La Bellezza prima di tutto

 


 

 

Sedevano dunque gli anziani presso le porte Scee;
a motivo della vecchiaia non combattevano più ma erano validi
oratori, come cicale che nella foresta,
stando sugli alberi, emettono un canto acuto:
così i principi di Troia stavano sopra un bastione,
quando videro Elena arrivare l bastione,
si dissero a bassa voce l’ uno con l’ altro:
“non sono da criticare i Troiani e gli Achei dalle belle gambiere,
se tanto tempo hanno sofferto per una simile donna,
che terribilmente somiglia alle dee immortali.”
 
Iliade, Libro III, 149-158

 
 
 Nel mondo del mito la Bellezza viene prima di tutto, e precede la Verità.

Si racconta  l’ origine del mondo e delle cose, si cercano spiegazioni ai fenomeni naturali, si cerca in qualche modo di ricondurre l’ imprevedibilità della vita ad una storia che può essere raccontata e compresa. Il mito risponde alla domanda “Perché le cose stanno in un certo modo ?” in maniera storica, cioè alla maniera dei bambini, raccontando una sequenza di eventi che portarono le cose ad essere come sono, e non in maniera scientifica indagandone i rapporti di causa ed effetto.
 
Il requisito principale di una spiegazione mitica del mondo non è quella di essere “vera”, tutt’ altro, e la cosa appare chiara all’ interno del mito stesso. Di ogni mito esistono infatti innumerevoli varianti, la stessa storia è raccontata in mille modi diversi secondo i luoghi e gli umori di chi racconta. Questo è tipico di ogni tradizione orale, quando la storia si tramanda attraverso il racconto è inevitabile che intervengano mutazioni ed adattamenti alle realtà ed usi locali. Ma è anche vero che i poeti che questi miti per la prima volta misero per iscritto non si posero certo il problema di una ricostruzione filologica della storia che aveva originato il mito stesso, ma la raccontarono così come veniva, e nella maniera più bella che riuscirono ad escogitare.
 
E c’è anche da dire che neppure una volta messo per iscritto il mito resta cristallizzato per sempre. Al contrario, continua a muoversi ed evolversi. I grandi miti del passato, ed i nostri sono sostanzialmente quelli ereditati dalla tradizione greca, non hanno mai smesso di alimentare la fantasia degli artisti.
Ulisse continua ancora oggi a rappresentare il mito del viaggio, della curiosità e della scoperta, dopo venticinque secoli. Il mito sembra capace di attivare un’ispirazione creativa, non puramente replicativa, e non ha mai accampato pretese di sacrale intoccabilità, al contrario.
L’ Ulisse di Dante è certamente diverso da quello di Omero, per non parlare poi di quello di Joyce, che ne recupera quasi solo il nome e lo schema allegorico del viaggio.
Il mito di Ercole si trova riproposto persino in un cartone animato di pochi anni fa, ma nuovamente senza pretesa alcuna di fedeltà all’originale.
“Liberamente tratto” sembra essere il marchio di fabbrica delle storie mitiche, sin dalla antichità, le versioni alternative si sovrappongono e convivono, ogni artista si sente autorizzato ad introdurre varianti personali.
 
Tutto ciò accade appunto perché in qualche modo si percepisce che lo scopo del mito non è quello di raggiungere la verità. Se ne rendevano bene conto anche gli antichi. Storie e tradizioni popolari di eventi soprannaturali ed eroi e mostri, orchi e cavalieri ce ne sono sempre state, si sono sempre tramandate, ma nessuno le ha mai prese per oro colato.
 
Si può pensare per analogia al racconto biblico dell’arca di Noè con le coppie di animali da salvare. E' mai stato preso alla lettera ? Qualche fondamentalista di certo lo fa, ma tutti gli altri considerano puramente il valore metaforico del racconto.
Non è  la verità la pietra di paragone del mito, il suo valore specifico non dipende dal fatto di essere vero, nessuno neppure si aspetta che la storia raccontata dal mito sia una storia vera. Storie eterne mai accadute, questo sono i miti.
 
