Costa poco, vale poco

 
 
“ ‘Amare’ significa essre disposti ad abbandonare la cura di sé in favore dell’ oggetto d’ amore, a fare della propria felicità un riflesso, un effetto collaterale della felicità di quell’ oggetto”
 
Z. Bauman – L’ arte della vita
 
 
 
Difficile anche scrivere, quando non si sa che fare.
Non vengono parole se dietro non c’è pensiero, e di che si dovrebbe scrivere, poi ? Di oscillazioni, onde, vagheggiamenti.
 
A volte si capisce che le cose non possono andare avanti, si capisce che quel che c’ era, se c’ era, non c’è più e si dovrebbe semplicemente prenderne atto e fare un salto nel buio.
Ciò che è esaurito non torna, persa la confidenza, la fiducia, il desiderio di costruire.
A tutti capita di arrendersi di fronte ad una forza più grande, questo non è difficile da riconoscere. Quello che è difficile riconoscere ed accettare è semmai il non sapersene dare ragione.
 
Esistono forse più modi di amare ?
Ad esempio cercare di fare stare bene la persona amata, e se questo comporta sacrificio, pazienza. Accettando perfino di stare un po’ meno bene se questo serve a fare felice la persona amata. Le rinunce nemmeno appaiono tali, affiorano spontanee perché la felicità dell’ altra persona è percepita più importante della propria. Meglio soffrire che far soffrire. Amore da manifestarsi nei fatti, non servono le parole. Amore testimoniato.
 
O basta proclamare amore ai quattro venti, rivendicarlo a gran voce così che nessuno osi metterlo in dubbio, anzi, è da considerare offesa che lo si debba ribadire, un amore così è evidente di per sé e non ha certo bisogno di prove e dimostrazioni pratiche. Ci mancherebbe.
Un amore così comodo.
Costa poco.
Vale poco.
 
“Ogni offerta richiede un sacrificio da parte di chi offre, (…). Da questo punto di vista i doni che non richiedono alcuno sforzo o sacrificio, e che pertanto non impongono la rinuncia a qualche altro bene ardentemente desiderato, sono senza valore.”
Z. Bauman – L’ arte della vita
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11 commenti su “Costa poco, vale poco

  1. feritinvisibili ha detto:

    Sento dolore in questo post Melogrande, e mi dispiace, veramente, anche se non ti conosco.
    Ho provato quello che descrivi, ed io credo siano senz’altro meglio mille passeggiate in montagna da soli piuttosto che un amore che costa poco (spero che si capisca la connessione tra le due cose) e restare fedele a se stessi anche se si naviga nella confusione, con i salti nel buio e i tormenti delle domande senza risposte.
    Perché alla fine credo che l’unica cosa veramente importante sia raffinare, accrescere, potenziare (che brutte parole mi vengono, ma non ho altre in questo momento..) quella capacità di far dono di se, che a me sembra ci voglia tutta la vita ad imparare, oltre che alle persone giuste con le quali impararlo…

  2. RedPasion ha detto:

    (La chanson des vieux amants)

    Certo ci fu qualche tempesta
    anni d’amore alla follia.
    Mille volte tu dicesti basta
    mille volte io me ne andai via.
    Ed ogni mobile ricorda
    in questa stanza senza culla
    i lampi dei vecchi contrasti
    non c’era più una cosa giusta
    avevi perso il tuo calore
    ed io la febbre di conquista.
    Mio amore mio dolce meraviglioso amore
    dall’alba chiara finché il giorno muore
    ti amo ancora sai ti amo.
    So tutto delle tue magie
    e tu della mia intimità
    sapevo delle tue bugie
    tu delle mie tristi viltà.
    So che hai avuto degli amanti
    bisogna pur passare il tempo
    bisogna pur che il corpo esulti
    ma c’é voluto del talento
    per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti.
    Mio amore mio dolce mio meraviglioso amore
    dall’alba chiara finché il giorno muore
    ti amo ancora sai ti amo.
    Il tempo passa e ci scoraggia
    tormenti sulla nostra via
    ma dimmi c’é peggior insidia
    che amarsi con monotonia.
    Adesso piangi molto dopo
    io mi dispero con ritardo
    non abbiamo più misteri
    si lascia meno fare al caso
    scendiamo a patti con la terra
    però é la stessa dolce guerra.
    Mon amour
    mon doux, mon tendre, mon merveilleux amour
    de l’aube claire jusqu’à la fin du jour
    je t’aime encore, tu sais, je t’ame.

