Geloso ? Io ?


 
Per quanto strano possa apparire, la parola “gelosia” ha la stessa origine dello “zelo”.
Quest’ ultimo termine indica bramosia, ardore, fervore, alacrità, ardente desiderio di fare, insomma. Qualcuno si ricorderà dagli zeloti dei tempi di Gesù, menzionati nei Vangeli, qualcuno persino dice che lo stesso Gesù era uno di loro. Ebbene, questi zeloti erano sostanzialmente degli integralisti ebraici, fanatici religiosi fautori della guerra santa per liberare la Palestina dalla dominazione romana.
I tempi cambiano ma la Storia tende a ripetersi e c’ è sempre da quelle parti qualcuno desideroso di guerra santa.
 
Insomma, lo zeloto (o zeloso, o geloso) è per definizione un rivale, un emulo e perciò inevitabilmente un invidioso.
Qui per la verità sembra si vada a finire col considerare la gelosia una parente stretta dell’ invidia, cosa che non è.
L’ invidia è piuttosto affine all’ emulazione, in quanto entrambe nascono dalla constatazione che qualcun altro ha qualcosa che mi piacerebbe avere. Però, mentre l’ emulazione ha uno sbocco positivo, nel senso che mi sforzo per ottenere anch’ io quella certa cosa, o quella dote, capacità, abilità che osservo in un altro e che mi piace, nel caso dell’ invidia la faccenda prende una brutta piega in quanto mi adopero per fare in modo che anche l’ altro sia privato di ciò che io non ho e che vorrei.
 
Non credo che la gelosia abbia molto a che vedere con questi meccanismi.
Iago è invidioso di Otello. Otello è geloso di Desdemona. Le psicologie di Iago ed Otello non potrebbero essere più diverse.
La gelosia è più che altro la paura di perdere qualcosa che ci appartiene, o che vorremmo ci appartenesse.
Spesso la gelosia sfocia in ostilità verso coloro che nella mente della persona gelosa minacciano di privarlo del suo bene, ma ancora più spesso questa ostilità si rivolge direttamente contro l’ oggetto stesso della gelosia, e questo mi pare una spia abbastanza evidente del fatto che al fondo della gelosia c’è la paura. Pura e semplice paura.
Ora, la paura è un’ emozione, non un è un sentimento, e le emozioni sono reazioni primitive, animali, fisiche addirittura, hanno a che vedere con l’ istinto, non con la cultura.
 
Questa interpretazione è abbastanza comune fra gli psicologi.
Freud vedeva nella gelosia una reazione di difesa di fronte alla possibile perdita di un oggetto d’ amore, reazione che trova origine nei traumi infantili (e ti pareva…) della perdita del seno materno e simili. Ma anche psicologi contemporanei la vedono allo stesso modo: “ (la gelosia) è palesemente una paura (…) o una reazione rabbiosa ad una minaccia di appropriazione del proprio possesso o di quello che desiderato come tale.” (Davis)
 
Una reazione rabbiosa.
E anche la rabbia è un’ emozione più che un sentimento.
Una reazione istintiva, emotiva, normalmente è una risposta evolutiva ad un problema di sopravvivenza.
A quale problema cerca di rispondere la gelosia ? A quale minaccia per la sopravvivenza ? Cosa scatena la paura ?
 
Dal punto di vista dell' evoluzionie, l’ obiettivo di ogni individuo è quello di assicurare la riproduzione dei propri geni facendo figli.

Ora, è evidente che fare figli per una donna rappresenta un investimento enorme, sia perché il numero di cellule riproduttive di cui può disporre è limitato rispetto all’ uomo, ed ancor più limitato il numero di gravidanze che può portare a termine, sia perché gravidanza, allattamento, svezzamento, allevamento dei piccoli sono attività terribilmente dispendiose, e durano anni.
È comprensibile che la donna prima di accingersi a questo voglia essere sicura dell’ aiuto del compagno, che tenda a mettere alla prova il compagno stesso prima di fidarsene, ed è comprensibile anche che tema, più di ogni cosa, il suo abbandono. Paura, appunto.
 
Quanto all’ uomo, non è poi messo tanto meglio.
Una volta che si sia deciso a formare una coppia investendovi tutte le sue possibilità riproduttive future, è naturale che tema più di ogni altra cosa il suo tempo e le sue energie vengano prosciugate nello sforzo di allevare, crescere e far maturare il materiale genetico di qualcun altro. Paura, appunto. Paura da entrambe le parti. Paura per se stessi, beninteso.
 
