La curiosità è peccato

 
…ma è un pensiero levato, diceva sempre la mia nonna, buonanima.
Non si limitava a dire questo.
Lei di proverbi ne aveva una scorta e ci provava gusto a tirarne fuori uno ogni volta che si presentava l’ occasione, perché un proverbio è un buon sistema per mettere fine ad una discussione. Ipse dixit. A mia nonna piaceva molto avere l’ ultima parola.
Per questo disponeva persino di coppie di proverbi contrapposti da poter utilizzare alternativamente a seconda delle circostanze. Per esempio “chi non risica non rosica” se l’ esito del rischio era stato fausto, però “chi lascia la strada vecchia per la nuova sa ciò che perde, non sa ciò che trova” se le cose erano andate male. E così aveva sempre ragione. 
Mi sa che non era l’ unica persona con queste abitudini, mia nonna.
Mi sa che sto divagando.
 
La curiosità è peccato, dunque, ma è un pensiero levato.
Questa fu una granitica certezza, e non l’ unica, della mia alquanto obbediente e devota infanzia.
Solo crescendo cominciai a sviluppare, come dire, un’ analisi vagamente critica di questo concetto, e non solo di questo. A cominciare dalla sua ottimistica conclusione.
 
Non è affatto detto che la curiosità soddisfatta sia un pensiero levato. Le domande sono ciliegie, o noccioline, ed una volta ottenuta una risposta questa fa venire alla mente altre domande e queste a loro volta figliano e si ramificano per ogni dove, per cui alla fine il pensiero non è “levato” affatto, più probabilmente espanso senza fine. Uno si ferma per tutt’ altri motivi, si ferma perché non riesce più a trovare le risposte o le informazioni necessarie, o perché c’è altro da fare, o perché si è stancato, o perché ritiene di saperne già a sufficienza e che non valga la pena di investirci altro tempo. Non perché il pensiero sia andato via.
 
Certo, la curiosità in un piccolo paese si concentrava principalmente sull’ analisi dettagliata dei fatti altrui, ma anche lì non era mai davvero sazia, anche lì si fermava davanti ad una progressione geometrica di scatole cinesi, alla vertigine di interrogativi concatenati, attraverso i quali si smarrivano i fili delle altrui esistenze. Chi mai arrivava a conoscere tutto di qualcuno ?
 
E col peccato, allora, come la mettiamo ?
La curiosità è peccato, ed insieme ad una sfilza di altri peccati ha fatto da rumore di fondo alla mia non solo obbediente e devota ma anche un po’ repressa infanzia, in cui qualsiasi piacere andava subito pareggiato e riscattato con un sacrificio, una sofferenza, il “fioretto”, andava redento, insomma. Ma perché poi ?
Perché mai la curiosità dovrebbe essere un peccato ?
 
Il dizionario etimologico tradisce un’ imbarazzata ambiguità. Curioso, spiega,  viene dal latino “cura”, cioè sollecitudine. La stessa origine di “curato”, colui “incaricato della cura delle anime". Bene, si direbbe. E invece no, perché curioso viene indicato propriamente come colui “che si cura” e quindi troppo sollecito nell’ investigare, che si prende cura di ciò che non lo riguarda, che ha desiderio “irrequieto e sconveniente” di cercare di sapere i fatti altrui e ciò che a lui non appartiene:
 
Ma come ?
L’ uomo starebbe dunque meglio se non avesse avuto la curiosità ?
Vivrebbe meglio nell’ incuria ?
E in questo caso, sarebbe mai fuoriuscito dall’ animalità ?
Non credo.

Ma allora la curiosità non è dannazione, dovrebbe semmai essere redenzione dell’ uomo, se proprio questa opprimente terminologia ci tocca usare. Redenzione nel senso di fuoriuscita dal puro istinto, libertà di gioco, sperimentazione, voglia di sapere, sete di vita, cambiamento, acqua che scorre, viva, frizzante.
Eppure.
 
 
E pensavo in cuor mio e dicevo:
Ecco, io sono conosciuto per aver acquistato vasta sapienza.
Ho interrogato la sapienza e la scienza,
la stupidità e la follia ed ho capito che
anche questo è un affaticarsi in vano.
Dove c’è molta sapienza c’è molto tormento
e chi accresce il sapere aumenta il dolore.
 
 
Forse ha ragione pure l’ Ecclesiaste. Chi più sa più soffre.
Soffre per quello che sa, perché lo porta ad intuire l’ “infinita vanità del tutto”, la contingenza irrimediabile, la precarietà di ogni punto di riferimento, Costruiamo con la pietra, che sub specie aeternitatis non è che sabbia un po’ più durevole, appena un po’ di più.

E soffre per quello che non sa, l’ oceano sconfinato al cui cospetto la barchetta del proprio sapere appare in tutta la sua inadeguatezza e fragilità.

Il saper molto porge argomento a dubitar di più, diceva Montaigne.
So di non sapere, e più cose so, più la vastità inesplorata di ciò che non so mi si spalanca dinanzi spietata. Mai potrò prevalere su di essa.
 
Eppure, il sapere ha una qualità speciale, e se pure non rende felice, è una cosa preziosa da possedere. Preferisco sapere che non sapere, non tornerei ad uno stato di maggiore ignoranza, ancorché beata o più felice. Nessuno lo farebbe, io credo. Piace a tutti, la conoscenza, piace sapere più cose di prima.
 