Ma se non è la verità a costituire l’ essenza ed il valore del mito, allora che cosa è ?
La bellezza, ovviamente.
Quello che attribuisce valore ad un mito non è il fatto di raccontare una storia vera, anche chi il mito lo considera sacro in qualche modo questo lo percepisce. Non è questo il punto. 
E non è neppure il fatto che il mito racconti una storia edificante, quale insegnamento morale mai si potrà mai trarre dagli amori clandestini di Zeus o dalle sanguinolente vicende degli Atridi ? I miti non raccontano storie “buone”, e neppure storie vere.
 
Il punto è che i miti raccontano storie “belle”. Spesso parliamo di una bellezza crudele e primordiale, una bellezza fatta di coinvolgimento emotivo potente. Ma sempre bellezza è.
Per questo continuiamo a raccontarci le storie degli dei e degli eroi dell’ antica Grecia, continuiamo a riprenderle e trasformarle, le usiamo come materiale da costruzione per nuove storie.
 
Lo facciamo perché sono storie belle, ed una storia bella è una storia in grado di dirci su noi stessi assai più di una storia vera, o di una storia buona.
L’ epoca del mito è un’ epoca in cui la bellezza viene prima della verità e del bene, la bellezza è ancora, nel sistema di valori umani, il più elevato e desiderabile. La Bellezza viene prima di tutto.
 
È con l’ avvento dei primi filosofi che questo stato di cose comincia  a mutare, i filosofi proprio al mito reagivano, e proprio in nome del fatto che la verità dovesse essere il valore supremo, al quale sacrificare, se necessario, anche la bellezza. Meglio la verità, dovesse anche essere brutta, pensavano i filosofi, peraltro intimamente convinti che la verità non potesse non essere anche bella, e questo da allora in poi è stato il modo di pensare di tutto l’ Occidente.
Ma prima di quel tempo ce ne fu un altro, il tempo del mito, in cui si sarebbe detto l’ esatto contrario, è meglio una storia bella, anche se non dovesse essere vera.
 
Si è mantenuto il culto della bellezza nell’arte, questo è vero. La bellezza di un romanzo non viene meno sapendo che ciò che racconta non è “vero", però questo apprezzamento resta confinato al fatto di essere appunto "solo" un romanzo, un’opera di fantasia che appartiene alla sfera del tempo libero, dello svago, del piacere privato.

Il mito no.
Il mito era assai più di questo, era il cemento della comunità, un cardine coesivo che poggiava appunto sulla Bellezza.
 
Non capita spesso, ma ogni tanto capita di incontrare qualcuno che questa cosa la comprende bene ancora oggi:

 

“Noi non abbiamo il petrolio, abbiamo la bellezza !
Ragazzi, la bellezza è una preghiera, se non lo capiamo e la trascuriamo crollerà tutto (…)
La vita è dura e difficile, e non vi salva la mano calda dell’ amico, della moglie o dell’ amante, siete soli e dovete trovare qualcosa che vi dia la bellezza, che è il più grande conforto, una preghiera. Perché ti tiene in devozione, ti fa rendere grazie.”

Tonino Guerra, Repubblica 15/3/11

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24 commenti su “La Bellezza prima di tutto

  1. astrogigi ha detto:

    Kalos Kai Agathos…

    E poi ancora in tempi recenti : Mario Livio (supremo boss del priogramma HST – Hubble Space Telescope e NON cugino di Tito Livio anterioris)   La Bellezza Imperfetta del Cosmo….

    Una cosa bella NON può essere cattiva….

    e noi italiani di bellezza ci intendiamo davvero.

    però ci combiniamo da idioti perchè dal mondo arriva il brutto come tendenza….

