Libri onesti

Capita qualche volta di incontrare un libro speciale, uno di quei libri che aprono il cuore e rendono tutto più leggero come dopo una passeggiata in montagna.
Libri che li incontri e capisci che diventerete amici per sempre.
La cosa non dipende poi tanto dalla materia trattata, un libro così può essere un romanzo, una biografia, un saggio, una cosa qualsiasi su un argomento qualsiasi. Quello che conta è il “modo” in cui l’ argomento è trattato, un modo che ti fa sentire vicino l’ autore, come se fosse un fratello, e tutto ciò senza dover necessariamente condividere le sue idee o appassionarsi alla storia che racconta.
Il fatto è che si capisce subito, quando si incontra un libro del genere, che si tratta di un libro onesto. Un libro dentro cui l’ autore ha messo la verità, tutta la verità, nient’ altro che la verità, la sua verità perlomeno, si capisce, ma senza filtri, senza mediazioni, senza opportunismi.
Libri scritti col cuore, verrebbe da dire, se la cosa non suonasse come un insopportabile luogo comune, ed anche per il fatto che i libri a cui mi riferisco sono invece scritti prevalentemente con la testa.
E però, per uno di quei casi che capitano di tanto in tanto, l’ autore riesce a scrivere in modo tale che la testa non si discosti poi tanto dal cuore, e sembrano in effetti una cosa sola.
Libri scritti dall’ Uomo, li definirei.
Non ne ho incontrati tanti, di libri così, ma quelli che ho incontrato me li ricordo, ne porto ancora i segni addosso.
 
Metterei nella lista un poderoso ed inclassificabile saggio di Douglas Hofstadter dal titolo “Gödel, Escher, Bach”.
L’ argomento principale del libro era la tesi secondo cui l’ intelligenza sarebbe figlia dell’ autoreferenzialità, della capacità di formulare espressioni che parlano di se stesse, una capacità che è anche all’ origine di molti celebri paradossi.
Per argomentare tutto ciò vengono tirati in ballo non soltanto il teorema di Gödel, la musica di Bach, le opere grafiche di Escher, ma anche i cretesi che mentono, Zenone, Achille e la tartaruga, la teoria dei numeri naturali, e molto, molto altro.
Nei ringraziamenti l’ autore confessa che il libro può essere inteso come un’ esposizione della sua religione. E nel contesto del libro questa non appare affatto una boutade ma un’ affermazione coerente e naturale.
Si può essere più onesti e sinceri di così ?
 
 
Un altro libro di questa categoria, un altro felice incontro è “Lo zen e l’ arte della manutenzione della motocicletta” di Robert Pirsig.
Questo libro “ibridava” narrativa, saggistica ed autobiografia.
Prendendo spunto da un viaggio in motocicletta in compagnia del figlio, Pirsig parla un po’ marginalmente di Zen, un po’ più diffusamente di motociclette e della relativa manutenzione, parla invece in modo appassionato e profondo di scissione fra tecnica ed estetica, di dialettica, di retorica in senso classico, di filosofia, la cui storia ripercorre vertiginosamente saltando da Hume a Kant, ad Aristotele, su su come un salmone che risale il torrente, fino ai presocratici, fino alle radici ultime del pensiero, ai confini del mito ed oltre, fino ad addentrarsi nel terreno selvaggio della follia, pagandone il prezzo agghiacciante.
Un prezzo pagato nel libro dal protagonista Fedro, ma nella vita reale dall’ autore stesso, ricoverato più volte in istituti  psichiatrici e trattato infine con l’ elettroshock.
Anche in questo caso, il libro è frutto di un’ onestà ed una fedeltà alla propria ricerca portate al limite estremo, ed oltre.
La ricerca della verità anteposta ad ogni altra cosa. Anche al rischio di perdere se stessi.
Ultimamente mi pare di avere incontrato un altro libro così.
Ve ne parlerò.
 
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Un commento su “Libri onesti

  1. utente anonimo ha detto:

    Come te porto nell’anima, nel cuore alcuni dei libri che ho letto. Sono quei libri nei quali senti scorrere il sangue, i moti dell’anima, la vita dell’autore. Libri che diventano incontri e in qualche modo ti cambiano. Libri che allungano ed allargano la vita. Questo deve fare un libro.
    Sono incontri rari, incontri quasi d’amore ma talvolta capita di essere fortunati.
    Sono saggi ma anche romanzi.
    Tra i romanzi indicherei quelli di Kundera, Marai, P. Roth, Saramago e perchè no anche Pennac. Ed anche un romanzo molto poco noto ma che mi sono accorta da un pò mi porto dentro. “Eureka Street” di R. McLiam Wilson.
    Sono libri che al di là delle vicende che ne costituiscono la trama, l’intreccio raccontano della vita, del dolore, della pietà, della paura, dell’amore, della bellezza, della morte.
    Sono i libri che tanto tempo dopo averli letti inaspettatamente ritrovi nelle cose che dici, nelle cose che fai.
    Tra gli autori di saggi questi libri sono un lungo testo di Barzun, Todorov, Galimberti, Cacciari, Ravasi.
    E parlando di saggi forse hai ragione bisogna dire “libri onesti”.
    Tornerò a leggere il seguito.

    hesse

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