.
    L'Uomo è tutto questo eforse anche più di questo, ma messo insieme in un essere unico, complesso e ricco.
    Forse il Pensiero è la parte che l'essere umano e l'uomo occidentale in particolare, è riuscito a sviluppare meglio.
    Ma si può dire che è così in generale per la specie umana in toto: basti vedere che capoccia ci ritroviamo; una scatola cranica grossa come un cocomero che ha la sola funzione di contenere un muscolo pensante.
    Siamo degli elaboratori bestiali. 🙂 Ma la parte bestiale ce la siamo scordata in giro da qualche parte nel corso della  nostra Storia. L'abbiamo rinnegata, nascosta, resa "innocqua" in nome del Pensiero razionale. E con essa abbiamo rinnegato molte altre componenti del nostro essere.
    L'uomo occidentale (ma non solo) vive questa condizione di scissione da ciò che è rispetto a ciò che pensa, come se fosse solo ciò che pensa. E ovviamente non è così.
    Ma non so se la si può definire una "menzogna"; credo che ormai sia diventata più una limitazione profonda, la mancanza dello sviluppo di una componente essenziale dell'individuo umano.
    Perchè una qualsiasi esistenza possa essere vissuta con il giusto equilibrio, di questa componente che in molti di noi manca, ha estremo bisogno.
    E' come se ci fossimo allenati per centinaia d'anni in una sola parte di noi stessi; la componente razionale si è sviluppata benissimo ed è efficacissima, ma tutto il resto è latente, soffocato e langue e ci crea disagio, ci destabilizza.
    Manchiamo insomma della componente sensibile e spirituale che in altri popoli che hanno vissuto in contesti sociali diversi, con storie diverse, ha avuto modo di crescere e di evolvere un po' meglio.
    Noi occidentali in questo dimostriamo spesso di essere delle specie di trogloditi. Forse è nel riuscire a prendere coscienza di questo che è richiesta l'umiltà della quale tu parli. E io ti dò ragione Melo. Pienamente ragione. Peccato però che l'umiltà è una di quellecose deplorevoli che nella cultura occidentale dell'uomo votato all'affermazione del proprio status economico e sociale a tutti i costi, non è contemplata… siamo tutti (o quasi) vittime di una sorta di condivisa stupidità collettiva. 😦 

  2. SAMOTHES ha detto:

    Oh mamma. Scusami Melo… non mi son resa conto di aver scritto tanto Pubblicando però si vede e… pardòn! 

  3. Diaktoros ha detto:

    Mi pare, Samothes, che la conoscenza di noi stessi sia stata posta come priorità proprio dal pensiero occidentale e che sempre questo pensiero abbia sviluppato le condizioni per accettare o non rifiutare le componenti nascoste e non razionali dell'uomo. La preminenza dell'individuo sul mondo è ugualmente caratteristica di una parte del pensiero d'Occidente (Stirner, Nietzsche). Al contrario, mi sembra che proprio da Oriente provengano forme di pensiero censorio e limitativo, che pongono principi superiori (religiosi, cosmici), ai quali l'individuo dovrebbe adeguarsi reprimento o cancellando le proprie pulsioni individuali. Non mi pare che con questi metodi si raggiunga l'armonia. L'armonia si ottiene sviluppando l'uomo, tutto intero, e portandolo a una serena convivenza con l'altro, con tutto l'universo esterno. Ovviamente, non è cosa facile. L'uomo deve capire di non essere un'isola e che operando per il bene del mondo fa anche il suo proprio bene. Bisogna evitare di autodistruggersi o cancellarsi, come anche di voler distruggere il mondo, o meglio tutto quello che nel mondo pare non essere in consonanza con l'io.
    Insomma, ci vuole un gran bel lavoro.

