Guelfi e Ghibellini

 

 

Non mi piace l’aria che c’è in giro, non mi piace.
Non mi metterò anch’ io a rimpiangere i bei tempi andati, tranquilli. Il tipico atteggiamento senile già diffuso alcuni millenni or sono, a dirla tutta. No, non è quello.
I bei tempi andati, poi, non erano così belli, e neppure sono andati, o comunque non sono arrivati da nessuna parte visto che stiamo ancora qui.
 
La tensione ideale c’ era, questo va detto, non era tutta una finta o una manipolazione come poi si è cercato di far credere. No.
Ci può essere davvero il desiderio di cambiare le cose, di rifondare la società su basi più giuste e condivise. Come e per far cosa magari non era chiarissimo, questo è vero, la passione della volontà è una cosa e la capacità progettuale un’altra, e poi c’ erano quei maledetti occhiali ideologici a generare uno strabismo incurabile.
Come a dire che non era il marxismo imperante a generare l’ emozione politica, ma semmai se ne cibava fino, forse, a dissanguarla.
Si percepiva uno scarto netto fra ciò che si voleva realizzare e l’ evidenza di ciò che l’ unico strumento strutturato a disposizione aveva realizzato in pratica in tutto il mondo.
Hai voglia a dire che quelle erano degenerazioni e travisamenti, una dottrina politica che degenera e viene travisata sempre e comunque, ovunque venga messa in pratica, qualche dubbio lo fa venire, no ?
Ma, lo ripeto, quello era l’ unico strumento a disposizione, l’ unico modello disponibile sul mercato, l’ unica struttura teorica che non confliggesse, almeno nella teoria, appunto, con l’ esigenza vera di libertà, di uguaglianza, di solidarietà.
 
Mai fidarsi di chiunque abbia più di trent’ anni.
 
Poi arrivò il tempo della propaganda e delle manipolazioni, il tempo delle manovre sporche e delle lotte di potere, il tempo per riconoscere (quasi tutti) che il buon selvaggio era un mito e Rousseau, lui stesso, tutt’ altro che un brav’ uomo.
 
Ci fu il ritrarsi, da una parte, dal gioco non più innocente di una politica non meno sporca di prima, dall’ altro un incattivirsi ed estremizzarsi nel voler combattere comunque e cambiare le cose con le buone o, visto che non ci si riusciva, con le cattive, e al diavolo il principio del consenso.
 
L’ eredità si ridusse forse soltanto ad un modo di pensare, un atteggiamento ormai più libertario che liberale, centrato sul privato, sull’ insofferenza per i condizionamenti, un pensiero di fondo che fosse sbagliato mettere vincoli e limiti dove non si ravvisasse un vero danno per la libertà altrui.
 
Un odio per l’ ipocrisia, ecco cosa davvero hanno lasciato quei tempi andati che non erano belli e non sono arrivati da nessuna parte.
La falsità consistente nel fare ciò che non si dice e dire il contrario di ciò che si fa. La doppiezza del benpensante malfacente, l’ ipocrisia bigotta del “purché non si sappia in giro”, la simulazione e la dissimulazione. Politici trafficoni all’ apparenza rispettosi delle leggi e delle istituzioni, affaristi dall’ aspetto di compunti scolaretti, malviventi devotamente frequentatori delle messe domenicali.
Salvare le apparenze, questa appiccicosa falsità.
E’ proprio questo che abbiamo combattuto per una vita, ingenuamente e con poca autocritica.
 
Non c’è niente di peggio dell’ ipocrisia, giusto ?
C’è di peggio.
Perché il contrario dell’ ipocrisia può diventare la sfrontatezza, la spudoratezza.
 
La mancanza di rispetto sostanziale può accompagnarsi alla mancanza di rispetto formale. La prepotenza, l’ arroganza di chi è forte e non sente bisogno di dissimulare la sua forza. L’ esibizione della forzatura, del piegare regole ed aggiustare leggi. Dare una lezione a chi non vuol capire.
L’ idea di prevalere sempre e comunque, e chi osserva impari a non mettersi più di mezzo.
 
E ci si trova ad un certo punto a fare discorsi strani, a parlare di valori, di principi, di diritti.
Discorsi che si sarebbe voluto non dover fare, enunciati che si pensavano ormai metabolizzati nell’ inconscio collettivo della comunità, un vaccino. Violati nella pratica, va bene, ma riconosciuti quanto meno nella teoria, e pertanto oggetto di pudore e di vergogna da parte del violatore, ben consapevole del bisogno di tenere celata sia la violazione che la prepotenza.
Che sono poi ben note a tutti, sì, ma che appunto dovevano essere ufficialmente negate secondo i dettami citati dell’ ipocrisia e della dissimulazione.
 
Ed invece ci si trova di fronte alla cultura dell’ esibizione della forza e della prevaricazione, si sente enunciare e quasi teorizzare che chi è forte è giusto che stia al di sopra degli altri, c’è un motivo se sta lì e dunque è al di sopra delle regole e va lasciato fare, non si deve remargli contro, perché così vuole la gente e quello che vuole la gente non è soggetto a discussioni o negoziazioni.
Cose mai viste.
Non che siano mancate manipolazioni e forzature nei tempi che non erano belli e che non sono andati da nessuna parte. C’ erano.
Ma erano tenute coperte da pudore e vergogna, nessuno osava infrangere apertamente certi tabù.
Non c’ era l’ esibizione della sopraffazione, il compiacimento del proprio essere più forti.
 
