La democrazia è un’opinione

Il sottosuolo essenziale della filosofia del nostro tempo
è l’ impossibilità di ogni verità incontrovertibile.

Emanuele Severino

Mi immagino di leggere una notizia così sul giornale.


“Nel paese di Liberalia si sono svolte le elezioni politiche domenica scorsa. Il partito dell’ attuale premier ha ottenuto il 100 % dei voti conquistando tutti i seggi del Parlamento.”

Che cosa devo pensare di una notizia di questo genere ? Come interpretarla ?
La prima reazione non può che essere di incredulità.
Il 100% dei voti ? Ma è sicuro ? Non c’è un errore nella notizia ?
No, non c’è nessun errore, è proprio così. Il partito del leader ha preso praticamente tutti i voti.

All’ incredulità subentra la diffidenza. Neppure nei paesi del socialismo reale si arrivava a tanto, eppure lì votare era obbligatorio, e di partito da votare ce n’ era uno solo.
No, decisamente una situazione del genere è anomala.
Non ci si aspetta che una condizione del genere possa avvenire davvero in una democrazia, che tutti siano d’ accordo a votare per lo stesso partito. Anche se, in linea teorica, la cosa non è impossibile, è chiaro che qui c’è puzza di bruciato.

E cosa avrei pensato se il partito del leader avesse ottenuto “solo” il 90 % ? Mmmm. L’ 80 % ? No. Il 70 % ?
Qual’ è il limite di ciò che siamo disposti a ritenere un risultato credibile ?
Quel che è certo è che, a mano a mano che la percentuale dei voti diminuisce, il grado di credibilità del risultato sembra aumentare.

In altri termini, sono portato a pensare la democrazia come un posto in cui non può esistere un pensiero unico condiviso da tutti, ma devono coesistere più pensieri (almeno due) che si danno battaglia cercando di conquistare la convinzione della gente.
Se questo manca, mi viene spontaneo dubitare del fatto che ci si trovi in un vero regime democratico. Non c’è democrazia se c’è una verità assoluta valida agli occhi di tutti. Ci devono essere almeno due verità a confronto.

La democrazia è il luogo naturale del relativismo.

È chiaro che ciascuna delle due parti in lotta ritiene di essere nella verità, anzi, crede fermamente nella propria verità, ma trovo cosa naturale, necessaria addirittura, che nessuna delle parti in lotta riesca a convincere tutti. Nel momento in cui ci riuscisse, questo stesso risultato mi porterebbe a sospendere il giudizio, a domandarmi se qualcosa di strano non sia successo,  se quello che vedo adesso possa ancora essere definita una democrazia.

Questo comporta che chi accetta di confrontarsi nell’ arena politica dovrebbe accettare il fatto che la sua verità non diventerà mai la verità assoluta e condivisa da tutti, ma solo una delle possibili verità, di cui convincere il maggior numero possibile di persone, un numero quanto meno sufficiente a vincere le elezioni ed impostare un’ azione politica basata sulla propria verità. Ma senza la pretesa di convincere tutti, sapendo che se mai questo dovesse accadere sarebbe un’ anomalia della democrazia, e non certo il suo trionfo.

Nulla vieta pertanto ad un credente di impostare un programma politico sulla base della propria convinzione religiosa, qualunque essa sia, ma è necessario che nel fare questo traduca il linguaggio religioso in linguaggio politico, faccia diventare i dogmi proposte, programmi, basi di confronto, che accetti il dibattito sulle proprie tesi ed il contraddittorio, che accetti persino il rischio di non essere convincente e di non diventare maggioranza. E se mai lo diventasse, deve accettare il fatto di non avere convinto tutti, e non cadere nella tentazione di imporre i propri principi a chi non li condivide.
Dovrebbe insomma diventare laica e relativista.
Tutti rischi che una religione in genere non è disposta a correre, perchè non può, proprio in quanto religione, accontentarsi di vedere se stessa come una verità fra altre verità, in competizione per conquistare le menti. 

Annunci

9 commenti su “La democrazia è un’opinione

  1. SinuoSaStrega ha detto:

    Una sola ideologia o un solo programma politico è totalitarismo. La religione come strumento politico, un attentato alla libertà. Come può la religione essere utilizzata per impostare un programma politico senza rischi di fondamentalismo? Mi sembrano osservazioni scontate, perciò credo che qualcosa mi stia sfuggendo di ciò che vuoi dire.C'è da dire che la nostra attuale chiesa non è per niente esempio di coerenza dogmatica e morale, al suo interno c'è totale la contraddizione e confusione tra bene e male, rigidità e lassismo, anche se poi critica tenacemente il relativismo. Se un'ideologia religiosa potesse essere utilizzata come strumento di governo non credo che sarebbe quella clericale.