  4. SAMOTHES ha detto:

    Diaktoros, condivido, ma io no ho fatto raffronti in termini competitivi o critiche fini a se stesse; ho solo cercato di capire che cos'è che ci porta lontani da noi stessi in un contesto qual'è quello in cui vivo io; io non difendo il pensiero occidentale a fronte di quello orientale, come non difendo il pensiero orientale a fronte di quello occidentale, ma attraverso la valutazione delle diversità dei due pensieri (se così si possono chiamare) si può arrivare ad una maggiore comprensione di entrambi e quindi di noi stessi. Lo scopo non è capire quale dei due sia il migliore, lo scopo, come dici bene tu, è quello di arrivare a comprendere come arrivare ad un'esistenza che ci consenta maggiore equilibrio. Credo che arrivando a questo l'uomo sarebbe portato a capire, come ho già detto, di essere parte del Tutto e come tale non può che agire per l'evoluzione di se stesso e del contesto in cui vive e quindi anche del prossimo. L'idea individualista in tal senso viene a cadere per forza di cose, perchè è solo un'idea, è solo pensiero e non ha nulla a che vedere con la nostra reale condizione; è una percezione distorta che abbiamo di noi stessi e nasce dall'essere eccessivamente autocentrati. Noi non siamo nulla soli, siamo parte di qualcosa e quel qualcosa è il Tutto. Sapere, "sentire" questo porta ad un approccio diverso, più aperto e più consapevole con la nostra esistenza e in tal senso hai perfettamente ragione: c'è molto, moltissimo da fare. 🙂 Mica è na robetta da niente, questa.

  5. egle1967 ha detto:

    A volte dietro alla frase "accettare la limitatezza" si nascondono altri pensieri. Lo si dice, ci si convince di questo per non cadere nello sconforto più totale. Quando le nostre energie positive che producono una spinta verso la conoscenza o verso qualche progetto, non vengono corrisposte, quando il mondo non risponde al nostro entusiasmo, facilmente ci fermiamo a pensare che dopotutto siamo limitati e che dovremmo accertarlo(ci) cosi'. Ma quello che produce la spinta è un'altro stato d'animo, è la forza di credere che qualcosa di bello per te e per gli altri si puo' fare e tu ce la farai.
    Condivido il pensiero di Sam, abbiamo rinnegato la nostra parte "bestiale" e dovremmo rivisitarla perch' credo davvero che il pensiero da solo sia troppo ingannevole.
    Lo scarto tra il mio mondo interno e quello esterno quasi si dissolve quando da sola sono nel Tutto e questo avviene (per me ) solo a contatto con la Natura.

  6. melogrande ha detto:

    Sam, commenti come i tuoi sono il sogno di ogni blogger, altro che scusarti…
    Nel merito, credo che il problema sia un po’ più complesso.
    C’ e’ il mondo esterno e quello interno, e poi c’e’ quello che noi vorremmo fosse il mondo esterno e quello interno.
    E tanto puo’ la volizione che spesso vediamo cio’ che vogliamo vedere e non cio’ che davvero e’.

    La volizione non riusciamo a domarla e questo lo sa anche la cultura orientale, che tenta di risolvere il problema alla radice: puoi essere felice solo imparando a NON volere, uccidendo il desiderio. Sinceramente non so se loro davvero ci riescano, di sicuro un occidentale fa prima a buttarsi dal ponte…
    Mission impossible, imparare a non desiderare.

  7. melogrande ha detto:

    Devo dire che condivido l’ esperienza di egle: le volte in cui mi e’ parso di avere davvero ottenuto corrispondenza perfetta tra il mondo fuori e quello dentro, ero immerso nella natura e, normalmente, anche assai sudato…

