Il piè fermo era sempre il piú basso

La montagna non ha fretta, né la ammette.
Non ci puoi salire a cronometro, non puoi fissare con precisione quando vuoi arrivare.
Non c’è appuntamento e non c’è impegno.
L’ unica cosa che puoi fare è salire col tuo passo, quale che sia, un passo che riflette il tuo tempo interiore, il tuo battito, il tuo star bene o meno bene quel giorno, il tuo respiro naturale e che dopo un po’ sembra persino riflettere un respiro ancora più grande, il respiro di ciò che ti circonda, una specie di variante dell’ urlo di Munch che invece di urlo è respiro, puro e semplice respiro, possente ma tranquillo.
Battito.
Mantra.
 
Ci vuole rispetto qui, bisogna chiedere il permesso, non abusare di chi ti ospita, non essere arrogante. Non sei tu che sali, è la montagna che ti lascia salire.
Provi a forzare la mano per fare prima, ed eccoti senza fiato dopo dieci minuti, costretto a fermarti per recuperare. E mentre recuperi, il tempo che pensavi di guadagnare se ne va, inesorabile.
Non è servito a nulla. Non è questo il modo giusto.
Devi avere rispetto invece, salire piano piano, e allora lei, la montagna, ti accoglie, ti accompagna, si apre. E dopo un po’ che lo fai scopri che il tuo passo è diventato più leggero e spedito, il respiro più facile, il cammino più svelto. Sei stato accettato, senza che neppure ti accorgessi di avere chiesto.
 
I sentieri in montagna sembrano a volte andare a casaccio, girano di qua e di la senza scopo apparente, un po’ come le vene del corpo umano. È che i sentieri, quelli veri, anche loro sono cresciuti adattandosi, chiedendo permesso, rispettando la montagna, proprio come le vene rispettano il corpo umano, sanno che non si può attraversare un osso o un muscolo, sanno che devono girarci attorno, solo così gli sarà concesso di arrivare dove vogliono. Però alla fine ci arrivano, dove devono arrivare.
Così sono i sentieri di una volta, fatti quando l’uomo chiedeva ancora il permesso.
Non sono così le piste da sci, quelle sembrano tracciate col righello, più sono ripide e più ci si diverte, perché siano anche belle larghe naturalmente, altrimenti la gente si fa male, ed allora ecco fatto, si sventrano quaranta metri di larghezza per la pista senza chiedere il permesso a nessuno, men che meno al bosco che stava lì da secoli.
 
Oggi qui non c’è clamore e non ci sono schiamazzi, ci sono solo io e questo sentiero antico e serpeggiante, nemmeno so bene dove voglia arrivare, i sentieri veramente antichi non avevano segnavia, se eri del luogo lo sapevi dove portava il sentiero, e se non eri del luogo era meglio non darti troppe informazioni, a pensarci bene, che diavolo ci facevi lì ?
E così continuo a salire un po’ come viene, cerco di tenere grossolani riferimenti, scelgo le diramazioni che mi sembrano più promettenti.
Facendo così rischio di perdermi, me ne rendo conto.

O forse un po’ lo desidero, oggi.
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21 commenti su “Il piè fermo era sempre il piú basso

  1. melogrande ha detto:

    Vorrei solo vedere questo post con lo stesso font degli altri, quello che uso da due anni.
    Pare una mission impossible.

  2. RedPasion ha detto:

    descrivi la montagna come una Donna affascinante e misteriosa
    che – se ti avvicini con i tempi e i passi giusti – alla fine ti accoglie

    rimane sempre il rischio di perdersi
    perché ogni volta è un viaggio verso un mondo nuovo,
    ma è un rischio che oggi – paradossalmente – rende più interessante la salita

  3. melogrande ha detto:

    Così è per me, Red, proprio così.
    E’ una faccenda di cuore.

  4. RedPasion ha detto:

    E di amore.
    L’amore con cui hai descritto la montagna.
    Amore come idea. E come viaggio. E come speranza e desiderio di accoglienza.

  5. capehorn ha detto:

    La montagna. Luogo di fascino e mistero. Di una bellezza sfrontata, come durante le giornate di lucido maestro, che ti sembra di toccarle, accarezzarle, dalla finesta di casa.
    Oppure sfiorita ed arcigna, nelle gionate di nebbia o quando ti sputa in facci aneve o pioggia. Ancora: seducente, nei sentieri di bosche e foreste, odorosa di muschi e mughi, agghindata da lamponi e more.
    Percorri sentieri alla ricerca della tua montagna. Quella che da lontano ti ha chiamato, con voce sottile e di sentieri ne hai battuti, anche perdendoti, ma finalmente sei sui fianchi e trovato il passo sali, tranquillo, senza fretta perché lei sa aspettare e conosce il vero significato del tempo.

  6. feritinvisibili ha detto:

    Ho letto il tuo post stamattina, andavo un po’ di corsa e mi sono riservata di scrivere i miei pensieri oggi.
    Torno qui e cosa trovo? I miei stessi identici pensieri li ha scritti Red! Mi piace, la condivisione di pensieri è sempre una bella cosa.
    Aggiungo che condivido anche quel tuo rapporto con la montagna, quel sentirsi una molecola di respiro parte di un respiro immenso e che ci contiene.
    Perdersi: forse è un po’ come arrendersi, lasciarsi portare senza opporre resistenza, “darsi” senza riserve? Forse una delle cose più difficili dell’amore, o meglio dell’Amore, ma penso sia l’ingrediente che rende l’Amore veramente tale.
    Buon fine settimana Melogrande, :a.

