Letargo, insonne

gennaio


Ciò che spinge il pettirosso al canto,
il camoscio alle cime inospitali,
l’ edera cocciuta al vecchio tronco,
quello muove le nubi ad occidente.
 
Cambiamenti climatici interiori,
così facile arrendersi all’ inverno,
che rallenta, e nasconde quest’ angoscia
come un campo innevato di dicembre.
 
Ciò che spinge il fiore di elleboro,
nella gelida mattina di gennaio,
spinge ancora questo sangue nelle vene
nell’ attesa timorosa d’ un aprile.
 
 
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12 commenti su “Letargo, insonne

  1. feritinvisibili ha detto:

    Scorre la vita di quel sangue insieme al dolore in ogni tua parola, vivi e intensi.
    E lo comprendo quel timore: se resta un solo seme per germinare l’intero futuro raccolto, allora è prezioso e fragile..
    Forse avrei preferito il silenzio di fronte a queste tue parole, che ogni mia la sento di troppo, ma volevo lasciarti un segno e un po’ di calore solidale.

  2. capehorn ha detto:

    Sappiamo che verrà quel tempo e noi, sempre sospinti dall’impazienza di vivere, questo tempo sospeso lo mastichiamo male, non capendo che boccone dopo boccone sapremmo cogliere le sfumature anche più nascoste.
    Nella speranza di sorprenderci a gustare l’elleboro e a liberarci dalle troppe angosce di cui ci nutriamo.

  3. RedPasion ha detto:

    scivola lentamente
    e dolcemente sulla pelle
    questa poesia

    è un vissuto comune
    innegabile

  4. gchick ha detto:

    .. è ciò che spinge noi..

  5. utente anonimo ha detto:

    ..Costretti a vivere, dunque, dato che non abbiammo deciso il contrario..
    Ma posso sempre decidere di tagliarmi le vene, e ciò mi tiene allegra.
    Ciao!  l’imbranauta

  6. melogrande ha detto:

    Sì, è la vita, ostinata e testarda.

    Potremmo, certo, imbranauta, è il vecchio rimedio stoico, e saperlo aiuta  a sentirsi liberi.
    Ma non lo facciamo. Proprio no.
    Siamo troppo curiosi.

  7. ludmillaParker ha detto:

    E verrà la primavera.. e verrà la rinascita!!!!

  8. melogrande ha detto:

    Verrà sì la rinascita primaverile, tanto attesa  ma anche un po’ temuta.
    E allora si uscirà da quella specie di anestesia invernale che Eliot rappresenta (mi figuro io) un po’ come essere abbioccati davanti al televisore…

    Aprile è il più crudele dei mesi, genera
    Lillà dalla terra morta, mischia
    Memoria e desiderio, risveglia
    Le radici assopite con pioggia di primavera.
    L’inverno ci mantenne al caldo, coprendo
    Con neve  smemorata la terra, nutrendo
    Con tuberi secchi una vita stentata.

    T.S. Eliot, La Terra Desolata

  9. utente anonimo ha detto:

    …Ah! Nessuno mai mi aveva dato della stoica! Grazie. 
    ricambio con qualcosa di facile facile

    Primavera non bussa, lei entra sicura; come fumo, lei penetra in ogni fessura;  ha le labbra di carne e i capelli di grano, che paura, che voglia che ti prenda per mano, che paura, che voglia che ti porti lontano.

    Avrei potuto cercare sull’A. di Spoon River la versione originale inglese, ma questa di De André la so a memoria..
    Ciao da Imbranauta

  10. melogrande ha detto:

    Non l’ avresti trovato, sai, perchè quella strofa è tutta farina del sacco di De Andrè…

    L’ originale dice solo questo :

    TRAINOR, THE DRUGGIST

    Only the chemist can tell, and not always the chemist,
    what will result from compounding
    Fluids or solids.
    And who can tell
    How men and women will interact
    On each other, or what children will result?
    There were Benjamin Pantier and his wife,
    Good in themselves, but evils toward each other:
    He oxygen, she hydrogen,
    Their son, a devastating fire.
    I Trainor, the druggist, a mixer of chemicals,
    Killed while making an experiment,
    Lived unwedded.

    TRAINOR, IL FARMACISTA
    Solo il chimico può dire, e non sempre,
    cosa verrà fuori dall’unione
    di fluidi o solidi.
    E chi può dire
    come uomini e donne reagiranno
    fra loro, o quali figli ne risulteranno?
    C’erano Benjamin Pantier e sua moglie,
    buoni in sé stessi, ma cattivi l’uno con l’altro:
    lui ossigeno, lei idrogeno,
    loro figlio, un fuoco devastatore.
    Io, Trainor, il farmacista, un mescolatore di sostanze chimiche,
    morto mentre facevo un esperimento,
    vissi senza sposarmi.

    ps.

    Se ti sembra più bello il testo di De Andrè, sappi che non sei la sola …

    Fui chimico e, no, non mi volli sposare.
    Non sapevo con chi e chi avrei generato:
    Son morto in un esperimento sbagliato
    proprio come gli idioti che muoion d’amore.
    E qualcuno dirà che c’è un modo migliore.

  11. melogrande ha detto:

    a proposito:

    che paura, che voglia che ti prenda per mano,
    che paura, che voglia che ti porti lontano

    è proprio quello che cercavo di esprimere con l’ ultima frase …
     

  12. utente anonimo ha detto:

    Non saprei quale versione votare!
    ma la parte che commuove l’Imbranauta è

    Guardate l’ossigeno giacere nel mare, guardate l’idrogeno al suo fianco dormire: solo una legge che io riesco a capire ha potuto sposarli senza farli scoppiare. Solo una legge che io riesco a capire.

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