  8. SAMOTHES ha detto:

    Nel mio piccolo, ho imparato una cosa, credo: a non imparare a non desiderare. E per chi ha ricevuto un'educazione di stampo strettamente cattolico e tradizionale non è poca cosa, no davvero. Alla faccia degli orientali che dicono che l'illuminazione si ottiene astraendosi dal Mondo. Non ci credo e non perchè sono un'occidentale, ma perchè la Natura è la mia maestra e la Natura non insegna che si vive meglio andando contro Natura. Astrarsi per un essere umano è innaturale, perchè rinnega la sua parte animale e questa è una roba che io insito a dire che non è utile, non è buona. Mi spiace se qualcuno si scandalizza, se qualcuno si sente urtato da questo, ma questa è la verità. La Natura insegna a vivere ciò che da essa ci arriva, a sentirla a essere nel Mondo con tutti i sensi che la Natura stessa ci ha messo a disposizione. E Lei non sbaglia, Lei è l'equilibrio che cerchiamo. Per sentirlo, per viverlo io penso che dobbiamo arrivare a sentirci in Lei. Se io sono nel Mondo in modo sufficientemente intenso da sentirmi parte del Mondo, non è che ci arrivo prima all'illuminazione? Io mi fido di più delle intuizioni che mi arrivano osservando ciò che mi circonda; lo osservo con il mio Corpo, ma anche con ciò che mi spinge a cercarlo; lo cerco questo qualcosa, per capirlo; lo osservo con il mio Pensiero e l'osservo con ciò che qualcuno ha chiamato anima, qualcuno ha chiamato spirito e che qualcuno si è limitato a dire che c'è, senza dargli un nome e senza definirlo, forse perchè è vero che non è definibile, non a parole (nonostante le parole siano potenti, non possono tutto). Osservo con tutto ciò che sono, con il mio essere e quando sento che il mio essere va ben oltre me stessa allora so che ho trovato la strada. Perchè noi ci pensiamo confinati in noi stessi, ma non è così: noi siamo anche ciò che va oltre al limite datoci dal nostro corpo, ma se rinneghiamo il nostro corpo, se rinneghiamo il fulcro di noi stessi, non possiamo trovare ciò che di noi si estende oltre. Il nostro centro èimportante, fondamentale; se lo rinneghiamo, rinneghiamo il Tutto. Ed è così che vivo il Mondo; questo mi insegna a fare la Natura. Io sfido chiunque a dirmi che dovrei astrarmi per essere in equilibrio e per trovare la Via. la Via è vivere e non si può vivere se rinunci a vivere. Occidentalmente, o meno parlando. 

  9. egle1967 ha detto:

    Credo che lo scarto che ci puo' essere tra la consapevolezza del desiderio e la somma delle azioni e dei comportamenti che adottiamo, a volte senza preterintenzionalità, sia enorme. La natura umana ci porta a desiderare e noi dovremmo essere consapevoli di questo, dei nostri desideri, indotti o meno, profondi e superficiali e forse la filosofia orientale puo' aiutarci a vederli e a sentirli come qualcosa di staccato da noi, i nostri desideri non sono noi . Quindi se non vengono soddisfatti non devono portare all'annullamento della nostra identità, ad una crisi depressiva o che, cosa che spesso accade sempre più nell'Occidente. E neanche dovremmo dedicare le nostre energie  e manipolare gli eventi in maniera radicale perchè si vedano realizzati i nostri desideri .. Lasciar entrare il mondo, consapevoli dei nostri desideri che possono cambiare in relazione all'ambiente che ci circonda e considerando il tutto è già un passo da Gigante e…..Melo, questo avviene quando la mente è sgombra da inutili cose e pensieri, in montagna, dopo aver sudato un po'.