  7. larpaderba ha detto:

    Respirare la montagna… sentire nelle vene scorrere il mistero della sua vita … Pensavo che Mauro Corona, quanto a capacità di “dar parola” alle montagne fosse insuperabile: ora che ho letto il tuo post devo ricredermi!

    Buon fine-settimana e a presto!

  8. Diaktoros ha detto:

    Ahimé, non sono proprio adatto alla montagna: sono da città, e da pianura. Non ho pazienza, non ho regolarità, non sopporto la fatica e ho anche la pressione alta. Ci vediamo quando si torna in piano.

  9. melogrande ha detto:

    In due (donne) avete visto amore, romantico o persino sensuale nelle mie parole, senza che io mi fossi accorto di avercelo messo. Una sorta di seduzione.

    Mi sembra di vedere che capehorn (uomo) non è esente dalla stessa seduzione. Descrive la montagna come misteriosa, difficile da conquistare, che a volte cambia di umore, ma sempre affascinante.

    Mi arrendo all’ evidenza e ammetto.

  10. melogrande ha detto:

    Arpa, ne ho parlato una volta come una forma di trascendenza, forse l’ unica di cui da scettico incallito riesca a fare esperienza.
    Essere avvicinato a Corona mi può solo lusingare, per di più pensando che per me è stata una scoperta tardiva, io sono di mare…

  11. melogrande ha detto:

    Diaktoros, adoro la metropoli, ma a volte sento il bisogno di liberare la mente e l’ anima, quando diventano pesanti.
    Non è mai troppo tardi, camminare in montagna è pure un toccasana per la pressione…

    : )

  12. feritinvisibili ha detto:

    .. però a me sembra che ne Red ne io abbiamo visto “seduzione” nel tuo post, amore sì e anche sensuale, per quello che mi riguarda, ma la seduzione forse l’avete vista tu e Capeh?! ((:
    E adesso mi viene in mente il Cantico dei Cantici… ma devo uscire, magari ti spiego perché un’altra volta, perdonami, ma forse ne conosci già i significati simbolici…

  13. Ciprea ha detto:

    Un pensiero pieno di ammirazione anche da parte mia, che ti ho scovato tra le pagine del blog di mia zia!
    Mi piace quello che scrivi… e tornerò spesso!
    M.

  14. melogrande ha detto:

    Ciprea da quanto si vede e si sente sul tuo blog, sei tu che meriti i complimenti !

  15. utente anonimo ha detto:

    Un passaggio silenzioso o quasi per un saluto…
    Ciao Melogrande.
    Loredana

  16. melogrande ha detto:

    E’ sempre un piacere…
    Ciao, Lori

  17. Rebirth2 ha detto:

    Scusa l’intrusione, sono passato per caso, ma dopo aver letto mi sento proprio di dire qualcosa, perché gran parte delle sensazioni che descrivi (tra l’altro così bene) le sento anche come mie. Devo confessare che per come sono fatto io andare avanti con il rischio di perdersi non è proprio concepibile; ma per il resto…ogni volta che vado in montagna (che purtroppo è un po’ lontana da dove abito) respiro quell’aria, mi appoggio alle rocce, cammino per quei sentieri mi sento davvero vivo. Un saluto.

  18. melogrande ha detto:

    Non serve scusarsi, i blog sono fatti per condividere, perciò le intrusioni sempre bene accette…

    Un saluto a te e grazie.

  19. RedPasion ha detto:

    ho fatto un salto direttamente dal mio blog al tuo, mio caro Melogrande…

    è come passare dalla trincea ad un centro benessere:)

    complimenti per la pace che sai mantenere in questi luoghi… merito tuo e degli avventori…

    anche se a me non dispiace la… guerra… polemos… verbale…

  20. melogrande ha detto:

    Vero, Red.
    Questo blog l’ ho pensato e desiderato fin dall’ inizio come uno spazio sereno, questo è tuttora per me nella mia vita personale e privata, un’ oasi in cui posso ritirarmi per qualche minuto o per qualche ora ovunque mi trovi, e questo vorrei che fosse per i viandanti che lo frequentano, un posto dove sostare, un posto in cui non si alza la voce, si riflette e, se si vuole, ci si pone domande senza l’ ossessione di dover per forza trovare le risposte, ma solo per il piacere di gustarsi le domande, che ogni tanto fa bene, ne sono convinto.

    I viandanti che lo frequentano (non molti, non è un luogo affollato) ne condividono lo spirito, per fortuna, e lo arricchiscono con commenti spesso preziosi per contenuto ed originalità. Tu lo sai bene perchè sei fra loro.

    Anche per questo ho sempre cercato di evitare gli argomenti di cronaca, dove è più difficile la discussione serena. E tuttavia, avere riflettuto come ho cercato di fare su temi generali aiuta, eccome se aiuta, anche a trovare una propria posizione, magari non scontata, su quello che capita di giorno in giorno.

    Aiuta persino a venire fuori con le ossa intere dalle “vivaci” discussioni che si svolgono nella tua trincea, che servono anche quelle, perchè sempre serva mettere alla prova quello che si pensa per abitudine …

    Ci vogliono tutte e due le cose, così se dopo una tonificante battaglia ti serve una sosta al fresco, vieni da queste parti.

    : )

  21. RedPasion ha detto:

    Melogrande…

    anche se non scrivo, vengo spesso qui
    mi serve per ritrovare alcuni colori dei miei pensieri

    per riflettere
    per confrontarmi con te

    sia pure in silenzio.

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