Le altrui scale



“Lo straniero nel mondo gode di una grande leggerezza e insieme patisce di una grande sofferenza. Questa doppia iniziazione è un privilegio di cui dobbiamo essere grati al destino.”
E. Scalfari – Repubblica, 14/4/09

Non è così, io lo so.
Straniero è termine che mi si addice assai, mi descrive e mi rappresenta, perché straniero sono io, fin nel profondo.
Straniero perché esule volontario da una terra in cui non mi trovavo a mio agio, incapace di condividerne splendori e vergogne, compromessi ed opportunismo, ipocrisia barocca e doppia morale, bigottismo sposato ad un cinismo freddo e ad una furbizia che troppo spesso soverchia la pur vivace intelligenza. Talmente mi pesavano queste cose da offuscarmi gli aspetti belli di quella terra, la natura solare ed esuberante, l’ entusiasmo che la gente ti mostra fino ad un attimo prima che il contesto lo renda inappropriato e ridicolo, non so se mi spiego. 

Mi pareva non si potesse costruire niente in un paese così, dove la lingua nemmeno possiede il tempo futuro dei verbi ed il nichilismo sembra la radice culturale più profonda, dove lo scetticismo condanna ogni iniziativa alla morte indifferente, quando la stessa non venga preventivamente intimidita con la prepotenza.

“Poi viene il giorno in cui sai e capisci molte cose, ma ormai è troppo tardi perché la tua vita è stata decisa in un momento in cui non sapevi nulla.”
M. Kundera – La lentezza

Esule volontario e non forzato, emigrazione di seconda generazione, come che la si voglia chiamare. Esilio in cerca di terreni più favorevoli, di condizioni al contorno meno asfissianti.

Una nuova patria ? Quella certamente no. Non c’ è mai una seconda patria. Chi è esule lo è per sempre, si porta dietro questa condizione straniera come un marchio indelebile. Non c’è trasfusione di sangue che tenga.

“Quando qualcuno emigra pensa al paese dove forse morirà come al paese in cui condurrà la vita, è questa la differenza”
J. Saramago, – L’ anno della morte di Ricardo Reis
.

Straniero al quadrato per chi si riconosce diverso, anomalo, peculiare, senza traccia di arroganza o di orgoglio, non è che diverso significhi superiore, nel nostro caso vuole dire più che altro solo, e non è privilegio ma destino.

“Chi ha vissuto nell’ esilio o  nell’ emigrazione è stato sottoposto alla prova suprema: quella di riformulare se stesso, di apprendere, in un ambiente estraneo e spesso ostile, regole pensate per un mondo che non è il suo. Deve diventare una sorta di anfibio, un essere capace di vivere simultaneamente in due mondi, dentro e fuori il suo habitat iniziale.”

Remo Bodei – Sole24ore, 14/9/09

È questa la sofferenza che riconosce Scalfari ?
E dov’è la leggerezza ?


“Lasciata la propria casa, il migrante non trova mai più un altro luogo dove le due linee della vita si incrocino. 
La linea verticale non esiste più; non vi è più nessuna continuità spaziale tra lui e i morti, i morti ora semplicemente scompaiono. (…)
 Quanto alle linee orizzontali, dal momento che non vi sono più punti di riferimento, esse si elidono in un piano di pura distanza, nel quale tutto viene spazzato via. 
Cosa può nascere in questo luogo di perdita ? (…)

John Berger – E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto

Berger una risposta se la da. 

“L’ amore romantico, in senso moderno, è un amore che unisce o spera di unire due persone sradicate. (…)
 Tale amore offre una speranza di compimento.”

John Berger – E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto


A me forse basta pensare che:

“Una vita che non mette alla prova se stessa non è degna di essere vissuta” 
Platone – Apologia di Socrate

Lo so che stavolta ho esagerato con le citazioni, ma è che quando le cose si fanno un po' troppo vicine, ricorrere a mezzi interposti aiuta.



