Le chiavi di casa

 
Dreams, they complicate my life
(dreams, they complement my life)
 
Michael Stipe
 
 
Per una volta mi ricordo un sogno, significherà pure qualcosa, ammesso che i sogni qualcosa significhino, il che non è dimostrato, il fatto di ricordarlo qualcosa di sicuro vorrà dire visto che a me non capita praticamente mai.
Deve essere una cosa seria, se me lo ricordo, insomma.
Significare poi letteralmente vuol dire fare segni, mandare messaggi, parlare a nuora perché suocera intenda, insomma qualcosa che uno non penserebbe mai di trovarsi a fare nei confronti di se stesso ed invece fa continuamente.
Eppure lo so che ci sono più cose fra il cielo e la terra di quante possa immaginare la mia filosofia o la nostra scienza, e di più ancora ne contiene l’ animo umano, forse Amleto questo non lo sapeva ma Shakespeare sì, di sicuro.
 
C’è dunque questo sogno in cui mi trovo in una casa, una grande casa che non è la mia, ma all’ apparenza è qui che abito, forse sono ospite di qualcuno, questo il sogno non lo dice.
La casa ha un grande salone, immenso, esagerato, un salone dentro il quale comodamente ci starebbe un piccolo loft con tanto di zona notte soppalcata, così almeno lo vedo nel sogno, questo salone e mi sembra di sovrapporci il loft, lì metterei l’ angolo cottura, un divano dalla parte opposta, un tavolo da lavoro, si dorme sul soppalco, naturalmente.
Una casa dentro una casa, sto immaginando, e siccome sto sognando, si tratta al tempo stesso di una fantasia dentro un sogno, certo che è complesso, questo sogno, o forse solo complicato, vedremo…
 
Poco dopo mi trovo a tavola, non da solo, ma non riesco a distinguere, o forse non ricordo, con chi altri. Spaghetti fumanti, la mia passione, che bello. 
Solo che ad un certo punto mi accorgo che certi insetti sono finiti nel piatto, io non rinuncio così facilmente, cerco di spingerli fuori del piatto con la lama del coltello, ma non è facile, gli insetti si muovono, e nel muoversi sporcano, lasciano una traccia di granuli neri come pepe macinato, questa vista mi disgusta, alla fine mi trovo a spingere via il piatto, non ho più fame, solo schifo, mi alzo, mi scuso e mi allontano dalla tavola.
 
Mi trovo fuori, adesso, sto andando in giro per un luogo che non riconosco, però fa piuttosto caldo, c’è il sole, si direbbe un posto di mare, ma non ne sono sicuro, comunque tolgo il giaccone, resto in maniche di camicia a godere di questo insperato tepore, parlo con qualcuno, un amico o forse lo stesso padrone di casa, di preciso non lo so.
 
Quello che so è che ad un certo punto mi allontano, non ho più voglia di stare in giro, voglio tornare a casa, a quella casa non mia che mi ospita, intendo, detto fatto mi alzo e mi incammino, da solo, in maniche di camicia ed è proprio lì il problema, me ne accorgo dopo un po’, sono in maniche di camicia e cioè senza il giaccone, ma il giaccone non l’ ho più con me, l’ ho lasciato da qualche parte ma non so più dove, insomma l’ ho perso e sul momento non me ne importa nemmeno più di tanto, mi sento leggero, sto benissimo così.
Però lungo la strada mi viene da pensare che non ho più neppure le chiavi di casa, stavano nella tasca del giaccone smarrito.
 
Mi sveglio, perplesso, qualcosa intuisco, sì, ma chissà se poi è giusto, cercare sempre di interpretare tutto, che poi interpretare etimologicamente vale un po’ come mercanteggiare, negoziare, l’ interprete è un mediatore d’ affari, a quel punto si farebbe esageratamente prima se i sogni dicessero le cose chiaramente, se non lo fanno ci sarà pure un perché.

