Testimoniare

 
ho sempre pensato che la testimonianza sia la realtà che aiuta a comprendere …
 chicca
 
 
Bisogna forse raccontare ciò che si sa, in questi tempi tristi, raccontare ciò che si conosce e ciò che si è vissuto. Chi sa, dica a chi non sa. Faccia capire, spieghi, o meglio ancora mostri. È l’ unica cosa da fare. Il nemico è l’ ignoranza, la paura viene dall’ ignoto e l’ unico rimedio è svelare, mostrare, far toccare con mano.
 
Ho conosciuto gente di tutto il mondo, per lavoro, di ogni parte d’ Europa, dell’ America del Nord e del Sud, e poi africani, arabi, giapponesi, indiani. Gente d’ ogni dove. Bene. Non ho trovato un solo tratto che permetta di classificarli in base al luogo d’ origine. C’è gente d’ ogni tipo, è vero, ma la gente di un certo posto non è tutta dello stesso tipo. Ci sono tipi più o meno in gamba, ci sono furbi ed ingenui e ci sono i disonesti, e spesso molti di questi tratti convivono in una sola persona. Ma di individui si tratta, e non di razze.
È persino banale dirlo, ma ci sono tempi tristi in cui occorre dire le cose banali e pazienza se questo non è in buon segno per i tempi.
 
Ahmed è saudita.
È un tipo un po’ dandy, sempre col sorriso ironico sulle labbra. È di buona famiglia, ha studiato in America, come gran parte della classe dirigente del suo paese. Del resto, la società per cui lavora era una società mista, metà araba e metà americana, una volta. Poi è stata nazionalizzata e gli americani piano piano sono andati via. Gli attentati del 2004 hanno convinto anche i più testardi, e adesso di americani non ce n’è praticamente più. Però la cultura, la mentalità, l’ approccio ai problemi, l’ organizzazione, l’ apertura mentale, sono rimaste, sono quelle tipiche del mondo americano, nessuno al mondo è bravo ad organizzarsi ed organizzare come gli americani.
 
DSC00532Sono stato a cena a casa sua una sera, in Arabia Saudita, cinque anni fa, una grande casa moderna, musica lounge, un sacco di candele, poteva essere un bell’ appartamento in una qualsiasi città occidentale. La sua famiglia non c’era, l’ ha trasferita all’ estero tempo fa, prima in America per far studiare i figli, ma dopo gli attentati alle torri gemelle del 2001 l’ atmosfera in America si è fatta pesante per un saudita, e allora lui ha spostato la famiglia in Canada.
 
Ahmed ha molti orologi di marca, sono la sua passione, ne porta uno diverso ogni giorno, tutti automatici, naturalmente, non al quarzo. Io gli dicevo, devi sempre stare lì a caricarli e rimetterli all’ ora giusta ma lui mi rispondeva, a volte non li rimetto affatto, tanto l’ ora la vedo sul telefono, l’ orologio per me è un bell’ oggetto da avere addosso.
 
Ha molti amici, in tutto il mondo, Ahmed, ed una conversazione brillante.
Non parla volentieri di politica, però, e c’è da capirlo.
Il fatto è che quando i tempi si fanno duri le posizioni si polarizzano ed i moderati si trovano a malpartito. Il suo paese è dominato sempre più dagli integralisti islamici, o con noi o contro di noi, non ci sono vie di mezzo e se sei con loro devi essere contro gli occidentali, i crociati ci chiamano loro, non c’è spazio per stare in mezzo. Ma Ahmed non può essere contro l’ occidente, lui che è occidentale fin nelle ossa. E allora preferisce tacere e nascondersi dietro il suo sorriso ironico ed un po’ malinconico da dandy anglosassone.
 
Aspetta tempi migliori, Ahmed, come molti di noi.
 
 

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4 commenti su “Testimoniare

  1. chiccama ha detto:

    posso condividere ogni tua frase, abbiamo un “vivere” molto simile, un migrare da sempre per vita e per lavoro che ci rende partecipi della vita degli altri, non come turisti, ma come compagni di viaggio, come vicini di casa … e le cose si conoscono meglio…
    si impara che Said dice le bugie come Marco e che Hana è dolce come Margherita, che proprio come tu dici si tratta di persone e che le generalizzazioni spesso non rendono giustizia della realtà……

    a volte ti accorgi che i “mondi” non sono diversi, è soltanto l’immagine che vogliamo vedere dal di fuori che ce li rende nemici e distanti..