  2. feritinvisibili ha detto:

    Anch'io mi sto chiedendo qual'è stato lo spunto di questo tuo post, della serie: c'è sotto qualcosa… Senza opinioni diverse la cosa puzza dici tu, ma come non essere d'accordo sui contenuti di questi tuoi pensieri?Sarei tentata di mettere di mezzo Israele, che per esempio non è uno stato religioso, ma democratico pur avendo come base, alla sua fondazione, anche un'appartenenza religiosa, ma l'ebraismo non è solo una religione…Mi fermo qui, che sarebbe troppo lunga e poi al solito finisco con l'ingarbuglioarmi ((:

  3. melogrande ha detto:

    Un pensiero unico “imposto” è chiaramente totalitario.Ma se questo pensiero unico fosse raggiunto democraticamente, scelto per libera convinzione da tutti ? Quale sarebbero le conseguenze ? Continuo a sentirmi infastidito dalle continue e retoriche prediche di ogni colore che mettono in guardia contro i pericoli del cosiddetto relativismo, mentre io non posso fare a meno di pensare che questo dovrebbe essere invece considerato un valore fondativo da difendere e tutelare ad ogni costo. E' evidente che il post è scritto male, lo cancellerei volentieri, persino, ma non voglio che spariscano anche i commenti.

  4. feritinvisibili ha detto:

    …ecco, adesso che hai detto cosa "c'era sotto" è tutto chiaro! L'infastidimento delle retoriche polemiche, ma se lo avessi scritto in modo palese nel post sarebbe sembrato un lamento polemico anche il tuo, così invece hai dato peso ad una cosa giusta, e cioè ad uno dei principi fondamentali di una democrazia.E poi in fondo non si può mica sempre essere perfetti, no? (((: (risatina di gusto)

  5. capehorn ha detto:

    Alla prima impressione, non mi distanzio molto dal pensiero dominante.La democrazia perché sia tale deve avere in se più opinioni anche antitetiche e queste opinioni dovranno essere mostrate al meglio della verità che le supporta.Quella percentuale "bulgara" é già di per se l'urlo agonico della democrazia.L'ultima parte, mi ha fatto sobbalzare e non ti nascondo che la mano era già corsa all'ascia, ma leggendo i commenti e sapendo di certe tue finezze, sono stato punto da sospetto che nulla viene per nulla.Occorre però fare un distinguo.La Chiesa nella sua secolarizzazione, quindi nel suo iter di organismo politicoeconomico, si é dimostrata per secoli una monarchia assoluta. L'obbedienza cieca che si deve all'Autorità é rimasta sino al Concilio ed é stata ulteriormente edulcorata nei papati di Paolo VI e Giovanni Paolo II. FIn quì nulla da dire.Le prime riserve le porto innanzi quando il discorso di base, credere e aver fede in un Dio, non sono solo manifestazioni di un bisogno del Mistero, che l'uomo sente, ma diventano scusa per dar vita ad un impianto politicoeconomico, tale da elevare un sentimento a sistema politico.Non ci sto.Se l'uomo ha bisogno per un insopprimibile desiderio di Mistero e quindi calato dall'alto o sorto dall'uomo stesso, si da regole che convogliano questo bisogno, mi sta bene.Ma queste devono essere separate da quel sistema che indichiamo come corpus legislativo, che regola il negozio civile.So di esprimere idee ottocentesche, ma rimangono per me tutt'ora valide.Anzi mi rifaccio ancora più indietro nel tempo."Date a Cesare ciò che é di Cesare e a Dio ciò che é di Dio"Le mie idee cristiane potranno guidare il mio agire nel mondo, ma non possono essere sistema politicoeconomico "tout cours".meno male che quel 100% é lontano ed appartiene ai peggiori incubi che la mente genera di tanto intanto.Se così non fosse, lo stimolo di questi incontri non esisterebbe.

  6. melogrande ha detto:

    La politica appartiene ad un ordine diverso semplicemente perché la religione uno può sceglierla oppure no, mentre le leggi si devono rispettare per forza.Dovrebbe pertanto essere automatico per chi fa politica, per quanto possa essere convinto della propria fede,  applicare un sano relativismo prima di introdurre regole che poi dovranno essere rispettate anche da chi quella fede non ha.Cercare di convincere è lecito, cercare di imporre no.Alcuni nel mondo cattolico hanno chiaro questo principio (ad esempio Enzo Bianchi), molti altri purtroppo no.

  7. Lillopercaso ha detto:

    Ma magari uno accetta la democrazia come male minore (e forse lo è) e temporaneo.Magari uno se sa di potersi imporre se ne frega della liceità.Del resto avrei molto da ridire, o meglio, da chiedere sui vari senza se e senza ma, così cari ai democratici viola.

  8. melogrande ha detto:

    Certo, è così.La tentazione c'è sempre, ed il fatto è che in democrazia non si può non dare spazio atutti, compresi coloro che la abolirebbero volentieri se potessero.Come gli stessi Ateniesi, che pure di democrazia si dovevano intendere, ricordarono ai Meli prima di mettergli a ferro e fuoco la città :"Poiché voi sapete tanto bene quanto noi che, nei ragionamenti umani, si tiene conto della giustizia quando la necessità incombe con pari forze su ambo le parti; in caso diverso, i più forti esercitano il loro potere e i piú deboli vi si adattano".

  9. Lillopercaso ha detto:

    La sua forza e la sua debolezza: esser così accogliente da allevarsi la serpe in seno.

che ne pensi ?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...