Pulp Olimpo

Se non vedete l’ immagine, cliccate sul link sottostante:

http://www.worldart.com.au/images/horror-art-halloween-art-scary-art41.jpg

Si sa che il mito greco non ci andava leggero quando si trattava di descrivere il mondo degli dei, le divinità dell’ Olimpo erano la proiezione potenziata all’ infinito dell’ essere umano come esso è, in tutti i suoi aspetti, e non l’ idealizzazione soltanto di alcuni aspetti dell’ uomo stesso.
Pertanto, oltre ad essere bellissimi ed immortali, questi dei potevano essere infinitamente traditori e gelosi, infidi e malvagi, collerici ed irrazionali fino alla psicopatia criminale.

Uomini potenziati, sia negli aspetti più nobili che in quelli più bassi, più simili a supereroi che a santi.

Divinità da onorare e da temere, a cui chiedere favori e benevolenza, ma rimanendo a distanza di sicurezza, che a questi dei era meglio non avvicinarsi troppo, le reazioni potevano essere imprevedibili e tremende. Senza limiti.

Il mitico re fondatore di Tebe era Cadmo, capostipite di una sciagurata dinastia a cui apparterranno eroi tragici quali Edipo ed Antigone.
Cadmo aveva sposato la bellissima figlia di due dei, il dio della guerra Ares e la dea della bellezza Afrodite. Figlia illegittima, neanche a dirlo, visto che Afrodite era l’ irrequieta sposa dello sciancato Efesto. Che poi il frutto del connubio fra Bellezza e Guerra si chiamasse Armonia, mi pare si commenti da se.

Cadmo ed Armonia, dunque, si sposano, e generano secondo le usanza dell’ epoca, una selva di figli, tra cui appunto la bella Semele.
Su Semele mette gli occhi Zeus, fatto non particolarmente inconsueto per lui, da autentico erotomane.

Ne fa presto la sua amante segreta.
Segreta per modo di dire, un po’ l’ ingenua Semele non resiste alla tentazione di vantarsi di un così altolocato interessamento, un po’ gli dei hanno pur sempre i loro superpoteri, fatto sta che l’ occhiuta e cornutissima Era, moglie legittima e giustamente sospettosissima di Zeus, non tarda a mangiare la foglia e meditare tremenda vendetta. Non nei confronti del marito, naturalmente, troppo potente ed incazzoso per poter mettere in piazza certi argomenti.
Forte coi deboli e debole coi forti, Era se la prende con la giovane Semele.

Sotto le mentite spoglie di un’ amabile vecchina e con discorsi a mezza voce convince Semele che questo divino amante in realtà, con lei, è per così dire un amante a metà, difatti non si è mai mostrato per intero in tutta la sua folgorante bellezza come fa a casa con la sposa legittima, forse di un’ amante mortale si vergogna un po’, chi lo sa, certo che a lei Semele non è stato concesso proprio tutto ciò a cui avrebbe diritto una vera amante.

Semele ci casca, e con femminile furbizia approfitta del primo momento di intimità per estorcere a Zeus la promessa di esaudire un suo desiderio.
“Sì, sì, certo, tutto quello che vuoi” borbotta il dio mentre continua a trafficare sotto il peplo della ragazza.
“Allora mostrati come veramente sei”.

Zeus si ferma, paralizzato, capisce tutto in un attimo, ma è tardi, la trappola è scattata, parola di Zeus non può tornare indietro, né promessa divina restare inevasa, dove andremmo a finire. La Necessità è più forte anche degli dei e ciò che deve accadere accade.

Suo malgrado si mostra dunque in pompa magna, cocchio, armi, tuoni e fulmini a Semele, che ne resta folgorata, proprio nel senso proprio, incenerita sul colpo, all’ istante.
Era esulta.

Ecco, giusto per dire come vanno le cose da che mondo è mondo, citiamo come inciso che il commento affettuoso delle sorelle di Semele alla tragica fine di lei fu che, insomma, forse non era proprio vero quello di cui Semele andava vantandosi in giro, figurati che ci poteva trovare Zeus in quella sciacquetta, chissà in realtà con chi se la faceva, anzi, viene quasi da pensare che Zeus l’ abbia fulminata proprio per punirla di averlo tirato in ballo a sproposito, con gli dei non si scherza.
Insomma, quasi quasi erano meglio le sorellastre di Biancaneve.