Diceva La Rochefoucault che nella gelosia c’è molto più amor proprio che amore per l’ altro.
E Margaret Mead, grande antropologa americana del secolo scorso sosteneva che quanto più incerta è la stima di sé, tanto più si è esposti ai morsi della gelosia, che mette radici proprio nel senso di insicurezza ed inferiorità.
 
Un’ emozione è una risposta immediata, addirittura fisica, ad uno stimolo.
Quando le risposte emotive si raggrumano e consolidano in uno schema costante e definito, danno luogo ad una passione o ad un sentimento. La stratificazione consolidata di reazioni di paura e rabbia danno luogo alla passione che chiamiamo gelosia.
 
Ora, le emozioni non si possono impedire, né fermare, né reprimere. Si può tutt’ al più tentare di governarle in modo che non degenerino in passioni violente.
 
È già tanto riuscire a far questo, nel caso della gelosia.
 
 

http://www.goear.com/files/external.swf?file=1425f09

Ps
Alcune informazioni e spunti utilizzati in questo post li ho trovati in un bell’ articolo dello psicologo Antonio Zuliani pubblicato sulla rivista on line “Nautilus” nell’ Agosto 2007. lo trovate qui.
 

 
 

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51 commenti su “Geloso ? Io ?

  1. beaticomerane ha detto:

    insomma, saper usare il cervello aiuta nella gelosia come nell'evitare il tradimento? 🙂

    p.s. occhio agli zeloti ed eventuali manipolazioni da parte del cristianesimo sull'etichettarli come 'fanatici'. fautori della guerra santa? ohi, erano i romani gli invasori allora eh, loro erano a casa propria.

  2. melogrande ha detto:

    Non mi pare di avere scritto il contrario, rane. Gli zeloti erano fautori della guerra di liberazione dalla dominazione romana. Però erano ANCHE  fanatici religiosi.

    Quanto alla gelosia, no, non penso che il cervello sia di grandissimo aiuto, onestamente. Con le emozioni violente è difficile spuntarla, sono troppo più profonde, nel cervello rettiliano, rispetto alla corteccia.
    E' già tanto imparare a non farsi sopraffare, a non accoppare l' amata per un fazzoletto, ecco, almeno quello.

    Riguardo al discorso dell' altra volta, non riesco a convincermi che ci possa essere un rapporto fra intelligenza e fedeltà.  Einstein era gran un donnaiolo, per dire, Kant  un vecchio scapolo e Newton un misogino. Boh.

  3. beaticomerane ha detto:

    non pare fosse realmente dei fanatici e non ne stavano facendo una guerra santa nel senso delle crociate e dell'isalmismo. tornava comodo ai primi pensatori e politici romano-cristiani. ma è una lunga storia, che fatalità sto leggendo or ora.

    per il resto, sto sorridendo, ma tu mi pare ti stia un po' arroccando. nel mio ultimo intervento da red io parlo di razionalità e controllo, piuttosto che intelligenza. c'è chi le confonde.
    quanto alla gelosia, sono insieme da tre anni con una persona estremamente gelosa che però ha fatto immani progressi, come tu dici alla fine del post, per controllare la cosa. e con cosa credi che controlli la cosa se non con un estremo sforzo razionale? questo intendevo e mi pare fosse un po' anche la conclusione ch eponevi tu alla fine del post. ma forse non ho capito.

  4. RedPasion ha detto:

    sono gelosa e possessiva
    ma raramente esterno queste emozioni.

    lo sono dentro di me.
    a prescindere.

    se vedo che diventano preponderanti,
    significa che non è "l'ambiente" giusto per me o la storia giusta.

    ed abbandono il campo.