Meglio l’ ipocrisia, dunque ?
È un’ affermazione dura da mandare giù per chi è cresciuto nella convinzione che fosse l’ ipocrisia il peggiore dei peccati.
Eppure un pregio l’ ipocrisia ce l’ aveva ed era quello di riconoscere indirettamente l’ autorità del tabù che sottobanco aggirava. Si aggirava la legge lasciandola legge, insomma, riconoscendo implicitamente l’ illegittimità del proprio arbitrario modo d’ agire. Un riconoscimento testimoniato proprio dalla necessità di dissimulare.
 
La mancanza di ipocrisia, l’ essere schietti e diretti sono indubbiamente un pregio apprezzabile in una persona. Ma come la mettiamo quando questa schiettezza, questa mancanza di ipocrisia rivelano in realtà mancanza di sensibilità, di rispetto, persino di educazione, sfrontata esibizione di forza e di menefreghismo ?
 
Tutto questo per dire che , forse, si stava meglio quando si credeva di stare peggio, prima che il nuovo arrivasse con la sua non nuova ventata di sbrigativo dirigismo.
 
Non pensavo che avrei visto questo.
È proprio vero che l’ unica lezione che impariamo dalla storia è che non impariamo mai nessuna lezione. Eppure sembrava proprio che le tragedie del Novecento ci avessero vaccinato e che non si potesse davvero ritornare indietro, la democrazia occidentale un fatto acquisito, un punto di non ritorno. Un punto fermo.
 
Oggi non ne sono più così sicuro, oggi che da noi la convivenza civile mi sembra avere fatto passi da gigante, ma all’ indietro, oggi che pare di essere ripiombati ai tempi dei guelfi e ghibellini, non c’è praticamente più argomento che si possa affrontare senza trovarsi di fronte a reazioni esasperate, violente, offensive, insultanti, senza toccare con mano l’ odio profondo che pare dividere due metà del Paese.
 
Mi sento accusare delle peggiori infamie, io ateo, di sostenere i talebani, i regimi islamici e tutte le teocrazie di questa terra, io libertario di desiderare il ritorno di regimi liberticidi di stampo comunista.
Affermazioni ridicole, se non fosse per il fatto che un’ affermazione ridicola ossessivamente ripetuta diventa una mezza verità, è la regola fondamentale della demagogia.
 
Da qui si arriva inevitabilmente al vero problema, impossibile da eludere, che è il potere enorme (cioè, etimologicamente “fuori dalle regole”) di un uomo che, per natura e per formazione, democratico non è.
L’ impresa non è mai stata un ambiente democratico, c’è chi comanda e c’è chi obbedisce, e l’ imprenditore, quello che ha messo i soldi, è per definizione quello che comanda. Suo è il potere e la gloria.
Trasferita nelle istituzioni, questa concezione dei rapporti di forza è devastante.
La democrazia non di potere vive ma di limitazione del potere, l’ insieme delle cosiddette istituzioni proprio a quello serve, a far sì che nessuno possa concentrare nelle proprie mani un potere eccessivo. Il cuore della democrazia è proprio nel bilanciamento, ed è proprio questo il principio che vacilla oggi.

Potrei sbagliarmi e vorrei sbagliarmi, ma i sintomi li vedo tutti, nel violento attaccare, non solo sul piano politico,  qualunque potere o istituzione di garanzia che rivendichi indipendenza o non persegua una volontaria sottomissione.
 
La democrazia, lentamente, impercettibilmente, retrocede un po’ ogni giorno, sostituita da qualcosa che democrazia non è più, ancorché non sia ancora chiaro che cos’è.

Non è compito semplice, in questi tempi, reggere saldo il timone per mantenere la rotta.
La democrazia è un sistema fragile, la sua fragilità deriva dall’ esigenza di consentire libera espressione a chiunque, compresi coloro che democratici non sono, e che la democrazia tentano di limitare il più possibile. Però è un rischio da correre, l’ alternativa rappresenta già di per se un’ uscita dalla democrazia, pur col lodevole intento di proteggerla. Non si può fare.
 
Così adesso bisogna scegliere. Ci si è costretti.
La democrazia è fragile e la sua difesa non è delegabile, resta legata alla maturità dei cittadini e al desiderio di mantenerla.
Serve equilibrio, serve attenzione, serve capacità critica.
Tutte cose che un clima politico urlato e violento tende a far passare in secondo piano di fronte all’ imposizione, all’ esigenza di schierarsi, di qua o di là, a favore o contro, con lui o contro di lui.
No, grazie.
 
 
 
 
 
 
 

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32 commenti su “Guelfi e Ghibellini