Ma la storia non finisce qui.
Semele al momento della morte era incinta, Zeus si mette a rovistare tra i pezzi fumanti di carne carbonizzata, trova il feto, lo raccoglie, si pratica un taglio lungo la coscia, non chiedetemi perchè, ce lo infila dentro, ricuce e porta a termine lui stesso la gravidanza.
Prima Atena dalla testa, poi Dioniso dalla coscia, di certo Zeus non pare avere le idee chiarissime su come nascono i bambini. Sorvoliamo.

È questa l’ origine di Dioniso, dio morto prima ancora di nascere, nato due volte.

O forse tre.
Già, perché una variante del mito racconta di un precedente.
Racconta che in realtà Dioniso era figlio di Zeus e di Persefone, la sfortunata figlia di Demetra che finirà sposa riluttante del fratello dello stesso Zeus, il terribile dio degli inferi Ade.
Temendo il rapimento che da lì a poco inesorabilmente avverrà, Persefone era guardata a vista da due draghi.
Ma Zeus non è tipo da arretrare alla prima difficoltà, si trasforma in serpente, fra rettili ci si capisce, ipnotizza i guardiani, striscia nella camera ancora per poco virginale di Persefone, dopo di che, sempre sotto forma di rettile striscia sulla medesima e la mette incinta leccandola dolcemente. Così dice il mito, e non si accettano domande.

Nasce dunque il bimbo, bello paffuto e con un paio di corna in testa (corna lui ? e perché lui ? ho detto niente domande) e comincia a giocare nella stanza di Zeus, si trastulla coi fulmini, sale sul trono, insomma tutto quello che farebbe un bambino qualsiasi.
Se non che Era è sempre lì a rodersi il fegato, e va a chiamare i Titani, che con Zeus avevano una vecchia ruggine. Antichissimi dei, figli del Cielo e della Terra, progenitori della stirpe umana, i Titani erano stati sconfitti da Zeus e scaraventati in fondo al Tartaro.

Non certo i babysitter ideali, dunque, per cui eccoli  attorno al pupo con maschere di gesso, specchi, sonaglini. E coltelli affilati.
Il bimbo, occorre dirlo, vende cara la pelle, cerca di scappare, confonde gli assassini continuando a cambiare forme, giovane, vecchio, leone, cavallo, drago, tigre, toro. Aggredisce, morde, scalcia, urla, incorna. Ma è tutto inutile, Era, folle di rabbia interviene in prima persona, i Titani riprendono coraggio, hanno la meglio ed uccidono il pargolo divino.

Anzi, non si limitano ad ucciderlo, qui bisogna fare le cose per bene e far sparire il cadavere, lo fanno a pezzi, lo squartano, tentano di cucinarne i resti, una parte viene messa a bollire in pentolone, del resto ne fanno spiedini alla brace.
A questo punto Zeus, che fino ad ora aveva evidentemente avuto altro a cui pensare (anche se in realtà pensava quasi sempre alla stessa cosa) ritorna sul più bello di questo barbecue, fa una strage a colpi di fulmine, riscaraventa nel Tartaro i Titani e recupera se non altro il cuore mezzo bruciacchiato del figlio.
Senza darsi per vinto, lo trita finemente, questo cuore o ciò che ne rimane, lo mescola in una bevanda, la fa bere a Semele, la quale rimane incinta, altro che bava di serpente.

Insomma, secondo questa versione quando Dioniso fuoriesce dalla coscia di Zeus viene alla luce per la terza volta, è nato già due volte da due madri diverse ed è morto due volte prima di essere nato.