    E pensare che Elegante è la nostra lingua, elegante la nostra arte, dalla musica alla scultura, dalla paesaggistica alla moda….dalla poesia alla fisica delle particelle elementari.

    e poi ci sono io…..

    (cosa darei per vedere ORA le facce di Sam, Hannah e Melo…)

    BELLISSIMEEEEEEEEEEEEEEEEEE

    ahahahahhahhaha

    (gran post, ma ci devo macchianare su un pò…)
    per ora solo una piccola provocazione per rompere il ghiaccio…poi si dia inizio alle danze…

    farò il bravo e silente me ne starò a leggere
    GB

    .

  2. SAMOTHES ha detto:

    Il mito è il nostro specchio. Ogni mito rispecchia l'uomo e l'uomo lo trova immediatamente comprensibile perchè si riconosce in esso. Il mito non mente, non ne ha bisogno; non ha bisogno di conformarsi a nulla, perchè il mito, come la bellezza è una condizione imprescindibile. Il mito ripropone l'eccesso per riequilibrarlo con l'armonia e questo avviene nell'arte, dove l'arte cerca e trova l'armonia bilanciando l'eccesso con la pacatezza e quando c'è armonia c'è bellezza. L'eccesso serve come contrapposizione, ma serve, così come una macchia scura serve a bilanciarne una bianca, così come il pensiero serve a bilanciare la passione, così come la bellezza è il frutto di tutto ciò. E nulla può essere lasciato da parte se si cerca l'armonia, nemmeno la passione, che se non ci fosse quella, come potrebbe bilanciarla il pensiero? L'errore che fa spesso l'uomo, come dice bene Melo, parlando dei filosofi che pretendono di cercare e trovare la verità, è quello di voler spiegare il mondo con il pensiero. Il pensiero è solo una parte, una minima parte del mondo e per di più è un prodotto umano e filtra attraverso altro pensiero e non è reale, è solo pensiero, appunto. Allora io penso che la verità è un illusione e che il Mondo è la risposta. Nel Mondo c'è il nostro esistere ed i miti ce lo spiegano con affascinante ed efficace semplicità. Perchè costruirci inutili speculazioni? E' così chiaro il Tutto così com'è! Perchè siamo sempre così inquieti e insoddisfatti? Perchè dobbiamo continuare a porci dei perchè, quando basta guardare il volo di una libellula per sapere che quello è bellezza e che se quello ci basta per un solo istante che ci dona felice consapevolezza di essere parte del Mondo, possiamo trovarla ogni volta che osserviamo il Mondo? E invece, del Mondo ci siamo dimenticati. Ci siamo concentrati troppo su noi stessi. E ci siamo persi. L'Occidente è il pensiero dell'Uomo, non è il Pensiero del Mondo. Ed è un pensiero povero, perchè è come voler cercare di capire il senso di un dipinto concentradoci esclusivamente su una singola, minima pennellata. Eppure siamo davanti ad un quadro immenso, è lì, davanti ai nostri occhi, ma siamo tanto piccoli da non riuscire a fare quei passi indietro necessari per riuscire a vederlo in tutta la sua magnificenza. Discostarci un po' da noi stessi è l'unico modo per abracciare una visione completa. Questo insegnavano i miti all'origine.

  3. feritinvisibili ha detto:

    A proposito di bellezza ascoltate questo, dopo averlo fatto non ho coraggio di dire nient'altro:


  4. SAMOTHES ha detto:

    Ha detto tutto e nel modo più efficace: con poesia.

  5. Diaktoros ha detto:

    Non dimentichiamo però che, in una forma esteticamente apprezzabile, il mito è pur sempre un'ipotesi, una giustificazione umana del non umano. Non tutti i miti sono favole liberamente inventate da una funzione mitopoietica dell'immaginario. Dietro le narrazioni che sembrano fantastiche si celano spesso strutture che richiamano in maniera più o meno velata le strutture del nostro pensiero, che è comunque una parte fondamentale della realtà. Per questo, al di là della bellezza, possiamo tentare di ritrovare nel mito anche qualche scintilla di conoscenza.

