Balarm

 
Panormos (dal Greco παν-όρμος tutto-porto)
 
 
 
 
Conosco questo caldo da Medio Oriente,
l’ asfalto che cede ammorbidito,
e le palme carezzano lo scirocco.
Facce sudate, scure, di tabacco,
sguardi chiari, tedeschi, normanni,
una contraddizione genetica, questo posto.
Fermo a mezz’ aria come un moscone
mescola l’ austerità con il barocco.
Non è posto di eroi, casomai di esteti,
nobili estenuati, violenze sconfinate.
Il bello guarda il male senza compassione,
devozione pirotecnica, Santi decadenti,
la Vucciria è un ventre collettivo.
C’è un’ anima in questo posto,
fra cibo e spiagge sporche ?
C’è un’ anima che non muore
fra le auto in doppia fila ?
Tra le macerie della città vecchia,
Passi di notte rintoccano sul selciato,
e vicoli vocianti, e botteghe traboccanti.
Nell’ aria che sa di cibo e mare sporco,
Tutto è mischiato assieme, qui a capo non si va mai.
 
 
 
 
 
 
radici
 
 
 
 

http://www.goear.com/files/external.swf

 
 
 
Annunci

27 commenti su “Balarm

  1. chiccama ha detto:

    è magnifica!!

    ci leggo una palermo, che molto amo, come mi è apparsa tante volte, non solo come spazio, ma anche come vita…

    l’ultimo verso poi racchiude tutto un mondo, e un modo di vivere!!
    chicca

  2. utente anonimo ha detto:

    dolente amore.

    hesse

  3. melogrande ha detto:

    molto dolente, sì

  4. utente anonimo ha detto:

    non conosco Palermo
    ma leggendo questa tua poesia
    d’incanto ci si ritrova a camminare per le sue vie.

    hesse

  5. RedPasion ha detto:

    ne sei ancora innamorato:)

    forse le parole sono di un innamorato più volte tradito…
    ma sempre amore è:)

  6. melogrande ha detto:

    Chissà, forse hai ragione.
    Ma è meglio non sapere, Red…

  7. melogrande ha detto:

    Lefty, sei un artista estremamente creativo ed il tuo giudizio mi fa particolarmente piacere…Grazie !

  8. LaPoetessaRossa ha detto:

    “Il mare era nero, invernale, e in piedi sull’alto ponte, quell’altipiano, mi riconobbi di nuovo ragazzo prendere il vento, divorare il mare verso l’una o l’altra delle due coste con quelle macerie, nel mattino piovoso, città, paesi, ammucchiati ai piedi. Faceva freddo e mi riconobbi ragazzo, avere freddo eppure restare ostinato sull’alta piattaforma, nel vento, a picco sulla corsa e sul mare” (Elio Vittorini, Conversazione in Sicilia).

    Si può amare una terra solo essa ci ritorna amore. Oppure tradimento. Perché no. Non è forse una degenerazione dell’amore? Non deriva forse da esso?
    Terra che ha consistenza e profumo. Terra che vive di mare.
    Se un terra non dà amore non può essere amata. Se una terra non è viva non può essere amata. Se ci ritorni non riconosci il profumo. Nemmeno, ecco, ne riconosci la puzza.

    Vivo in una terra che non ha più storia, dove non respira l’antico, una terra che ha poca terra e molto cemento, tantissime case e persone e pochissimi occhi vivi che la guardano, che la osservano.
    Tutto passa davanti come un film con l’avanti veloce e i fotogrammi non sono che fotografie mosse e sfuocate. Non c’è storia nelle vie, l’antico è solo vecchio.
    Le piante sono accessori non natura, non sono nate, sono trapiantate in una terra che non è la loro madre terra, ma solo una terra matrigna, che non le amerà mai.

    E chi abita questa terra che non è terra?
    Arrivano volti sempre nuovi, occhi diversi, pelle scura e capelli ricci, sguardi azzurri dove annega una nostalgia inguaribile per un tornare che non trova pace, che non trova nemmeno un surrogato d’amore. Occhi così neri dove non ha più spazio nemmeno la nostalgia.

    Chi è nato qui è snob. Sine noblitate. Non ha coscienza del bello ma solo di quello che lo identifica come specie.

    Non amo la mia terra. Non è terra.
    Ne ho adottata una. L’ho scelta. L’amavo già anche quando non la conoscevo ancora. Ho amato e amo la sua storia. I suoi eroi. Vissuti e immaginati. Le sue storie e le sue favole. Ho amato ed amo quel suo amore per la vita così carnale e lento. Amo la sua lentezza. Amo il suo vento. E amo il suo mare antico. Amo la sua natura selvaggia, le sue pietre vive e immortali.