  1. Diaktoros ha detto:

    Che dire, di fronte a questo Trattato sulla politica?
    Tutte le ideologie che abbiano carattere di religione non ammettono alternative alla loro verità. Il marxismo era la verità; oggi la cultura d'impresa è la verità. Non è consentito pensare a forme di organizzazione economica, sociale, politica differenti da quelle previste da quel credo religioso. Pensare a un'organizzazione diversa dal collettivismo forzato significava essere nemici dei lavoratori e dello stato-partito. Pensare oggi a un mondo che non sia retto dal potere del denaro, la cui politica si conformi a principi diversi dagli interessi dell'impresa, significa minare la condizione prima del benessere.
    La democrazia attuale, questa forma degenerata di democrazia, è al servizio dell'impresa. Il cittadino è convinto che il suo benessere nasca dal benessere dell'impresa e acconsente a riempire di soldi padroni e manager, quelli che garantiscono la conservazione dell'impresa e dei posti di lavoro dei dipendenti. Da questo nasce la "discesa in campo" degli imprenditori, direttamente, in Italia, indirettamente in altri paesi, perché chi regge le imprese è il più coerente garante delle fortune delle stesse imprese (se non scappa via con la cassa) e del paese che da quelle imprese è mantenuto. Insomma, chi paga comanda, riscrive le regole ed elimina (se ci riesce) ogni limite alla sua affermazione. Chi pensa che i princìpi,  le regole etiche, le limitazioni del potere siano più importanti del proprio arricchimento o è un idealista o è un cretino.
    Finché il denaro, l'economia, la produzione e l'acquisto di beni saranno al centro del nostro pensiero. Finché il benessere, la percezione della propria realizzazione, la stessa speranza di vita, salute, attività sessuale, divertimento, l'apprezzamento sociale saranno legati alla quantità di denaro accumulato, non si verrà fuori da questa condizione.
    Dovremmo arrivare a un rovesciamento dei valori, dovuto a nuove e impreviste esigenze. Un disastro ecologico planetario, una nuova rivelazione religiosa, il suicidio di massa di ricchi infelici o l'arrivo degli alieni sono fatti che potrebbero invertire l'andamento delle cose.
    La mancanza di energia o di acqua o, al contrario, la disponibilità di enormi quantità di energia a buon mercato, il raggiungimento di una virtuale immortalità grazie ai progressi della biologia potrebbero essere fattori che costringerebbero a rivedere gli attuali modelli; ma per ora tutte queste prospettive sembrano ancora abbastanza lontane.

  2. SAMOTHES ha detto:

    L'idea che l'unico modo perchè l'umanità prenda coscienza della propria condizione sia quello legato a qualche evento catastrofico o destabilizzante mi porta a pensare che se così fosse non siamo poi una specie molto evoluta. Se solo un elemento esterno a noi stessi può far sì che ci sia un'evoluzione tale nel pensiero collettivo da invertire rotte autodistruttive, allora è vero che siamo tutti dei poveri cretini. Penso che il modo di osservare la realtà sia il punto focale. Imparare a prendere in considerazione il fatto che a una nostra azione corrisponde una reazione più o meno significativa è fondamentale. E' quello che imparano a fare i bambini e a livello istintuale fanno tutti gli animali. Sembra che l'uomo non si renda conto che anche un'ideologia che porta ad attuare azioni concrete può avere conseguenze non controllabili. Sembra che il pensiero dell'immediato sia l'unico pensiero che conta. Sembra che qualsiasi concetto è accettabile se è volto a soddisfare esigenze immediate. In fin dei conti questo è quello che fa un animale quando è affamato: la priorità è uccidere per nutrirsi, o consumare per non morire. Il punto è che in Natura questo tipo di comportamente è regolato dai limiti posti ad ogni singolo individuo, e quindi di tutto il sistema, dalla Natura stessa. Per quanto riguarda l'uomo il discorso è ben diverso, perchè l'uomo con il suo pensiero ha scardinato gli equilibri che gli consentono di vivere entro i propri limiti e superando questi limiti in maniera inconsulta e senza porsi il problema di valutare le conseguenze che ogni sua azione comporta, ha intrapreso strade autodistruttive. Ricreare un sistema che permetta di mantenere sempre ben presenti nelle coscienze i limiti da non oltrepassare è l'unico modo per mantenersi vivi. Ma perchè questo si possa fare è necessario che i singoli siano consapevoli e non meri strumenti nelle mani di chi si arroga il diritto di decidere senza avere alcun consenso reale; perchè una massa di individui manipolati, non equivale ad un popolo consapevole. Sono due cose diverse. Perchè il singolo si renda conto dell'importanza di essere partecipe nel definire i limiti entro i quali agire per il bene comune è necessaria una conoscenza diffusa. Il modo di diffondere conoscenza e la qualità della conoscenza non sono fattori di secondaria importanza. Il rischio di creare ideiologie fuorvianti e di divulgarle come fossero la soluzione a tutti i mali non equivale a creare conoscenza, ma solo a manipolare (sempre e ancora) il pensiero collettivo, a indirizzarlo in direzioni presatabilite, ma non necessariamente utili o positive. Io confido nell'intelligenza della massa. Il pensare comune se dotato degli strumenti necessari può portare a soluzioni che fino ad oggi non è stato possibile trovare perchè la manipolazione del sistema democratico è sempre stata l'arma adottata da fazioni più o meno consistenti di persone che via via hanno preso più o meno potere. Che sia stato fatto in piena buona fede o meno, questo non cambia. Non permettere alla massa di esprimersi liberamente non è democratico. Inculcare idee indirizzate a fini politici prestabiliti in ambiti educativi non è democratico. NOn riuscire ad elaborare un pensiero laico e oggettivo negli ambiti dove si crea e si duvulga conoscenza non è democratico. E se la democrazia non viene coltivata in tali ambiti non si può pensare che l'uomo riesca ad autogestirsi con una visione di impegno volto alla collettività (e non agli interessi di pochi) senza incorrere nel rischio di dare vita a correnti manipolatrici e pericolose. C'è chi a fronte della palese incapacità di gestione politica alla quale si è arrivati, mette in discussione il sistema democratico in sè, ma questo è fuorviante: è il modo in cui la democrazia viene manipolata che va messo in discussione, non la democrazia stessa. Il principio di fondo è intoccabile, ma i metodi attraverso i quali si è arrivati a manipolare la coscienza pubblica è da condannare senza possibilità di replica e bisognerebbe  evitare che attraverso questi metodi si possa modificare (fino a correre il rischio di distruggerlo) il principio democratico stesso. In tal senso bisognerebbe darsi delle regole. Ma prima è necessaria una presa di coscienza che si discosti e si liberi dal caos attuale. 