  10. SAMOTHES ha detto:

    Non so se è vero che i nostri desideri non sono noi. Ciò che il nostro cCorpo, la nostra mente e tuitto il nostro Essere producono sno noi. Perchè scindere? Perchè doversi dissociare da un impulso che ci porta a desiderare, a pensare, a sentire? Non è che se si pensa di non dover desiderare si smette di desiderare. Non è che se si medita per indirizzare la nostra coscienza verso un desiderio diverso, il desiderio della consapevolezza, smetiamo di essere individui che desiderano. Noi vogliamo sempre qualcosa. E non è sbagliato o giusto. Siamo questo, siamo esseri che bramano e che vivono e non è sbagliato, o giusto, semplicemente è naturale. Ciò che possiamo fare è imparare a desiderare ciò che più ci somiglia, ciò che ci porta a stare veramente bene, ciò che con il tempo non si rivolti contro noi stessi e contro chi ci sta accanto. C'è una Via per arrivare a questo e questa è quella che insegna a donare ciò che siamo. Se tutti donano ciò che di loro c'è di meglio al Mondo, allora il Mondo donerà loro ciò che c'è di meglio da vivere, ma perchè questo accada, non è utile rinnegare una parte di noi stessi. I nostri desideri ci appartengono e credo che per questo siano parte di noi. Noi possiamo donare anche i nostri desideri agli altri, vivendoli, rendendoci conto che esistono e indirizzandoli a una concezione non egoistica. Io posso desiderare di essere migliore. Non necessariamente devo desiderare qualcosa di materiale e non necessariamente devo desiderarlo solo per me. Il desiderio di rendere il mio personalissimo Mondo migliore ha come diretta conseguenza il desiderio di rendere tutto il MOndo migliore, perchè io sono parte del Mondo e se miglioro me stessa, allora miglioro il mondo. Questo non ha nulla a che vedere con l'egoismo eppure questo è un desiderio che tuti possono avere. Tutto sa nell'imparare a distinguere quali sono i desideri che davvero ci portano ad appagare noi stessi nel modo migliore per noi e per chi ci sta vicino. E' possibile ed è naturale farlo. 🙂

  11. feritinvisibili ha detto:

    … uscire dall'ego, sarò fissata ma il tuo discorso si avvicina molto a quello che fa uno studente di kabbalah… ((((:

  12. egle1967 ha detto:

    La tua Sam è una visione bellissima della vita ed anche io vorrei arrivare a sbarazzarmi completamente di desideri egoistici, ma non ce la fo, detto sinceramente non ce la fo proprio. Sui desideri, credo che gli uomini desiderano spesso quello che vedono, quello che è alla loro portata e quindi è sempre un po' condizionato dal mondo intero con cui si viene a contatto. Difficile dire che quei pensieri e desideri siano nell'essenza noi.

  13. SAMOTHES ha detto:

    Sarà Egle, che mi è capitato di non essere più raggiunta da molti dei condizionamenti dei quali parli, arrivando qui, e non ne rimpiango nemmeno uno. 😀 Così è molto più facile liberarsi di desideri superflui e inutili. Qui vige la legge del "necessario". 🙂

  14. astrogigi ha detto:

    Bello bello bello: qui sono sicuro qualunque cosa scriverò potrebbe originare flussi e riflussi, onde e scossoni.

    Esordirò con un tormentone della più bella trasmissione radiofonica di tutti i tempi che fu Alto Gradimento:  " L'UOMO E' UNA BESTIA !!!"

    Lo è non tanto perchè facente parte del regno animale, ma perchè come tale insiste a comportarsi tirandosela come se non lo fosse.

    L'uomo è arrogante nell'esercizio del pensiero.

    Lo rivolge sempre da se verso il resto del mondo e quando non pecca di presunzione lo rivolge verso se stesso, cercando nel suo ombelico una giustificazione plausibile alla sua fallacità e mediocrità

    E cosa fa quando scopre di essere minus quam ? 

    Si inventa una divinità che lo elegge a proprio figlio costruito ad immagine e somiglianza della divina perfezione.

    Presuntuoso, e pure stupido, ottuso e cieco e sordo.

    e brutto.

    ma avete mai guardato bene un fiore ?
    o un albero ?
    o un fiume ?
    o il Cielo ?

    anche una stupidissima zanzara può fare ciò che a me è negato: volare….

    ed allora io che fò ?
    uso il pensiero per volare…..

    supero anche la velocità della luce perchè nel momento che mi penso all'altra estremità dell'Universo, già ci sono….

    e intanto che penso al mondo, all'Universo, alla simmetria elegante del creato, mi dimentico della mia mediocrità e mi elevo ad un livello superiore: non esiste più "io", desiderio, voglia, brama, peccato….ma esiste stupore, ammirazione, estatica contemplazione di bellezza (divina ? – mi concedo di non porre il quesito: non è importante…)

    come posso desiderare ciò che già ho ?
    il privilegio di essere vivo DENTRO una Natura – Universo, TUTTO (chiamatelo come volete, mi avete capito)

    astrazione ha come radice astro…..ci sarà un motivo

    umiltà dici Melo….è una conquista facile se ci pensi….basta ricordarsi cosa siamo….basta uno starnuto di un vulcano e noi siamo polvere

    ma dalla polvere e dal gas nascono le Stelle….
    noi polvere (io sostengo altro materiale meno nobile) eravamo, e polvere ritorneremo.
    mica perchè l'ha detto un dio qualunque….