  6. capehorn ha detto:

    Che il mito e l abellezza siano strettamente correlati, credo che sia un fatto.
    Non esiste un mito brutto. Esiste piuttosto il mito della bruttezza. LA quale verrà descritta con belle parole per far giungere il messaggio della negatività.
    Il mito di per se porta il germe dell'immortalità e della plasticità. Da quando c'é l'uomo che é riuscito da darsi una mente organizzata e una memoria organizzata, c'é il mito. E' il ricordo di come si sia reso consapevole e di come si sia manifestata questa consapevolezza.
    Di come sia riuscito a mettersi in contatto con il mondo visibile e con quello invisibile.
    Il mito é trasversale, supera barriere e distanze.
    Ci sono analogie tra gli dei antropomorfi di greci e romani e i gli animali totemici degli aborigeni australiani.
    L'uomo cerca di fermare e lo ha sempre fatto, ciò che reputa utile alla sua vita spirituale e non necessariamente ciò che ferma deve essere vero.
    Con la verisimiglianza si concede uno spazio al dubbio, all'interpretazione, ad una successiva e anche diversa elaborazione.
    Forse proprio perché inconsciamente sa di essere così piccolo da non poter accedere alla Verità, ma a parti di essa.
    Supplisce con la bellezza in un racconto fantastico e il bello di ciò é che questo racconto, orale o scritto, sta nella sua atemporalità.
    Nella possibilità di adattarlo sempre e comunque nel racconto, ma non nei principi di cui é composto.
    Alcuni poi rimangono più fermi nella memoria, le piaghe d'Egitto, piuttosto che il Diluvio, forse perché più vicina quelle al lato feroce dell'animo umano.
    Forse perché l'uomo sa come distruggere, ma tentenna nel ricostruire
    La bellezza e il fascino conseguente a questa, rendono il mito quel "quid" cui é difficle sottrarsi e che faticosamente ci riproponiamo di tanto in tanto.

  7. SinuoSaStrega ha detto:

    I miti sono belli e, come molte cose belle, fragili. Troppo semplice aggredirli dicendo che non sono veri, che raccontano storie senza fondamento scientifico; li potremmo definitivamente distruggere seguendo la via della ragione e del sapere attuale. Lo straordinario dei miti (e la ragione per cui dovremmo difenderli) è in quel grande serbatoio di archetipi che rappresentano in ogni latitudine dell pianeta, segno che vanno a toccare i tratti più profondi dell'umanità: nascita, morte, destino, sconfitta, passione… Tutti i miti del pianeta hanno significati simbolici speculari. Se questo non è meraviglioso!
    Al di là del racconto che ciascuno può modificare, sentendosi in diritto di farlo, credo che il lavoro più maturo che si possa fare per difendere il mito sia quello di continuare a elaborare i suoi simboli, cercando ciascuno per proprio conto di comprendere cosa significa, che posto ha quel certo mito nella propria vita, se in ciascuno di noi convivano Era, Ercole, Ulisse, Giove, Pandora, ecc… Se e come ci parlano (col dolore, con le ossessioni, con le depressioni, con le ipocondrie…) se e come ci possano curare.

  8. feritinvisibili ha detto:

    Astro te la sei data a gambe appena è entrata in ballo la poesia, dì la verità..((:
    (piccola provocazione scherzosa mossa da leggero sconforto causato da mancanza di Astro e pure di Melo… dove siete finiti?)

  9. feritinvisibili ha detto:

    .. azzz… beh, vediamo il lato positivo: sempre meglio che Tokio o Tripoli..
    (ti aspettiamo: torna presto!!! Con la valigia..)

