Alchimista a Camogli

 

 

 

“L’ immaginazione è la capacità di assimilare ed elaborare,
usando gli accorgimenti della composizione,
quello sterminato magazzino di immagini e di segni
che per brevità viene chiamato Natura
 C. Baudelaire
 

 

Il sole descrive un arco perfetto, e perfettamente visibile nel suo dispiegarsi a chi solo abbia la voglia e la pazienza di aspettare, osservando, il trascorrere della lunga giornata estiva sulla famosa spiaggia di ciottoli.

Questo sfoggio di traiettoria geometrica va dall’estrema sinistra, dove nella fase iniziale è parzialmente nascosta alla vista dalla massa tondeggiante del Monte che monte poi non è, semmai collina, fino alla destra estrema, dove il suddetto trova speculare corrispondenza nella mole della grande chiesa dai colori pastello, sormontata dal campanile con la sua incongrua cupola.
Queste due masse o moli fanno quasi da quinte contrapposte ai lati dell’ideale palcoscenico teatrale allestito per questa sorta di rappresentazione astrale.
E proprio come uno spettacolo appare, a chi appunto abbia tempo e voglia di osservarlo, questo transito del sole; ed in quanto spettacolo esso appare appunto artificio, messa in scena, rappresentazione.
Qualcosa insomma che non si limita ad essere ciò che è, ma vorrebbe anche stare per altro.

È come se questo sole rotondo, perfetto bianchissimo fuoco, facesse corrispondenza ed attrazione verso gli altri elementi, tutti co-protagonisti, a partire dall’acqua del mare, mobilità immutabile ed eterna, che occupa la parte inferiore della scena.
Fra acqua e fuoco s' interpone l’ aria, ma questa più che contrapporsi lega, unisce, sfuma e trasmuta un elemento nell’ altro, metamorfosi graduale ed impercettibile, prima fra mare e cielo lungo la linea incerta dell’ orizzonte e poi, nel cielo sempre più chiaro e bianco verso l’ alto, nell’ approssimarsi al disco di fuoco.
Neppure il quarto elemento manca, essendo naturalmente la terra sostegno dello spettatore e delle quinte e del palcoscenico stesso, pur essendo questa terra di una natura assai particolare, fatta com’è di ciottoli arrotondati e lisci, come a suggerire per metafora la natura atomistica della materia stessa.
 
Spiaggia e mare, onde e particelle e siamo sì dalle parti della fisica più moderna, o più antica come si preferisca, dimostrata o per meglio dire messa in atto, un esempio vale mille parole.
Alle spalle, cinque o sei piani di palchi dai colori pastello arroccati ad anfiteatro lungo un arco di circonferenza in una cornice rispettosa, a doverosa giusta distanza dalla scena.
 
Contrapporsi e confrontarsi di elementi primigeni, dunque, e forse questa intermediazione dell’ elemento aereo del cielo ad avvicinare e quasi rappacificare il fuoco e l’ acqua compie il miracolo, realizza l’ impossibile unione degli opposti, il fuoco del sole si azzarda persino a toccare, dapprima sfiorando timidamente e quasi per caso, poi con ben più frequente e manifesta intenzione, l’ elemento mobile a lui sottostante, sotto forma di lampi o scintille che balenano sulla superficie marina come fiammelle o lucciole o fuochi fatui apparendo e scomparendo istantaneamente.
 
Sassi di Camogli

 

La terra che qui è pietra o sasso o ciottolo sembra essa stessa voler prendere parte al gioco esoterico, trasformandosi in talismano o pietra filosofale, ogni ciottolo qui non s' accontenta di essere se stesso ma porta inscritta una runa, un simbolo, una formula magica forse, attraverso striature e venature e circonvoluzioni misteriose. Milioni di formule magiche si combinano fra loro per prescrivere un filtro, descrivere una cerimonia misterica, celebrare un rito che prevede il simultaneo contatto, da parte dell’ adepto, con la compiuta quadruplicità degli elementi, aria che è vento e respiro, acqua in cui immergersi, pur con la mantenuta percezione del solido e duro sasso sottostante, fuoco sulla pelle.

