Nietzsche, liquido …

 
“E’ solo come fenomeno estetico che si giustificano l’ esistenza dell’ uomo e del mondo.”
F. Nietzsche – Nascita della Tragedia
 
 
Per quanto controverso sia, non si può negare che Nietzsche sia il filosofo che ha meglio saputo anticipare ed interpretare il malessere dell’ uomo nel mondo moderno, quasi tutto il Novecento che lui non vide è  contenuto nel suo provocatorio pensiero. Non c’ è filosofo contemporaneo che non lo citi.
Individualismo, declino della solidarietà, morte di Dio, affermazione di sé ma senza il tramite della “areté” classica, che sottoponeva l’ eccellenza al riconoscimento ed alla memoria collettiva, sono tutte idee che si trovano nei suoi scritti, come buona parte delle idee di base della psicanalisi freudiana e dell’ esistenzialismo.
 
Di più, quella celebrata concezione di “società liquida” introdotta da Baumann, che costituisce probabilmente la migliore metafora dei tempi che stiamo vivendo mi sembra anch’ essa diretta erede della visione nietzschiana di un mondo senza categorie e certezze, un mondo in cui qualunque tentativo di interpretazione della realtà è fallace perché nel momento stesso in cui la si formula la realtà stessa è già cambiata.
Non resta che fare buon viso a cattivo gioco ed accettare con gioia le incertezze ed i pericoli della vita cercando di fare della propria esistenza un’ “ostensione” di sé nella migliore luce possibile.
 
C’ è in lui questa teorizzazione dell’ individualismo, dell’ autorealizzazione dell’ uomo, dell’ accettazione gioiosa della vita con tutte le sue incertezze e le sue crudeltà. Sembra davvero di vedere lo specchio di questa società moderna in cui nulla sembra offrire un appiglio sicuro e tutto, lavoro amori affetti sicurezze possono venire meno da un momento all’ altro, tutto ti può essere tolto senza preavviso e puoi soltanto contare su te stesso.
 
Penso si sarebbe trovato a suo agio nella turbolenza della società postmoderma di oggi, assai più che nel clima plumbeo ed irreggimentato della Germania di Hitler che a lui direttamente si ispirava…
 
Ci sono ovviamente anche lati oscuri ed altri semplicemente irritanti nel pensiero di Nietzsche, al quale piaceva assai provocare scandalo. 
 
Non si può ignorare che un’ interpretazione piuttosto terra-terra della teoria del superuomo e della superiorità della stirpe dei forti (gli “Arii”) ha oggettivamente costituito da fondamento pseudo-teorico al delirio di onnipotenza della Germania nazista, ivi compresa la “legittimazione” ideologica dello sterminio dei deboli.
 
Al di là di questo, trovo piuttosto irritante la completa mancanza di compassione nel pensiero di Nietzsche, il quale al contrario usa spesso parole di fuoco nei confronti di questo sentimento, “precisamente qui io vedevo il principio della fine, il momento dell’ arresto, la stanchezza che volge indietro lo sguardo, la volontà che si rivolta contro la vita, l’ ultima malattia” e via di questo passo.
 
Immorale consapevole e felice di esserlo, si faceva un punto d’ onore di rovesciare tutti i capisaldi della morale cristiana (“morale del gregge”) nel loro opposto, la solidarietà nel diritto del più forte, l’ amore per gli ultimi nel privilegio dei pochi eletti, il perdono nella vendetta.
 
Certo, se giustificare certi lati del pensiero di Nietzsche proprio non si può, se ne può quanto meno cercare di comprendere l’ origine.
 