  5. Pannonica ha detto:

    ammazza che argomento… mi tocca troooooppo da vicino; credo che dovrò ragionarci su tutto il w-e.
    per il momento, mi limito a dire che anche il tradimento è un istinto, esattamente quanto e come la gelosia.
    non so perché (anzi lo so) madre natura EGOISTA ci ha programmati affinché ci adoperassimo a spargere in lungo e in largo i nostri geni, così che a LEI (all'egoista dico) fosse assicurata la prosecuzione della vita stessa, con molti figli e moltissimi nipoti… cosa resta di una MADRE se perde tutti i suoi figli??
    Il tradimento e la gelosia sono le due facce della medaglia: il primo è una forza centripeta e l'altra una centrifuga, uno va verso l'esterno mentre l'altra tira per sé. In un certo senso, l'egoista (e furba) ha scatenato la concorrenza tra i suoi figli per avere una discendenza sempre più varia e numerosa.
    Poi, ha fatto si che iniziassimo TUTTI a sublimare i nostri istinti riproduttivi e conservativi creando un valore aggiunto al tradimento e alla gelosia: il sentimento. Lo sappiamo tutti che si tratta di un artefatto, no?
    Detto questo, non è detto che ogni istinto vada assecondato. La scelta tra il tradire e il non tradire non dipende né dall'intelligenza né dalla cultura: credo che sia solo una questione di sensiblità e di maturità individuale.
    Sia nel tradimento che nella gelosia, a mio avviso, contano molto la maturità e la sensibilità perché sono la misura del superamento del proprio ego e, dunque, del proprio narcisimo. Non dimentico (e non lo dimenticherò mai) che il narcisista è geloso e traditore per antonomasia.
    Vabbè, questo è solo un assaggio del mio commento. Mi riservo di approfondire nel w-e.

    p.s.:  vorrei sapere come è fatto un uomo che, nell'incontrare una donna, decida di investire tutte le sue possibilità riproduttive future con lei… cioè… su quale pianeta? Su Pandora, per caso?

  6. Lillopercaso ha detto:

    Forse su Effimera, il pianeta dell'innamoramento.

  7. feritinvisibili ha detto:

    A me invece l'argomento della gelosia tocca molto da lontano, ma non so se rallegrarmente o meno.. l'ultima volta che ricordo di essere stata gelosa o che qualcuno lo sia stato nei mei confronti risale allla notte dei tempi..
    Però devo dire che riflettendo alla luce di questo post e dei vostri commenti mi accorgo che ho fatto esperienze molto diverse sul tema della gelosia nei miei rapporti d'amore. E prendo come misura un rapporto in cui c'è stata una tale affinità, confidenza, complicità, che la gelosia era un sentimento semplicemente impossibile, ci sentivamo così unici l'uno per l'altro che nessuno in nessun modo avrebbe potuto essere un elemento di disturbo alla nostra reciprocità. Non solo nel senso che nessuno dei due non avrebbe mai tradito l'altro, ma che nessuna altra storia avrebbe disturbato o indebolito il nostro legame.

  8. melogrande ha detto:

    Rane, credo sia questione di intendersi.
    La ragione non ti guarisce dalla gelosia, non te la toglie di dosso.non ti vaccina.
    Evita che degeneri, quello magari si’.

  9. melogrande ha detto:

    Pannonica, per i miei frequentatori solo temi di prima scelta…

    Mi piace quello che dici delle due facce della medaglia, senza istinto al tradimento non ci sarebbe neppure gelosia.

    “La scelta fra tradire e non tradire non dipande ne’ dall’ intelligenza e’ dalla cultura”. Parole santissime, tu non sai perche’ ma io si’…

    Ps. Pero’ la monogamia esiste, no ?

  10. melogrande ha detto:

    Hannah, che dire, sembra quasi una fiaba…

  11. feritinvisibili ha detto:

    E' quello che dico anch'io, peccato che era una storia impossibile dal punto di vista pratico (come al solito le mie storie sono tortuose e complicate (((:) quindi fiaba senza lieto fine…

  12. feritinvisibili ha detto:

    .. quel "pratico" è troppo ambiguo: non siamo riusciti a restare insieme, pur avendoci provato a più riprese negli ultimi 17 anni, ma c'era sempre qualcosa che aveva a che fare con questioni materiali che ce lo impediva.
    Ecco adesso è meno ambiguo (((:

  13. Pannonica ha detto:

    hannah, ma allora tu vieni da Pandora o da Effimera?
    perché noi qui, sulla Terra, siamo un po' più tera tera… urca, mai nome fu più azzeccato per un pianeta!!! Neanche il nome è un caso, tanto per ricordarselo…