  9. zop ha detto:

    bellissima! 🙂 anche la foto!

  10. BESTIO ha detto:

    resta un mistero come si possa leggere una poesia come questa e non percepire un sentimento di “comunanza” di struggente solidarietà e sentimento.
    complimenti, veramente bella.

  11. RedPasion ha detto:

    ieri sono stata a palermo
    e ho pranzato a sferracavallo…

    faceva un caldo insopportabile
    ma palermo è magnifica
    unica

    non è città internazionale
    ma per chi la sente
    è viscerale

  12. utente anonimo ha detto:

    Palermo:cibo, mare sporco e macchine in doppia fila? tutto qui?Note da turista distratto.

    un palermitano risentito

  13. melogrande ha detto:

    E’ viscerale, hai ragione, Red, è una definizione molto appropriata.

    A Sferracavallo andavo a fare il bagno da ragazzo, ci arrivavo con l’ autobus da casa mia.

  14. melogrande ha detto:

    Anonimo, a me pare che frettolosa sia stata forse la tua lettura, e troppo pronto il risentimento.

  15. flash6155 ha detto:

    E’ una città bella, è viva, è vissuta. E nelle tue parole tutto ciò si sente.
    Ciao,
    Rosalba

  16. chiccama ha detto:

    parlavo proprio stamane con un amico arabo che ama moltissimo palermo e da lì arrivava, e mi faceva notare come a palermo si siano intrecciate culture assolutamente diverse e come abbiano trovato una civilissima convivenza, a volte persino interazione

    e tutto questo mentre ci mangiavamo dolcetti al miele e ai canditi che potevano essere sia siciliani sia arabi…

    nel suo profondo, nelle sue parti piu’ intime ha avuto un cuore cosmopolita che affiora ancora in maniera magnifica nell’ospitalità che ho sempre trovato straordinaria…

    amo molto palermo, e la amo anche per le sue contraddizioni che spesso esplodono , ma che ne fanno una città unica..

    i versi che a lei tu hai dedicati raccontano nella melanconia tenerissima tutto ciò…

    vedi son tornata a rileggerla… è davvero bella
    chicca

  17. melogrande ha detto:

    Comunanza e sentimento (Bestio), malinconia tenerissima (Chicca).

    Si, credo che al fondo ci sia tutto questo. Ogni volta che ci torno è come se mi svuotasse di ogni energia.

    La sento come se fosse una persona molto amata con la quale però riconosco di non poter convivere.

  18. utente anonimo ha detto:

    a me pare che da questi versi emerga il ritratto di una città per certi versi amara, dura ma che sa conservare la sua bellezza e forse anche un pò di dolcezza.
    Una città cui ti lega un amore difficle ma certo non dimenticata.

    hesse

  19. utente anonimo ha detto:

    contrasti,arabi, normanni…forse.Ma un siciliano ama la sua terra:non vede la spazzatura o le macchine in doppia fila come non nota un neo su un viso amato. Il più sporco mare siciliano è sempre più pulito di quello di Rimini o Riccione! la mia lettura non è stata frettolosa ma il mio risentimento pronto da buon siciliano permaloso e orgoglioso della mia terra

    un palermitano risentito

  20. RedPasion ha detto:

    x il palermitano risentito:
    sono siciliana
    adoro la mia terra
    e ne vedo tutti i difetti
    che sono tanti

    lavoro qui con molti sacrifici e spero in una sicilia migliore

    dire che un buon siciliano non vede i difetti della sua terra
    offende i siciliani.

  21. melogrande ha detto:

    Continueremo a pensarla diversamente, anonimo (ma un nome proprio non ce l’ hai ?), anch’ io credo che un amore profondo non impedisca di vedere i difetti, non ultimo fra i quali la permalosità che tu riconosci …
    Senza rancore, spero.