  3. capehorn ha detto:

    I concetti espressi dal post e dai precedenti commneti, sono di una agghiacciante attualità. La fornma democratica, così tanto attesa, per cui tanto si é combattuto e lottato, invece di essere l'inizio e il postulato dei problemi, ne é diventata una possibile variabile.
    Il pensiero dominante non é nè dobole, nè forte. Il pensiero dominante é solo di chi ha la sfrontatezza, l'impudicizia, l'arroganza di urlare più forte e se con l'urlo aggiunge anche la forza economica e una certa millantata forza fisica, allora quel pensiero diveràà dominante e paradigmatico.
    Questa sofferenza di non-pensiero, questa non filosofia che da troppo tempo viene cavalcata, fa buon gioc a quanti non hanno la visione della res-privata e non certo della res-pubblica.
    Anzi più il tempo passa e più costoro alimentano, sottraendo forze e sforzi al pensiero, alla scienza, alla cultura. Coltivano con perseveranza, quello che un tempo era il popolo bue. Asservito a camarille e giochi di pochi, manipolabile, spendibile (anche solo qualche migliaio di morti da gettare su un qualunque tavolo di trattative qualsiasi).
    Spingere sempre di più verso l'isolamento, verso quel privato, dai contorni indefinibili e indefiniti, per il quale può andar bene tutto e il suo contrario, non fa che giocare a favore di questi oligarchi. Imprenditori fattisi politici, che trovano nella legge finalmente manipolabile, giustificazione per gli affari propri. E visto che chi ha il soldo comanda, piano piano attraverso una ricca rete di "clientes", opportunamente addestrati, riescono ad aumentare potere e anche ricchezza. Coinvolgerndo sempre più gente e sempre a diverso grado, affinché questo non troppo supposto potere, si accentri sempre di più nelle mani di pochi.
    Dall'oligarca al dittatore, dal plutocrate al conducator.
    La storia la impariamo giusto per quella sufficienza, da strappare per un eventuale interrogazione, ma rifiutiamo di fermarla nella memoria. Considerandola qualcosa inutilizzabile nell'immediato.
    Siamo cicale e non formiche di noi stessi, dei principi che dovrebbero governarci.
    Attualmente incapaci di formulare nuove filosofie o comunque inabili a riprendre nelle nostre mani quelle vecchie e riadattarle con coscienza ai tempi d'oggi.
    Stiamo ritornando ai tempi di ferro, per cui occorrono uomini di ferro ?
    Qualcuno non solo si é già corazzato, ma il ferro rimasto é di bassa qualità e in molti si sono dimenticati come si forgia.
    Non so quali schiere siano più folte.
    Se quella dei guelfi o quella dei ghibillini.
    So soltanto che manca poco e avrò doppiato per due volte i trentanni e dunque sarò doppiamente inaffidabile.
    Ma convengo anch'io di non fidarmi di chi ha più di trentanni.
    I nuovi trentenni, mi paiono cani sciolti, attualmente pronti a radunarsi in bande e sotto bandiere le più disparate e disperate.
    Li sento come i nuovi lanzichenecchi e vedo troppi Colleoni o Giovanni Acuto, piuttosto che Silla o Cincinnato.
    Democrazie rischia di divenire un periodo storico e mi chiedo quanto potrà costare ritornare a farla un paradigma di vita.

  4. SAMOTHES ha detto:

    Non importa quanto potrà costare Cape. Ma la Democrazia vera dovrà tornare, più solida e più inattaccabile. La Storia? La Storia nessuna la conosce più, non possiamo ricordarcela. Io la sto studiando ora a 37 anni, perchè in nessun programma scolastico che ho frequentato per obbligo o per formazione successiva era conteplata la Storia come materia proposta seriamente, dandole il peso che dovrebbe avere. Così come non ho mai fatto un'ora di educazione civica. Personalmente ho capito più cose bazzicando in Rete negli ultimi anni e per i fatti miei, di quante ne ho assimilate in età scolare. E come me, credo, molti della mia generazione. Consapevolezza? Rispetto a cosa? Coscienza politica? Ma se la maggior parte di quelli della mia età non sanno nemmeno che cos'è la destra storica o la sinistra storica, nè tanto meno quali sono le origini del pensiero Democratico. Chi lo sa sono i pochi che hanno fatto studi classici o hano intrapreso studi mirati a livello universitario e non sono tutti, anzi, non sono proprio molti. La masdsa, quella che va a votare, non sa veramente nulla delle dinamiche politiche se non quello che sentono in televisione o leggendo i blog di Beppe Grillo (vabbèh…) o leggono sporadicamente sui quotidiani o in Rete e spesso non hanno i mezzi per filtrare in autonomia ciò che gli viene proposto (e forse nessuno li ha davvero). Si attaccano a quelle figure che secondo un pensare comune risultano più affidabili. Questo perchè nello smarrimento generale e quando i problemi toccano i singoli, si ha bisogno di certezze… peccato che di certezze nessuno sembra più averne, se non quelli che sanno recitare bene la parte al momento opportuno, perchè sanno urlare un goliardico vaffaxxx alle istituzioni. La mediocrità e la stupidità sono più popolari di un ponderato impegno costruttivo e questo per il semplice fatto che la maggior parte trova più comodo affidare le responsabilità di governo a chi "sembra essere il più forte" senza però prendersi la responsabilità di una scelta attenta in prima persona. E' una reazione elementare, ma è quella più pericolosamente efficace in termini politici, come si è visto, perchè arriva a tutti, anche a quelli che nemmeno sanno perchè vanno a votare e sono tanti, troppi. E' un po' quello che dici tu Cape, ma al di là del dire le cose come stanno, bisognerebbe chiedersi perchè è così. E' così perchè se un giovane trentenne che tu chiami "cane sciolto" volesse avere maggior coscienza politica, questo non saprebbe dove andare a reperisela. NOn ne ha i mezzi intellettuali, non ne ha le basi. Lo so, perchè io ho fatto fatica a capire e ho dovuto capire da sola. Ma in quanti hanno la voglia o "il tempo" per farlo? Viviamo in un contesto dove tutto ciò che è legato alla politica crea diffidenza e forse anche un moto di schifo. Nel nostro Paese le basi per costruirsi un pensiero consapevole e autonomo sono state minate nel tempo e questo è stato fatto nell'indifferenza generale (e forse con la compiacenza di chi stava al potere a questo punto). Quello a cui stiamo assitendo oggi sono semplicemente le conseguenze di scelte votate alla vita facile di pochi a discapito dell'ignoranza, sonnolenza e quindi manipolamento di molti. Sembra assurdo che nell'era dell'informazione diffusa sia possibile questo, ma ciò che stiamo vivendo dà conferma che è proprio così. 