    melogrande, mi chiedi se la monogomia esiste… c'è una specie particolare di cigni che ti direbbe di sì, così come dei pappagallini (li chiamano inseparabili per questo). per loro anche la monogamia è un istinto.
    per noi umani c'è la scelta della monogamia, anche se così ho detto tutto e niente.
    per quella che è la mia esperienza (un modesto palco di corna in testa) credo che la monogamia possa essere una scelta felice e rinnovata ogni giorno, oppure una rinuncia frustrante, dipende… da cosa?
    dal livello di maturità raggiunto individualmente dai singoli componenti della coppia.
    credo che a tutti noi, almeno per una volta, sia capitato di provare attrazione verso una persona che non fosse il proprio partner. e, fin qui, non c'è nulla di male (la carne si fa sentire come è giusto che sia).
    il male o il bene cominciano quando si sceglie cosa fare di questa attrazione. c'è chi sceglie di assecondarla, chi di evitarla, chi di trasformarla in qualcos'altro.
    la scelta dipende da quanto ci siamo allontanati dal modello d'amore figlio-genitore e quanto ci siamo avvicinati al modello compagno-compagna, cioè dalla maturità emotiva raggiunta.
    Chi sceglie di tradire, solitamente, è chi mette tra le sue priorità il bisogno e il piacere personale; esattamente come fanno (in maniera sana, oltretutto) i bambini.
    L'adulto "maturo" accanto alla ricerca del piacere personale (che non va MAI abbandonata, comunuqe), di fronte ad una scelta di questo tipo, dovrebbe accostare il "bene dell'altro", il sentimento in generale, fatto d'amore per l'altro, di rispetto, di fiducia, di stima, di reciprocità.
    Il problema è che gli adulti maturi si sono trasferiti tutti su Pandora o su Effimera; qui, sulla Terra sono rimasti solo quelli che vivono il rapporto di coppia come fonte di soddisfacimento PERSONALE.
    Quanti hanno imparato a sostituire il pronome "IO" con "NOI", una volta in coppia?
    Quelli che hanno imparato sono quella specie rara chiamata "monogama". Quelli che hanno abbandonato il pianeta, per intenderci.
    Quelli che hanno imparato a dire "NOI", credendoci, sono quelli che scelgono serenamente di non assecondare le proprie pulsioni, perché focalizzano bene la contropartita.
    A presto

  14. tittidiruolo ha detto:

    La gelosia è un argomento scottante ed interessante, ho imparato più leggendo il post di melofrancesco e i vostri commenti che nella mia modesta vita.

    Intanto nel mio caso, lo dico francamente, concordo con "Margaret Mead, grande antropologa americana del secolo scorso sosteneva che quanto più incerta è la stima di sé, tanto più si è esposti ai morsi della gelosia, che mette radici proprio nel senso di insicurezza ed inferiorità".

    Dico nel mio caso perchè ogni persona è una storia a sè. E' molto bello sentire che una persona ha trovato l'affinità tale come come Hannah, non credevo che potesse esistere, credevo che nelle affinità ci fosse una sorta di rinuncia inconsapevole..e mi sbagliavo. Bene!

    Sono una persona che per 23 anni ha dimenticato di essere IO e ha messo sul NOI. Sbagliatissimo , come ogni eccesso, IO e TE, ogni tanto NOI, credo che funzioni meglio e con maggior rispetto.sempre opinine personale).

    Inoltre abbiamo sfiorato l'argomento delle varie impostazioni della gelosia. Perchè la ritroviamo anche nel rapporto madre-figlio-figlia. Nel rapporto padre-figlia-figlio. Individuabile come gelosia
    freudiana e gelosia di voler essere come il figlio.
    La gelosia tra fratelli e sorelle?

    La gelosia esiste anche fra gli animali domestici e i relativi padroni,  come ho potuto riscontrare, non solo gelosia per la sopravvivenza, ma anche per le attenzioni. Al che rifletto e penso che la gelosia faccia parte dell' istinto.

    Soprattutto penso che la gelosia non deve essere sottovalutata nè come sofferenza che comporta, ne come reazioni… e non c'è soltanto fra le coppie.

  15. Pannonica ha detto:

    @titti: chiarisco meglio il concetto di "noi" che ho in mente perché forse non sono stata abbastanza chiara.
    il "noi" che ho in mente non nasce dalla fusione totalizzante dei due partner; detesto le relazioni simbiotiche, mi manca l'aria solo a pensare di dover fare tutto in due che sono, proprio per l'estrema rinuncia alla propria personalità, destinate a fallire.
    dire "noi", dal mio punto di vista, significa aver rinunciato al proprio Ego a favore del Sé, aver abbandonato l'idea dell'amore inteso come "ricevere" (modalità infantile) a favore della reciprocità (modalità adulta).
    il "noi" che ho in mente non è la rinuncia a sé ma il suo completamento.
    Quel noi totalizzante e avvilente che è la rinuncia alla propria individualità è sempre una modalità infantile, se ci pensi…
    ciao e a presto

  16. melogrande ha detto:

    Perche’ ci sia un noi non bastano due persone, ci vuole un perche’. Un motivo. Un progetto condiviso. Cosi penso io.
    Non ci si puo’ permettere di tirare i remi in barca.

