E fummo cristiani

Perché il Cristianesimo trionfò sul paganesimo?
 
Non è affatto semplice rispondere a questa domanda.
La risposta tradizionale che danno i libri di scuola è che il cristianesimo, essendo religione dell’ amore rappresentava un rifugio sicuro ed un conforto spirituale in tempi di crisi.
Questa interpretazione ovviamente non regge.
Il cristianesimo non apparve affatto in un momento di crisi, ma nel momento in cui l’ impero romano era al suo apogeo, l’ età di Augusto, e semmai si può dire valga il contrario, il declino dell’ impero andrà di pari passo con la diffusione del cristianesimo al suo interno.
Questo semmai avrebbe dovuto giocare come elemento a sfavore del cristianesimo, ed attirargli addosso, come effettivamente fu, l’ ostilità dei conservatori i quali attribuivano all’ ira ed alla vendetta degli antichi dei traditi questo declino.
Logico, no ? O tempora, o mores, qui non c’ è più religione, solo un ritorno agli antichi culti dei padri avrebbe potuto salvare Roma dalla catastrofe.
 
Allora qual’ è la spiegazione ?
Lo storico francese Paul Veyne ha proposto una tesi assai sconcertante: il capriccio di un imperatore.
 
Siamo nel 321 d.C., alla vigilia della battaglia di Ponte Milvio. Costantino fa il famoso sogno dell’ “In hoc signo vinces” .
E’ uno di quei momenti topici in cui la storia del mondo subisce come una torsione, resta un attimo sospesa, come la pallina da tennis che colpisce il bordo della rete e non si sa da che parte ricadrà.
Come Maratona. Come Roncisvalle. Come Lepanto.
Un attimo, e noi saremmo del tutto diversi, nella lingua, nel modo di vestire, nel modo di ragionare. Una biforcazione della Storia.
Il fatto è che l’ indomani Costantino vince davvero la battaglia contro Massenzio e si persuade che è stato il Dio dei cristiani a dargli la vittoria. In un momento in cui ancora il 90% della popolazione dell’ impero è pagano, Costantino decide di abbracciare il cristianesimo.
E lui è l’ imperatore.
 Devozione
Dieci anni dopo, nel 324, il cristianesimo avrà preso il sopravvento, diffondendosi vera convinzione o per spirito di convenienza, per emulazione, per opportunismo, perché così usa nella cerchia di chi conta. Perché così va il mondo.
Adesso le parti sono invertite, adesso è il paganesimo che si trova ad essere “tollerato” e poi nemmeno tanto, tollerato, perché in realtà si trova esposto ai furibondi assalti dei Padri della Chiesa.
Che troppo tolleranti non erano, anzi assai integralisti.
 
Un fatto accidentale, insomma, più che una lunga e sofferta macerazione delle coscienze.
 
Qualche decennio più tardi l’ Imperatore Giuliano tenterà di ribaltare nuovamente l’ equilibrio, restaurando il paganesimo.
Per questo fu subito soprannominato dai cristiani l’ Apostata, che vuol dire il rinnegato.
 
Che poi era sbagliato, perché Giuliano non rinnegava niente, era nato pagano e rimase pagano per tutta la vita, ma come detto prima i padri della Chiesa (Cirillo e Gregorio in particolare) non andavano troppo per il sottile nella polemica.
Ci provò con decisione, Giuliano, ma senza violenza, era un uomo intelligente, sapeva che i martiri non vanno a favore di chi li martirizza.
Ci provò con uno spirito quasi illuministico.
Giuliano però rimase al potere solo quattro anni prima di morire prematuramente, in battaglia o forse – dicono – assassinato.
 
Il suo tentativo fallì, la pallina era ormai oltre la rete e l’ Europa cristiana per sempre.
Vera o no, la trovo una teoria affascinante.
 
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12 commenti su “E fummo cristiani

  1. utente anonimo ha detto:

    Non so quanto sia condivisibile la tesi di Veyne ma certo è affascinante e potrebbe spiegare meglio di altre ipotesi il momento aurorale del cristianesimo all’interno dell’Impero Romano.
    Credo però siano poi state altre le ragioni storiche, politiche e sociali che hanno determinato il trionfo del cristianesimo sul paganesimo. E forse prime fra tutte proprio la visione del mondo, il senso ultimo della vita, il ruolo dell’uomo quale creatura privilegiata del disegno divino che il cristianesimo offriva. Senso del quale forse l’uomo dell’Impero Romano inconsciamente già sentiva il bisogno.
    Ciò che nel tempo sarebbe diventata l’Europa forse si è fatta cristiana per il capriccio di un Imperatore ma poi certo il cristianesimo ha saputo radicarsi in quel mondo la cui cultura era ancora profondamente intrisa del pensiero della tradizione greco-romana.
    Tra gli storici c’è anche chi sostiene che il cristianesimo per diventare realmente religione dell’Impero Romano si è fatto dapprima greco e poi romano cercando in questo modo di superare la frattura portata dal pensiero giudaico-cristiano all’interno del pensiero greco-romano. Frattura apparentemente irrisolvibile . Anche questa mi sembra una tesi affascinante. Ma è altra questione da quella posta in questo post.

    hesse

  2. melogrande ha detto:

    A me pare che il vero punto di forza della religione cristiana rispetto al paganesimo sia piuttosto nella promessa di vita eterna, del trionfo sulla morte.
    Promessa che poi si paga con una minore focalizzazione sulla realta´ immanente.
    Ma questo davvero e´ un altro discorso, che magari varrä´la pena di fare.