  5. AromaEssenziale ha detto:

    Questo articolo mi consola, in un certo senso. Non mi sento sola nel pensare tutto questo. Avrei bisogno di un consglio da me…

  6. rferrazzi ha detto:

    Condivido il discorso sull'ipocrisia, ma senza dimenticare che la cosa presenta molti aspetti e bisognerebbe prenderli in considerazione tutti quanti. Non condivido invece il "si stava meglio quando si stava peggio". È un sentimento umano, ma ingannevole. Negli anni 50 lo si diceva a proposito del fascismo! La verità è che lo smarrimento, la sensazione di non sapere dove si andrà a finire, nasce dal non avere le idee chiare. D'accordo, è caduto il marxismo. Ma dobbiamo pensare al futuro, invece di stare a piangere sul passato o a deprecare il presente. Dobbiamo guardare al futuro e pensare in grande.

  7. feritinvisibili ha detto:

    Guardare al futuro… ad essere realistici quello immediatamente prossimo non mi sembra possa portare di grande altro che un immersione nel fango, perché quella attuale non credo sia ancora definitiva, ci può essere di peggio.
    Sono d'accordo con il fatto che sembra proprio che noi umani non impariamo niente dalla storia se non che non impariamo niente.
    Forse possiamo sperare che quello dopo ancora (di futuro intendo) maturi una riemersione, che però a mio parere non sarà affatto indolore

  8. astrogigi ha detto:

    Anche quando torneremo tutti alla terra (non importa se per cataclisma maya o distruzione nucleare) ci sarà chi farà fatica con la schiena piegata e chi ci venderà il badile o il piccone I a prezzi favolosi e come vero affare)

    ciò è nel DNA umano.
    noi siamo congenitamente ipocriti, protesi al massimo risultato con il minimo sforzo e propensi alla lagna al minimo intoppo
    lo stato deve provvedere
    in 6 giorni in giappone hanno rifatto un'autostrada spaccata in 2 dal più forte sisma registrato da quando esiste la scala richter
    da noi per molto meno si aspetta 30 anni nelle baracche che lo stato provveda a spese degli altri…

    se il genere umano è un brufolo nel cosmo, noi latino-mediterranei ne siamo il pus

    tutto il resto è scusa, alibi, paravento
    il male siamo noi
    ci vuol nulla a spazzare via i corrotti
    ma se i corrotti per priumi siamo noi…..l'è dura….

    Gb lancia in resta sin dai tempi del 68 in cui io credevo perchè c'ero.
    (e non lavoro in banca ne per lo stato, sono secco e smilzo, giro in panda che ha 20 anni e non ho ancora smesso nonostante tutto di credere nelle utopie anche se non Faccio happy hours. non ho il gps nell'orecchio e una sonda a cocaina nel naso)

    noi non ci saremo quando le utopie vinceranno
    ma qui restera scolpito nei bytes che oggi noi c'eravamo

    all'attaccooooooooooooooooooooo

  9. astrogigi ha detto:


    questo lo lascio grazie anche all'amico Dodo che lo ha postato

    io detesto la poesia, per lo meno ciò che di solito si propone per poesia

    in questo piccolo filmato invece c'è molto più poesia che in ogni altro dove io mi sia ultimamente aggirato

    lo lascio qui perchè nonostante tutto io non ho ancora smesso di lottare per non smettere di sperare……

    e credo che in molti qui (poeti o no…..) siano come me ancora non del tutto vinti..

    spero riusciate a trovare 10 minuti per vederlo

    io non li avevo, ma sono felice di averli inventati

    GB

  10. Pannonica ha detto:

    propongo a ognuno di voi di pubblicare nel proprio blog questo post.
    un post così va condiviso pubblicamente.
    io l'ho fatto, spero che chi passerà da me condivida pubblicamente il testo.
    sarà utile? non lo so. ma come si fa a fare arrivare un messaggio al maggior numero di persone se non così?