 


 
Annunci

24 commenti su “Le chiavi di casa

  1. feritinvisibili ha detto:

    Le chiavi e gli oggetti personali persi, la casa -diversa da quella reale- che diventa inaccessibile… faccio lo stesso sogno da un anno e mezzo, ultimamente più raramente per fortuna.Non è che magari i sogni li distribuisce splinder a quelli con lo stesso template?(grazie per le istruzioni riguardo alle diavolerie ((:)

  2. Naima ha detto:

    i sogni sono un fraseggio emotivo dell'inconscio…più che cercare di recepire un significato sugli oggetti (le chiavi, la casa, gli insetti) credo sia da indagare sulle emozioni provate via via e capire dove ti riportano.insomma non è quello che vedi che ti parla,  ma ciò che senti e su questo nessuno meglio di te saprà dare risposte 😉

  3. Lillopercaso ha detto:

    Ciao, ho una teoria sui sogni che va a braccetto con quella dei Puntini.Ma è poco romantica e non spiega un bel niente…Perciò, te la risparmio!(Bellissima l'immagine… Dove l'ho vista? Forse in sogno?)

  4. melogrande ha detto:

    Hannah, potrebbe darsi che tutti e due mangiamo pesante la sera ?Naima,le sensazioni erano abbastanza ambigue, per quello che ricordo. Non tento neppure di dare interpretazioni (non ne sarei capace, del resto), ma di sicuro mi è rimasto dentro uno stato irrisolto. Lillole tue teorie sono belle a prescindere, e poi, certe volte è meglio lasciare perdere le "spiegazioni". Spara pure…L' immagine potresti averla vista ad una mostra di Hopper…

  5. feritinvisibili ha detto:

    Dici che splinder si è inserito  nel nostro inconscio pure sulle scelte culinarie? Qui ci vorrebbe un disegnino.. ultimamente ti sto trascurando con i disegnini, è che tutte le energie creative (e il tempo) li sto consumando scrivendo cose difficili.Pure io voglio la teoria sui sogni di Lillo!!!!

  6. RedPasion ha detto:

    sei più leggero…di giacca di casa di tutto…è stata una fortuna aver dimenticato la giacca…

  7. Lillopercaso ha detto:

    MANNAGGIA, mi si è cancellato un commentone!Pazienza, tardi per rifare.Questo, però, lo riscrivo velox: Sogni ricorrenti con interpretazioni diverse. Sognavo di perdere o sbagliare treno: ANSIA! Ora: BENE, chissà questo dove mi porterà.Idem per le chiavi; a volte: ODDIO!  altre:  STO IN GIRO TUTTA NOTTE, URRA'!E' la sensazione che ti rimane che conta.Come già detto da Naima, e in tre parole da Red (Eccoti!)

  8. Lillopercaso ha detto:

    PS:  AH GIA' , HOPPER!!   Macché mostra! 

  9. SinuoSaStrega ha detto:

    Sono totalmente in accordo con Naima. Le emozioni e l'atmosfera sono importanti.I sogni sono un estratto di un movimento della psiche, come un secchio d'acqua che ci viene mandato dal ruscello sotterraneo d'immagini che è dentro di noi. Non serve intellettualizzare un sogno quando la sua natura non è razionale perchè se lo facessimo gli impediremmo di espandere la sua vita che ci parla della meta verso cui si dirige la nostra esistenza, come il frutto è già presente nel seme dell'albero. Perciò è bene restare nell'atmosfera del sogno in una sorta di libertà emotiva. L'avventura della nostra vita è riuscire a trovare questa meta; è il più grande esperimento esistenziale. E' il viaggio scritto nelle leggende, nelle favole e nei miti. Anche il sogno appartiene, secondo me, a questo serbatoio simbolico che si muove nelle nostre profondità. E' una cosa buona non fermare il movimento del sogno, ma lasciarlo fluire e raccontar(se)lo come fosse una storia, come hai fatto.…"ma all’ apparenza è qui che abito, forse sono ospite di qualcuno, questo il sogno non lo dice". (…)"ma il giaccone non l’ ho più con me, l’ ho lasciato da qualche parte ma non so più dove, insomma l’ ho perso e sul momento non me ne importa nemmeno più di tanto, mi sento leggero, sto benissimo così".

    Penso che solo tu possa seguire il flusso di queste sensazioni, che arrivano comunque abbastanza chiare.

  10. Lillopercaso ha detto:

    Vabbè.

