L’ Ombra del Tradimento

 
 
Vivere o amare soltanto là dove ci possiamo fidare, dove siamo al sicuro e contenuti, dove non possiamo essere feriti o delusi, dove la parola data è vincolante per sempre significa essere irraggiungibili dal dolore e dunque fuori dalla vita vera. (…)
E tutte le virtù maschili come la competenza, il calcolo del rischio, il coraggio, non contano niente. (…)
La rottura della promessa è un’ irruzione della vita nel mondo sicuro del logos.
 
James Hillman, Puer Aeternus
 
 
A volte gli incontri che facciamo, le cose in cui ci imbattiamo, sembrano intrecciarsi, chiamarsi le une con le altre. Rispondersi.
Si è parlato di Hillman ultimamente, e mi è tornato in mente questo piccolo testo.
Le parole di Hillman sul tradimento a loro volta mi hanno richiamato alla mente quello che è forse il racconto più bello che io abbia mai letto, “Linea d’ Ombra” di Conrad.
 
Hillman dice che l’ esperienza di subire il tradimento è un passaggio obbligato nella conquista della maturità, un trauma necessario. L’ esperienza infantile è quella della fiducia totale, dell’ abbandono ad altri che non potranno mai farci del male, e questo stato “puerile “ continua con l’ esperienza degli innamoramenti, con l’ illusione di poter essere sempre e completamente capiti da un’ altra persona.
Il tradimento, quello vero, cattivo, quello che spezza una fiducia totale, è l’ esperienza cruciale, che se superata in modo costruttivo porta alla conquista della maturità. Dice Hillman: “Con tutta la sua negatività, il tradimento rappresenta tuttavia un progresso rispetto alla fiducia originale, perché conduce alla “morte” del Puer attraverso l’ esperienza animica della sofferenza.”
La storia narrata in “Linea d’ Ombra” proprio di questo tratta.
Il protagonista è un giovanissimo capitano che parte per il suo primo viaggio nel corso del quale vede andare in pezzi tette le sue aspettative, e vede rivoltarsi contro di lui tutto ciò in cui credeva.
L’ equipaggio non lo rispetta, la nave resta immobilizzata da una bonaccia, a bordo scoppia un’ epidemia ed il protagonista scopre che il suo predecessore aveva venuto il chinino della farmacia di bordo intascandosi il ricavato.
Tutto è contro di lui, tutto tradisce, gli uomini, il mare, la nave, non c’è nessun punto di riferimento, nulla a cui aggrapparsi all’ infuori di sé stessi.
La conclusione del racconto è potentemente simbolica. Rientrato in porto in qualche modo, il protagonista scende in città e vede gli abitanti in modo diverso da come li vedeva prima di partire. Gli abitanti gli sembrano adesso bambini spensierati, i loro atteggiamenti, le voci, le risa espressioni infantili. Non sono gli abitanti ad essere cambiati, non sono loro ad essere diventati bambini, è lui ad essere tramutato, ad essere passato ad altra natura ed altra condizione, ad essere diventato adulto.
 
La sua risposta alla domanda del capitano Giles, il più esperto in navigazioni difficili, segna il compimento di un’ iniziazione.
 
– Dovete sentirvi ben stanco, ora.
– No – dissi – non stanco. Ma vi dirò, capitano Giles, come mi sento. Mi sento vecchio. E debbo esserlo. Tutti voi qui a terra mi sembrate giovincelli capricciosi che non abbiano mai avuto una preoccupazione al mondo.
 
Riprenderà subito il mare, a sigillare una definitiva accettazione del destino adulto.
 
 

 

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13 commenti su “L’ Ombra del Tradimento

  1. larpaderba ha detto:

    Il mio primo “incontro” con Conrad, un bel po’ di anni fa, non è stato proprio esaltante. Lo stesso è successo con Fossati.
    Ora, però, nelle parole di entrambi mi sento ” a casa”. Grazie per avermi dato l’opportunità, col tuo post, di rammentarmene!

  2. melogrande ha detto:

    Gli incontri importanti non sono quasi mai “facili”, non vengono incontro, piuttosto chiedono di essere seguiti, con uno sforzo di adattamento ad un mondo diverso e molto “forte”.

    Ho vissuto questa esperienza con Conrad ma soprattutto proprio con Hillman, all’ inizio cercavo solo il modo per dargli torto…

  3. feritinvisibili ha detto:

    Passo di qui pensando: vediamo un po’ questa volta cosa ci propone di interessante Melogrande. E cosa trovo? Niente di meno che il tradimento come passaggio “obbligato” verso la maturazione del senso di realtà nella nostra relazione con il mondo.
    Un dolore tremendo, che spesso per evitarlo ci stringiamo sempre di più nelle nostre illusioni e ci “ammaliamo” di ipertrofia dell’io, che personalmente ritengo la malattia più dilagante nel panorama sociale attuale. Siamo come bambini che aspettano ancora la corona d’oro promessa quando eravamo in fasce e strilliamo per la frustrazione come se il nostro dolore fosse la cosa più importante del mondo. La maggior parte di noi umani adulti occidentali è ferma lì, ognuno nella sua forma personale, e ne vediamo i risultati, dalla politica in poi….
    Mi piace il collage che hai fatto tra Hillman e Conrad, e a proposito di Hillman trovo che la sua genialità stia nel portare nel suo pensiero tutto il bagaglio della psicoanalisi con l’aggiunta dei suoi colpi di genio, della serie: impara l’arte e mettila da parte.