  3. utente anonimo ha detto:

    A questo pensavo parlando di senso ultimo della vita.

    hesse

  4. ibridamenti ha detto:

    E comunque fu una svolta epocale: gli oracoli degli dei smisero di parlare…

    OT se ci sei su ibridamenti c’è bisogno di un tuo parere.
    grazie !

  5. Dilia61 ha detto:

    questo post come gli altri tuoi rientrano nella filosofia di social prosumer… non ti va di taggarlo e mettere il bannerino?

  6. melogrande ha detto:

    Gli oracoli forse tornano oggi a parlare attraverso i motori di ricerca…e però oggi come allora non sempre il responso è affidabile
    : )

  7. SorNarciso ha detto:

    Diciamo anche che il Cristianesimo “trionfò” sul Paganesimoperché Teodosio decise (per motivi chissà quanto spirituali) che il Cristianesimo doveva essere la religioni di Stato, scegliendo quale religione dovevano credere Tutti. Seguito poi da altri capi di stato altrettanto sensibili e rispettosi delle libertà altrui per secoli e secoli.

  8. melogrande ha detto:

    Credo che l’ apoteosi si sia raggiunta nel 500 col principio “cuius regio, eius religio” che sanciva la libertà religiosa di ciascun PRINCIPE e l’ obbligo per tutti gli altri di conformarsi alla religione scelta dal suddetto principe per i suoi possedimenti.

  9. Lillopercaso ha detto:

    Non so, mi sembra troppo la storia che insegnavano alle elementari. Ci devo pensare. Invece, una cosa mi perplime: Perchè , ai tempi di Gesù, non è stato legalizzato il Cristianesimo nella Palestina in fermento, dato che la promessa di vita eterna distraeva dai problemi con l'Impero?

  10. capehorn ha detto:

    Non credo che fu un "trionfo" quello del cristianesimo sul paganesimo.
    Piuttosto, oltre a ragioni storico politiche, il passaggio dall'una all'altra religione o meglio, il modo di viverla, sia dovuto anche al fatto che l'una si presentava monoteista, monocratica, assoluta.
    L'altra l'opposto.
    L'una semplificava, anche attraverso gli atti di devozione, il rapporto tra l'uomo e Dio. A volte fin troppo e non dimentichiamo i vari movimenti eretici, che hanno trascitnato fin dopo il 1000, i loro effetti. Ecco la durezza dei Padri della Chiesa. Ecco l'asfissiante esegesi, che perdura tutt'oggi.
    Il desiderio di semplicità da una parte, un solo Dio onnicomprensivo, lo stupore di una consolidata liturgia, che sa farsi sfarzo in certi momenti é in fondo rassicurante.
    Come é rassicurante il principio cuius regio,eius religio per quanti e sono la maggior parte, non detengono alcun potere. Delegare la responsabiità di accedere ad una o un'altra religione, qual'é quella del Dominus, favorisce la diffusione della stresa. Se poi si instaura un diritto successorio al potere ecco che una religione, si può dire che proceda da padre in figlio, sino a diventare humus sostanziale di una società. Tanto da regolarne e ne abbiamo esempi chiari, la vita stessa della società. Se poi il Dominus trovava nell'una piuttosto che nell'altra risposte alle sue interiori tensioni, quel principio di cui hai accennato era gico forza, la chiave di volta per l'innesto e l'attecchirsi di una delle due forme religiose.
    Il bisogno di semplificare, di sfrondare, ha fatto quel buon gioco che ha permesso la crescita del cristianesimo e la caduta del panteismo.
    E' vero che sono intervenute anche forze esterne ai piani politici dei vari Dominus. La presenza di forti personalità profetiche e il passa parola (Non c'era altro) che accompagnò la vita di costoro aumentarono le chance dell anuova religione. Poi  da non sottovalutare, al potere laico, in certi luoghi e per certi momenti, il potere religioso si fece necessario, se non ottimo sotituto.
    Tutto ciò ha aumentato le cause per cui all'Olimpo si sotituitì ll Golgota.

  11. Lillopercaso ha detto:

    Leggo e rileggo il tuo commento, Capeh: di motivi ce n'erano da vendere!

    La cosa che mi convince più di tutte è il riscatto dei poveracci, come sempre maggioranza.  Soprattutto come individui, mi pare,che normalmente contavano men che zero.

  12. capehorn ha detto:

    Certo. Il messaggio cristiano é un messaggio di speranza, di miglioramento della propria condizione. E' vero, non riguarda lo stato del portafoglio, ma almeno in quella nessuno poteva pescare a piene mani e portare via anche gli ultimi spiccioli.
    Il limite forse sta nella fede.
    Cercarla non cieca ed assoluta, ma matura e sentita.
    Una ricerca mai finita.

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