Però ci sono pure quelli si fermano, si accontentano, rinunciano a cercare ancora, ad andare oltre, ad esplorare senza pretesa di esaurire l’ esplorazione. Tanto stanno bene così. Per me invece questa è la morte, la stasi, la immobilità.
Non dico di avere ragione io. Magari vivo male a coltivare l’ irrequietezza, la smania di conoscere e fare  e farmi domande, la curiosità in una parola sola, magari sbaglio io a cercare di saperne sempre un po’ di più, spingere il limite un po’ più in là.
 
Va bene, va bene, forse sbaglio e forse per questo vivo meno bene, eppure questo sbagliare mi è caro.
La curiosità è la cosa più bella che ho.
 
Ego dixi.
Annunci

9 commenti su “La curiosità è peccato

  1. zairaforever ha detto:

    concordo..
    un abbraccio di luce e un sorriso

  2. chiccama ha detto:

    bello il tuo scrivere, e condivisibile…

    io sono curiosa , anzi curiosissima, ma non del privato delle persone , ma della loro anima, dei loro pensieri, sono curiosa dei lughi, dei tempi, delle culture e quando penso di aver levato una curiosità, ecco che se ne presenta un’altra ad essa legata… ho bisogno di capire, di conoscere, è questa la molla che regola la mia vita e la curiosità dell'”UOMO” ne è il mezzo…
    chicca

  3. melogrande ha detto:

    Ciao Cinzia, un piacere rivederti da queste parti.

    Chicca, hai perfettamente ragione, c’è una bella differenza tra la curiosità che intendi tu ed il ficcare il naso nelle faccende altrui, a questa differenza non sono riuscito a rendere giustizia come avrei voluto.
    Non ci riesce nemmeno il dizionario, eppure la differenza c’è.

  4. utente anonimo ha detto:

    Non avevo mai sentito dire che la curiosità è peccato.
    Mio padre mi ha educato alla curiosità, a porre domande e soprattutto a non lasciare mai una domanda senza risposta. Curiosità anche nelle piccole cose (che poi piccole non sono): “Papa cosa vuol dire questa parola”. “Cerca sul vocabolario. Poi ne parliamo.” .
    La mia infanzia ed adolescenza sono state improntate all’indipendenza, meno all’obbedienza, e va da sé che l’indipendenza costringe necessariamente ad essere curiosi non foss’altro per risolversi i problemi.

    Grazie a mio padre oggi credo di essere una persona indipendente e curiosa. Mi pongo domande, cerco risposte. Dalle risposte nascono poi nuove domande. E così deve essere.

    Curiosità che mi ha fatto scoprire presto la gioia di avere tra le mani un libro. Un libro è sempre una domanda ed una risposta, spesso tante risposte alla stessa domanda.

    Certo la curiosità può essere anche fonte di delusione per l’impossibilità, l’incapacità di trovare le risposte.
    Talvolta il nostro essere curiosi ci può dare un senso di frustrazione perché ci rendiamo conto che più cerchiamo più diventiamo consapevoli di quanto ci sia da scoprire. Non c’è sapere ultimo per chi vuole conoscere. Non c’è fine, ma quale soddisfazione quando anche un solo tassello va ad inserirsi nel disegno sempre incompleto del mostro sapere.

    Ma cos’ è poi la curiosità?
    Curiosità è continua ricerca del nuovo, dello sconosciuto. Curiosità è il coraggio di interrogarsi.
    La curiosità è desiderio di capire il mondo, la Storia, noi stessi.
    Essere curiosi significa non cadere nell’isolamento dal mondo.

    Trascrivo quanto mi è capitato di leggere qualche tempo fa: “quando apro la scatola di un puzzle mi ritrovo di fronte al caos delle tessere sparse sul tavolo; se riesco a capire una logica per il loro posizionamento vedrò con stupore le rimanenti tessere come “fuori posto”, perché non rispettano la logica delle precedenti. Questo stupore, che prima non provavo, perché accettavo tutte le tessere come messe “a caso”, mi spinge alla curiosità di sistemare e completare il disegno del puzzle.”

    La curiosità è soddisfazione pura.
    E con Melogrande dico che la curiosità è la cosa più bella che ho.

    hesse

  5. melogrande ha detto:

    Bella questa interpretazione della curiosità come desiderio interiore di “mettere a posto le tessere” del mondo, darsene un’ immagine congruente.
    Spiega la fatica e spiega l’ entusiasmo, che sopravvive anche all” inevitabile frustrazione del compito impossibile.
    Ci vedo persino un legame con la ricerca della bellezza; la sensazione che provo di fronte ad una cosa bella è proprio quella che sia “a posto”, in equilibrio come di più non si potrebbe, con tutte le tessere al posto giusto…

  6. giuba47 ha detto:

    Bella questo tuo modo di vedere la curiosità… Io lo sono molto, Giulia

  7. melogrande ha detto:

    Non ne dubito affatto, giulia, è sufficiente fare un giro nel tuo blog …
    ; )

  8. LaPoetessaRossa ha detto:

    hola melogrande!
    non leggo il post ma ti lascio un commento mexicano e una bandierina nuova!

  9. melogrande ha detto:

    Hola, Roja !
    Muchas gracias !

    (e buona vacanza)

che ne pensi ?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...