Ma la sua odissea pare senza fine.
Una volta partorito, Zeus si ritrova con questo fagottino fra le braccia e la moglie inferocita nella stanza accanto.
Che fare ?
Chiama Ermes, suo messaggero di fiducia, ladro ed imbroglione da quando è nato e specialista di lavori sporchi, gli consegna il fagotto e gli dice, più o meno: “Toglimelo dai piedi alla svelta”.
Ermes non trova di meglio che affidarlo alla zia, che lo alleva di nascosto travestendolo da femminuccia.
Ma Era non molla, scopre anche questo nascondiglio, ed Ermes fa appena in tempo a recuperare il piccolo, trasformarlo in capretto ed affidarlo a delle Ninfe. Sempre più lontano.

Ora, con un’ infanzia come questa, c’è da sorprendersi che crescendo, il giovane Dioniso mostri chiari segni di squilibrio psichico ?

Dio androgino e vagabondo, dio orgiastico e folle, entusiasta scopritore del vino ed inventore del teatro, dio misterico ed imprevedibile, mutevole d’ aspetto e d’ umore, collerico e traditore, Dioniso rappresenta il lato più oscuro dell’ anima greca, e quindi occidentale. Molto ma molto oscuro.

Un dio come lui non poteva certo farsi mancare la discesa agli inferi.
E Dioniso infatti viene preso dal desiderio di conoscere almeno una delle madri, Persefone, (l’ altra come sappiamo era ridotta a mucchietto di cenere) che nel frattempo era divenuta suo malgrado moglie di Ade e regina degli inferi. Ma come arrivare fin laggiù ?

La leggenda vuole che ci fosse un lago, il lago di Lerna, privo di fondo, in quanto sotto le sue acque era celato appunto l’ ingresso all’ oltretomba.
Dioniso si reca dunque sul posto, e chiede indicazioni ad un bel giovane di nome Polimmo, il quale volentieri gli spiega dove immergersi, chiedendo al giovane (ed androgino) dio una ricompensa, diciamo così, in natura, da regolarsi a missione compiuta. Sì, avete capito bene. Affare fatto.
Dioniso si immerge dunque nel lago, raggiunge Ade, recupera la madre, poi riemerge e cerca Polimmo per saldare il debito, scoprendo però che il giovane è nel frattempo deceduto.
Vuoi che promessa di un dio non può restare a metà, vuoi che la prospettiva di saldare il debito non gli appare poi così sgradevole, fatto sta che Dioniso si aggira lungo le sponde del lago cercando una pietra liscia, di forma e dimensione appropriate a portare a compimento da solo la famosa promessa.

E noi lì lo lasciamo, onde evitare che questo racconto mitico, da horror si trasformi in qualcos’ altro virando con decisione verso l’ indecenza.

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30 commenti su “Pulp Olimpo

  1. capehorn ha detto:

    Se vuoi sapere un po' di mitologia, non  compulsare avidamente la Treccani.Siediti sotto un melo e il frutto ti cadrà nelle mani.Se ti chiami Isacco allora la storia prenderà un'altra piega, ma quella é  un'altra storia.  A parte le esagerazioni dei miti, certo é che l'uomo nella sua fantasia trova il modo di esorcizzare tutte le sue paure ed esaltare tutti i suoi desideri. Anche i più inconfessabili.Attribuire a figure fantastiche le più reconditie voglie non é forse un sistema per vederle rappresentate senza he nessuno o quasi si scandalizzi più di tanto?Amore e tradimenti, morti e nascite, attribuzioni paterne e materne le più incredibili, risultano essere il desiderio inconscio di superare i limiti imposti dai nostri confini.Picchettati dalla morte, sia materiale che spirituale in una sorta di eternità da sempre cercata e attribuendola al "diverso da se" ottenuta.Pur mantenendo, non so se per onestà o per cattiveria, quelle caratteristiche "umane" giusto per ricordarsi sempre di non prendersi troppo sul serio.

  2. tittidiruolo ha detto:

    maremma che 'hasino! ciao melo, ti vorrei offrire un piatto di fragole…!!

  3. feritinvisibili ha detto:

    Gli dei greci raccontati da te sono proprio uno spasso.