  17. tittidiruolo ha detto:

    Grazie per l'attenzione,NICA:  Io e Te. Ogni tanto, magari spesso, INSIEME.
    @melo non capisco la frase conclusiva che non ci si può permettere i remi in barca.
    Il progetto condiviso certamente, implica un tu ed io insieme.
    Ma ci può essere un momento in cui uno dei due è demotivato e per quanti sforzi possa fare…è finita. Il problema lo ha costui, paradossalmente…anche se è l'altro che soffre..

  18. feritinvisibili ha detto:

    Sì Pannonica, diciamo che vivo tra Pandora, Effimera e la Terra, immagina tu che fatica…

    Melo e Titti, io direi che quando la barca affonda e non c'è più niente da fare, meglio ritirare i remi sì, e anche scendere dalla barca prima di affogare, per quanto doloroso e difficile possa essere, e ne so qualcosa in proposito (di quanto sia difficile doloroso, intendo).

  19. Lillopercaso ha detto:

     

    Esiste la monogamia? Io c'ero arrivata, penso. Ma forse uno parte con l'idea di esserlo, poi..

    E penso anche che sarebbe un passo avanti, e che ne varrebbe la pena. Sempre che si voglia arrivare a qualcosa. Che non dev'essere per forza una meta, ma, come Melogrande m'insegna, basterebbe e avanzerebbe il viaggio.

     

    Per quanto riguarda la gelosia, mi  ritrovo nell'approccio di Pannonica; ma non sono tanto d'accordo nel sostenere, se ho ben capito, che il traditore è anche geloso. Se, poniamo, una persona ha un amore piantato 'come un diamante in fondo al cuore' e 'tradisce' perchè il sesso è il suo luna-park, senza che ciò scalfisca o indebolisca il legame, in genere riconosce che possa esistere questa possibilità e non si pone troppo il problema di cosa fa l'altra persona nel suo privatissimo. Penso che un Amore non abbia tempo nè spazio mentale per la gelosia, è preso dal darsi e dall'inventarsi. (e su questo credo di capire Hannah)

    Però, sto parlando dell'andare a letto con qualcun altro, non di avere un'altra relazione: lì le cose si complicano, perchè due relazioni potrebbero entrare in conflitto o non essere compatibili.

    Forse potrei sostenere il 'dividere' la persona amata, non mi è mai successo, forse per amore potrei provarci; ma dovrei sentir la sicurezza della mia unicità all'interno del rapporto – non superiorità, sennò non funzionerebbe x disequilibrio. Certo la vedo dura.

    Credo che spesso la gelosia non nasca in noi stessi ma venga innestata da fuori, nel senso che venga provocata da una mancanza di reciprocità.  

    Non intendo dire che ci debba essere una bilancia o una partita doppia:  MAI ! Uno fa quel che può, di più non può. E non dev'esser preteso l'impossibile. Ma il massimo sì.  E' che a volte il massimo per l'altro non è abbastanza, o non è capito, o si credeva di poter ottenere di più col tempo.. ma allora già non è più di Amore.

    Per ora basta, buonanotte!

  20. melogrande ha detto:

    Sì, certo, per "progetto" intendevo proprio il viaggio, non la meta, che quando il risultato è conseguito il progetto è finito …
    Ci vuole un viaggio condiviso.

    Il fatto è che si muta sempre impercettibilmente, un po’ ogni giorno, ogni mattina siamo leggermente diversi da come eravamo il giorno prima, un mutamento così piccolo che non ce ne accorgiamo, come a stare su una piattaforma che ruota lentissima. Un equilibrio dinamico, l’ equilibrio di chi va in bicicletta e deve pedalare perché se si ferma cade.