    Salto la parte interpretativa, già  espressa esaustivamente, con la quale concordo.E dato che non confligge con la parte tecnica-elettrica, sparo: 

    Prendete le nuvole, o le piastrelle del bagno coi disegni astratti. O un foglio che avete riempito di puntini . Li guardate e vedete delle figure. Ogni volta diverse. Ecco. Prima di addormentarvi avete delle immagini in testa, pensate, visualizzate. Poi vi addormentiate, tutto sfuma, ma sotto le palpebre restano delle tracce: linee, puntini, forme.Quando vi svegliate, e prima di aprire gli occhi, il cervello ricomincia a funzionare seguendo regole apprese, e riorganizza queste tracce e  puntini in figure possibili, compatibili con l'esperienza  reale (come si fa quando si cercano figure nelle nuvole: ognuno vede qualcosa di diverso, rivelatore dell'umore di quel momento.) E' allora che si forma l'illusione del sogno: se aspettate un po' ad aprire gli occhi e indugiate nel dormiveglia, farete in tempo pure a costruire una storia più o meno sensata; rigiratevi acora un pochino nel letto e, raccontandovela, la fisserete nella memoria.  A volte vi riuscirà di condurla, forse.  Se invece vi tocca balzare a sedere col primo trillo.. PUFF.. addio. Manco l'illusione,  resterà.La cosa interessante  è il ricorrere delle 'costruzioni' a posteriori:Tutti sognamo di volare, di perdere il treno, o le chiavi; sognamo ascensori che anziché fermarsi all'ultimo piano sfondano il tetto e proseguono..(Pensate che una volta, in ascensore, ho sorvolato Napoli e poi ho guardato dentro al Vesuvio!)Chissà se certe immagini sono comuni in alcune società piuttosto che in altre (fatte le dovute trasposizioni, s'intende)?

    Se i sogni ricorrenti qui son diversi dai sogni ricorrenti  a Kirkkonummi, per dire, o a Tiruchirapalli..

    C'è già una globalizzazione onirica, o i simboli mutano più lentamente? (o si chiamano archetipi? Ma cosa cavolo sono gli archetipi, dovendolo spiegare a un bambino?)

     

    Mi dispiace non averglielo mai chiesto: La mia bisnonna sognava di  perdere il Landò??

  11. melogrande ha detto:

    Anch' io sono d' accordo, Sandra.Credo che a spingermi a scrivere sia stato appunto il desiderio di ripercorrere la narrativa del sogno, ricostruirne l' atmosfera in effetti non ho cercato di interpretare quanto accadeva (che per certi versi è chiaro, è vero.).In fondo, io i sogni non li ricordo mai, e se questo invece è sopravvissuto al risveglio vuole dire che portava una carica emotiva particolare.Lillo, tu hai chiaramente avuto problemi da piccola con la Settimana Enigmistica …Quello che dici è vero ci sono dei simboli culturali comuni a tutti noi ma diversi per gente di altre culture (Jung parlava di inconscio collettivo). Tuttavia una volta ho letto un libro, si chiamava L' eroe dai mille volti, credo, e l' autore faceva vedere quanto in fondo i meccanismi di tutti i miti si somiglino (parlava addirittura di monomito universale).Quali sono questi meccanismi ?Guarda la serie di Guerre Stellari e ce  li trovi praticamente tutti…

  12. Lillopercaso ha detto:

    Eh, forse non tutti sanno che è così.Guerre Stellari.. ci si può limitare a rivedere i primi tre?

  13. Lillopercaso ha detto:

    Ho cambiato idea…  …non mi piace più…

  14. melogrande ha detto:

    Che cosa non ti piace più, lillo ?

  15. Lillopercaso ha detto:

    LA  CONGETTURA PUNTINICA  (PUNTINIANA ?  PUNTIFORME? PUNTINOSA?)

  16. melogrande ha detto:

    Vabbé, cambiamo.Una bella matrice 3D ?

  17. melogrande ha detto:

    … che non si sa mai chi ci puoi incontrare ?

  18. melogrande ha detto:

    Sì, proprio lì.In fondo a sinistra, penultimo ghirigoro, interno 6…

  19. Lillopercaso ha detto:

    Allora, vado! Il co-pilota mi aspetta!Ciao ciao!!

  20. Diaktoros ha detto:

    Mi sa che stanotte sognerò di essere inghiottito da un frattale Però, ci sono sempre tanta angoscia e tanta insicurezza da scaricare nei sogni!

  21. Lillopercaso ha detto:

    Diaktoros, Dici che le si può scaricare nei sogni? Ma quando ti lasciano addosso quel disagio…  Meglio scrivere, no? : )

  22. utente anonimo ha detto:

    Lontananza che si vorrebbema che lasciamo rimanga lontananza desideratahesse

  23. melogrande ha detto:

    E’ un piacere ritrovarti da queste parti, hesse. Mancavi.

che ne pensi ?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...