    mi sento onorata che tu abbia voluto riprendere una mia frase… la testimonianza come quella che offri a noi nel tuo blog è fondamentale per capire, o almeno per cecare di capire….. e soprattutto di conoscere ….
    grazie
    chicca

  2. utente anonimo ha detto:

    Un gesto che puo’ sembrare banale Banale davvero non e’, se si tratta di passare un’informazione su il piccolo mondo che ci circonda. Un mondo che, condivido pienamente, e’ fatto si’ di differenze, ma non a testimonianza di bello o brutto, di buono o cattivo, di onesto o malfattore, solo guardandolo dall’etnia, dalla provenienza- Concordo su ogni singola parola.
    Come te, come Ahmed, e come mille altre anime, aspetto tempi migliori e nel frattempo dico cose banali.
    Ciao.
    Loredana

  3. utente anonimo ha detto:

    Come te viaggio per lavoro e come te incontro gente di nazionalità diversa, di etnie diverse
    ed anch’io trovo difficile, se non sciocco, generalizzare, tipizzare. Mi sembra davvero non si possano individuare tratti, comportamenti che caratterizzano un gruppo etnico in funzione del luogo di origine. Come si fa a dire “quello viene da .. ed allora deve essere così e così”.

    “Ci sono tipi più o meno in gamba, ci sono furbi ed ingenui e ci sono i disonesti, e spesso molti di questi tratti convivono in una sola persona”.
    Ma come dici tu di persone si tratta, e non di etnie.

    Ahmed mi fa pensare a Reza.
    Reza viene da un paese che nell’immaginario collettivo dell’Occidente è forse il luogo che meglio simboleggia il Male. Reza è iraniano.
    Non ho mai pensato all’Iran come al luogo del Male ma certo partendo per Tehran ho portato con me l’idea di una città che poi non ho trovato, di una città che nella realtà non esiste.
    Tehran è stata una sorpresa. Meglio la gente, l’atmosfera di Tehran sorprendono positivamente. Certo non ignoro tutto ciò che in Iran non va ma non posso più parlare di quel paese prendendo a prestito le parole che l’Occidente, forse mutuandole dagli Stati Uniti, mi aveva insegnato.

    Gente fiera gli iraniani. Gente orgogliosa di quella che è stata una grande cultura. Etnia ariana. Etnia indoeuropea. Noi europei siamo di origine indoeuropea. Quindi medesima etnia. Somiglianze che affiorano. Affinità che si percepiscono. Certo ci sono anche i guardiani della rivoluzione, i fanatici religiosi ma come dice Reza questo è ciò che la politica ha prodotto.

    Reza è un bell’uomo giovane. Lo caratterizza una grande affabilità. Ha un viso aperto, sorridente. Appartiene ad una ricca famiglia iraniana. Ha studiato in Occidente. Oggi vive tra gli Emirati ed il Nord America. Ha casa negli Stati Uniti ed in Europa, oltre che a Tehran. I figli frequentano la scuola americana a Dubai. Sanno tutto dell’Occidente ed una volta grandi studieranno in qualche università occidentale..

    Reza torna spesso a Tehran e lì ci siamo incontrati. A Tehran, Reza rispetta le regole come fanno tutti (occidentali compresi) ma rimane l’uomo che già avevo incontrato a Francoforte.
    Reza parla senza problemi dell’Iran. Ama il suo paese dal tragico destino. Ci ha accolto in un bellissimo appartamento nel quartiere residenziale della città. Un appartamento arredato secondo il gusto occidentale, americano direi. La cena in compagnia di Reza e della sua famiglia di origine avrebbe potuto svolgersi egualmente a Milano, a Parigi o a Londra.

    Suo padre mi ha detto: “Viviamo tempi duri ma bisogna andare avanti. Aspettiamo tempi migliori sperando che le persone come voi tornando a casa raccontino che la gente iraniana è gente affabile, gentile, seria, dolce, cattiva come succede in tutto il mondo. Certo la politica iraniana è tragica ma quella è la politica, la gente è altra cosa.”

    Tornando a casa e poi di nuovo a Tehran ti accorgi di quanto Reza abbia ragione.

    Demian

  4. melogrande ha detto:

    Chicca, queste poche frasi le ho scritte di getto dopo essere rimasto commosso dal tuo post su Petra (http://briciolenotturne.splinder.com/post/16807695/LA+MIA+%E2%99%A5+PETRA+%E2%99%A5). Citarti era il minimo…

    Demian, ho conosciuto degli iraniani, e condivido il tuo giudizio, erano persone colte, intelligenti, molto migliori dell’ immagine che comunemente abbiamo del loro paese.

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