    E questo vale per tutti, naturalmente, per cui le persone che ci stanno attorno anche loro cambiano un po’ alla volta, anche loro pedalano per non cadere.
    E però non c’è garanzia che pedalando pedalando si continui a restare vicini, per quello occorre impegnarsi. Uno pedala più veloce e l’ altro più piano, o prende una strada diversa, per cui comincia ad allontanarsi. Si allontana magari poco all’ inizio, le strade non divergono più di tanto, però nell’ allontanarsi la distanza piano piano aumenta, diventa grande, poi diventa assoluta ed incolmabile, senza che nessuno abbia mai veramente fatto una scelta divergente, semplicemente le cose sono andate così e basta.

    E magari nemmeno piace che sia andata così, si resiste, si vuole tornare a come si stava prima, ma non è possibile, il fiume scorre solo in una direzione.

    Ecco, a me questa cosa fa un effetto strano, mi riempie non tanto di tristezza quanto di compassione, una compassione infinita per la perdita irreparabile e non voluta, per il male che la vita inevitabilmente ci fa per il solo fatto di vivere.

    ps
    Certo che sono dei bei nottambuli, su Effimera…

  21. Lillopercaso ha detto:

    Quelli che ci abitano anche no, son nei loro letti; quella che girovagava a quell'ora era un'esiliata! (che però va a lavorare solo ora)

    E si soffre, sì, da tutt'e due le parti.

    E se hai la fortuna di avere un Amore nuovo, ti dici: questa volta starò più attento! E lo pensa anche l'altro; e magari per una volta funziona, io ci credo nell'amore eterno o almeno  finchè morte non vi separi,  e magari oltre: i miei eran così. E con un tale esempio, si fa fatica ad accontentarsi di meno. Vado!

  22. feritinvisibili ha detto:

    Ogni mattina siamo un po' diversi, si pedala e ci si scopre in luoghi che non avremo immaginato… Mi consola tantissimo legere le tue patole Francesco, descrivi una cosa in cui mi riconosco pienamente e alla quale non avrei saputo dare parole così chiare. E quella compassione che dici è un sentimento che stimo molto e che condivido.
    Anch'io sono come Lillo: gli amori sono eterni per me, anche quando le relazioni, cambiano. Lo sono stati gli miei amori degli ultimi venti ann, che mii hanno lasciato impronte indelebili e l'affetto è rimasto tale e quale, e allora perché sono "finiti"? Dirai tu, direte voi… ehhh, questo è un capitolo lungo e complesso.
    Anche per me resta molto difficile "accontentarmi"  adesso, e ne sono contenta però, anche se resterò sola, adesso so cos'è l'amore però.
    Grazie Franceso, e buona giornata, vado anch'io adesso… (((:

  23. Pannonica ha detto:

    S-dramatization:

    Non so se avete visto il film "L'amore è eterno finché dura"…

  24. capehorn ha detto:

