Il / limitato


 

 


 

 

 

Ribelli, questa febbre non dà pace,
attratti dal bagliore delle stelle, 
inquieti d’ una vita traboccante.
Chi mette tanta sete d’ infinito
dentro un tabernacolo d’ argilla ?

E’ vero, questa smania d’ andar oltre 
è come una rincorsa senza salto, 
un pranzo preparato, non mangiato, 
come uno sposalizio inconsumato,
quasi che

fosse dato d

’ andar oltre .


Quasi che l’ illusione fosse vera
come un sogno sognato ad occhi aperti.
 

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16 commenti su “Il / limitato

  1. RedPasion ha detto:

    finché il nostro occhio
    vedrà (non sognerà)
    l’impossibile come possibile

    noi saremo vivi.

  2. feritinvisibili ha detto:

    Mi piace come descrivi quell’anelito, quell’insaziabilità, le tue parole mi evocano l’immagine di una sorta di condanna umana a sbagliare continuamente la mira.. e se quell’oltre fosse lì ad un soffio da noi ad ogni istante e bastasse riuscire a guardare, sentire, in ogni cosa, in ogni essere vivente, nel bene e nel male, quel senso di infinito? Un po’ come mettere a fuoco una luce visibile agli occhi solo dopo avergli aperto l’anima…
    Certo, parlo come se fosse un giochino da nulla…

  3. Lillopercaso ha detto:

    Finché il nostro occhio
    sognerà
    l’impossibile come possibile
    vedrà.

    Lillosibillo

  4. feritinvisibili ha detto:

    … notare casetta vicino alla faccina di Lillo (che è diventata anche un sibillo!)

  5. melogrande ha detto:

    Ma perche’ avere dentro questo senso dell’ infinito dal quale poi si deve restare per forza esclusi ?
    Boh, a qualcosa servira’ …

  6. feritinvisibili ha detto:

    Forse è che siamo dei "finiti"  e limitati con un pizzico di infinito dentro?
    E se dovessi scoprire a cosa serve non mancarer di farcelo sapere melogrande, eh!

  7. capehorn ha detto:

    Da che l’uomo é coscente della sua umanità e dei confini che essa comporta, non ha mai accettati quei confini.
    Solo l’arte, il pensiero, la scrittura gli ha dato il modo di superarli e lui si tende in questo infinito di ricordi, sperando che i ricordi siano l’eternità.
    Questa eternità, mai immobile sempre discussa, alimentata é l’inquietudine di quella sete d’infinito, che ci spinge, che ci illude, che ci fa desiderare i sogni che non abbiamo ancora fatto.

  8. Lillopercaso ha detto:

    Buongiorno!   Lillosibillo intendeva far la bertuccia di Redpasion,  profonda e very stylish, ma ribaltando i suoi versi ne ricavava un paradosso: l’occhio sogna l’impossibile come possibile, poi lo immagina, ci costruisce su un’ipotesi, la verifica (la vede come nel poker), semmai ne fa un’altra e vede anche quella; per poi, finalmente, vedere il frutto del suo cercare ed esserne per un momento soddisfatto. 
    Il paradosso : tutto questo vedere ci fa correre sul binario di un progresso più veloce di quello evolutivo, e da questa angolazione "..finchè il nostro occhio vedrà noi saremo vivi" vacilla.
    Ma questa è solo una speculazione e porta da un’altra parte,  Red è più pertinente e io sono con lei. Lillosibillo è un rompiscatole.

  9. Morfea77 ha detto:

    ma sei una scoperta in versi!
    🙂

  10. melogrande ha detto:

    Red sostiene che il nostro occhio debbe "vedere" l’ impossibile, non sognarlo, e solo così saremio vivi.
    Lillosibillo un po’ per gioco un po’ no risponde che si deve "sognare" l’ impossibile e poi "vederlo" nel senso di accettarne la sfida, giusto ?

    A questo punto mi perdonate se ci ficco dentro uno spot  ?

    Impossibile è solo una parola pronunciata da piccoli uomini
    che trovano più facile vivere nel mondo che gli è stato dato,
    piuttosto che cercare di cambiarlo.
    Impossibile non è un dato di fatto, è un’opinione.
    Impossibile non è una regola è una sfida.
    Impossibile non è uguale per tutti.
    Impossibile non è per sempre.
    Impossibile è niente.

    IMPOSSIBLE IS NOTHING.  

    E’ una vita che sognavo l’ occasione giusta !
     

  11. melogrande ha detto:

    Cape, è vero.
    Il problema è che non accettiamo i nostri confini, primo fra tutti quello temporale della nostra vita terrena.
    E’ qualcosa che le altre creature non hanno.
    Mi sono sempre domandato se è solo casuale, l’ essere stati dotati di questa inquietudine, (che per la verità ci spinge assai all’ azione, prima che sia tardi…) oppure se c’ è un motivo per cui ne siamo dotati.

    Ma in questo caso non volevo farne una riflessione, più che altro esprimere in parole questa inquietudine ad essere ciò che non si può essere….

  12. melogrande ha detto:

    Morfea, detto da te è un grande complimento, sono felice ti piacciano.

    (E poi, te lo confesso, ero curioso di vedere se riuscivo a fare degli endecasillabi…)

  13. Lillopercaso ha detto:

    Impossible is nothing : quel che pensavo, all’una di notte, 
    incaponendomi x creare il mio blog!!

  14. melogrande ha detto:

    “Il mondo materiale nel quale viviamo, l’universo che oggettivamente vediamo intorno a noi, costituisce solo una parte di un sistema di mondi inconcepibilmente vasto. La maggior parte di questi mondi sono spirituali nella loro essenza, sono diversi dal mondo da noi conosciuto; il che non significa necessariamente che essi esistano altrove, ma piuttosto che essi esistono in dimensioni dell’essere diverse. C’è di più: i vari mondi si compenetrano ed interagiscono in modo tale da potere essere considerati l’uno complementare all’altro; ognuno di essi proietta se stesso sul mondo superiore o inferiore, con tutte le modificazioni, i cambiamenti e perfino le alterazioni che da tale interazione derivano. È la somma di questo infinitamente  complesso scambio di influssi tra le diverse sfere, che comprende lo specifico mondo della realtà, che sperimentiamo nella nostra vita quotidiana.
    Nel parlare di mondi superiori e inferiori non mi riferisco ad una oggettiva relazione fisica, perché nella sfera dello spirituale non esiste tale divisione e i termini “alto” e “basso” riguardano soltanto il luogo in un qualsiasi mondo specifico lungo la scala della casualità”

    Adin Steiinsaltz – La Rosa dai Tredici Petali, un incontro con la mistica ebraica, preso da qui  (grazie !)

  15. utente anonimo ha detto:

    IRRAGGIUNGIBILE Un assoluto è come sepiovesse per sempre.Come se gli dei,  mai placati,calassero improvvisi sulla Terra. Mortalità che resta solo un’idea.Il vizio è la tristezza- voglio dire -il velo l’ombra il nascondiglio.Il vizio è congenito difettodi qualunque dna.LPR

  16. utente anonimo ha detto:

    Che piacere, PR.Torna.Melogrande

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