    sei di palermo se hai esclamato almeno una volta nella vita :’ ma perchè aprirsi una panelleria o un ganci a milano? quanti piccioli ti fai?’
    sei di Palermo se la pressa per te non è semplicemente un compattatore, ma il metaforico discrimine tra l’utile e l’inutile
    sei di palermo se non sai come si dica calia e semenza in italiano
    sei di Palermo se, indicando un supplì in un bar di Milano, chiedi un’arancina
    sei di palermo se alla vista del cremlino la prima cosa che pensi è: ‘Certo, non è castello UTTUVEGGIO.. .però carino è’
    sei di palermo se ti hanno fregato almeno una vespa sei di palermo se ‘scendi’ a mondello e ‘sali’ a palermo sei di palermo se la notte vai a smontare i pezzi dei dossi in favorita
    sei di palermo se non hai idea di dove sia viale margherita di savoia, ma sai benissimo dov’è la discesa di mondello (anche se la fai in salita)
    sei di palermo se il motore non è un pezzo della macchina, ma un mezzo di locomozione
    sei di palermo se ‘scendimi le chiavi!’
    sei di palermo se riesci a NON vedere il mare da casa anche abitando a 20 metri dalla costa
    Sei di palermo se ‘alla festa c’era mezza palermo’
    sei di palermo se ‘che diciiii!!!’
    sei di palermo se ‘ti sei ammuccato con…’
    sei di Palermo se un tempietto non ha una funzione sacra…
    sei di palermo se ‘compà, tuttapposto? ‘
    sei di palermo se appena lavi la macchina comincia a piovere… sabbia!
    sei di palermo se spendi 150.000 € l’anno in posteggiatori
    sei di palermo se all’estero tieni a esagerare la mitezza climatica della tua citta’
    sei di palermo se sai che l’unita’ di misura della sasizza e’ il callozzo
    sei di palermo se continui a stupirti della tecnica di lancio dei ‘ghiacciolari’ dello stadio e continui a chiederti dove fanno gli allenamenti settimanali
    sei di palermo se, quando il palermo pareggia ‘finì a pasta chi saidde!’
    se di palermo se … hai fatto almeno un goal di puntazza arraggiata
    sei di palermo se in autobus sali dall’uscita prima che la gente esca (e te ne rendi conto alla quindicesima cazziata presa all’estero)
    sei di palermo se la pasta col forno è troppo bella
    sei di palermo se ogni volta che c’è un incidente ti fermi bloccando il traffico per analizzare la situazione e poter dire la tua …ma anche se c’è un aggaddo non sei a palermo se due persone si insultano e si minacciano per un quarto d’ora senza che succeda ASSOLUTAMENTE NULLA. (…e quasi quasi ti viene voglia di infilarti e dare una boffa a muzzo, purchè quaglino!)
    sei di palermo se in ‘piazza alcide de gasperi’ e in ‘via isidoro la lumia’ il nome proprio ce lo devi mettere per forza, ma come si chiama il signor sciuti di ‘via sciuti’ proprio non lo sai
    sei di palermo se il pulsante non lo premi, ma lo ammacchi
    sei di palermo se non sai dire in italiano la seguente frase : ‘voi due quanto vi levate?’
    sei di palermo se ti chiama a casa il portiere del palazzo di tuo nonno, per dirti che la signora d’alia gli ha detto di dirti che c’è la finestra della veranda aperta e che quindi magari entra acqua e forse sarebbe il caso di chiuderla…
    sei di palermo se quando sei con francesi o con spagnoli ti giochi sempre il fatto che TRAVAGGHIARE è uguale a ‘travailler’ e ‘trabajar’
    Sei di Palermo se nella tua strada ci sono sempre 2 vigili e 2 posteggiatori abusivi di motorini che, come le rette parallele, scorrono vicini ma non si incontrano mai…

  22. chiccama ha detto:

    Francesco che dirti!!!
    sei magnifico!!!!!!!!!!!!!!!

    amare una terra non significa chiudere gli occhi .. significa proprio il contrario, spalancarli all’infinito!!!
    chicca

  23. utente anonimo ha detto:

    ci hai lasciato un altro bel ritratto della gente di Palermo.
    Un ritratto forse un pò amaro ma credo vero.

    hesse

  24. utente anonimo ha detto:

    Se Falcone,Borsellino,Grasso, Puglisi… potessero leggere che Palermo non è un posto di eroi potrebbero avere qualcosa da ridire
    Per quale motivo poi mettere una foto del belvedere di Monreale quale icona di Palermo? Hai di Palermo solo foto con spazzatura e macchine in doppia fila?
    un palermitano risentito

  25. RedPasion ha detto:

    senti PALERMITANO RISENTITO
    non può venirti il dubbio che quell’albero magnifico possa avere un significato universale di ATTACCAMENTO ALLA PROPRIA TERRA in maniera ancestrale naturale anche non voluto ma inevitabile?

    eddai… su…
    perchè io sono una siciliana risentita dal tuo atteggiamento fintamente risentito.

  26. melogrande ha detto:

    Risentito,
    Se quelli che citi potessero ancora leggere, non avrei scritto quel verso. Non possono più, e per quello l’ ho scritto.

    Le foto che metto nei post non sono quasi mai didascaliche, e questa non voleva esserlo.

che ne pensi ?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...