    c'è la vie…

    non sono in sintonia con chi sostiene che dovremmo rivalutare la nostra parte animale.

    ce la dobbiamo tenere purtroppo: è l'unica cosa che ritengo di origine divina: una punizione eterna per la nostra presunzione ed arroganza.

    tanto è risaputo che le divinità servono per giustificare le punizioni no ?

    sono i più begli uomini neri o lupi cattivi che la mente vigliacca di chi non ha palle (pardon Madames !!!!!) potesse inventare.

    Ci vuole coraggio Melo ancor più che umiltà per accettare che nulla siamo e nulla rimarremo 
    a meno che si provi ad uscire dall'umano e si tenti di cogliere l'armonia di tutto il resto.

    invertire la prospettiva ci assegna un ruolo marginale, insignificante…eppure la natura è economa
    il principio di entropia minima (assodato e testimoniato anche solo dalla forma dei corpi celesti) certifica che se ci siamo una ragione c'è.

    La Natura non si sarebbe disturbata ad inserire uno sgorbio nella sua dinamica se uno scopo non ci fosse stato. 

    forse perchè la Natura non pensa: esiste

    Cogito ergo sum ?

    non è meglio : Ago ergo sum ? Agisco dunque esisto ?

    non dovremmo nemmeno pensarci al pensare.
    dovremmo limitarci a farlo

    usiamo cervello e cuore
    non ventre o ancor più giù…da li arrivano le punizioni…stiamo alti…beviamo thè e mangiamo verdure
    compriamoci ciò che piace a noi e non agli stilisti….

    Giuro che se incontro ET gli chiedo se da loro ci sono dolce e sottana o roberto cammelli o che ne so io….muslim dior….

    in verità. in verità vi dico…..che non so cosa dire….

    quando leggo di queste cose finisco sempre per avvertire forte, profondo, esasperante il disagio di essere umano.
    provo vergogna per la mediocrità che schiaccia le sterminate possibilità che la natura ci ha dato di eleggere il pensare a strumento per cogliere il senso dell'esistere….
    Un protone vive milardi di anni ma non credo sia dotato della capacità di rendersene conto…
    noi viviamo una manciata di attimi e riusciamo a creare la vita
    (mia figlia ha la patente da una settimana, è fuori e non è ancora rientrata…uffa che ansia…).
    nessun atomo freme…si agita si di moti che fanno felici gli studenti di fisica…ma non gode nei momenti di ionizzazione….

    eppure ci ostiniamo a far leva sui bassi istinti….
    sugli interessi della carne
    sul sesso degli angeli (e delle diavolesse in tutina rossa aderentissimaaaaaaaaa con coda cornetti e tacchi alti..(queste però le terrei.., mi fanno bel colore…e ridanno colore anche a me ahahahhaaha)ùù

    non è che mi è toccato il solito diciottesimo commento della kabbalah o come diamine si scrive nè ? quello che va del tutto fuori….

    ecco la via della salvezza….tutti fuoriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

    (qualcuno lo sostenne che i veri saggi sono i pazzi…ma gli diedero del pazzo….)

    o no …

    notte 

    o giorno….va bè…a dopo

    GB

  15. SinuoSaStrega ha detto:

    Astro è molto sincero, così sincero da sembrare pazzo (o lo è?). Onesto. Ha messo il dentro fuori e il fuori dentro in questo commento, e quasi me lo rileggerei  da quanto mi piace.
    Quel che penso – senza fare un pippone- è che si è sinceri quando si trova il modo di dare voce e quindi dare diritto di cittadinanza alle diverse espressioni di noi stessi, alla molteplicità, facendo in modo che coesistano anche solo in noi stessi (perchè mica si può sempre mostrarsi come siamo articolati e disarticolabili!). Melo, questo post è un po' presuntuoso, e diciamolo suvvia. Tutte queste domande, la logorrea, l'inanellare ragionamenti su ciò che è solo natura. Non è che stando dentro ci sentiamo grandi e il mondo ci pone di fronte al limite. Spesso è il contrario: il mondo autoreferenziale – l'estraniazione – produce fantasmi, paure, psicosi. Il mondo agevola l'attitudine a non farsi fagocitare da se stessi e, in più ci permette di esternare le diverse parti di sè. Questa è arte.