  10. astrogigi ha detto:

    Su Saturno. e ci resterò per un bel pò

    poesia per me è peggio delle nubi tossiche 

    i miti, l'antropologia culturale, e le interprestazioni dei sogni non mi interessano se non come motivo di scontro e baruffe chiozzotte

    e poi mi hanno rimproverato di aver ecceduto e debordato.

    per cui me ne sto alle larghe

    e faccio ciò che so fare al meglio

    leggo
    ascolto
    rifletto

    e studio

    statemi bene

    GB

  11. feritinvisibili ha detto:

    Astro su Saturno fa freddo!
    Melo qui accende dei bei fuocherelli benefici…

    (scusa Melo se intanto che torni da Bassora mi prendo queste libertà)

  12. astrogigi ha detto:

    No Ferite, su Saturno non fa freddo.
    Lo sembra a chi non lo sa guardare.
    Tu hai suggerito il video di un poeta per parlare di bellezza e così la vedo ridotta in angusti, inutili, arbitrari confini.
    Io ho scelto Il Signore degli Anelli per viverla.
    Mille e altre mille e poi mille ancora sono le cose belle del Cielo.
    per poterle godere, basta cancellare l'uomo.

    se ci si isola dall'uomo e dalle sue ombre, dai suoi falsi dei e dai suoi altrettanto falsi miti, si può ritornare a coglierne qualche frammento.

    e per poterlo fare meglio andare abbastanza lontano

    1 miliardo e mezzo di kilometri sono ancora pochi per spegnere del tutto l'eco assordande del futile chiacchiericcio umano; tuttavia dagli Anelli di Saturno si può ascoltare di nuovo il silenzio e lasciarsi cullare da ciò che bellezza realemente vuol dire.

    Bellezza è dove l'uomo non c'è.

    tutto il resto è rumore quantico.

    disturbo

  13. feritinvisibili ha detto:

    Astro non sei l'unico da queste parti a star bene su Saturno, però a me sembra che alla fine il fatto che siamo qui dimostra che nessuno di noi può fare a meno di comunicare, magari anche anche solo per litigare…
    Auguri di pace Astro

  14. astrogigi ha detto:

    litigare non mi interessa
    al massimo comunico in modo provocatorio per vedere l'effetto che fa e ne analizzo i riflessi nella speranza di trovarvi un raggio di luce

    tu stessa hai sottolineato la volontà di prudere con il tuo commento e spesso anche Melo butta il sasso nello stagno immobile per smuovere le acque e leggere i cerchi e le onde….divertendosi

    qualche volta capita di sollevare onde anomale che disturbano 

    ed allora mi ritiro lascioano il campo ad altre perturbazioni

    se stavolta è capitato a te di ricere uno spruzzo indesiderato, pazienza.

    del resto lo sai: sfiora l'argomento poesia e io mi terremoto.

    credo solo i temi a sfonfo religioso riescano a precipitarmi nel baratro della rabbia furente quanto quelli sulla poesia ed il poetare.
    forse perchè mnon riesco a spiegarmi entrambe le inutilità.

    e poi restare unico uomo in mezzo a tutte donne non mi fa sentire tranquillo…..

    meglio solo
    su saturno
    al freddo 
    e in silenzio radio

    questa è pace

    saluti

  15. melogrande ha detto:

    Eccomi di ritorno !

    Scusate, litigate pure se volete, che magari alziamo l' audience, però in verità io non avevo parlato di poesia.
    Avevo parlato di Bellezza.
    Ora la bellezza c' è chi la trova in Dio (beato lu)i, c' è chi la trova nella poesia (ed io sono fra quelli, benchè, mi spiace dirlo, Gibran non mi convinca troppo…).