  4. melogrande ha detto:

    Puer Aeternus e’ la cosa migliore che abbia mai letto sull’ argomento, ed interpretarlo come passaggio di maturita’ lo trovo geniale.

    Non sempre condivido le conclusioni di Hillman, gli riconosco pero’ una capacita’ unica di stimolare il pensiero.
    Qualunque sia l’ argomento, Hillman te lo fa vedere da una prospettiva alla quale non avevi mai pensato.
    Questo per me e’ impagabile.

  5. feritinvisibili ha detto:

    Sì, sono d’accordo con te. Hillman è un fuori classe, ha una libertà di pensiero straordinaria, è uno che trasgredisce ogni regola, che in un certo senso provoca continuamente e deraglia i binari delle certezze del pensiero occidentale.
    E’ un seminatore, una specie di contadino pazzo del pensiero, che se ne va impunemente in giro ad aprire cervelli, che lo si voglia o meno, lui ti forza a mettere in moto le idee in direzioni assolutamente fuori dall’ordinario, infatti molti intellettuali lo odiano…

  6. capehorn ha detto:

    L’ho letto “Linea d’ombra” in una situazione spiritualmente sospesa e non ne ho apprezzato a pieno il profondo significato.
    Certo che il tradimento è il momento peggiore che un essere umano può vivere. Di colpo le certezze che ti sorreggono vengono tagliate alla radice. I sentimenti positivi che provavi nei confronti del prossimo, in una vampa sono abbrustoliti. Non ti rimane neppure l’odio, ma un vago e stantio senso di disgusto, soprattutto nei tuoi confronti. Accusi inconsciamente te stesso, che non ha saputo cogliere, prevedere, supporre.
    Lì c’é uno dei grandi bivi della vita.
    Lasciarsi andare sulla china della facile depressione ed accusare tutto e tutti del dolore provato e che si proverà in futuro.
    Oppure l’erta della crescita. Raccogliere i cocci della propria esistenza, abbandonare il superfluo e oso dire, con protervia continuare il cammino. Si dimentica la fanciullezza e le sue espressioni e si assume l’abito della maturità e più ci spingiamo avanti e più ci accorgiamo della comodità di quell’abito. Che ci impedirà errori grossolani e ci sarà d’aiuto per quelli che inevitabilmente dovremo attraversare.
    Ma a quel punto il viaggio sarà meno pesante e per dirla alla Hillman, che purtroppo non conosco, la vita potrà entrare nel sicuro mondo del logos, dove troverà le risposte che siamo pronti a darle.

  7. melogrande ha detto:

    Proprio cosi’, cape, come sempre hai colto il cuore della faccenda.

    Non che uno debba augurarsi di subire tradimenti, ci mancherebbe, pero’ di fatto la maturita’ la si conquista solo attraverso l’ esperienza del dolore, e questo e’ uno dei più laceranti.

    Passata la soglia della maturita’ si continuera’ a fare errori, naturalmente, ma, per dirla con Paolo Conte, “E’ un mondo adulto, si sbaglia da professionisti”…

  8. capehorn ha detto:

    Ben detto a Paolo.
    Da dilettanti ci si fa molto più male e si sanguina molto di più.
    :-)))

  9. Morfea77 ha detto:

    sottoscrivo hillman…certi incontro segnano…e non in male…ma in strabene…tengo nel cuore un sabato sera meraviglioso con persone meravigliose

  10. Pannonica ha detto:

    ho trovato questo blog per caso… anzi, posto che niente succede per caso (Hillman docet) considero questa coincidenza una strizzatina d’occhio del fato (tanto per citare ancora Hillman).
    Ok, smetto con le citazioni. Aggiungo soltanto che Il codice dell’anima è il mio libro della vita.
    Tornerò. Giuro, tornerò

  11. anna teresa ha detto:

    Ho letto e riletto il libro di hillman sul tradimento, mi ha aiutato in tanti momenti, oggi che sto vivendo ancora l’ennesimo tradimento il mio dolore non e’ meno forte. Penso che la storiella del padre ebreo si debba leggere anche in una cronologia. E’ importante che il tradimento sia “inflitto” coscientemente sin dall’infanzia e non deve mancare mai l’altra parte , la fiducia. solo cosi possiamo fare tesoro dell’esperienze senza venirne dilaniati. tutto questo richiede la presenza di UN PADRE che possiede saggezza, che a sua volta ha fatto esperienza del tradimento e ha saputo trarne un insegnamento e puo’ tradire con “amore”.

    • melogrande ha detto:

      L’ esperienza del tradimento subito fa parte di quel processo di cognizione del dolore che determina la crescita.
      E’ una ferita lacerante, un conto è la teoria un conto è provarlo sulla carne viva.
      Ma tenuti lontani dalle ferite ci si trova lontani dalla vita, non si cresce.
      E’ un ruolo delicato, quello del genitore che deve trasmettere questo messaggio, secondo me il padre ebreo della storiella ha un filino esagerato.

      Benvenuta, anna teresa.

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