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26 commenti su “Le altrui scale

  1. Pannonica ha detto:

    io ricorro spesso alle citazioni, soprattutto per (in ordine) pigrizia, pratiticità e umiltà.
    ultimamente ho solo voglia di stare zitta (sia on che off line) quindi trovo molto più semplice usare le parole di altri per esprimere concetti condivisi che, in ogni caso, non avrei saputo esprimere meglio.
    per esempio, questa:
    "Poi viene il giorno in cui sai e capisci molte cose, ma ormai è troppo tardi perché la tua vita è stata decisa in un momento in cui non sapevi nulla.”
    M. Kundera – La lentezza

    potrei metterla sul blog, in quel box dove splinder dice di descrivere te stesso…

    tutti dicono le cose molto meglio di come avrei potuto dirle io; allora perché non velocizzare la comunicazione usando le parole degli altri?

    no, melogrande, non hai esagerato con le citazioni… sei stato solo molto molto chiaro…

    anch'io ho vissuto per 10 anni da "emigrante" e il senso di solitudine non ha mai abbandonata. e sai la cosa più buffa?
    anche ora che sono ritornata in patria, continuo a sentirmi l'unico esemplare della mia specie sul pianeta…

  2. RedPasion ha detto:

    preferisco perdermi nell'azzurro di apparente calma di quella foto
    e concentrarmi sui tuoi pensieri piuttosto che sulle citazioni

    ti so straniero in patria
    e viaggiatore del mondo
    un mondo fatto di pensieri sensazioni impressioni
    che ti hanno arricchito tanto

    e un po' – per questo – ti invidio.

  3. feritinvisibili ha detto:

    … mi hai suggerito un'immagine: una specie di incrocio tra una lucertola, un orso bianco e un albatrax… e un'altra: un elefante-cavallo-tricheco, prima o poi bisogna che li disegno (((:

  4. Lillopercaso ha detto:

    Mah…  Dopo tanto girovagare son andata a piazzarmi a soli 160 chilometri da Milano, e mi ci sento… straniera mi pare un termine quasi nobilitante.. direi che non mi sento a mio agio.Per me, invece, la cosa buffa  è che sono così disaffezionata al luogo da quando ho smesso di essere precaria, da quando ho una casa 'normale', da quando in apparenza son più integrata. Avrei bisogno di viaggiare, non solo con la testa. Ho un bambino; da un lato è una fregatura perchè mi lega qui, dall'altro è una fortuna perchè col suo continuo mutare mi costringe sana di mente.Le citazioni le ho lette per bene,  ce n'è una che non capisco a fondo, quella di Saramago. Mi secca perchè mi pare la più pregnante (forse perchè non la capisco..)!Ti lascio anche io una citazione, una citazionona che certo riconoscerai; te la lascio per il viaggiatore, è quella che mi infilò in borsa mio padre x il primo viaggio 'importante':"Ancora qui (Laerte)? A bordo, a bordo, vergogna! Il vento siede sulla spalla della vostra vela, e per voi s'attende. Ecco; la mia benedizione a te! E vedi d'imprimere questi pochi precetti nella tua memoria.Non dar voce ai tuoi pensieri, né la tua azione ad alcun pensiero smisurato. Sii tu familiare, ma per nessun conto volgare; quegli amici che tu hai, e di cui hai provato l'adozione, agganciali alla tua anima con uncini d'acciaio, ma non t'intorpidire la palma intrattenendo ogni implume camerata col guscio in capo. Guardati dall'entrare in una lite; ma, essendovi, conducila così che il tuo avversario debba guardarsi da te. Dà ad ognuno il tuo orecchio, ma a pochi la tua voce; accogli l'opinione di ognuno, ma riserva il tuo giudizio.    (……..)Questo, sopra tutto: a te stesso sii fedele, e deve seguirne, come la notte al giorno, che tu non puoi allora esser falso per nessuno.Addio: la mia benedizione faccia maturare in te questi consigli!"Ah! Papà!  Era un burlone.

