Acquamobile

 
Cortocircuiti logici,
salti di tempo improvvidi.
Diecimila giorni,
mille ferite fa,
ingenuo immaginare
qualcosa che si muove
eppure che non cambia,
come un’ identità,
come un riferimento.
 
Il mare forse ?
Il mare.
 
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16 commenti su “Acquamobile

  1. melogrande ha detto:

    E’ esattamente l’ immagine che avevo in mente, Orsa*
    E tu naturalmente lo sapevi.
    Grazie

  2. orsarossa ha detto:

    :*

    natural MENTE 🙂

  3. melogrande ha detto:

    …col tuo permesso aggiorno il post…

  4. orsarossa ha detto:

    ancora non l’hai fatto..? :)))

    a kiss:*

  5. feritinvisibili ha detto:

    Il mare e l’identità, un bel parallelo, mi piace, farebbe gola ad Hilmann.

    Un saluto melogrande (me ne vado per un paio di settimane e: non ho resistito… ho fatto un nuovo post.. ((:)

  6. melogrande ha detto:

    Il riferimento ad Hillman non sai quanto mi faccia piacere, Hannah, l’ incontro con i suoi libri e’ stato molto importante per me.

    Vado a vedere da te. Buone vacanze.

  7. maipersempre ha detto:

    e cosa rappresenta il mare se non il movimento continuo senza mutamento?
    il mare è spesso protagonista in quello che scrivo…forse perchè ci sono nata…

    belle parole le tue…

  8. melogrande ha detto:

    Grazie, maipersempre, anche per me il mare è luogo natale, anche se da molto tempo me ne sono allontanato.

  9. capehorn ha detto:

    Il mare, governato da venti e correnti, artefice e depositario di miti e leggende.
    Il custode di molte paure, di misteri, ma soprattutto del generarsi e perpetuarsi della vita.
    Non assurgo alle vette di Hilmann, mi contento delle a me più note colline di Vernes: “Mobilis in mobile”
    Amo il capitano Nemo e navigo con alterne fortune, i mari di questa vita.

  10. melogrande ha detto:

    Cape, mi sa che faresti pure la tua figura, nei panni del Capitano Nemo, un po’ stile Caccia a Ottobre Rosso …

  11. capehorn ha detto:

    Marko Ramius ?
    E perché no !

  12. utente anonimo ha detto:

    Il mare. Non l’acqua.
    Il mare. Ma non la superficie. Il mondo che sta sotto. Un altro mondo.
    Perchè seppur battuto da venti, agitato dalle onde, placato, nell’assenza della brezza, il mare regala metafore che dipingono come appariamo.
    Ma sono le sue profondità quelle che ci somigliano. Più di tutto. I suoi misteri. La vita che esplode anche a migliaia di metri di profondità, in assenza di luce, sotto pressioni incredibili.
    Noi siamo anche così.
    Eppure quella superficie mobile, quelle increspature sono una certezza che riappacifica. Una certezza dolce e infinita.

    LaPoetessaRossa

  13. utente anonimo ha detto:

    Il mare…moto impegnato a non cessare mai. Anche quando sembra tutto immobile come paralizzato dalla freschezza della mattina…E’ li’ che segna il passo al cadenzare del tempo…milioni di tempi fa.
    Ciao Melogrande

  14. melogrande ha detto:

    Sempre il mare, uomo libero, amerai!
    Perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
    nell’infinito svolgersi dell’onda
    l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
    non meno amaro.

    Charles Baudelaire, 1857

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