    In viaggio tra Effimera e Pandora, battendo le piste che mi potrebbero condurre alla Terra, insucuro dei luoghi, incerto riguardo le persone,  mi imbatto nella gelosia e l'invidia.
    Nell'amore e nel tradimento.
    Dramma affascinante, così in bilico tra le varie categorie che comandano i passi umani.
    L'essere e l'avere. Dall'alto della mia personale montagna, vedo solo una parte del paesaggio e quindi posso portare alla conversazione solo quello che vedo, non cercando altro. 
    Credo che gelosia e invidia, appartengano all'avere. Figlie maledette dell'avidità.
    In ambedue i casi si desidera di possedere ogni briciolo di positività che il mondo esterno a noi, uomini e cose, possano offrirci.
    Gelosi delle cose: macchina, casa,anche di un sopramobile a volte, quella ci spingea non riconoscere più nell'altro una persona, un essere dotato di una propria specificità ed autonomia e quindi equiparandola a cosa (Abbuoniamo il fattore inconscio) ne dimostriamo sempre il suo possesso.
    Eppure siamo posseduti, non a caso, anche dall'ingordigia di volere quello che hanno altri e che ci attira, come la luce la falena.
    Il non possederlo e il non riuscire in quell'intento, é vero ci fa guastatori, pronti a desertificare tutt'attorno, pur di non permettere ad altri il raggiungimento di ciò che non possiamo avere.
    E' estremo ciò che scrivo, ma preferisco estremizzare, così il concetto mi pare di più facile lettura.
    Nell'altro caso: tradimento e amore, la lotta é più aspra. Il voler avere l'attenzione dell'altro, si stempera nella faticosa ricerca di un NOI, che possa superare il dualismo TU, IO.
    Non si può essere tetragoni, ci si abbandona al compromesso, all'empatia, alla compassione.
    La lunga strada per l'equilibirio é disseminata da diversi ostacoli, non ultimo il tradimento, che può essere fisico. Facile da consumarsi, attinente proprio alla zona rettiliana della nostra mente. Di facile giustificazione, giulebbe per fisico e mente.
    Diverso é quello mentale. Più faticoso e purtroppo di norma fatale, nel rapporto.
    Assistiamo ad un cambiamento di mete, mutano le strategie e si allontanano a poco a poco i cammini intrapresi.
    Non vi é più la comunanza, ma solo discordanza.
    L'essere: il bene comune sia di coppia che rivolto alla discendenza, via via si allontana e al suo posto prende sempre più piede l'avere, con i suoi riti formali sempre più caratterizzati da come ci percepiscono gli altri e da come percepiamo ciò che ci circonda.
    Ritorna l'avere dell'IO, soprattutto.
    TU, NOI oramai sono solo  pronomi, lemmi grammaticali, che non fanno più parte del viaggio personale.
    Riemergono paure ed incertezze, ci si sente minacciati e si riacutizzano gelosia e invidia, nei loro aspetti più deleteri.
    Si evidenziano le proprie insicurezze, il proprio malessere di vivere si palesa nell'ingorda voglia di avere di più e di dimostrare solo una cieca furia, dedita alla distruzione più che al suo opposto.
    Non si attende più nessuno e nulla merita più attenzione se non il momento, su cui apporre il bollo: MIO.
    Riprendo il viaggio, con la stupida speranza di ritrovare su questa Terra le tracce di Pandora, qualche frammento di Effimera, geloso di quanto ho detto, invidioso di quanto ho letto, ma amandovi per ciò che siete.
    Unici ed irripetibili.

  25. melogrande ha detto:

    A proposito.
    Buon 8 marzo a tutte

  26. melogrande ha detto:

    Che commento, cape !
    Fra invidia e gelosia mi sa che scelgo lo spirito di emulazione…

  27. RedPasion ha detto:

    beh… che dire…
    alla fine l'unica che ha confessato gelosia e senso del possesso prealessandrino sono stata io

    in ogni caso, che bella compagnia
    sia femminile che maschile qui

    alle donne
    l'augurio di sempre maggiori conferme
    personali, sentimentali, sociali e politiche

  28. Lillopercaso ha detto:

    #28  Già… è vero, RedPasion, un sacco di parole x non dire niente di personale.. tipo quando mi son arrampicata su un cornicione…  A pensarci adesso, che ridere, ma allora…! Certo, quello era un amore in agonia.. da allora ho sempre preferito sparire, piuttosto che. 
    Ancora x Red: il video postato da te l'altro ieri, che inizia con Borsellino e Falcone per finire con Saviano, o Terzani, mi ha ..rincuorato, grazie da qui.

    Un'altra cosa mi viene in mente, riguarda la gelosia come arma: Così come c'è chi si avventura x sentieri sconosciuti, senza lasciar tracce né perder la via di casa (? ho scoperto la metafora?), c'è chi di storie extra non ne ha mai, pur magari sognandole, ma te lo lasci intendere; così, giusto per tenere sempre il coltello dalla parte del manico…
    Non ci credete? Giuro che ne conosco !

    Comunque, il profumo della mimosa è buonissimo, soprattutto nei  giardini!

  29. melogrande ha detto:

    Eeeeh ? Che cosa hai detto ? CORNICIONE ????
    Stavi all’ ammezzato, spero !

  30. Lillopercaso ha detto:

    Melogrande, se tu mi conoscessi capiresti che x me un ammezzato è già un'altezza degna di tal nome; conque, no, ero al 2°; ma sono una bertuccia che si era calata nei panni di una grande detective.
    (forse è ora di dire 'ero')

  31. Lillopercaso ha detto:

    PANNONICA, non ho visto il film, ma lo guarderei anche solo muto, x le espressioni di Verdone!!
    Vedo che l'invenzione del Pianeta Effimera è piaciuta, sia a te che a Capeh..  Ci dovremmo tornare, che dite? 

  32. Lillopercaso ha detto:

    ancora a Melogrande: almeno x l'8 marzo, potevi trovare una foto con una bambina, in mezzo!  : ) 

  33. melogrande ha detto:

    Lillo, le bambine certe cose non le fanno.