  4. RedPasion ha detto:

    c'è roba per le telenovelas dei prossimi 1000 anni…e tu… sei davvero incredibile

  5. utente anonimo ha detto:

    Hanno regalato al mio bambino un libro sulla mitologia greca…  forse è meglio che lo legga prima io! Lillo

  6. melogrande ha detto:

    Il Mito, come tutto ciò che sa di antica Grecia, mi affascina e non lo nascondo, ci vedo (e sono in buona compagnia, naturalmente)una vitalità inesauribile ed intramontabile.Ora, buona parte delle fiabe e delle tradizioni popolari, dovunque, sono piene di delitti efferati, i loro personaggi sono spesso criminali, pedofili, assassini, serial killers o sovrani squilibrati.Non è qui che si può neppure cominciare un' analisi, ma pare ci sia in fondo una necessità didascalica, per così dire, un riconoscere l' ombra del male che ci circonda, e dall' altra catartica, purificatoria.Prendere consapevolezza del Male, attraversarlo per liberarsene.E' un fatto che anche le fiabe più note come Pollicino, Cappuccetto Rosso, Hansel e Gretel o Barbablù urterebbero la sensibilità di molti adulti se questi non le avessero lette o ascoltate da bambini.Il punto per me è, semplicemente, che qualsiasi tradizione popolare sta al mito greco come una chiesetta di campagna di fronte ad una cattedrale gotica.

  7. melogrande ha detto:

    Mi sa che ci sono problemi a visualizzare l' immagine cge avevo trovato per correlare il post, non so bene perché.Però non mi va di cambiarla perchè mi sembra quella giusta, magari provate a cliccare sull' immagine, in ogni caso  ci aggiungo il link scusandomi per l' inconveniente come si dice in questi casi.

  8. feritinvisibili ha detto:

    Sì, è vero quello che dici sul rapporto tra le fiabe e i miti greci, sembra che nei secoli insieme alla nostra cultura sia cresciuta l'inibizione, e anche i meccanismi di scissione: il bene separato dal male, il bello dal brutto, il buono dal cattivo. Che ci sia di mezzo lo zampino del cristianesimo?L'immagine in effetti non la vedo proprio, e cliccando sul link mi viene fuori:Forbidden, you don't have permission to access… mah

  9. SinuoSaStrega ha detto:

    Che fatica, che esaperazione, che vitaccia! Leggendo i miti greci ci rassicuriamo su come è la nostra vita, al confronto sopportabile 

  10. melogrande ha detto:

    Hannah,non lo volevo dire ma … sì, penso che il cristianesimo c' entri.ps prova ad andare sul sito e selezionare "Horror Art for Halloween".L' ultimo lavoro presentato si chiama "The Examination" e mi sembra proprio Dioniso alle prese coi Titani…Strega,sì, credo che anche gli antichi greci si rassicurassero leggendo i miti, e che questa fosse una funzione importante del Mito. Voglio dire che qualunque sventura ti capitasse, c' era sempre un esempio mitico che quella sventura te la faceva vedere sul piano universale, come una cosa che poteva colpire chiunque, uomini e dei.Insomma, miti aiutavano a vivere meglio.Oddio, adesso mi sento Marzullo …

  11. feritinvisibili ha detto:

    Troppo carino Melomarzullo ((((:Ho visto esamination, sì sì, l'immagine rende proprio l'idea, povero Dioniso, ha tutte le carte in regola per fare il dio della pazzia, e dopo certi trattamenti la pazzia è il minimo!

  12. feritinvisibili ha detto:

    p.s. adesso "esamination" riesco a vederla anche sul tuo post

  13. Lillopercaso ha detto:

    Auguri frivoli, in questo po'po' di post, ce ne starebbero anche… ma dopo che mi è apparso 'The Examination'…bè, posso mandarti queste foto
    La stella, una ipergigante blu !,  si chiama ETA CARINAE  , è la stella più massiccia conosciuta , ed è variabile.. ti servisse mai un augurio del genere.E' 5 milioni di volte più luminosa del Sole, ha quindi stiracchiatamente a che fare col n° 5.. Dato che sei del '55 e fai i 55…

  14. Lillopercaso ha detto:

    ..ed ora che ho creato lo stacchetto..   gimme five!