  11. melogrande ha detto:

    Scusate il ritardo. Questo post mi ronzava in mente da tempo, non mi decidevo a postarlo perche’ non amo troppo l’ attualita’. Alla fine mi sono deciso, e non ho avuto commenti, ho avuto un post da ciascuno di voi. Piano piano vedro’ di rispondere nel merito, per adesso vi dico grazie, davvero.

  12. melogrande ha detto:

    Diaktoros, una delle citazioni di Hillman che preferisco e’ questa: “Siamo avviliti perché abbiamo solo un dio, e questo è l’economia. L’economia è un aguzzino. Nessuno ha tempo libero; nessuno ha riposo. L’intera cultura è sotto una pressione terribile, intessuta com’è di preoccupazioni. E’ difficile uscire da questa prigione”. Il fatto e’ che nel generale tramonto delle ideologie, QUESTA ideologia e’ rimasta in piedi, praticamente da sola e senza antagonisti. Il modello economico capitalistico e’ il Verbo indiscusso, gli economisti emettono oracoli come gli antichi sacerdoti e l’ impresa globalizzata e’ ormai più forte degli stessi Stati, al punto che i governi nazionali sono costretti ad uniformare le loro leggi proprio per evitare che le multinazionali spostino la produzione da un paese all’ altro.
    Ci vorrebbe un ‘ alternativa, e’ vero, ma all’ orizzonte non ne vedo. Persino la teoria della decrescita, che sembrerebbe l’ uovo di Colombo, vista da vicino non convince troppo.
    Pero’ augurarmi una catastrofe, quello non riesco proprio…

  13. SAMOTHES ha detto:

    Nemmeno io. 🙂

  14. astrogigi ha detto:

    io ho una scialuppa per Saturno (vista anelli) per pochi validi amici .
    unica condizione che pongo : si beve e si mangia ciò che dico io…. 

  15. SAMOTHES ha detto:

    Astro, personalmente sarei disposta anche al digiuno per Saturno. 😀

  16. AromaEssenziale ha detto:

    posso prenotare un volo?

  17. melogrande ha detto:

    Sei sicura che ci vuoi andare ?

    Buon appetito …

  18. feritinvisibili ha detto:

    .. un salutino dal mio pianeta segreto. Io  sono già partita…

     (… stavolta si inzia a madare tutto in vacca al 18° commento, sarà che quelli di Samo, di Diak e di Capeh all'inizio valevano per tre? Mi manca LIllo!!!!)

  19. melogrande ha detto:

    No no, ho ancora un po' di commenti "seri" appena trovo il tempo di scriverli.
    Lillo manca, sì.
    RIREGISTRATELA !

  20. melogrande ha detto:

       SAMOTHES (#2)
    Il paragone che fai coi bambini per me è calzante assai,.
    Come fai a far crescere un bambino ?
    A mano a mano che aumenta la sua potenza, la sua capacità di fare, gli insegni ad essere proporzionalmente responsabile di quello che combina.
    Solo così puoi fidarti a lasciarlo libero di fare.

    Ora, l’ incremento di potenza dell’ umanità è stato così impetuoso da non aver dato il tempo di una proporzionale crescita del senso di responsabilità nei confronti del suo impatto sul mondo.

    Si naviga a vista, un po’ come ciascuno fa nella sua vita quotidiana, se qualcosa ha una conseguenza certa ed immediata (ad esempio parcheggiare in seconda fila proprio davanti al vigile urbano) ce ne preoccupiamo, se la conseguenza è incerta e lontana nel tempo invece no (ad esempio continuando a fumare).
    Così funziona la nostra testa.
     
    Prendi il caso dei cambiamenti climatici: tutti lo sanno ma nessuno fa nulla perché le conseguenze, se ci saranno, saranno ben oltre le prossime scadenze elettorali…

    Fino a quando il pericolo diventerà davvero incombente e allora, probabilmente, sarà comunque troppo tardi per fare qualsiasi cosa.
     
     

  21. melogrande ha detto:

    Cape, già Aristotele aveva capito che tutte le forme di governo sono soggette a degenerare, e questo succede quando chi governa lo fa non nell' interesse di tutti ma nel proprio. E' così che la monarchia diventa tirannide, l' aristocrazia diventa oligarchia e la demacrazia diventa la "res privata" di cui parli.
    Direi anzi che la democrazie è la più fragile e vulnerabile delle forme di governo, essendo tenuta a dare spazio e voce a tutti, anche a coloro che democratici non sono.
    L' unica difesa è la maturità dei cittadini e la loro capacità di distinguere Cincinnato da Caligola. 
    Gli anticorpi siamo noi.