  34. feritinvisibili ha detto:

    Melogrande la donna nella foto è talmente bella che sarebbe un peccato se baciasse un uomo soltanto (lo stesso vale per gli uomini, naturalmente.. (((:)

  35. feritinvisibili ha detto:

    p.s. non mi riferisco a quelli della foto eh! non si vedono nanche….

  36. feritinvisibili ha detto:

    Lillo stai organizzando un viaggio su Effimera? Tu lo sai vero che io ho lo zaino sempre pronto…

  37. Morfea77 ha detto:

    la gelosia distrugge/disturba…
    ho sempre amato la storia di otello però…
    quando la rifecero per il cinema…

  38. Lillopercaso ha detto:

    #34: O.Wilde: Per una donna, un uomo è TROPPO, ce ne vogliono due.

  39. feritinvisibili ha detto:

    Lillo, Oscar era un gran furbacchione, però in effetti certe persone (donne o uomini, non fa differenza) sono un po' TROPPO davvero per un partner solo. Personalmente sarei per la distribuzione dei beni preziosi: di una bella persona non è giusto che sia una/o sola/o a goderne!

  40. Lillopercaso ha detto:

    Hannah, sai benissimo a cosa si riferiva il nostroper quanto -non come- ci si butta in genere una donna, una relazione seria risucchia troppo.
    Mi sa che la furbacchina sei tu..
    Effimera: dicevo di farci un salto, magari, prima o poi…  Tu sei sicura che là ci sia la neve? Sennò io sto qua a farmi le ultime partite a palle..(abito in un quartiere..niente picchi immacolati).
    Poi son dell'idea che se Maometto non va su Effimera, Effimera va da Maometto. Dio me ne scampi e liberi..!

  41. Lillopercaso ha detto:

    Ciao Melogrande! Scusa, credevo di essere su Feriteinvisibili… come ai tempi dell'Imbranauta!

  42. Pannonica ha detto:

    a che ora parte lo shuttle per Effimera?

    Base chiama Effimera… Effimera mi sentite? Effìmera… Effimera…
    Niente. Hanno chiuso le comunicazioni… Non ci vogliono…
    E' occupato.

  43. feritinvisibili ha detto:

    Lillo m'hai beccata.. mi conosci troppo bene!
    Ho fatto un giro su Effimera oggi, e c'era Maometto tutto solo vicino ad un grande melo che ascoltava il concerto di David Bowie, mah…

  44. Lillopercaso ha detto:

    Struggente. Col fatto che non so più aggiungere video ai commenti, mi precedete a passo di danza cioè no, di musica!

  45. tittidiruolo ha detto:

    Ciao gente, bello sentirvi discutere così ironiche e serene del mal d'amore…siete d'esempio.

  46. melogrande ha detto:

    Lillo, forse e’ un problema di Internet Explorer, se hai una versione vecchia. Aggiornala oppure scarica Firefox (e’ gratis) e vedi se il problema si risolve.

  47. Lillopercaso ha detto:

    Grazie Melo, farollo.

  48. SinuoSaStrega ha detto:

    Gelosa? Io! Lo confesso senza remore, perchè come te credo che la gelosia sia un'emozione e come tale un dato di fatto, non un dato morale. La realtà emotiva è spontanea, anche se poi la ragione e la volontà intervengono per filtrare e permettere un agire non troppo immediato.Verissimo che la gelosia è frutto della scarsa stima di sè e che ci si aspettano conferme dall'altro che, nei nostri confronti, dovrebbe dimostrarci una stima che rasenta la devozione. E' già molto esserne consapevoli, un po' più difficile è cercare di mediare con le proprie istanze interiori, specie se impellenti; se poi la vita ci ha messo di fronte a prove in cui ci saremmo dovuti allenare per essere pronti, ebbene questo non avviene facilmente. La paura di deporre lo scudo e trovarsi nuovamente faccia a faccia con l'ansia dell'abbandono o del disamore è più forte dell'autoimposizione di una falsa disinvoltura o distacco..Interessante. Ciao!

  49. utente anonimo ha detto:

    Bello, mi piace questo blog perché è dinamica, nuova e diversa. Mi ha colpito sin dall'inizio. Come ho iniziato a leggere e approfondendo la lettura più interessante che ho trovato. In effetti ho trovato alcuni siti interessanti possono anche vedere voi stessi.http://buyonline-rx.com/http://buyonline-rx.com/sitemap.html

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