 


Applicando dunque tale pietra filosofale agli elementi, inopinatamente l’ opus alchemico si compie, la trasmutazione riesce e fuoco terra aria acqua pur rimanendo distinti e distintamente percepiti diventano tuttavia uno, un tutto che tutto pervade di se, e pur invisibile all’ occhio, altro non è ed altro non può essere che un’ immensa pulsante benevola Anima entro cui l’ osservatore sta, mercuriale embrione di un improbabile uovo cosmico…

 

 

 

 

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10 commenti su “Alchimista a Camogli

  1. utente anonimo ha detto:

    Nella mia personalissima alchimia ogni atomo infinitesimo di Camogli non può che appartenere al quinto elemento: l'Amore.Luna

  2. SinuoSaStrega ha detto:

    Beh, è uno scritto che si presenta come magico, non c'è che dire. Simboli, metafore, processi alchemici interni ed esterni, ed un fuoco vivo che non abbandona mai chi legge. La visitazione del paesaggio  e la percezione di una specie di armonia cosmica regala un senso di serenità. Come se la tensione di "ricerca" , o di interpretazione che dir si voglia, raggiungesse il suo complimento in un momento di unità. Non è stato facile seguirti…

  3. melogrande ha detto:

    Tra la Luna e Camogli e’ amore vero, su questo non c’e’ dubbio, PR.
    Sono contento del tuo passaggio.

  4. feritinvisibili ha detto:

    Beh, credo che andrò presto a Camogli ((:Buon fine settimana Francesco.

  5. melogrande ha detto:

    Ti ringrazio della tenacia, Sinuosa, avrei dovuto aggiungere che faceva MOLTO caldo…
    ; )

  6. Diaktoros ha detto:

    Camogli: un po' palcoscenico e un po' incontro magico di elementi. Ci sono luoghi in cui la natura manifesta con più intensità il suo carattere magico, luoghi che producono profonda serenità o indescrivibile angoscia. Di solito lego queste particolari sensazioni alle spiagge o alle strane radure che si aprono nelle foreste. In ogni caso in questi luoghi ci si trova di fronte a forze immense, la cui radice è sconosciuta e sembra di percepire qualcosa di antico e spaventoso, che i nostri progenitori cercarono di tenere sotto controllo con la magia cerimoniale, con l'alchimia e con la sperimentazione scientifica. Ma neanche la scienza può eliminare la sensazione di sgomento che proviene dalla nostra fondamentale insicurezza, di fronte a qualcosa che solo in piccola parte riusciamo a conoscere e dominare.

  7. melogrande ha detto:

    Vero.
    Un tempo di luoghi simili ne facevano la dimora di qualche dio, amico o nemico,misericordioso o terribile, a sottolineare la quallita’ speciale del luogo stesso..
    Il dio di Camogli io lo vedo benevolo.

  8. feritinvisibili ha detto:

    In effetti qui a Camogli gli dei sembrano essersi riuniti in assemblea di pace, cosa rara, io credo che sotto ci sia lo zampino del dio dei territori impervi, che qui ha costretto l'espulsione dell'infernale attrezzo chiamato automobile, cosa che giova infinitamente al benessere psico-fisico degli umani e degli dei. Senza auto sembriamo tutti più disposti alla pace. Apparte gli scherzi (mica poi tanto scherzi però) il tuo post era magico davvero, almeno per me è stato fatale, mi ha suggerito il posto giusto al momento giusto, e una volta qui ho trovato anche le persone giuste…Benefico Francesco, un grazie di cuore, anche se non l'hai fatto apposta mi hai fatto un regalone suggerendomi Camogli (((: !!

  9. melogrande ha detto:

    Sono davvero contento che ti sia piaciuta, Hannah.
    Bello condividere gli incantesimi.

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