La cura del fuoco


 
Il fuoco all' inizio c'è sempre, ne sono certo.
Ogni singolo essere umano se lo porta dentro, quando nasce e ne viene illuminato dal di dentro, brilla questa fiamma negli occhi dei bambini, se ci fate caso, e brilla forse ancora più luminosa e intensa nell’ adolescenza.
Luce e calore dal di dentro. Fuoco.
Ma non per brilla sempre.

È come un seme che germoglia, ha dentro il nutrimento che permetterà alla pianta di nascere, e così la nuova pianta che germoglia all’ inizio non ha bisogno di altro, si nutre del suo stesso seme, consuma le sue riserve, si sviluppa con le sue sole forze.
Ma non per sempre.
Il cibo interno del seme deve durare abbastanza affinché la piantina si sviluppi, emetta radici e sia in grado di procurarsi da sé l’ ulteriore nutrimento. Non più di questo. Dopo, sta alla piantina stessa, al caso, alla necessità, all’ ambiente il fatto che essa riesca ad attecchire, a sostentarsi senza più il supporto del seme ormai esaurito, a non avvizzire.
 
Il fuoco dentro illumina, scalda, alimenta.
Ma non dura per sempre.
Basta appena per superare l’ infanzia, per arrivare all’ adolescenza, poi rischia di spegnersi.
Tocca non farlo spegnere, averne cura, portargli nuovo alimento, cercare in giro legna ben stagionata.
Avere cura del fuoco.
 
Riattizzarlo di tanto in tanto, soffiarci dentro quando la fiamma sembra vacillare, quando il vento è forte e arrivano le piogge le tempeste e la grandine.
Evitare che venga soffocato dal troppo carico, che diventi solo una nube di fumo asfissiante.
Fare in modo che arda bene, vivo e costante il più a lungo possibile.
 
A volte gli altri aiutano, quando si è fortunati, altre volte no. A volte si deve fare da soli, lasciando indietro chi non capisce tutto questo affannarsi. Non importa.
 
Solo il fuoco è importante, averne cura, non lasciarlo spegnere.
 
Trascorrere i giorni è la cosa più facile del mondo.
Non è biografia, è solo biologia.

È vivere che è difficile.

 
 

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14 commenti su “La cura del fuoco

  1. SinuoSaStrega ha detto:

    Volontà. Mi sembra la parola decisiva. Serve un patto di volontà con noi stessi.

  2. melogrande ha detto:

    Volontà di continuare a desiderare, credo.

  3. feritinvisibili ha detto:

    Che bella Melo, l'ho letta tutta d'un fiato come una poesia, ci scorre dentro una forza pura, determinata e allo stesso tempo delicata.
    Credo che la rileggerò ancora molte volte.

  4. Lillopercaso ha detto:

    Ma se qualche volta si sente il bisogno di mollare la fiaccola, distendersi e raffreddarsi…

  5. Lillopercaso ha detto:

    poi… si può riaccenderlo?

    (scusa, non so perchè mi partono i commenti a metà. Solo qui da te)

  6. melogrande ha detto:

    Quando non c’ erano ancora gli accendini, si lasciava pure spegnere la fiamma ma non le braci. Quelle si custodivano con cura, a garanzia di poter riaccendere il fuoco sempre.

  7. BloodOfPandora ha detto:

    il fuoco.
    è la radice sommersa del nostro pensiero.

  8. Lillopercaso ha detto:

    La radice sommersa del pensiero…
    Forse. Perché mi pare che ci voglia più impegno a spegnerlo che a tenerlo acceso.

  9. capehorn ha detto:

    Come ha ragione @ 1.
    Ci vuole volontà e pazienza ad alimentare bene e il seme, poi pianta e la fiammella, poi fuoco.
    All'uno non deve mancare l'acqua, cosa che il secondo non deve mai ricevere.
    Diventa un gioco di abilità, sospeso su di un tenue filo, quale é questa nostra vita.
    Filo di ragno, in proorzione uno dei materiali più resistenti mai creati.
    Eppure, sembra solo capace d'imbrigliare solo poche gocce di guazza.

    Mi conforta sapere che noi uomini siamo diventati, evolvendoci, capaci sempre più di renderci la vita, più complessa di quella che vorremmo.
    Forse per mantenere vivo l'alibi della difficoltà della vita stessa.

  10. Pannonica ha detto:

    sono dovuta andare su youtube a cercarmi i Kaiser Chiefs… non sono poi così male!

    tempo fa hai scritto un bellissimo post sulla semplicità, in cui dicevi che esiste una semplicità di andata (quella spontanea dei bambini) e una di ritorno (quella di cui ci si riappropria dopo aver conosciuto  il superfluo delle complicazioni che la vita porta con sé e averlo sapientemente sfoltito). Quella di andata è spontaneo, facile; quella di ritorno consapevolmente riacquisita, una difficile riconquista.

    Credo che, anche nel caso del fuoco, ce ne sia uno di andata e uno di ritorno; nel senso che, così come è facile avere uno sguardo entusiasta e curioso per tutto ciò che la vita ci presenta per la prima volta, durante l'infanzia e per tutta la durata "dell'innocenza",  è altrettanto difficile non cadere nella trappola del cinismo e dell'indifferenza, dopo aver preso due o tre sprangate di quelle serie che la vita non risparmia a nessuno.
    Solo in pochi, ma veramente pochi, riescono a ritrovare la gioia di "crederci", malgrado tutto. Solo in pochi ritrovano quello sguardo che brilla di luce interiore, malgrado il i nuvoloni e il buio con i quali la vita, molto sapientemente, provvede a tappezzare il nostro privatissimo cielo.

    "La vita è bella" è solo il titolo di un bellissimo film, nonché un luogo comune. La vita è soltanto la vita. Sopravvalutarla non aiuta nessuno.

    In un attimo che quel fuoco interiore si trasforma in fuoco fatuo…

    Andando così, a ruota libera, mi è tornata in mente questa:

    Il cuore che ride

    la tua vita è la tua vita.
    non lasciare che le batoste la sbattano nella cantina dell’arrendevolezza.
    stai in guardia.
    ci sono delle uscite.
    da qualche parte c’è luce.
    forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre.
    stai in guardia.
    gli dei ti offriranno delle occasioni.
    riconoscile, afferrale.
    non puoi sconfiggere la morte ma puoi sconfiggere la morte in vita, qualche volta.
    e più impari a farlo di frequente, più luce ci sarà.
    la tua vita è la tua vita.
    sappilo finché ce l’hai.
    tu sei meraviglioso
    gli dei aspettano di compiacersi in te.

    Charles Bukowski

    p.s.: è un raro Bukowski ottimista, questo…

  11. feritinvisibili ha detto:

    Che meraviglia i vostri pensieri, i post di Melo sono magici tirano fuori il meglio da chi li legge

  12. feritinvisibili ha detto:

    ..  indendo il meglio dalle persone che leggono…

  13. melogrande ha detto:

    Ha ragione Red, sono fortunato.
    I commenti che lasciate  mi fanno sempre vedere in modo diverso, più ricco e più profondo le cose rispetto al post che vi avevo proposto.
    Parlo seriamente.
    Il blog è (anche) un bel modo per comunicare con voi.

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