  5. melogrande ha detto:

    Pannonica,A me piacciono assai le citazioni (e credo si capisca facilmente), è il fatto che a volte ti imbatti in una frase così conclusa e perfetta nel definire un concetto o descrivere un' intera esperienza di vita che nessun miglioramento è possibile, mai potrai arrivare a dire la stessa cosa con la stessa chiarezza.Non resta che raccogliere e citare..E' questo il caso della frase di Kundera.

  6. melogrande ha detto:

    Straniero in ogni dove, viaggiatore sul mare che – come Red sa bene – è tranquillosolo in apparenza …Mi piace, molto. Lo rifarei.

  7. melogrande ha detto:

    Hannah,lucertola – orso bianco – albatrax (?)elefante-cavallo-trichecosono curioso di vedere …

  8. melogrande ha detto:

    Lillo,ciò che all' apparenza dovrebbe darti sicurezza nella realtà te ne toglie.Da tempo ho dovuto accettare questo fatto, non so se valga per tutti ma per me è così.Credo che saramago intenda dire che chi sceglie di andare via ha in mente la VITA e solo quello, agisce come se in un altro posto fosse finalmente dato VIVERE, a differenza del posto di prima.E' la VITA il centro motore della sua scelta.E' un' illusione, il più delle volte si troverà semplicemente a passare dell' altro tempo da un' altra parte, e forse, a morire nel posto che si è scelto piuttosto che in quello che gli era stato dato.Ma questo lo capisce tardi, e come dice Kundera, la sua vita è stata decisa prima…psNon basta sapere le cose giuste per evitare la fine del topo…

  9. capehorn ha detto:

    Li citazioni integrano e a volte esplicitano al meglio un pensiero che rimane lì, ma non trova le parole giuste e dobbiamo essere grati a chi le ha trovate e ce le ha regalate.Importante é avere la sensibilità di introdurre quelle giuste al posto giusto. E' una lezione per chi legge e per chi scrive. I primi sono agevoltati dai secondi e questi si sono  impegnati a dettare i tempi giusti.Giusto per non rimarcare quella estraneità, di cui un po' tutti soffriamo. Siamo stranieri, oggi, quì, in questo luogo di conversazione. Proveniamo non solo da diversi luoghi fsici, ma anche mentali. Ciascuno di noi poorta ciò che é e questa diversità, colta come "unicum" ci fa stranieri eppure andiamo formando un corpo unico, interrogandoci e rispondendo.Forse, non dobbiamo attendere troppo alla diversità dei luoghi, piuttosto alla diversità dei percorsi di vita personali. Personalmente della mia terra d'origine so che mi ha dato i natali, poi ho vissuto in altri luoghi e rispetto a quella sono uno straniero. Anche adesso che la vita mi ha portato seppur a pochi km di distanza dai luoghi della mia crescita, mi sento leggermente avulso dal contesto. Si é stranieri se non si condivide l' "humus" sociale e culturale, anche se in fondo le fondamenta sono simili.Diversa é la situazione di chi abbandona "in toto" il proprio orizzonte.Ma non dimentichiamo di come l'adattabilità umana, giochi un ruolo fondamentale. Posso essere in Australia, eppure le radici rimangono. Potrò inseguire i canguri, ma con italico spirito. Imparerò la lingua. Mi adatterò ad un Natale assolato e non coperto di neve.L'importante é non essere straniero  me stesso.Solo allora vivrò come sradicato, senza i miei ieri ed insensibile ad ogni domani, perchè neghittoso a mettermi alla prova, desideroso di sopravvivere, più che di vivere.

  10. feritinvisibili ha detto:

    .. forse dovrei vergognarmi dei miei errori, ma ormai ne ho fatti talmente tanti -e di ogni genere- che non me ne vergogno neanche più.. era un albratros l'uccello in questione..Ha l'apertura alare più ampia di tutti gli uccelli viventi e fa migliaia di chilometri, attraversa l'oceano in un giorno -andata e ritorno- anche solo per andare a mangiare… insomma il migrante e lo straniero per eccellenza

  11. Lillopercaso ha detto:

    Dovrei mettere Capehorn nella cartellina dei citabili!