  3. RedPasion ha detto:

    è un testo (credo di Brel)
    che mi emoziona sempre
    ogni volta che l’ascolto
    anche nella versione di battiato…
    anzi la sua voce quasi tremante lo migliora

    “ma dimmi c’é peggior insidia
    che amarsi con monotonia. “

  4. capehorn ha detto:

    Ogni giorno, l’amore ci tenta e ci prova. E’ come la tela di Penelope, mai finita e a volte mai iniziata.
    E’ pesante l’amore, lo devi coltivare e lo devi fare al meglio.
    E’ una pianta sola, ma da diversi e sorprendenti frutti e per ciascuno di essi occorre applicarsi in maniera diversa.
    L’amore è difficile da coltivare e non è detto che i sacrifici fatti, diano i risultati sperati.
    Ma non possiamo non piegare la schiena e non continuare a coltivarlo.

  5. melogrande ha detto:

    Il dolore fa parte della vita, può talvolta trasparire in un blog, in questo caso forse traspare più del dovuto e sa di esibizione, il che non era nelle intenzioni.
    Non c’ è mai identificazione fra blogger e persona, questo è chiaro, così il melogrande è solo una parte di me, però è parte vera.

    Potrebbe dare modo di pensare comunque, che un amore non può costare poco, mi sembra che hannah ne convenga. Costa fatica.
    La fatica del giardiniere, la chiama carlo.

    E che poi ci voglia talento per invecchiare senza maturare, su questo devo convenire io.

  6. RedPasion ha detto:

    “sa di esibizione”?
    non credo melogrande.

    sa di travaglio interiore, di coraggio di affrontare i nostri fantasmi magari in maniera più aperta del solito.
    sa di onestà mentale e di schiettezza.

  7. feritinvisibili ha detto:

    Anch’io non ho sento alcuna “esibizione” nelle tue parole, tutt’altro, ma forse proprio perché autentica da quella tua parte che noi conosciamo dal blogger traspirano inevitabilmente le emozioni, e ti chiedo scusa: è un mio maledetto vizio dargli importanza.
    E comunque trovo magnifica la descrizione dell’amore che ha lasciato qui Capehorn

  8. melogrande ha detto:

    Non lo chiamerei un vizio ma una dote, Hannah. Era probabilmente una mia preoccupazione eccessiva peraltro tipica degli orsi siculi.

    Capehorn e’ una bella persona, e bella e’ anche la sua definizione dell’ amore come cura continua, sono d’ accordo con te.

  9. capehorn ha detto:

    Passavo e ho letto.
    Vi ringrazio per i complimenti, immeritati, ma che donate con il cuore.
    Anche questo è amore, per quel giardino che vorremmo sempre pulito dalle erbacce. Siano ipocrisia, malfidenza,gelosia,acrimonia,invidia; esse sono da estirpare e nel farlo di norma lasciano tagli e segni nelle carni.
    Non sempre si ha la voglia e si spera in un’improvvisa siccità, sempre che non sia del nostro cuore.
    C’é da vangare il giardino?
    Sono pronto. 🙂

  10. utente anonimo ha detto:

    Già tempo fa mi è capitato di leggere le tue riflessioni sull’amore che muta, dell’amore che sappiamo conservare come uno dei tesori della nostra vita (ricordi il post per ilq uale hai rubato il titolo di un racconto di Carver?), ed in questo tuo ultimo post ritrovo la stessa amarezza, delusione che già avevo percepito allora. Non sento invece dolore. Se questo post riflette almeno in parte ciò che provi credo allora tu sia ben oltre il dolore.

    Mi permetto di dire questo perchè conosco bene le sensazioni che danno gli amori che finiscono anche quando non vorremmo succedesse, gli amori che non vorremmo perdere ma nonostante ci sembri di aver dato tanto e di continaure a dare tanto non riusciamo a conservare vivi.

    Ho poi sempre pensato che un amore non ha bisogno di essere dichiarato con parole destinate a fugare ogni possibile dubbio che sia un amore da niente.

    Nè si può chiedere amore. L’amore può essere solo dato.

    Amare significa eserci. Esserci anche se a volte (e forse spesso) è difficile. Solo questo.

    Costa fatica l’amore? Si costa fatica. Ma è proprio questa fatica che gli conferisce peso,valore.

    Va difeso l’amore? Si va difeso.

    Ti ricordi la rosa del piccolo principe?

    Finiscono gli amori? Si finiscono. Anche quando non vorremmo.

    hesse

  11. Camay ha detto:

    Se uno ti ama non ti chiede di rinunciare a te stesso, amore non è annullarsi.
    L’amore è un’altra cosa.
    Un saluto.

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