  15. feritinvisibili ha detto:

    All'amico Melogrande,che ha occhi per vedere, bocca che dona pensieri e parole, è mosso dal vento e lambito dal mare, nutre ed è ricco soprattutto di anima.Auguri!!!p.s…. a proposito della serie di 5 di cui parla Lillo: mi sono accorta che ho disegnato 5 mele, ma l'ho fatto involontariamente (((:

  16. melogrande ha detto:

    Grazie a tutti,mi fate sentire…SPECIALE

  17. melogrande ha detto:

    Hannah, quel disegno è davvero meraviglioso, me lo manderesti con la mail ?????

  18. feritinvisibili ha detto:

    Bene che tu ti senta speciale perché per noi lo sei! Mando subito disegno via email.. acc, non mi aspettavo che lo avresti adottato così, questo mi rende grande onore! Grazie!

  19. RedPasion ha detto:

    c'è ancora un piccolo spaziettoper i miei auguri…?o meglio …per rinnovarli?buon compleannocaro amico

  20. melogrande ha detto:

    Certo che c' è !Arrivi giusto in tempo per il brindisi !

  21. tittidiruolo ha detto:

    AUGURIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII

  22. melogrande ha detto:

    Grazie anche a te, Titti !

  23. marleneinnoir ha detto:

    è la prima volta che vengo qui da te e ti giuro che sono rimasta assolutamente attratta dalla tua narrazione e credimi , io non sono una persona ruffiana o che dice e scrive cose per poi spammare , visto che il mio blog è aperto ma i commenti sono chiusi . detto questo , un'altra cosa che mi ha attratto di te è il tuo nome : conosco molto bene un signore che di cognome fa Melarosa , non è ovviamente emiliano come me , ma lavora qui ed ho associato .complimenti , scrivi in modo accattivante , tornerò.Marlene In Noir

  24. marleneinnoir ha detto:

    cazzo ! mi è sorto un lieve dubbio……………………………..

  25. melogrande ha detto:

    Grazie dei complimenti, Marlene, sono contento che ti sia piaciuto !A dire il vero il Melogrande non ha nulla a che fare col mio vero nome nè con l' Emilia, è nato un po' per caso, se sei curiosa trovi la storia qui.psIl dubbio successivo, benchè lieve, non l' ho capito….

  26. Diaktoros ha detto:

    L'immagine è su un sito protetto (l'unico modo per vederla è trascinare il link sulla barra degli indirizzi); bisognerebbe caricarla sul mediablog e inserirla come se fosse propria, ma forse l'autore non sarebbe d'accordo.Comunque, buon non-compleanno (visto che arrivo il giorno dopo).Chissà perché, miti e religioni si nutrono di orrore: sacrifici, incesti, abomini, stupri, torture, squartamenti e antropofagia. Sembra che la catarsi sia un alibi per solleticare il sadismo degli uomini. Il successo popolare di numerose narrazioni agiografiche sembra collegato alla descrizione puntuale e non priva di compiacimento dei tormenti subiti dai martiri. Contenuti simili a quelli che in Sade potrebbero essere considerati morbosi e immorali, se inseriti in un contesto agiografico vengono immediatamente nobilitati e ne viene consentita la lettura; anzi le narrazioni dell'orrore vengono proposte come testi edificanti.

  27. melogrande ha detto:

    Gli auguri fanno piacere comunque, grazie.Quello che dici è verissimo, e si potrebbero trovare infiniti esempi anche nell' arte sacra, dove a me pare che traspaia spesso un po' di malcelato compiacimento.
    Il discorso sarebbe lungo, forse vale la pena riprenderlo un' altra volta.

  28. Pannonica ha detto:

    che bella storia… adesso mi racconti quella di Orfeo e Euridice?

  29. melogrande ha detto:

    La storia di Orfeo è un altro film splatter…Mi piacerebbe raccontarla, prima o poi.

  30. Lillopercaso ha detto:

    Non è vero! E' una storia triste! Non posso sentire quella musicata da Monteverdi, perchè piango.Una bella storia splatter è quella di Apollo e Mursia.. BRRR!

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