Maturare, non appassire

Maturo. Lo sento.
Va bene. Capita a tutti. Non ti agitare.ilmelo
E meno male, dopotutto.
L’ alternativa infatti sarebbe stata morire giovane. Per carità.
E allora rassegnati.
Mi rassegno.
 
La maturità consolida la personalità, e questo non sarebbe di per sé un gran male, ma favorisce anche il formarsi di abitudini, modus vivendi e operandi che piano piano si sono stabilizzati ed incrostati.
E questo porta il rischio di inaridirsi in una pura e semplice perpetuazione di se, un’ auto-conservazione ed auto-contemplazione.
La persona “matura” (non io, eh, parlo in generale …) tende a difendersi da ogni sfida al proprio equilibrio ed al proprio quieto vivere.
Ma così facendo non si difende dai pericoli, in realtà si sottrae alla vita.
Vade retro. Lungi da me. Anatema.
 
La maturità è una progressiva perdita di potenzialità alternative per effetto di decisioni e di non decisioni, finché, giunti alla fine, non resterà che una sola delle infinite potenzialità iniziali: quella della propria vita, effettivamente ed ormai completamente vissuta e per questo pienamente determinata e contemplabile.
 
Se questa è la destinazione fatale (lontanissima, intendiamoci…), si capisce bene che quello che importa è il viaggio in sé: non dove si arriva ma come, e cosa e chi si incontra per strada.
 
E l’ unico modo per non appassire è quello di lasciare spazio al proprio lato curioso, intraprendente, alla capacità e gioia di rimettersi in gioco ad ogni momento, al piacere dell’ adrenalina e della scommessa incerta.
Questo non impedisce alla personalità di consolidarsi, ma permette di farlo mantenendo l’ elasticità, per così dire.
Fra aperture e chiusure, sistole e diastole.
L’ elasticità che ci vuole per rialzarsi dopo ogni caduta.
 
Non si diventa vecchi finché ci si pone domande, finché si è capaci di sentire curiosità e meraviglia
O almeno, così mi piace credere.

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22 commenti su “Maturare, non appassire

  1. marcellodefazio ha detto:

    è così….
    ma poi cos’è la maturità?
    buona giornata viandante

  2. melogrande ha detto:

    Conserviamoci l’ inquietudine, Marcello.
    Buon viaggio a te.

  3. zairaforever ha detto:

    carissimo, conserva il dono dello stupore..
    e il sorriso del re bambino celato in te.
    è l’unico modo per non invecchiare mai.
    ^_^

  4. chiccama ha detto:

    già la maturità!!
    è una parte della mia vita “temporale” che mi spaventa, avrei preferito passare dalla gioventu’ alla vecchiaia, perchè nella vecchiaia ci sono i ricordi che non ti lasciano “in pace”…
    penso, credo che la mia maturità sia molto acerba, e non vorrei mai “maturare”, vorrei conservare il piacere di stupirmi, il desiderio dell’inaspettato, la voglia di prendere un treno senza bagaglio, sì vorrei conservare quella che tu chiami curiosità e che per me significa amare la vita con passione
    chicca

  5. melogrande ha detto:

    Zaira, il sorriso del re bambino è un’ immagine stupenda, la terrò con me come amuleto.

    … vecchiaia, chicca ?
    che cos’ è ?
    c’è tempo, c’è tempo…

  6. melpunk66 ha detto:

    parole sante! maturità! io ho preso 50, alla maturità

  7. Dilia61 ha detto:

    e’ la differenza tra maturita’ e saggezza? Il saggio non smette mai di porsi domande e di essere curioso

  8. melogrande ha detto:

    Mel, il problema non sono gli esami, il problema sono gli scatti di anzianita’…

    Dilia, io non lo so cosa fa il saggio, ma davvero.

  9. utente anonimo ha detto:

    Scorgo la maturità nella acquisita capacità di scegliere con consapevolezza le strade che vogliamo siano il nostro percorso di vita. Scegliere con consapevolezza quelle strade cui nell’età non più giovane mai avremmo pensato di avvicinarci tanto ci sembrano portare a strapiombi mozzafiato, ad abissi insondabili. Scegliere con consapevolezza conservando l’entusiasmo per il nuovo, per l’ignoto, per il mai provato.

    Da giovani le scelte sono più spesso determinate dall’irruenza, dall’entusiasmo connaturato alla gioventù. Non c’è il tempo per fermarsi a pensare. Si corre, si fanno grandi balzi senza pensare troppo a cosa succederà poi. Ed è giusto sia così.

    Talvolta però si cade.

    Ed allora lentamente capiamo che ci si può concedere il tempo per pensare per poi riprendere il volo. Voleremo di nuovo e sapremo rialzarci se avremo la sventura di cadere.