  16. astrogigi ha detto:

    io lo è Sinuosa…io lo è

    fidati.

    GB

  17. utente anonimo ha detto:

    Argomento davvero interessante!
    Il mondo interno ed il mondo esterno!
    Ho provato ad immaginare, rifacendomi al pensiero orientale diametralmente opposto al dualismo tipico occidentale, che non vi sia distinzione, separazione…
    Desidero (a proposito: non tutte le filosofie orientali auspicano l'annullamento del desiderio per poter raggiungere l'illuminazione…)sapermi parte integrante ed attiva di questo universo.
    Chi sono? Chi siamo? Come possiamo essere altro dal mondo(esterno) di relazioni che influiscono nella nostra vita tanto da modificarne ogni volta sentimenti e percorso e che a nostra volta  possiamo influenzare? 
    In queste dinamiche vi scorgo una continuità entro la quale dobbiamo muoverci e finalmente dare un senso  alla nostra vita…
    Sicuramente sussiste una individualità che spesso confligge con quella altrui e questo genera divisioni, incomprensioni e se è la "bestia" primordiale, fatta di solo istinto, a prevalere allora ci smarriamo perchè noi siamo qualcosa di più del puro istinto: siamo coscienza e ragione…siamo universo che pensa se stesso! 🙂
    Coscienza e ragione(e cuore perchè no!) ci offrono una possibilità, grande direi, quella di poter "trasformare" di leggere il mondo con una chiave di interpretazione che esula dalla resa o dalla vittoria per sopraffazione.
    Relazione. Cercata, voluta, sperata, viva e agente…
    Sia essa positiva o negativa deve essere lo sprone per migliorare noi stessi (è un mio grande desiderio!:)) e se miglioriamo noi stessi stiamo rendendo il mondo migliore…
    Lo so, è banale.
    Ma, a parer mio, così "sinceramente vero" !

    Luna

     

  18. feritinvisibili ha detto:

    Luna guarda qui, a proposito di desideri:

  19. feritinvisibili ha detto:

    .. e questo è per te Melo, a proposito del tema di questo tuo post:


    (sto diventanto una piaga con questa kabbalah, eh!… chiedo perdono)

  20. melogrande ha detto:

    Luna,
    a dire il vero la discussione si è alquanto allontanata dal mio post originale, che riguardava più semplicemente  il meccanismo mentale di chi mente "credendoci" quasi in buona fede.

    Ma questo non è un male perchè sono venute fuori posizioni assai interessanti.

    L' idea che potremmo in fondo ritenerci il punto cruciale in cui la natura ha raggiunto la soglia della autocoscienza la penso spesso e mi piace molto.

    In questa ottica la  ricerca della verità potrebbe persino coincidere con un processo di progressivo autosvelamento della natura a sè stessa…neanche una brutta immagine dal punto di vista filosofico.
     

  21. astrogigi ha detto:

    Alla Natura NON serve l'autocoscienza

    non ne ha bisogno

    siamo noi ometti che dobbiamo in qualche modo giustifcare a noi stessi la nostra esistenza.

    La coscienza serve a chi ha bisgono di conferme.

    La natura E'.

    Ricordi il Banco ? "…Da qui Messere si domina la valle…ciò che si vede….E'…."

    punto.

    GB

    Cmq Macchiavelli aveva ragione: ripetere una menzogna in modo convinto e reiterato, la trasformerà in realtà.