    Ma io trovo bellezza anche qui :

    e qui

    e perché no, qui:

  16. astrogigi ha detto:

    Uffa Melo….come posso risponderti se la metti così…
    a me quaggiù piace assai scompigliare le messi che fluttuano ad una brezza leggera, con moti garbati, eleganti, soffici…
    mi assegno il ruolo di folata di vento improvvisa che scuote le spighe fino a far cadere qualche chicco 
    quando poi i chicchi cadono da lillo, da sam o magari dalla strega, mi diverto un sacco a fomentare, sobillare, provocare, stuzzicare, stropicciare….

    con ferite è più difficile poichè avverto un sottofondo sofferto assai più doloroso di quel che possa mai aver sperimentato io….

    ma da vero buontempone rompiballe inacidito, poi prendo coscienza di aver colpito basso o duro e mi ritiro a leccar ferite assai più visibili e mi defilo dal consesso per lasciar che le messi si ricompongano nel loro pigro dorato oscillare

    ma dura poco…..
    l'onda d'urto risale di botto se compare fra le righe il deflagrante rintocco di una poesia e li non mi riesce di fami star zitta la tastieraccia mia maledetta.

    Pensa Melo che oggi parlavo di traslare un icocisottaedro in coordinate ellittiche….io trovo qui la bellezza sai ?
    Un poliedro a 20 facce totalmente simmetrico da trasferire in uno spazio ellttico mantenendone inalterate le proprietà geometriche…

    che bel…

    ma alla fine Melo, bellezza cos'é ?

    credo di averne dato una definizione in un mio post antico quale caratteristica di uno stato d'animo in grado di fermare il tempo.

    O meglio: non importa cosa ti si pari davanti sopra sotto dentro o fuori: il fatto è che in quel tuo coglier bellezza, il tempo si arresta per rendervi omaggio, permettendo a te che la stai vivendo di coglierne fragranza, luce, assenza di suoni o armonia o quel che insomma ci trovi tu.

    Bellezza però è anche il tempo che io fermo intanto che scrivo qui, magari anche solo per strizzare a Lillo uno strudel di parole mamme, o a Sam un distullato di tavole imbandite o a cape una rima ardita dalle punta delle sue dita…..

    sui miti non mi sbilancio: i miei sono fin troppo banali: multiversi, Einstein, Mozart, Scriabin, brain power…..Nemerabilità dei primi….Riemann (prima o poi la risolvo la celebre ipotesi sua…..)

    ecco Melo: a me MI piace (stile FB) il confronto vibrato, senza esclusione di affondo, se possibile educato ed elegante anche se fermo o glaciale (come tu per primo mi scrivesti un dì sorprendendomi)  

    mi dolgo se debordo spesso ed anche più assai di molto…..ma la mia prosa già la dice lunga sul diletto…..dileggio…..

    Alla prox amico caro (a meno che tu mi dica deciso: ZITTO Astro: tornatene su Deimos e salutami Phobos….

    ciao ne ?

    GB

  17. SAMOTHES ha detto:

    NOn so a te Melo, ma a  me MI piace assai quando Astro "deborda"!! 🙂

  18. melogrande ha detto:

    Shhhhhh….
    (io apposta lo stuzzico)

  19. SAMOTHES ha detto:

    Ooops! Scusa… dovevo capirlo 😉

  20. capehorn ha detto:

    L'introduzione della variabile aventiniana é un vero coup de théatre.
    Come pure certe ricorrenze.
    Godibilissimo.

  21. AromaEssenziale ha detto:

    Penso che il mito sia una componente imprescindibile della nostra vita. I tuoi articoli sono sempre molto, molto, interessanti. Quello che mi piace è che parli di cose belle e la cultura, come il mito, come lo studio, sono elementi che danno respiro alla vita. belli.

  22. melogrande ha detto:

    Grazie davvero !
    Parlo di cose che mi piacciono, e questo penso che si senta.

    Il fatto poi che piacciano anche ai viandanti conferma che la blogosfera è un bel modo per aggregare comunità di elezione, di gente che non si trova insieme per caso o perchè non ha di meglio da fare ma perchè condivide interessi precisi e "si sceglie".

    E questa mi sembra una gran bella cosa…

  23. AromaEssenziale ha detto:

    Condivido in pieno e sono felice di averti incontrato!

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