Attesa

 Attesa
L’ attesa muta chi attende.
Attendere è tendere a, è sporgersi verso, allungare una mano per afferrare.
 
Se attendo mi protendo e questo protendersi è comunque tensione, un allungarsi, sforzare se stessi per colmare quello spazio fra sé e ciò che si attende.
Il protendersi può diventare feroce ed assoluto, una concentrazione totale in ciò che si attende, una concentrazione che esclude ogni altra cosa.
Chi attende così non può svagarsi, non può leggere, non può ascoltare musica o fare una passeggiata.
Chi attende così attende e basta, e l’ attendere è totalizzante, avvolge ed impregna tutto l’ essere.
Una fusione con chi non c’è.
 
Se attendo pretendo.
Perché la cosa attesa diventa propria, per effetto dell’ attesa stessa, del tendersi del corpo e dell’ anima. Ciò che è atteso a sua volta viene circondato, coperto, avvolto dal sé, viene fatto proprio. E più l’ attesa si prolunga, più cresce questa interiorizzazione, questa cura, questa aspettativa. Questa fusione.
A tal punto che l’ attesa delusa si tramuta per chi attende in un senso di privazione, non tanto il non essere riuscito ad avere il di più atteso ma al contrario essere privati di un pezzo che era già dentro, parte di se stessi.
L’ attesa delusa è un’ amputazione di ciò che non c’ era.
 
A tal punto l’ attesa cambia chi attende.
 
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6 commenti su “Attesa

  1. LaPoetessaRossa ha detto:

    LA CREAZIONE DI UN’ATTESA

    La creazione di un’attesa
    è il momento solenne
    di un’emozione che si distende.

    E’ il movimento di un sospiro
    che non ha ancora coscienza.

    E’ l’attimo
    appena prima di.

    Genesi suprema
    di eventi ancora inconsapevoli
    libera le intuizioni
    dal perpetuo oscillare delle passioni.

    Poi attraversa la vista,
    invade il campo,
    e comincia
    la sua fisiologica missione.

    E tu parli benissimo della fisiologia della missione dell’attesa.

    L’attesa ci muta e muta l’oggetto dell’attesa, lo idealizza, lo proietta in un universo parallelo,un paradiso di fiumi di miele, inebriante.
    Chi attende è un folle tanto che attendere diventa ossigeno, cibo, sangue. Ogni azione per quanto lontana da quell’attesa fa parte di essa.
    L’attesa pura è silenziosa e sorridente, ha sguardi sognanti ed è sorda ad ogni richiamo. Non ha i piedi per terra, non soffre il caldo, non teme il gelo. Odia il sonno e adora i risvegli. Di umano ha solo colui che attende, il resto è altro, è una dolce dannazione, un castigo tanto sofferto quanto desiderato.

    L’attesa delusa è una catastrofe, quasi mai una catarsi.

    Eppure è un’altra delle cose di cui vive davvero non sa, e non vuole, farne a meno.

  2. chiccama ha detto:

    l’attesa è un momento o forse uno stato dell’animo che amo molto
    mi permette di fantasticare, di essere vigile, di esserci insomma

    ed è anche quello che dici tu così bene

    e sì io non posso farne a meno!!
    chicca

  3. utente anonimo ha detto:

    L’attesa è tempo che passa, e che pesa.
    L’attesa che dici è piena di senso e suono, un tamburellare che quasi richiama quello della pioggia, fida compagna di attese.
    Carlo

  4. utente anonimo ha detto:

    Se a-tendo…io cado.
    La precarieta’ dell’a-tesa, di quel bilico verso nonsocosaancora mi destabilizza.
    E soffro di vertigini.
    Guardo verso ma sto dalla mia parte.
    Mi fa sognare l’essere gia dove la tensione mi vorrebbe e dove la paura mi trattiene.
    Ciao Melogrande.
    Loredana

  5. melogrande ha detto:

    L’attesa è davvero piena di senso e suono.
    Chi attende è un folle, eppure chi vive non può farne a meno perche chi non attende è rassegnato, e la rassegnazione è disperazione al quadrato.
    Proprio così.
    Ciao a tutti.

  6. utente anonimo ha detto:

    Attendere significa richiamare col cuore. All’inizio c’è uno stato di sospensione. L’anima non ha bisogno di parole. Nell’anima si apre un mondo. Un mondo fatto di immaginazione infinita e di mistero. Poesia di immagini. Poi tutto finisce. Ciò che era sospeso si delinea. Il mondo cambia colore. Tutto è mutato. Anche noi. Ineluttabilmente.

    hesse

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