    Ma all'uomo continuare a ripetersi che è Cigno, non combierà la sua natura di brutto anatroccolo…..anche se lui si vede cigno, brutto e pelacchiato rimane in realtà….

    lo so perchè e' una vita che mi ripeto di essere bellissimo, altissimo levissimo…ma sono ancora un rospetto rancido e bruttino…uffaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    Gb demoralizzato….sniffff

  22. melogrande ha detto:

    Gb,
    te l' ha detto la natura essa medesima che non gli serve l' autocoscienza ?
    E quando te l' ha detto ?
    Ma perché sono sempre l' ultimo a sapere le cose eh ????

  23. SAMOTHES ha detto:

    La menzogna non esiste. 🙂
    In sè tutto ciò che l'uomo pensa non esiste.
    Perchè il pensiero è mera speculazione su ciò che la Natura E': e così ripeto un po' quel che dice Astro. Certo il Pensiero serve all'Uomo per rendersi conto che anche lui è, ma un'esigenza dell'Uomo; il Pensiero  non è concreto come una roccia o come il filo d'erba o come l'acqua che scorre. 
    E per di più il Pensiero crea piacere all'uomo. Guardando i video riferiti alla Kabbalah che ha postato feriti ho pensato che in fin dei conti il Pensiero serve alla conoscenza, ma serve per arrivare a quello stadio dove per sentire la Natura non è più necessario pensare. Non sarà più necessario pensare che la menzogna non esiste, non sarà più necessario pensare che cosa siamo e in relazionea cosa. Ci limiteremo ad essere attraverso la percezione del Mondo. Ma per il momento, questo, mi limito a pensarlo. 😀

  24. astrogigi ha detto:

    Melo carissimo, lo sai meglio di me dato che sei un Ingegnere….

    La Natura non ha bisognodi saper eciò che p bene e ciò che è male.
    non le serve un codice di comportamento o porsi domande o cercare la conoscenza….

    ha già tutte le risposte

    noi invece poveri piselli smarriti, ci dobbiamo creare degli appigli perchè non capiamo cosa ci stiamo qui a fare a correre come dei pirla per tornare ad essere paccottiglia umida (bell'eufemismo dai,,…)

    molto elegante devo dire la bolla religiosa, quelle che promette ai fedeli una vita eterna di gozzoviglio beato a contemplare il volto di dio….manco fosse una bellissima donna…..no, pure masculo con barba e chioma folta lo fanno….

    oppure per i martiri del terrorismo islamico ci sono harem da 1 milardo e una notte pieni di fanciulle in fiore che si concedono a oltranza e tu che ti sei sbrindellato in un suck non sei mai stancooooooooooooooo

    cmq vada sarà una delusione……

    se qualcuno mi dimostra che io sono totalmente in errore, e che la verità E' conoscibile ( e me la presenta) io cambio idea e mi faccio prete e suora contemporaneamente. 

    va bene ?

    aspetto….

    (non vi almentate se poi però vi sorbite le mie prediche….)

    GB

  25. melogrande ha detto:

    Astro,
    da ingegnere penso che la coscienza si sia sviluppata come una specie di "effetto collaterale" dell' accresciuta complessità evolutiva del sistema nervoso umano.

    in altre parole, il cervello è diventato così complesso da rendersi capace di pensare, oltre a tante cose, anche se stesso in rapporto alle cose, e che sia questa autoreferenzialità, questa capacità di pensare se stessi come oggetto ad aver generato, appunto, come conseguenza, l' autocoscienza.

    Ma siccome (sempre parlando da ingegnere) vedo l' uomo a sua volta come prodotto dell' evoluzione naturale, ecco che la natura attraverso la mente dell' uomo ha acquisito la coscienza di sé.

    Non che la natura "ne avesse bisogno" o che ci fosse dietro un "disegno intelligente" o cose simili, ma semplicemente è così che potrebbe essere andata, ecco tutto.