Ebbene sì, il profeta del superomismo, il cantore della selvaggia accettazione della vita, il legittimatore della superiorità fisica, il redentore di un’ aristocrazia basata sulla forza era un giovanotto malaticcio e secchione cresciuto in mezzo ai preti. Avrebbe potuto essere figlio di Leopardi se questi fosse vissuto abbastanza da generarlo.
A venticinque anni, prima ancora di laurearsi, divenne professore universitario, ed a trentacinque (!) dovette ritirarsi perché la salute malferma non gli consentiva l’ impegno fisico necessario per recarsi a fare lezione…
Scriveva e leggeva con difficoltà estrema, essendo quasi cieco. Non si sposò mai, ed i soli contatti col mondo femminile sembrano limitati a rapporti con prostitute, una delle quali lo contagiò con la sifilide, e con la sorella che lo accudì e lo dominò con mano ferrea fino alla morte. A soli 44 anni la follia causata dal degenerare della malattia venerea divenne così grave da impedirgli di scrivere alcunché fino alla morte, sopraggiunta a cinquantasei anni.
 
La parte più maschilista ed aggressiva della filosofia di Nietzsce mi sembra pertanto una sorta di “vorrei ma non posso”, una ribellione dettata dal risentimento di una mente superiore imprigionata, impotente, in un corpo inadeguato, una mente che sogna e talvolta delira di quella autorealizzazione che nel mondo reale la salute malferma gli impedisce.
 
Da un punto di vista umano lo si può capire adoperando proprio quella compassione che lui rifiutava forse perché consapevole di poterne essere oggetto.
Certo è che a Sparta lo avrebbero precipitato, bambino, dal Taigete, i Romani dalla Rupe Tarpea e la gioventù hitleriana lo avrebbe proposto per l’ eutanasia.
 
Vero che il superuomo non è privo di una certa generosità e grandezza d’ animo, una dedizione alla crescita ed alla bellezza, ma è abbastanza difficile immaginare come potrebbe stare mai in piedi una società che fosse fatta tutta di cloni di Conan il Barbaro.

 

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19 commenti su “Nietzsche, liquido …

  1. Lillopercaso ha detto:

    Domani lo leggo meglio.. mi interessa soprattutto Baumann.intanto, guardavo il ritratto.. Chissà se gli sarebbe piaciuto?  Penso di sì.Ciao, uomo liquido.

  2. capehorn ha detto:

    Confesso che ho preferito di gran lunga questa spiegazione riguardo il "buon" Federico, che le lunghe e noiose lezioni di filosofia dei miei docenti, all'epoca di mi ascapestrata gioventù.  Erano anche i tempi in cui si inneggiava ad latri filosofi e il tedesco, che guarda caso abitò per 7 anni a pochi isolati dal mio istituto, durante il soggiorno italiano, era guardato con disprezzo se andava bene.Che dire? Viviamo nell'epoca, con annessi e connessi, che lui preconizzò?Per certi versi, certamente. E' così "liquido" tutto ciò che ci circonda, così troppo emotivamente contraddittorio, che forse certe sue alzate d'ingegno, potrebbero essere prese come punti fermi. Come basi solide per costruire, o meglio, restaurare i cocci, che troppo abbondano.Per ora mi contento della tua disamina, che però mi ha messo in corpo un certo non so che.Approfondirò la tematica, ma state sicuri, non son pronto per l'Abbagnano.Mi contento di Zap Mangusta con il suo "Flipper di Popper".O era ne' "I Calzini di Hegel"?

  3. feritinvisibili ha detto:

    Non c'entra niente con il tema del post, però mi preme dirti che oggi qui ho ritrovato una delle cose alle quali tenevo e che ho perso negli ultimi anni dei mei peregrinaggi: la voce meravigliosa di Tori Amos!(nel senso che non ho più i suoi cd)

  4. melogrande ha detto:

    Il quadro è di Munch, quello famoso per l' "Urlo";  è del 1906 e a quel tempo Nietzsche era morto da un pezzo, per di più negli ultimi anni (di cui esistono testimonianze in foto e video) era davvero uno spettacolo pietoso a vedersi.Il quadro dà quindi di Nietzsche una versione un po' idealizzata, ma mi è piaciuto perchè mi pare rappresentare bene l' idea di liquidità a cui volevo collegare il pensiero di Nietzsche.Se poi uno volesse approfondire, credo che sia meglio saltare gli intermediari ed andare alla fonte, Nietzsche sapeva scrivere bene.Uno si trova trascinato in sequele di polemiche senza fine, ma di certo non si annoia. 