  12. Lillopercaso ha detto:

    Dalla scuola mi è rimasta impressa la poesia di Baudelaire il cui protagonista era un grande Albatros  finito  sul ponte di una nave, il quale faticava a muoversi ed a riprendere il volo proprio a causa dell'ampiezza delle sue ali da gigante. Da principe delle Nuvole, diventava così oggetto di scherno…Ma Melogrande ha imparato a rialzarsi quando gli pare, VERO? 

  13. melogrande ha detto:

    Capehorn è citabilissimo sempre, in particolare poi quando rappresenta il blog come un luogo dove gli "stranieri" s' incontrano. Non potrei desiderare definizione migliore, non vi pare.Quanto all' albatro, certo, Baudelaire lo presenta come metafora dell' artista, ma non c' è solo quello.E' per esempio il protagonista della "Ballata del vecchio marinaio" di Coleridge, in cui si prende una bella rivincita dimostrando che ammazzare un albatro porta sfiga proprio di brutto, del genere.

    « Acqua, acqua ovunque,e neanche una goccia da bere. »

     

  14. melogrande ha detto:

    baciamo le mani, Eccellenza.

  15. Lillopercaso ha detto:

     EHM…  TOGLI L'AUDIO!!

  16. melogrande ha detto:

    Come ho fatto a dimenticare l' albatros di Bianca e Bernie !

     

  17. capehorn ha detto:

    L'albatros uno dei pochi abitanti di questa terra che si non può definire "straniero".Destinato a migrare é nel suo gesto la sua giustificazione.E' nel suo eterno volo che si compie per lui la vita, di tutta una vita.E' colui che vede e che conosce e di questo ne trasmette, in un "continuum", l'ineluttabile destino ai discendenti.Simbolo di libertà quasi assoluta e dico quasi perché proprio in quell'eterno volo sta la sua prigione.Eppure lo inseguiamo eterna speranza di crescita.Ucciderlo é una barbarie e la sventura che porta con se quella sconcezza é conseguente all'uccisione di un'ideale.La sfiga cavalca i millenni a ben ragione.

  18. capehorn ha detto:

    # 11 = troppo onore ed immeritato.Piuttosto il nostro ospite che ci permette conversazioni così stimolanti.Quello sì, ad occhi chiusi.

  19. Diaktoros ha detto:

    Bel tema, che io vivo in maniera particolare. Nato ibrido in una città in cui si parlava un idioma straniero (catalano), pervenuto in una città e in una cultura che spesso sento estranee, vivo senza radici, come se camminassi continuamente in un crocevia. Il fatto è che non si sceglie, quasi mai, e che ogni scelta è; condizionata e limitata. Beato, in fondo, chi nasce e vive nella sua terra e in quella terra ritrova una cultura, una lingua e un'esperienza, chi ha valori e tradizioni da difendere e sente un popolo come il proprio popolo.

  20. Lillopercaso ha detto:

    Ps:  Che bella  'Santissima dei naufragati' !Peccato che tempo fa abbia assistito ad un concerto di Caposela e Goran Bregovic & banda, tutti ubriachi, e quel "..nemmeno una goccia da bere", ripensando a quei due, assume connotati un po' diversi…

  21. feritinvisibili ha detto:

    Questo è Alborsluce, l'incrocio di cui accennavo nel commento precedente… speriamo che non sia troppo grande e non invada troppo..(fatto con un programma di disegno, assai rudimentale, del mio pc)

  22. melogrande ha detto:

    Meraviglioso !Per l' elecatric c' è da aspettare un po' immagino…

  23. feritinvisibili ha detto:

    Fino a che arriva l'ispirazione Melo…

  24. feritinvisibili ha detto:

    Ecco, vi presento Elecatric, e adesso spero che mi venga anche l'ispirazione a lavorare…

  25. tittidiruolo ha detto:

    Fatto con un programma del PC???? pensavo che fosse un collage fatto con le tue maniiiiiiiiiiiiiiiiquesto mi sembra il fratello minore di Dumbo ed è carinissimo…

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