    Ed a me, confesso, pare una bella visione delle cose, e mi piacerebbe che fosse la spiegazione vera…

  26. astrogigi ha detto:

    Melo, non discuto minimamente la tua visione, ci mancherebbe.
    Come spesso mi sono sentito dire da religiosi con cui mi sono rapportato, il mio crudo scetticismo nasce dallo stesso bisogno di credere, e talvolta si crea l'assurda situazione che risulto più devoto io di un cristiano che va a messa.

    Sono onvinto che nella Natura ci sia molta piùdivinità che in tutte le religioni messe insieme.
     E se un dio esiste, non è certo perchè gli uomini lo hanno pensato.

    Non resta che aspettare che gli studi di A.I (intelligenza Artificiale) portino alla costruzione di una computer sufficientemento complesso da riprodurre le dinamiche di autocoscienza di cui parli.

    Ancora una volta allora potrà esser la tecnologia che ci apre uno spiraglio verso la Verità.

    Per ora l'esercitare lil pensiero e sperimentare l'autocoscienza rimane per me un dono e non un frutto casuale….

    tutto il resto è piacevole dibattito, fruttuoso confronto e sano esercizio per la mente….

    lo sai che da quando ho ripreso a frequentare il tuo spazio non ho più acceso la TV ?

    E questo è tutto saluteeeeeeeeeeeeeee

  27. melogrande ha detto:

    Non potevi farmi complimento più gradito….

  28. utente anonimo ha detto:

    Feritinvisibili, non so nulla di kabbalah, i tuoi interventi hanno suscitato in me una curiosità che andrò a soddisfare…:)
    il video al quale mi rimandi credo sia, di desiderio in desiderio, il sunto del percorso evolutivo dell'uomo: dal corpo allo spirito…

    In quanto ai vari aspetti della natura, che E' (perfetta per il principio costitutivo che ne stabilisce l'ordine e le leggi),credo sia vero non debbano sottindere una qualche forma di autocoscienza/pensiero utili invece  per l'uomo che , nonostante la sua complessità,"non è" ( non ancora). Coscienza e pensiero quindi da  interpretare come uno strumento  per evolvere giungendo ad  uno stato spirituale (che non è detto non abbia un seguito, dalla paccotiglia in poi…)tale da permettere,  finalmente, di riconoscerci esseri compiuti e partecipare all'armonia del creato… 
    Il mio pensiero smentisce chi dice che l'uomo è all'apice della creazione:
    ne abbiamo ancora di strada da fare, di montagne da scalare! 🙂

     Luna

  29. astrogigi ha detto:

    Non semrpe mi iresce di pensare le Stelle…

    qualche volta mi scappa un Fulmine…..

    ieri sera ero un pò nervoso…

    http://www.astrogigi.it/DSC_3306a.jpg

    ma solo un pochino……

    GB

  30. SAMOTHES ha detto:

    Però!! Bella foto, Astro! 😀

  31. feritinvisibili ha detto:

    Luna dalle tue parole esce una luce che credo proprio troverà Sorella in quella che sentirai nei filmati che ho linkato sopra.
    Ti consiglio di guardare anche questo: http://www.youtube.com/watch?v=BjrqEbNKEUc
    E se vuoi approfondire vai qui: http://www.kabbalah.it/

  32. egle1967 ha detto:

    Bellissima la foto di Astro.

  33. feritinvisibili ha detto:

    Un incrocio di lampi così fitto credo di non averlo mai visto!
    A starci in mezzo c'è da rimarci abbrustoliti in meno di un secondo..
    (mi riferisco alla foto postata da Astro)

  34. astrogigi ha detto:

    Bastano pochi milionesimi di secondo….

    Ieri sera il temporale ne ha espressi parecchi di questi fulmini multipli. Sono riuscito a raccoglierne solo uno in misura soddisfacente…
    di solito mi meyto sul balcone, ma ieri ho preferito rimanere in casa….io ero nervoso, piuttosto arrabbiato e incline alle sfide estreme verso elementi avversi…

    ma il meteo era più arrabbiato di me…. e un milione di volt è una bella scossa….

    per cui mi sono mantenuto al riparo

    ma uno tosto l'ho beccato…..

    GB

  35. melogrande ha detto:

    La foto di Astro merita di essere mostrata direttamente qui…

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