Annebbiamenti

Nella nebbia vedi solo ciò che sai.
Dal ritrarsi dei sensi in ciò che è noto proviene il particolare senso di protezione e conforto che m’ accompagna in questa serata nebbiosa.
 
La nebbia elimina i dettagli superflui, come nei quadri dell’ultimo Monet. Lascia tratti grossolani bastanti a ricostruire l’ immagine mentale di una realtà ben conosciuta, gli stessi tratti non basterebbero a riconoscere un oggetto poco familiare.
 
La nebbia riduce il mondo all’ elementare, sfronda la vita delle complicazioni, toglie sovrastrutture, riporta all’ essenzialità di immagini infantili a stento sopravvissute ai traumi del diventare adulti.
Sento un paradossale gusto di pane e marmellata nella nebbia pur ignorata da me bambino, di compiti a casa, scambi di figurine, di un mondo limitato e protetto dalla sua semplicità, dal quale la vita adulta dovette fatalmente estromettermi senza appello.
 
C’è nella nebbia una sorta di vita accudita che solo sopravvive nelle nostalgie mentre i contorni sfumati degli alberi rievocano mille contorni di mille alberi vissuti e sepolti nella memoria, originatori d’ idea platonica di albero nel mondo iperuranio in cui tutto è assolutamente perfetto e protetto e privo di concepibili imprevisti.
 
Finirà, certo.
Domattina un sole razionalista ed un po’ crudele elencherà i dettagli come in un racconto verista, come in una foto patinata, tutta la verità squadernata davanti, ogni nitido particolare, anche ciò di cui meglio avrebbe fatto a non dire.
 
 
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6 commenti su “Annebbiamenti

  1. feritinvisibili ha detto:

    Non è facile lasciare un commento, quella realtà fa male come uno schiaffo…
    Pensi che sia impossibile mantenere vivo dentro di noi quel calore, quell’intimità dei sapori delle cose care e conosciute e vivere contemporaneamente pienamente la reltà?
    Ci sto provando, e in fondo ci credo… o forse il mio crederci è solo un effetto nebbia stabilizzato.
    Comunque, al di là delle parole quello che credo conti di più è l’aver sentito e ascoltato con empatia le emozioni nelle tue parole, e così è stato per me.
    Buon fine settimana Francesco

  2. Lillopercaso ha detto:

    Ciao Melogrande, a me la nebbia piace tantissimo, da sempre, forse è un regalo fatto ai Milanesi proprio allo scopo di addolcire gli spigoli.. e mi piaceva quando ero ragazzina, quella non smussava niente, era DENSA e bianca…  ci chiamavamo a gran voce ad un metro di distanza l’uno dall’ altro.. e volevo dirti della nebbia sui Navigli.. poi mi ero bloccata perchè mi ero accorta che c’era tristezza nelle tue parole.. o qualcosa di simile…
    ma non dire niente e far finta di niente m’è parso peggio, perciò ti mando questa cosa, sulla nebbia:
    Mi son sempre chiesta come dev’essere x uno che la incontra la prima volta…                                                                                                                           

  3. melogrande ha detto:

    Più malinconia che vero dolore, forse.
    L’ infanzia e’ un mondo si’ protetto ma anche limitato, in cui più che altro si sogna di diventare grandi…

    La nebbia mi affascinava e benche’ ne percepissi il pericolo nell’ andare in giro senza vedere la strada, era tuttavia un senso di protezione a prevalere, come da bambini nascondersi sotto il tavolo…

  4. Pannonica ha detto:

    di fronte a tanta delicata intimità riesco solo a stare in silenzio.
    però volevo farti sapere che ero passata e che avevo letto, e che avevo condiviso (con un gran sorriso, anche!).
    quindi rompo il silenzio solo per dirti grazie

  5. azalearossa1958 ha detto:

    Grazie infinite per gli auguri…. con un biglietto da visita così… entri al volo! Corsia preferenziale!!!
    Grazie!

  6. capehorn ha detto:

    Chissà perché alla nebbia, viene associata la malinconia.
    Forse perché tutto si perde, confuso nel lattiginoso paesaggio. Eppure a pensarci bene é una sorta di coperta di Linus. E’ ciò che racchiude un mondo iperuranio ed anche una fantasia tua ed intima. Le figure liquide nella nebbia assumono i contorni e i significati che noi vogliamo dar loro.
    Perdono la caratteristica degli oggetto per diventare soggetti di una nostra personale rappresentazione. SI entra in una sorta d’irrealtà, di estrema fantasia.ove liberare come un cavallo al galoppo sfrenato, i sentimenti. Può essere occasione di liberazione o di acquisizione di vecchie o nuove paure e il loro esatto contrario.Nuove o vecchie gioie, che ci rincorrono tra le gocce che entrano silenziose dentro di noi. La  nebbia diventa un gioco di fantasia e a ben guardarla offre un mondo alla nostra mente.
    Adesso che so che abbiamo perso il 35%  di quel mondo, quest’anno; sento pesante la razionalità del sole, che suo malgrado mi toglie un po’ di quella gioia e comprime un poco quella fantasia.

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