    Maturare significa accettare la possibile caduta ed avere la forza per tentare di nuovo. Quando si è giovani irruenti, impavidi e sicuri come siamo non sempre abbiamo la forza per rialzarci ed allora inesorabilmente non maturiamo ma appassiamo. E poi all’improvviso ci sentiamo vecchi.

    Ma come si fa a maturare invece di appassire? Bella domanda. Personalmente credo dipenda da un mix di volontà e fortuna.
    Volontà che è dipende dalla nostra forza interiore di non mollare mai.
    Fortuna che invece per me vuol dire buone occasioni, buoni incontri, buoni amori.

    hesse

  10. melogrande ha detto:

    Grande commento, hesse.

  11. utente anonimo ha detto:

    Inciampare, cadere, rialzarsi
    e tentare di nuovo
    Volare di nuovo

    Questo è la vita!

    Forse le ali non ci reggeranno a dovere
    ne costruiremo di nuove

    QUesto è maturare!

    Demian

  12. melpunk66 ha detto:

    Saggezza?
    Maturità?
    Meglio dormire
    (Confucio)

  13. ombrellina ha detto:

    credo che solo noi possiamo definirci maturi, non credo che sia un compito che spetti agli altri nè si acquisisce il cartellino con l’età anagrafica

  14. ZuZuli ha detto:

    Ogni passaggio ha i suoi perchè…spero di non perdermi neanche questo!

  15. Federico1250 ha detto:

    Facendoci domande come dici tu, almeno dentro non s’inveccia.
    E poi il cervello non inveccia mai, si rigenera.
    Se ti va, leggi il mio ultimo post.ne parla.
    Ciao.

  16. flash6155 ha detto:

    Sì la curiosità ,il porsi domande aiutano a mantenere l’elasticità dopo ogni caduta; ma è molto utile anche osservare ogni cosa con occhi nuovi, cambiare spesso il punto d’osservazione per scoprirne i lati nascosti.
    Rosalba

  17. heteronymos ha detto:

    caro amico,
    ho molto apprezzato il tuo post. Tocca un tema che spesso è oggetto di rimozione. Belli tutti i commenti che ho letto, davvero.
    Mantenere aperta e viva la “passione della metamorfosi”: questa, scriveva Elias Canetti superati gli 80 anni, è la maniera più efficace di lottare contro la morte. Passione della metamorfosi, diceva il grande scrittore mitteleuropeo, che è facile coltivare soprattutto se si recupera il “puer” che vive dentro di noi: se si guarda il mondo con i suoi occhi, come Canetti faceva grazie alla presenza della nipotina.
    Neoliberalismo e neocapitalismo, oggi, ci sottraggono il tempo: l’idea della vita come progetto, come costruzione, come invenzione…
    Questa sottrazione della temporalità colpisce anche, con inaudita violenza, l’area giovanile, determinando risposte patologiche e catastrofiche. La lotta per la riconquista della temporalità e del progetto potrebbe oggi unificare generazioni differenti, spezzando antiche e persistenti barriere…
    Vorrei continuare. Di questi temi e con questo spirito ho parlato l’anno scorso, all’interno di corsi e seminari dedicati agli anziani (università della terza età): suscitando grande interesse e appassionate discussioni.
    bye
    mario

  18. melogrande ha detto:

    Argomenti dai quali non si dovrebbe distogliere lo sguardo.
    La curiosità, il cambiare intenzionalmente punto di osservazione delle cose, una sorta di ginnastica mentale.
    Il recupero della progettualità, vivere e non lasciarsi vivere, scegliere e non prendere quello che arriva.
    La “passione della metamorfosi” (grazie het !), tenere a bada il senex con l’ entusiasmo, in modo che la maturità sia un mettere e non un levare.
    I commenti hanno molto arricchito le mie riflessioni originali.
    Bellissimi spunti su un tema che merita ci si torni sopra, qui o altrove.

  19. RedPasion ha detto:

    e non maturare mai
    ed essere vecchi nel contempo?

    è un’ipotesi concreta che non avete preso in considerazione.

  20. melogrande ha detto:

    Invecchiare senza maturare ?
    Quello è’ facilissimo, basta non fare assolutamente nulla…

  21. RedPasion ha detto:

    non sono d’accordo
    in noi spesso coesistono aspetti fanciullesci che non riesco assolutamente a maturare
    e tratti di chiara “vecchiaia” intesa come disincanto, quasi stanchezza…
    intendo dire che non sempre e non per tutti…si matura e si invecchia contemporaneamente…ed in ogni tratto caratteriale

  22. utente anonimo ha detto:

    #21
    Assimilo il maturare al dare frutti.

    Ci saranno frutti che rimarranno acerbi, altri che invece avranno gran polpa e forse uno o due marciranno anzitempo ma l’albero avrà dato frutti.

    hesse

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