  5. RedPasion ha detto:

    Mio caro Melo-Grandeè un piacere leggertie tutte le volte che lo faccioalla fine mi chiedoma quest'uomo(cioè tu)in fondo chi é?:-P

  6. melogrande ha detto:

    Red, lo dice la parola stessa !Melograndecioè:Legno MadrecheGronda Mele …anche se purtroppo, (ogni tanto)Dal me, rogne !ps(Io invece penso che tu lo sappia benissimo…)

  7. RedPasion ha detto:

    intendevo dire…che sei uno scrigno…(per rimanere in tema)le cui ricchezze non è detto siano tutte…"contestualizzate"…con quello che fai o mostri di te…

  8. melogrande ha detto:

    Uno scrigno ?Il fatto è che non sempre sappiamo quello che contiene, direbbe un' amica mia…

  9. RedPasion ha detto:

    uh! siamo in forma:)(che amica che hai!)

  10. Lillopercaso ha detto:

    IL MELOGRANDE ?GELID MAN, LO RE !DEGNA L'ORME,LO GENDARME.GENERA DOLM,LANDE E MORG. GELAN ? MORDE !E LANG ? DORME .Ma se rimetto l'articolo,RIDE AL GELON,e ci ha pure una EMME di scorta!

  11. melogrande ha detto:

    Ahahaha !Lo sapevo che avrei scatenato la fantasia di Lillo !Che pioggia di anagrammi, qui servirebbe unElmo GrandeMa in fondo in fondo non sono cattivo:Nel Drago, Me !

  12. feritinvisibili ha detto:

    …e sapevi pure che avresti scatenato anche la mia di fantasia…

  13. RedPasion ha detto:

    che amiche che hai!

  14. melogrande ha detto:

    UNA MEGLIO DELL' ALTRA !Sono fortunato.

  15. RedPasion ha detto:

    l'ho sempre sostenuto…

  16. Lillopercaso ha detto:

    Se passa Azalea e si piglia sulla testa un frutto dal bellissimo Melodrago, vedrai che altre fantasie.E ho tralasciato il Golem x non scatenarne di altro tipo, inFERITEINVISIBILI:SILENTI E FIERI BIVI,ma anche'SI' LENTI BIVI,  E I RIF!Poi, però, ci vuoleREDPASION,PER SANO DI'.

  17. SinuoSaStrega ha detto:

    Mi piace la lettura complessiva che fai valorizzando gli aspetti esistenziali e meno elevati di Nietsche, come le contraddizioni e le debolezze che sono alla base di certi estremismi..E' vero che in quest'epoca il suo pensiero risulta essere molto attuale, compreso il  senso di precarietà..

  18. melogrande ha detto:

    SinuosSaStrega,hai riassunto alla perfezione l' intento del post, sono contento che ti sia piaciuto.

  19. Li3n ha detto:

    bauman e nietzsche,è un bell'accostamento,il primo è un pò più analitico e scientifico nel metter in luce le contraddizioni e le conseguenze che ne vengono da una società che si fonda sulla corruzione e perseguimento di bisogni fittizzi,il secondo invece,per quanto riguarda quello che dici:"…la parte più maschilista ed aggressiva della filosofia di nietzsche m sembra pertanto una sorta di "vorrei ma non posso"……..io credo che non sia propriamente così,nietzsche conoscendo e capendo bene cosa significhi esser impotenti predicava e urlava un'esaltazione della volontà di potenza,sicuro di poterla anche attuare nella vita reale,ma sà bene a cosa và incontro,non potendo sfuggire al dolore cerca di goderne e prendersene beffa,il pensiero di nietzsche nasce dal sangue avvelenato,avendo intuito ancora prima dove saremmo finiti.

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