  22. melogrande ha detto:

    SAMOTHES (#4)
    Tu dici che hai imparato più cose bazzicando in rete che a scuola.
    Perchè non pensare che nella Rete , ed in particolare nella blogosfera, ci possa essere quel terreno di crescita della consapevolezza ?
    Occorre imparare a fare filtro, è vero, ed è forse il problema più difficile, non c'è una validazione del sapere della Rete, se non quella che passa attraverso l' autovalidazione dal basso: piano piano impari di quali siti puoi fidarti e di quali no, e via via scopri di quali siti si fidano quelli di cui ti fidi, e così via…
    E' un procedere a tentoni, per tentatuvi successivi e qualche testata al muro, ma è sempre meglio che niente, ed a quanto pare funziona perchè questo è successo nei paesi del nord africa.
    Il vaffa fa ridere, ma costruisce poco se non c'è un retroterra solido…

  23. astrogigi ha detto:

    Parlo assai malvolentieri di politica e sempre con malcelato disprezzo; per cui evito più che posso di lasciare opinioni roventi dove amici che stimo e rispetto si confrontano con pacata dialettica pur vissuta con partecipata passione.
    Ma stasera ho ricevuto un ceffone insostenibile da un telegiornale che mi ha imploso il già ridicolo gusto che può darmi una cena.
    Da una parte il vicedirettore del CNR che sostiene in pubblico (e se ne vanta) che il disastro Giappone è espressione di punizione divina per il malcostume odierno, proprio come la caduta dell'impero romano fu dovuta alla comparsa dei gay in Roma.
    L'immancabile Vendola reclama con veemenza dando così la solita stereotipata patina di vittimismo elegante dei poveri omoperseguitati.
    Di nuovo il vice pres CNR sostiene che si è solo limitato a fare ciò che pure il papa dice essere bene: proclamarsi cattolico per cui di diritto divino nel giusto sostenendo castronerie galattiche come il fatto che l'evoluzionismo è una balla.
    Io dico: non ti dimetti dal Centro Nazionale Ricerche perchè è un tuo diritto professarti cattolico ? Allora dirigi un seminario….
    E' come avere paolo fox a dirigere la NASA (astrologo pfui……)

    Dall'altra: OH perbacco: l'italia è fuori dalla crisi: c'è vinitaly che lo dimostra !!! siamo i primi al mondo nel fare e vendere vinooooooooooooooo.

    Abbiamo un pirla a dirigere il CNR e campiamo delle sbornie di mezzo mondo: per la cina (l'altro mezzo) è solo quastione di tempo……

    E poi mi dicono del referendum….l'unico referendum dove andrei e voterei SI entusiasta è quello di Cetto La Qualunque : Più Pilu e fancazzismo per tuttiiiiiiiiii !!!!!

    Perchè tu no Melo ?

    Avessi ciò che ha il nostro magnifico dittatore di bananas, voi pensate che non mi farei lustrare il crine bianco da una rubizza ruby rubatutto oltre che i cuori ?
    Magari mia moglie la farei accompagnare a fare shopping da Raul Bova così non rompe…

    Ragazziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ?
    siamo tutti grandi fratelli
    abbiamo ciò che ci siamo meritati
    io faccio il tipo per un bell'asteroide bello grosso.
    oppure per il Sole che è di un incazzato che se un diò c'è almeno è l'Universo….

    Mi dicono che il nostro futuro è minacciato dal disatro nucleare Giapponese: ma Chernobil non ci ha insegnato niente allora ….

    Siamo già fottuti dalle radiazioni, ma da quell che la camorra ci ha messo sotto il sedere cxon la'iuto di asseossri ed ammistratori comprati a ruby e bottiglie…

    potere e puttane
    ma no ?
    e da quando ?
    direi senza essere storico, da sempre

    ma dulcis in fundo, pensiamo positivo per il futuro: a noi del nord il sorriso lo riporterà il trota….

    io divento brigatista in quel caso
    lo metto per iscritto

    Ma non è finita: il sindaco diFirenze devide di togliere metà pubblicità dai muti dle centro storico.
    (direi ottima idea nella capitale del Rinascimento ridotta ad un suk)
    Chi si erge a picconatore ? L'imperatore del nulla: Oliviero Toscani, ovverossia il macchiavelli dell'orrido: ripeti fino alla noia che uno schifo è arte e vedrai che osanneranno lo schifo come opera d'arte.

    E noi pirla a drgli ragioneeeeeeeeeeeeeee

    (mi sento beppe grillo: per cui mi faccio schifo da solo e smetto)

    Ciò detto, mi ritiro in osservatorio perchè ormai solo li ritrovo un moto di piacere alzando gli occhi da un suolo che amo ma che sento sempre meno mio….e rileggendo nella mente le note delle udienze per il pagellino di mia figlia.
    Spero in lei e nei suoi coetanei
    se è per noi ormai col 5 davanti, sono pronto a imbarcarmi per tunisi.
    mi sa che presto si starà meglio dove tutti pensaimo si stia peggio: nella savana per i socievoli
    nel deserto per quelli come me
    solitari e schifati

    GB Cato minor et Maior (entrambi CENSORRRRRRRRRRRRRRRRR)

    qui notte stelalta magnifica
    la auguro altrettanto a voi

    GB from Saturn

  24. melogrande ha detto:

    #6 rferrazzi
    Non mi ci vedo a rimpiangere, ho scritto che i "bei tempi andati" non erano belli e non sono andati da nessuna parte !
    Credo che una critica del capitalismo si imponga, qualunque sia l' orientamento di ciascuno.
    E' sulla "pars construens" che siamo ancora lontanucci, una vera e solida teoria dello sviluppo sostenibile non si vede all' orizzonte.

    #7 Hannah
    mi basterebbe intravedere una riemersione quale che sia, indolore non oso nemmeno sperarlo dopo questi anni dissennati, un prezzo toccherà pur pagarlo.

    #Astro
    per credere nelle utopie non servono happy hours gps e sonda, anzi direi il contrario, ancorché un aperitivo ogni tanto non faccia male a nessuno…
    Le utopie una funzione ce l' hanno, non si deve per forza realizzarle, ma un minimo di direzione di marcia la danno.
    (Ma sul the della Lidl non contare sulla mia solidarietà)

  25. melogrande ha detto:

    Astro, secondo me è la dieta che ti rovina l' umore, guarda qui, non ti senti già meglio ?

    Per chi non lo sapessa, il Prof De Mattei, a cui GB fa riferimento, è Vice Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, la più alta istituzione scientifica italiana, ed è  noto per aver pubblicato libri ed organizzato convegni CONTRO la teoria dell' evoluzione.  Ultimamente in un intervento a Radio Maria (!) ha sostenuto in tutta serietà che “Le grandi catastrofi sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio” e “sono talora esigenza della sua giustizia della quale sono giusti castighi”. Non so se abbia poi proseguito spiegando quali terribili delitti avessero commesso le migliaia di bambini morti nello tsunami per meritarsi tale "giusto castigo".

    Non ce l' ho con lui, ce l' ho con chi l' ha messo lì (i Guelfi…), ai quali vorrei chiedere quale titolo abbia l' individuo per stare lì visto che è uno storico e non uno scienziato. A questo punto, ha suggerito qualcuno, mettiamoci Monsignor Ravasi che perlomeno è di vedute un po' più aperte.
    Concordo con la proposta e chiedo Enzo Bianchi e Vito Mancuso nel consiglio di amministrazione. Sono sicuro che uscite non le farebbero mai.

    Detto questo, GB, il creazionismo lo hanno inventato gli americani, ed il fare bene il vino per me non c' entra nulla. Fare bene QUALSIASI cosa è positivo. 
    Non ci si può arrendere alle castronerie e lasciare perdere, bisogno cocciutamente andare avanti e spiegare, parlare, farsi sentire.

    Mala tempora galoppant…

  26. astrogigi ha detto:

    Rinbadisco il concetto
    MI VERGOGNO che dell'iatalia brilli solo la stella vino.
    come mi vergogno dlel'ignoranza al potere

    arrendersi mai
    cambiare metodo, sempre

    essere moderati anche nella moderazione porta all'immobilismo.

    la tensione che sta covando non mi piace perchè la sento crescere anch'io dentro di me
    e la voglia di riprendere il ciclostile e inneggiare al de revolutionibus orbium celestium (per non finire nelle segnalazioni al grande orecchio…) si sta facendo irresistibile

    e già che ci sono vedrò di spazzare via per prima vinitaly e derivati….aperitivi iclusi
    sono solo coltellate al fegato, insulti alla sana alimentazione e rifugio di una socializzazione sterile quanto superficiale.

    sono incazzato nero (ops……, rosso, giallo verde, LRGB, IRCut)

    e sarei anche pronto a convertirmi al the Twinings per cogliere tale obbiettivo…..

    ciao Melo
    giorni di fuoco sul sole
    la tempesta avanza……

    su FB trovi alcune mie immagini da me realizzate in H Alfa
    era da un pezzo che non registravamo un'attività così feroce
    si iiiiiiiiiiiiii FEROCEEEEEEEEEEEEEEEEEE

    gb

  27. melogrande ha detto:

    Oggi GB è  proprio un Astro infuocato…

  28. astrogigi ha detto:

    ci vorrebbe una cofana sotto un cielo stellato con te e tutti gli amici di questo luogo che ospita cervelli accesi….

    Melo, un giorno o l'altro la ripetiamo l'uscita IBIRRAamenti….

    io sono a Milano più spesso di quel che mi piaccia…e se non ricordo male, neppure tu graviti lontano da qui….

    oppure andiamo tutti da Sam che credo abbia un bosco a disposizione…..o dalla Strega in cerca di ostarie tosco appenniniche….

    non so dove sia lillo e anche di Cape non ho coordinate…Diak dev'essere cmq area padana….

    se ti andresse, dissemelo (l'ho scritto coemn se fossi uno del tiggi….consecutio temporum ad interdictus….)

    ciuauaoooooooooooooooooooooo

    GB

  29. SAMOTHES ha detto:

    Quassù le stelle si vedon benissimo, salvo qualche catena montuosa che ogni tanto si mette di mezzo, ma basta salire in vetta e si risolve il problema! 🙂 Quanto pesano qui cannoni Astro?

  30. astrogigi ha detto:

    quello che uso io di solito è sui 25 quintali….ma quelli che mi porto sui monti li reggo da solo nonostante gli anni e l'artrosi…..basta poco per goder del cielo: importanti sono 2 ingredienti: cieli bui e cuori aperti…..

    http://www.facebook.com/album.php?aid=32743&id=100001729698787&l=99ba289b5a

    qui se avete accesso a FB dovreste vederne alcuni…..di cannoni…..

  31. SAMOTHES ha detto:

    Caspita! Sono enormi e ci credo che pesano tanto!! Comunque ci sono molti posti dove si può arrivare relativamente comodi fino in quota. 🙂
    I cieli bui ci sono ed i cuori, se non sono aperti, guardando i cieli, certamente si apriranno! Ne son certissima! 😀
    Mancano solo i cannoni stellari.

  32. astrogigi ha detto:

    dimmi solo : dove e quando…ai cannoni "ghe pensi mi….."

    mmmm, Melo, tu che ci porti ?
    rime baciate ?
    aperitivi ?

    in ogni caso mi porto lettore mp3 con brandeburghesi e una pinta di the lidl, 2 fagolosi e un pò di kamut

    ciaooooooooooooooooooo
    aspetto convocazioneeeeeee

    GB

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